Testo Canzone: Una Chiave

Ti riconosco dai capelli, crespi come cipressi
Da come cammini, come ti vesti
Dagli occhi spalancati come i libri di fumetti che leggi
Da come pensi che hai più difetti che pregi
Dall’invisibile che indossi tutte le mattine
Dagli incisivi con cui mordi tutte le matite
Le spalle curve per il peso delle aspettative
Come le portassi nelle buste della spesa all’Iper
E dalla timidezza che non ti nasconde perché ha il velo corto,
da come diventi rosso e ti ripari dall’imbarazzo che sta piovendo addosso
con un sorriso che allarghi come un ombrello rotto
Potessi abbattere lo schermo degli anni
Ti donerei l’inconsistenza dello scherno, degli altri
So che siamo tanto presenti quanto distanti
So bene come ti senti e so quanto ti sbagli, credimi
E ti fai solitario quando tutti fanno branco
Ti senti libero ma intanto ti stai ancorando
Siamo la stessa cosa, mica siamo imparentati
Ci separano solo i calendari

No, non è vero
Che non sei capace, che non c’è una chiave..

 

mi ha colpito molto questo testo…

 

Caparezza -Una Chiave-

Ti riconosco dai capelli, crespi come cipressi
Da come cammini, come ti vesti
Dagli occhi spalancati come i libri di fumetti che leggi
Da come pensi che hai più difetti che pregi
Dall’invisibile che indossi tutte le mattine
Dagli incisivi con cui mordi tutte le matite
Le spalle curve per il peso delle aspettative
Come le portassi nelle buste della spesa all’Iper
È dalla timidezza che non ti nasconde
Perché hai il velo corto da come diventi rosso
E ti ripari dall’imbarazzo che sta piovendo addosso
Con un sorriso che allarghi come un ombrello rotto
Potessi abbattere lo schermo degli anni
Ti donerei l’inconsistenza dello scherno degli altri
So che siamo tanto presenti quanto distanti
So bene come ti senti e so quanto ti sbagli, credimi

No! Non è vero!
Che non sei capace, che non c’è una chiave
No! Non è vero!
Che non sei capace, che non c’è una chiave

Sguardo basso, cerchi il motivo per un altro passo
Ma dietro c’è l’uncino e davanti lo squalo bianco
E ti fai solitario quando tutti fanno branco
Ti senti libero ma intanto ti stai ancorando
Tutti bardati, cavalli da condottieri
Tu maglioni slabbrati, pacchiani, ben poco seri
Sei nato nel mezzogiorno però purtroppo vedi
Solo neve e freddo tutto intorno come un uomo yeti

La vita è un cinema tanto che taci
Le tue bottiglie non hanno messaggi
Chi dice che il mondo è meraviglioso
Non ha visto quello che ti stai creando per restarci
Rimani zitto, niente pareri
Il tuo soffitto: stelle e pianeti
A capofitto nel tuo limbo in preda ai pensieri
Procedi nel tuo labirinto senza pareti

No! Non è vero!
Che non sei capace, che non c’è una chiave
No! Non è vero!
Che non sei capace, che non c’è una chiave

Noi siamo tali e quali
Facciamo viaggi astrali con i crani tra le mani
Abbiamo planetari tra le ossa parietali
Siamo la stessa cosa, mica siamo imparentati
Ci separano solo i calendari, vai!
Tallone sinistro verso l’interno
Caronte diritto verso l’inferno
Lunghe corse, unghie morse, lune storte
Qualche notte svanita in un sonno incerto
Poi l’incendio

Potessi apparirti come uno spettro lo farei adesso
Ma ti spaventerei perché sarei lo spettro di me stesso
E mi diresti “guarda, tutto a posto
Da quel che vedo invece, tu l’opposto”
Sono sopravvissuto al bosco ed ho battuto l’orco
Lasciami stare, fa’ uno sforzo, e prenditi il cosmo
E non aver paura che

No! Non è vero!
Che non sei capace, che non c’è una chiave
No! Non è vero!
Che non sei capace, che non c’è una chiave
Una chiave! Una chiave!
Una chiave! Una chiave!

