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Cosa succerebbe se….

…trattassimo un’opinone per quello che è:

 

Fondalmentalmente mi chiedo perchè la nostra opinione, da sola, non ci basti mai…

In questo caso particolare mi riferisco ai vari commenti che seguono le varie impressioni di riflesso
alla visione del film oscar “la grande bellezza”.

Leggendo di qua e di la le varie opinioni, recensioni e discussioni “social” mi imbatto continuamente
in scontri più che confronti.

Scontri tra chi definisce il film un capolavoro e chi non l’ha apprezzato.

Entrambi i giudizi secondo me, sarebbero semplicemente da leggere e accettare per quel che sono, cioè
opinioni personali, giuste, sbalgiate, legittime, legittimate o meno, interessanti, coinvolgenti, noiose o trascurabili.

Invece no, questo concetto sembra inapplicabile…

chi sostiene che il film sia bello o un capolavoro in genere si inalbera con chi non lo ritiene tale,
chi lo reputa pessimo non sopporta di sentirsi dire il contrario…

(fortunatamente nel mio blog per ora non è andata così)

Quello che non capisco io è, come mai???

cosa scatta nella mente di queste persone per portarli ad affrontare
l’eventuale discussione o parere diverso con tanto astio, prima ancora di capire il tenore di quel parere.

Quello del film era un pretesto per descrivere questa che ad ogni modo è una pratica più che comune…

Ma torniamo a quel “come mai reagiamo così?”

Perchè non riusciamo ad accettare punti di vista diversi dal nostro e abbiamo la pessima abitudine di considerare
attendibile chi la pensa come noi e culturalmente, civilmente o socialmente inferiore chi la pensa diversamente?

Pensiamo ai nostri trascorsi scolastici, è il modello base su cui si forma la nostra educazione…
ti interrogano facendoti una domanda, ponendoti un problema… tu vai alla lavagna e fai quello che credi più corretto,
se la maestra o maestro lo ritengono corretto, ti assegnano un voto positivo, se lo ritengono scorretto uno negativo.
Diffilmente (almeno per la mia esperienza) ti spiegano cosa hai sbagliato, perchè così è giusto, o ti illustrano , anche solo
a livello di possibilità, un modo alternativo per ottenere un altro risultato (anche per ragioni valide eh).
Questo meccanismo si insinua nelle nostre menti il giusto o sbagliato, il voto positivo o negativo, il giudizio fine a se stesso o  quel contesto.. il continuo rapporto
1 a 1 potrebbero essere meccanismi che aprrendiamo da piccoli da cui non riusciamo più a sfuggire?

Molte volte sembra quasi che un giudizio negativo o contario sia una sorta di offesa alla persona a cui lo si contrappone
tanto da portare adirittura alla sua descrizione omnicomprensiva in un tempo brevissimo…

A me sembra che questo approccio mentale sia al confine della follia della ragione, ma qui rientriamo sul concetto di verità,
siamo poi così sicuri che non possano  esistere contemporanemante due verità??.

Altro aspetto che noto molto spesso è che una conferma media esterna della nostra opinione tende ad innalzare in maniera
più che esponenziale il nostro ego, come se queste conferme, elevassero non solo il pensiero espresso ma anche tutta
la nostra persona in tutte le sue caratteristiche, viceversa la tragedia in caso di mancato riscontro positivo
“del pubblico attorno a noi”.

Cosa ci ha portato ad essere così dannatamente vulnerabili, attaccabili e dannatamente superficiali?