Cosa possiamo fare…

Allora, cosa possiamo fare??
non intendo oggi per passare la giornata, non intendo adesso per passare il tempo, non intendo
niente di concreto.

Cosa possiamo fare?? possiamo pensare.
Si, certo, potevamo farlo anche prima, ma forse non alle stesse condizioni.

Prima c’erano sì i pensieri, ma influenzati dalle scadenze, dalle cose concrete, quelle che ci piaceva fare, quelle che non ci piaceva
ma dovevamo farle, quelle che erano una nostra responsabilità e quelle che erano un dovere.
Pensavamo a quello che dovevamo fare e lo facevamo, non c’era tanto tempo per pensare ad altro.

Finivano le giornate, le settimane i mesi, eravamo stanchi e stressati perchè la frenesia a volte era da
un lato un alibi e dall’altro qualcosa che pensavamo di gestire ma che probabilmente gestiva noi.

Ora??

Ora è tutto diverso, tutta questa frenesia si è bruscamente arrestata.

Qualcuno non lo vuole accettare o finge di non volerlo fare, altri non ci riescono, altri hanno paura.

Ora siamo noi stessi come non lo siamo mai stati prima.

Ora abbiamo difronte la nostra vita, ora abbiamo difronte le nostre scelte, il nostro presente non è
obbligato (tranne in pochi casi, disperati ma santi, che magari ne avrebbero fatto anche a meno) ma
il nostro presente dipende mai come prima da quello che la nostra mente riesce a produrre, in autonomia.

Il nostro presente dipende in modo diretto da come abbiamo scelto di vivere le nostre vite o da come abbiamo
lasciato che altre persone o circostanze decidessero per noi.

Chi ha coltivato passioni, amori, curiosità e si è sempre ritagliato del tempo per mettersi alla prova, riscoprirsi
osservare il mondo che lo circonda, crescere dei figli con impegno e dedizione, costruire e inseguire sogni e progetti,
inseguire ideologie ed istinti probabilmente riuscirà a sfruttare questo tempo anche eventualmente per iniziare
a reinventarsi, ancora, un altra volta.

Altri, presumibilmente (forse con un pò di arroganza di presunzione, sono disposto ad ammetterlo)
passeranno questo tempo a cercare qualcosa di cui lamentarsi, e di cose ne troveranno in quantità industriale,
perchè quelle non mancheranno mai, non mancherà mai qualcuno a cui adossare colpe e responsabilità giuste o sbagliate
per colmare il fatto di sentirsi come rinchiusi o costretti a non poter fare qualsiasi cosa si abbia voglia di
fare. E questo diventerà un nuovo standard di vita, che forse nella forma non cambierà rispetto a prima ma nella sostanza
invece diventerà ancora più pericoloso, dannatamente più pericoloso e non soltanto per l’individuo stesso ma anche per
chi ne verrà a contatto. Un effetto collaterale del virus, putroppo molto pericoloso.

Negli ultimi anni ho letto spesso persone parlare di resilienza, persone raccontare metodi e strategie mentali
per affrontare qualsiasi situazione… forse questo è il momento di vedere i frutti di questi termini, di questo lavoro
mi auguro che tutti siano consapevoli che il primissimo confronto o a volte l’ultimo è sempre quello con noi stessi.

Si, certamente, non è facile, non è sempre possibile a volte bisogna trovare un ancora, un appiglio, un appoggio
ma qualsiasi esso sia o in qualsiasi numero questi compagni debbano essere presenti non saranno mai in grado di
prendersi la responsabilità della nostra vita al nostro posto.

amici di blog

Capita che manchi dal tuo blog e dalla vita da blogger per qualche tempo e poi capita che ad un certo punto decidi di passare a fare un saluto a tutte quelle persone che magari non conosci di persona ma con cui hai condiviso attimi tra letture e scambi di idee, opinioni, punti di vista che nonostante sia passato diverso tempo custodisci sempre con grande piacere e perchè no un pò di affetto ed emozione.

E’ strano perchè ogni giorno condividi fisicamente momenti ed attimi con tantissime persone e spesso di tutto quel tempo non ti rimane nulla, viceversa capita che con persone fisicamente sconosciute attraverso lettura e scrittura condividi pezzi d’anima, pezzi di quella che forse è la cosa più bella che abbiamo, la nostra stessa profondità privata dai contorni di una vita basata sui sensi concreti e concentrata sullo scambio di una parte di noi, del nostro io più profondo.

E quindi niente, è stato bello risentire tanti amici di blog e ripercorrere diversi ricordi e sensazioni condivise con voi…

mi colpisce sempre molto il potere di questo tipo di comunicazione

tutto qui per oggi… 🙂

 

di Pensieri statici

Ed è così che in questi giorni tra panico e fastidio sembra che il tempo stia perdendo di significato.
Mi sono sempre fatto molte domande e ho sempre cercato mille risposte alle stesse domande, risposte che potessero contrastare con la prima che davo d’impulso.
Questo giochino mi ha sempre portato ad analizzare ciò che mi succedeva attorno dal mio punto di vista in prima battuta ma immediatamente dopo da quello di tante altre persone immaginarie che pensavo potessero vederla e pensarla in modo diverso.

In questi giorni particolarmente ma negli ultimi mesi questa attitudine abitudine si è inceppata drasticamente, le domande arrivano ma manca la voglia di risposte, di cercarle di darle di pensare che siano in qualche modo interessanti e utili.