 

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Le mille domande

Fin dalle prime volte in cui ho iniziato a farmi domande, da piccolo, e ad ascoltare alcune delle risposte che mi venivano date dalle persone ho avuto forte dentro di me in sentore che ci fosse qualcosa che non mi tornava…

cioè io mi facevo domande sull’esistenza, sul senso di certi comportamenti, sul perchè delle cose e mi venivano date risposte universali, chirurgiche, precise come se si stesse parlando di matematica. Rarissimi erano i dubbi, troppo veloci erano le risposte…

non riuscivo mai a convincermi…

come facevano quelle persone ad avere risposte così veloci a questioni così ampie??

forse si erano fatti le stesse domande molto prima e avevano dedicato molto del loro tempo a cercare le risposte che, quindi, avevano già pronte?!?

Era possibile, però generalmente se alle loro risposte seguiva un altra domanda che portasse a mettere in discussione quando da loro appena affermato, la maggior parte delle volte la risposta era liquidatoria…

ancora più veloce della risposta precedente..

era, di solito, una non risposta..

“perchè si, perchè è così, è la natura, è la scienza, sono gli esseri umani, è sempre stato così” e via dicendo.

Non mi sono mai piaciute queste risposte, e mi hanno sempre lasciato il senso di chi si sente preso in giro, ho sempre avuto l’amaro in bocca perchè pensavo stessero mentendo.

Era un loro segreto, una loro proprietà, la risposta a quelle domande non si doveva conoscere.

Ma perchè?? era pericoloso???

E così, piano piano, smisi di cercare le risposte nelle persone e iniziai a cercarle nella vita stessa, negli eventi, nelle situazioni, nelle reazioni delle cose.

Era affascinante, anche se in fondo un pò di quell’amaro in bocca mi restava sempre, perchè non riuscivo a capire come mai si dovesse arrivare a questo utilizzando molto del tempo che avevamo a disposizione quando magari riuscendo a recuperarne un pò si sarebbe potuto evitare qualche sbaglio, qualche sofferenza e qualche faticosa ricerca.

Ancora oggi non so rispondere a questa domanda, forse gli adulti non hanno tempo da dedicare ai più piccoli, forse le persone non hanno interesse a cercare risposte che non si possono trovare rapidamente, forse non siamo portati ad analizzare le cose mettendo in preventivo che la base della nostra analisi potrebbe essere parziale, forse soffriamo
il tempo che ci impedisce di rimanere sereni in attesa di una risposta, di una conclusione.

Ci sono sempre un sacco di domande a cui rispondere è difficile, perchè quella risposta potrebbe avere un senso oggi ma non averlo domani oppure viceversa, perchè quella risposta non determina una certezza ma un possibile traguardo o  soddisfazione personale, che se non riusciamo a condividere assume il sapore di una sconfitta.

Forse una cultura diversa ci porterebbe a non avere fondamenta e, senza punti fissi, stabili e sicuri anche se fatti più da una consistente illusione che da una misurabile (r)esistenza, ma al tempo stesso ci permetterebbe di vivere più serenamente senza dover determinare sempre tutto, anche ciò che non siamo in grado di fare.

E quindi quello che ho potuto imparare è che non tutte le domande possiedono una risposta, ci sono certe risposte che valgono in eterno e altre che sono soggette a cambiamenti, ci sono certe domande che evolvono nel tempo e certe risposte che invertono la loro polarità a seconda del magnetismo di chi le trova.

Ci sono certe domande a cui è bello non poter rispondere con la serenità di chi pensa che in ogni nostro giorno possa avere senso cercare una risposta diversa.

Paradossi lavorativi

A volte mi chiedo come mai persone in grado di scrivere complicatissimi e geniali algoritmi di calcolo e valutazione non sono così altrettanto bravi di capire che i dati su cui poggiano i loro sofisticatissimi mezzi di analisi sono completamente sbagliati o nei casi peggiori inventati??

e come mai non capiscono quindi che se il dato in oringine è fasullo il risultato derivato
dai loro fantasmagorici algoritmi è inutile se non dannoso???

