Rispondi Con Un Libro: Test Fantasia

Traendo spunto da questo post Bloom2849 nel suo blog http://bloom2489.wordpress.com/ che a sua volta ha preso spunto da SognidiRnR, e a sua volta preso da http://liveeread.wordpress.com/ … insomma arrivando al dunque si tratta di rispondere a 15 domande personali citando titoli di libri letti…

 

di solito queste cose non mi appassionano ma questa mi sembrava originale e un ottimo modo per scoprire qualche bel libro da leggere in futuro….

 

ecco le mie:

1) Sei maschio o femmina?
Se questo è un uomo -Primo Levi- ; 

2) Descriviti
Saltatempo -Stefano Benni- 

3) Cosa provano le persone quando stanno con te?
Il cacciatore di acquiloni -Hosseini Khaled-  ;

4) Descrivi la tua relazione precedente
A proposito di lei -Banana Yoshimoto-

5) Descrivi la tua relazione attuale
Ogni cosa è illuminata -Jonathan Safran Foer-

6) Dove vorresti trovarti?
A sud di nessun nord -Charles Bukowski-

7) Come ti senti nei riguardi dell’amore?
L’alchimista -Paulo Coelho-

8) Come descriveresti la tua vita?
Lo spazio delle varianti -Zeland Vadim-

9) Cosa chiederesti se avessi a disposizione un solo desiderio?
Mille giorni di meraviglia -Fernyhough Charles-

10) Dì qualcosa di saggio.
Finzioni -Jorge Luis Borges-
Illusioni -Richard Bach-

11) Una musica.
La musica del Silenzio -Sergio Bambarén-

12) Chi o cosa temi?
L’ombra del vento -Carlos Ruiz Zafón-

13) Un rimpianto
Niente per caso -Richard Bach-

14) Un consiglio per chi è più giovane
Piccolo trattato sull’immensità del mondo -Sylvain Tesson-

15) Da evitare accuratamente
La voce degli uomini freddi -Mauro Corona-

 

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Meglio ingenui che….

Adoro la mia ingenuità!!!

E pensare che fino a ieri ho sempre pensato di stare “nel giusto”…

La mia filosofia quando faccio un lavoro è da sempre quella di farlo nel miglior
modo possibile, che rispetti ciò che mi è stato chiesto di fare, cercando di farlo
nei tempi e nei modi che sono indicati o in assenza di indicazione che mi sembrano
più consoni.
Ho sempre pensato che la consegna di un lavoro oltre che rispondere ai requisiti sopra
citati debba in qualche modo, se possibile, rappresentarti e lasciare qualcosa di
tuo, di personale, che contraddistingua se non altro il tuo stile, il tuo essere.

Non ho mai cercato di fare il lavoro fine a se stesso ma ho sempre cercato di comprenderne
il contesto, lo scopo, le finalità in modo da favorire la sua applicazione o il suo utilizzo
e di favorire anche l’utilizzatore finale o chiunque per qualsiasi motivo ci debba poi
interagire, quindi lasciando o trovando il modo per dare tutte le informazioni del caso
tutte quelle che potrebbero in qualche modo facilitare chi si interfaccia con esso.

Insomma mi piace pensare che chiunque debba interagire con qualcosa che ho fatto io,
abbia tutte le informazioni per poterlo fare, possa capire secondo quale logica ho
lavorato e in quale ottica di utilizzo.

Ieri invece ho scoperto, da uno dei massimi “manager” aziendali che questo modo di fare risulta “ingenuo” perchè fornisce diversi
pretesti per “criticare” o “interagire” con il lavoro stesso, che bisogna lavorare in modo
che nessuno possa poi “rompere le scatole” o aver nulla da ridire, il primo unico e vero
obiettivo nel lavoro deve essere questo… poco importa se magari dalla critica potrebbe venir
messo in luce un possibile miglioramento, poco importa se chi ha fatto quel lavoro ha delle opinioni
e delle ragioni da poter esporre per illustrare o difendere tutto quello che comporta il suo lavoro,
poco importa se il lavoro è fatto bene e poco importano tutti quelli che con quel lavoro devono
interagire, la cosa fondamentale è evitare ogni interazione futura… quello è un lavoro fatto bene.

E un ultima cosa importante

M: Si ricordi questa lezione, le sarà utile, e non se la prenda per le mie parole…
I: Non si preoccupi, la mia reazione umorale a tutto questo è parificabile a quella che ho
dopo uno scoop di Barbara D’Urso, non condivido nemmeno una virgola del suo pensiero, ma sicuramente
ricorderò la lezione, ogni volta che nella mia ingenuità continuerò a sbagliare.

e ora… chi vivrà vedrà….

cit. The Life of David Gale

“Per poter continuare ad esistere, il desiderio deve avere i suoi oggetti eternamente assenti. Non è quella cosa che noi vogliamo, ma la fantasia di quella cosa; quindi il desiderio aumenta solo fantasie utopistiche. […] Per essere pienamente umani bisogna cercare di vivere secondo le nostre idee e i nostri ideali, non certo misurando la vita in base a quanto avete raggiunto di quello che desideravate, ma in base ai piccoli momenti di integrità, con passione, razionalità, a volte anche di sacrificio. Perché alla fine, se vogliamo davvero misurare il significato della nostra vita, dobbiamo dare valore alla vita degli altri.”