Forse complici i due anni di grandissimo impegno (che avevo ovviamente sottostimato) che la vita dedicata allo sport per i ragazzi mi ha posto davanti. Un impegno che fino ad oggi (o a qualche settimana fa a volerla raccontar bene) è stato principalmente un piacere, stancante ma una gran bella gioia.

Ora da un paio di settimane (un paio d’ore per una buona media di illuminati e standardizzati italiani) tutto si è fermato, così, senza avviso, bruscamente. Nel senso di chaos generale, nel modo che non ti permette anche volendo facili riflessioni. Difficile trarre conclusioni che possano avere un senso concreto in assenza di elementi certi e se vogliamo anche di precedenti.

Non scrivo da tempo ma non ho mai smesso di leggere, e forse, proprio ciò che leggevo mi impediva di scrivere. C’è stato un tempo in cui ciò che leggevo mi illuminava, mi apriva occhi e pensieri.. ora tra lavoro e vita generale sono un po’ nella situazione opposta. Periodi, mi dico sempre;
la vita dev’essere un po’ come il flusso delle onde, delle maree… ci sono momenti e momenti.

Quello che ci sta succedendo ora dovrebbe portarci a fermarci anche mentalmente un attimo, ad osservare, pensare e riflettere molto prima di portarci a parlare. Io sento che la mia anima ora è in silenzio.

Però tra le tante cose che ho letto ed ascoltato ora alcuni pensieri iniziano a girarmi per la testa, stanno iniziando a germogliare nuove domande che stanno a loro volta facendo sbocciare alcune nuove risposte.

Tra tutte, in ordine sparso, questi i primissimi pensieri dopo un periodo terribilmente arido.

Ci sorgerà il dubbio che probabilmente nel modello sociale ed economico che stavamo utilizzando come filo conduttore della nostra società c’è probabilmente qualcosa che non funziona più come prima??? Osserviamo quello che è successo nelle ultime settimane, senza dare la colpa a singole persone ma osservando la società in generale forse c’è qualcosa da rivedere?? Io mi sento responsabile come istruttore sportivo di diversi gruppi di bambini prima ancora del loro andamento sportivo di quello sociale.

Perché è vero che i genitori ci affidano i loro ragazzi per svariati motivi, ma lo è altrettanto che in un futuro prossimo questi ragazzi probabilmente non faranno lo sport che stanno facendo assieme a noi ad un livello tale da potersi mantenere o forse non lo faranno proprio più ma lo è altrettanto che il nostro compito in questo momento non è quello di formare degli atleti ma di formare prima di tutto dei ragazzi e delle ragazze che domani vivranno nella società che loro formeranno e i valori che noi cercheremo di trasmettere loro saranno quelli che avranno un impatto importante su questo disegno che faranno.

Lo sport per sua natura insegna la costanza, il sacrificio, la determinazione, il rispetto, la caduta, il rialzarsi, la vittoria e la sconfitta, la vita vera non è forse fatta degli stessi elementi?
Cosa centra questo con il modello economico e sociale?? Beh, tutto a mio modo di vedere, non lo determina ma potrebbe anche farlo.
Ridare peso ai valori nei percorsi educativi dei nostri ragazzi e ragazze, forse, è la cosa più concreta che noi adulti possiamo fare nei confronti non solo dei giovani ma anche in quelli dei nostri padri e nonni e della vita che stiamo vivendo.

Ci sorgerà il dubbio che ci stiamo arrabbiando troppo con tutti e troppo facilmente?? Siamo sempre pronti ad additare gli sbagli degli altri, siamo sempre in prima linea a dire a parole l’opposto di quello che sentiamo, che vediamo, che viene fatto ma quasi mai siamo disposti a seguire le nostre parole con i nostri fatti.

 

Siamo sempre pronti a non giustificare un errore di un’altra persona e anzi che cercare di rimediare dove possibile poniamo tutta l’attenzione sull’errore con il solo risultato di fossilizzare il tempo e la spazio su di esso, ma non siamo mai altrettanto pronti e decisi ad assumere la nostra responsabilità su un nostro errore. Se sbagliamo noi o non era importante oppure la colpa e la responsabilità è sempre destinata ad un’altra direzione o a fattori astrali come se sbagliare non fosse più umano.
Ci sorgerà il dubbio che ora che siamo costretti a casa, forse dovremmo essere tutti un po’ più sereni e consapevoli di quanta meraviglia abbiamo attorno che forse non è così scontata e dovuta come ormai siamo portati a pensare??? E allora ripenso a cosa si prova se si libera la mente per un attimo dai mille pensieri quando si passeggia in montagna o in riva al mare, quando si corre su un prato o quando ci si ferma a fare un selfie su uno sfondo meraviglioso di un qualsiasi paesaggio naturale o monumento artistico, cosa rende così speciali questi momenti???

Non siamo noi, è ciò che ci circonda ed è ciò che ci circonda a farci sentire migliori.
In quei momenti non pensiamo alle discariche o ai fumi delle ciminiere, non ci facciamo i selfie negli scarichi abusivi e allora perché non riusciamo a rispettarci e a dare il giusto credito al nostro prossimo??

Dobbiamo cercare di sfruttare questo momento per capire come far rivivere il sentimento, è un bene essenziale che necessita di determinate condizioni per poter esistere, queste condizioni sono frutto delle nostre scelte e non cerchiamo scuse, sono le nostre scelte a determinare il nostro presente e di conseguenza il nostro futuro.