Di vacanze atipiche

Questa volta non ho grandi cose da raccontare riguardo le mie ferie, diversamente dal passato sono arrivato al periodo delle vacanze veramente molto stanco e poco lucido mentalmente, è stato un anno parecchio pesante..
quindi diciamo che ho sfruttato la vacanza non per viaggiare, ma per riposarmi, per rilassarmi, per staccare la spina

Ne consegue che non ero ricettivo a stimoli e impulsi che il mondo, nei miei precedenti viaggi, mi ha sempre dato ma ero concentrato a togliere via tutti i pensieri e dedicarmi unicamente alla mia famiglia.

Quindi non ho fatto particolari pensieri o riflessioni, ho solo goduto di colori, suoni e odori..
o solo osservato i miei figli e fissato nella mente immagini e sensazioni che custodirò nel profondo del mio cuore che mi faranno compagnia quando io sarò vecchio e loro indipendenti.

Ciò nonostante qualche momento, qualche immagine delle vacanze ve la voglio lasciare così, nuda come la ricordo io, senza pensieri e sesazioni, ma non per questo senza senso…

Immagini da Lussin Piccolo (Croazia)

Immagini da Viterbo

Il vecchio saggio che non c’è

Quando ero un ragazzino, quando qualcosa mi turbava fuggivo di casa e andavo a passeggiare tra i sentieri e le rocce.
Li mi sentivo al sicuro.
Sedersi su un enorme e spigoloso masso che era più comodo di un cuscino, guardare la città dall’altro con il rumore del vento e delle foglie, con il calore del sole e con il silenzio e la tranquillità attorno mi ha fatto sempre sentire al sicuro.
Non sono mai stato in pericolo, nemmeno in città, nemmeno tra la gente ma la ero al sicuro.
Forse non c’è differenza tra sentirsi al sicuro e non sentirsi in pericolo ma io la percepivo, e anche bella forte. Mi sentivo più solo in città che li.

Guardare la vita che scorre dall’altro senza che in nessun modo nessuno guardasse la mia mi faceva sentire libero.

Poi, il pensiero di poter incontrare lui, quel signore anziano con la lunga barba bianca ed il tempo e la voglia di ascoltare i pensieri e le paure, i problemi ed i sogni di un giovane ragazzo.
Quell’anziano signore di cui non si conosceva nemmeno il nome, tanto da non essere importante, che aveva anche la voglia ed il tempo per nascondere nei suoi racconti di vita i consigli per i problemi ascoltati in precedenza.

Beh, quell’anziano signore non esiste e non esisteva.

Era una proiezione della mia mente, era una figura che avevo creato probabilmente per attribuirgli un pò di responsabilità della mia vita.

Pensare che esistesse e che un giorno lo avrei incontrato per parlargli ed ascoltarlo in qualche modo gli ha dato forma e sostanza.

Non averlo incontrato mai, probabilmente ha fatto si che io mi sforzassi di renderlo reale e mi sostituissi a lui, pensando a quello che gli avrei detto, a quello che avrebbe pensato ascoltandomi e a quello che avrebbe potuto dirmi.

Pensare a creare storie e mascherarci dentro consigli nascosti per stuzzicare il me la voglia di cercare altri modi per vedere e altri modi per ascoltare mi ha portato a cercar sempre di leggere tra le righe.

Se ci penso oggi ciò che vedo è un ragazzo che cercando di fuggire dalle responsabilità e dai fatti della vita è finito per affrontarle in nome di un immagine che poi alla fine era sempre la sua.

Cercavo quel vecchio saggio gentile perchè non sono mai stato bravo a parlare di me con gli altri ma molto spesso lo sono stato cercando di vestire i panni di quel vecchio quando rivedevo negli altri me stesso. Dare consigli è sempre molto più facile che riceverli.