The Life of David Gale

A te, persona…

Il modo migliore che conosco per dimostrarti il mio amore

è quello di fare tutto ciò che è nelle mie possibilità,
sforzarmi più che posso di starti accanto e non spingerti
mai e poi mai ad essere ciò che non sei.

non guidarti nei gesti e nelle parole
ma ascoltarti
non dettarti movimenti ed azioni
ma osservarti

non giudicarti nei pregi e nei difetti
ma provare a capirti, rispettarti
e starti semplicemente vicino

non vergognarti mai, sii te stessa, persona,
ascoltati e rispettati, amati
prima di tutto il resto, prima di ogni tuo prossimo.

Gesti proforma & per conforma-RSI -> Gli anticonformisti?

Quanto non sopporto i proforma o fare qualcosa che ci permetta di conformarci per evitare di venir discriminati dagli altri…

non so, in tutta onestà, quanto nella mia vita io sia riuscito a tenermi lontano dal accomunarmi ad una pecora nel gregge… spero, e spesso ho la sensazione di esserci riuscito discretamente, ma ogni tanto penso che son di parte e che potrebbe essere solo un’illusione… la coerenza verso noi stessi risponde spesso alla speranza e non sempre alla realtà, è complicato essere obiettivi e questo mi fa spesso dubitare.

Mi infastidisco quando leggo, sento, osservo o partecipo a gesta delle persone che sono spacciate per intime e riservate ma che in realtà sono rivolte al pubblico…alla massa, al ritorno dell’echo della folla…

Non riesco a credere, a credervi, a crederci quando fate/facciamo qualcosa che non è indirizzato ad una sola e singola persona o scopo, e, a conoscerne il fatto è, e rimane, sempre e solo quella sola e unica persona.

Esempio, solo per provare a farmi comprendere:

Qualche tempo fa, chi segue il calcio lo sa, Antonio Conte (allenatore) si è dimesso, Andrea Agnelli (presidente) ha scritto una lettera d’addio o ringraziamento e fatta pubblicare sui media…

ora dico io, ma perchè???
che senso ha?? dovevi scrivere e dire qualcosa a questa persona?
lo scrivevi a lui, riservato, privato, punto.

Il fatto di scriverla e pubblicarla sul giornale mi fa pensare che quello che c’è scritto non è scritto ad una persona e per comunicare qualcosa a quella persona ma è scritta con il preciso scopo di alzare un sentimento popolare, raccogliere e guidare il pensiero sull’argomento a chi ne è interessato.

Ok, i frutti sono divisibili, può andarti bene se sei “simpatico”, può andarti male se sei “antipatico”…

a me fa senso…
fa senso pensare che si arriva a fare questo…
fa senso pensare al perchè si arriva a questo…

fare qualcosa apparentemente indirizzato a qualcuno con il fine velato da secondo fine ma in realtà unico scopo di “colpire nel mucchio”.. fare e dire qualcosa come pretesto per se stessi nei confronti della massa…

invitare a bere il caffè, fare gli auguri, aperitivo, abbracci, strette di mano, sorrisi.. fatti a persone di cui non ce ne può fregar di meno sono gesti ignobili, sono proforme da cui fuggo a gambe levate, sono abitudini che non voglio prendere, sono (sempre ovviamente a mio modesto parere) cadute di stile, abbandoni d’intelligenza che mi suscitano un misto di tristezza e fastidio…

come abitante del Friuli venezia giulia sono stato spesso “giudicato” come freddo, ma nello stesso giudizio mi sono imbattuto anche con corregionali..

sarà vero? sarò freddo e/o associale?!!

io non mi sento così, sento semplicemente di fare ciò che sento di fare, di dire quello che ho da dire, se ho da dire qualcosa, di condividere con chi mi va di condivedere e di non far le cose perchè si fa così, perchè tutti fanno così o perchè altrimenti mi isolo o mi isolano… io non mi sento affatto solo, ho amici e conoscenti, ho i miei pensieri, le mie passioni, i miei hobbie e i miei amori…
non ho bisogno di comprarne altri per far numero
non ho voglia di conquistarne altri per raccontarlo in giro
se ti invito da qualche parte è perchè mi fa piacere passare del tempo con te, se ti dico bravo è perchè penso che ci sia un motivo per dirlo.
Difficilmente rido per cicostanza e difficilmente annuisco per reputazione, per riverenza, per assecondare.
Difficilmente interpello l’orgoglio dopo un rifiuto o una privazione,
difficilmente faccio una domanda non mirata a conoscere una risposta,
difficilmente chiedo a terzi il parere dei secondi…

Fondalmentalmente penso che non me ne freghi nulla di chi mi giudica freddo o associale, (Spero che questo menefreghismo non sia egoismo o superbia ma semplicemente scelta ma anche qui rimane quel filo di dubbio di cui ho parlato in apertura..) mi interessa soltanto capire di non prendermi in giro da solo convincendomi di riuscire a fare le cose che sento giuste, nei modi e nei tempi, e di sapere che qui fuori ci sono persone che fanno altrettanto, non chiamateci anticonformisti, siamo o proviamo semplicemente ad essere persone semplici con una scala valori e un senso della vita leggermente differente….

…stabilito questo, se vi aiuta, chiamateci pure anticonformisti…
se vi và…