Alla fine il desiderio di conoscere ed incontrare quel vecchio lo sento ancora, la voglia ed il bisogno di raccontare ed ascoltare li sento dentro di me, ed in qualche modo sento che quel vecchio saggio esiste e prima o poi lo incontrerò.

Probabilmente dovrò prima sentirmi veramente pronto, sì, perchè infondo se dovesse presentarsi davanti a me e se in questi anni sono riuscito a conoscermi un pò so che non gli racconterei nulla, sperando sappia già tutto, e sperando che magari sia lui ad avere qualcosa da raccontarmi che risponda a domande di cui probabilmente non sono pronto a ricevere risposte.
in realtà se avessimo qualcuno o qualcosa in grado di rispondere e risolverci i problemi che senso avrebbe vivere la nostra vita??

Quindi caro vecchio saggio, sposto il desiderio di incontrarti e conoscerti più in la, tra molti anni… quando magari sarò pronto e quando forse sarà qualcun altro a cercarti, intanto però ogni tanto, quando serve, potremmo incontrarci ancora per parlare del più e del meno, su quel enorme e spigoloso masso che è ancora più comodo di un cuscino, là dove mi sono sempre sentito al sicuro.

 

Sesso e/o/u/i amore, senza se senza ma..

Mi è capitato spesso, come a tutti voi immagino,  di imbattermi in quest’argomento senza capire poi il reale senso della discussione.

Esiste il sesso senza amore??

Mah, mi sembra una domanda molto retorica, credo che sia indiscutibile il fatto che esista mentre non capisco quale sia l’aspettativa dietro alle persone che si pongono questa domanda.

Secondo me, a livello di aspettativa, risulta molto più interessante questo ritocco:

Esiste il sesso senza passione?

Perchè di fatto, il sesso senza amore non è altro che l’istinto senza ragione, cioè quel qualcosa di primitivo che abbiamo dentro che si libera senza permettere la valutazione di cause e conseguenze. E’ un impulso, un istinto.

In realtà non è anche sempre e solo quello, grazie al potere della nostra mente, il sesso senza amore è anche un enorme e potentissimo mezzo sociale, molto più spesso di distruzione probabilmente ma, ad ogni modo, esattamente come sopra rimane uno strumento che una persona dalla mente dominatrice può utilizzare per i suoi scopi.

A fronte di queste piccole assunzioni personali poi, secondo me, va eventualmente analizzato chi decide consapevolmente o inconsapevolmente di praticare sesso senza amore e quali sono le ragioni della scelta.

Anche in questo caso gli scenari sono molteplici, anche citando quelli che potrebbero venirmi in mente sono sicuro che ne tralascerei molti. Ma perchè arrivare a giudicare quella scelta?? Per invidia, competizione, sport, noia??

Il giudizio sulla scelta cosa potrebbe portarci a noi come singoli individui?? quindi perchè farsi quella domanda?

Non lo so, in tutta onestà non trovo nemmeno l’argomento troppo stimolante.

Invece pensando alla revisione, le cose sembrano cambiare, almeno in pieno ambito personale..

Esiste il sesso senza passione??

Qui la risposta probabilmente non mi riesce così immediata e spontanea, anche se di fatto, non cambia rispetto alla risposta precedente.

Sicuramente esiste, ma l’immagine di contorno che ne esce è decisamente più triste di quella del sesso senza amore.

Esiste il sesso per lavoro, quello per dovere, quello fatto per noia.. però senza passione che piacere è??

Perchè ciò che ci piace del sesso è il piacere che ci restituisce, senza passione quel piacere riesce veramente ad esistere?? probabilmente sì, però…

Però la passione è fondamentale.

La passione è ciò che genera piacere, l’attesa del piacere è essa stessa piacere dicono in una famosa pubblicità e di fatto è verità, perchè la mente che disegna, che pensa al piacere, genera piacere.. e il piacere smuove la passione, che richiede a sua volta, in un circolo vizioso ancora altro piacere, o altre forme di piacere.

Perfino le perversioni non esisterebbero senza passione, senza piacere.

Quindi più che preoccuparmi se possa esistere il sesso senza amore mi preoccuperei se a mancare fosse la passione, che per come la vedo io è ciò che rende il sesso così fondamentale per le nostre vite, perchè ho la sensazione che chi chiede se esiste il sesso senza amore ha in realtà un altra domanda nella sua mente:

Ma il mio partner mi ama ancora??

Ecco, se non si riesce a fare questa domanda al proprio compagno/a oppure non si è pronti ad accettare la risposta evidentemente il problema e la soluzione non è di tipo sessuale.

Cambiano i tempi: Pomeriggi d’estate

Durante il mio periodo di ferie, quando non ero nella magnifica Croazia,
mi è capitato più volte uscendo o rientrando a casa di imbattermi in una situazione che
mi ha causato diverse riflessioni ed un sentimento di tristezza addosso che con difficoltà
sto cercando di allontanare.

E’ capitato che a svariate ore del giorno io scendessi per recarmi verso la mia auto, nell’attraversare
il vialetto ho sentito moltissime volte il figlio diecenne di alcuni nostri vicini che “parlava a voce
molto alta” e complici le finestre aperte della sua camera le sue “parole” arrivavano scandite alla perfezione
tanto da permetterti di comprenderle anche senza espressa volonta.

In pratica questo ragazzo stava giocando a qualche gioco online con altri amici, e nelle sue parole c’erano anche
un numero considerevole di parolacce e bestemmie.

Ora, chi mi conosce sa che io non sia molto vicino alla chiesa e a tutto ciò che la circonda, ma non sono nemmeno
in guerra con essa o cerco di oppormi ai suoi principi e/o al suo credo.

Ciò che mi ha colpito maggiormente e che mi ha dato quel senso di vuoto e tristezza è che io credo di poter dire
che questo ragazzino passa più o meno 6-8-10 ore al giorno in questo modo… in camera sua, immagino con le cuffie,
a giocare a qualche gioco online con qualche amico.

Ora io comprendo che direttamente non siano affari miei, e che bla bla bla

ma questa persona un domani sarà uno dei membri della nostra società e con esso anche chi sta con lui condividendo
questo tempo.

E non sono solo questioni di tempo e di scelte ma sono tutte le condizioni e le reazioni che portano questo ragazzino
a dire ciò che dice nel modo in cui lo dice.. non mi spaventa il fatto che “ti ucciderò bastardo” “maledetta puttana ho perso”
e cose simili ma mi spaventa l’assoluta mancanza di controllo che ha in quello che dice e fa…

si sarà mai chiesto se quello che sta facendo è giusto?
si sarà mai chiesto se non sia il caso di provare a guararsi da fuori e di farsi un idea di se stesso?

io intanto mi sono chiesto dove sono i suoi genitori quando urla in quel modo e pronuncia quelle frasi… sono in casa con lui,
purtroppo, e di conseguenza acconsentono…

forse pensaranno che sia una fase della sua vita, della sua crescita, forse sono perfettamente in controllo e sanno quello che fanno
e sono io ad esagerare, non voglio escludere la possibilità…

io a mio figlio non permetterò mai di fare così, ma questo non fa di me un padre migliore.. o non impedisce in maniera garantita
che mio figlio sarà una persona migliore…

però in me rimane un profondo senso di tristezza ogni volta che sento la voce di questo ragazzo, ogni volta che urla
parole di cui probabilmente non conosce nemmeno il significato, e men che meno di preoccupa di ricercarlo..

ogni volta che mi fermo a pensare ad un ragazzo di 10 anni che passa interi pomeriggi d’estate nella sua camera ad
urlare ed imprecare contro qualcosa che esiste fintanto che non si spegne un monitor, contro qualcosa o qualcuno
che da passatempo si trasforma in un altra realtà…

forse saranno solo sensazioni di un tempo che cambia, di una società che evolve, di un qualcosa che non conosciamo
e che quindi valutiamo in base alla nostra esperienza

forse saranno preoccupazioni e tristezze inutili… ciò però non basta a farle svanire..

Viviamo il presente per costruire in esso il nostro futuro