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Ambizioni educazionali

Ambizioni educazionali di un padre per i suoi figli

Riuscire a vedere la bellezza nella diversità,
eliminare il pregiudizio conseguenza della paura delle differenze,
visualizzare il rispetto come una delle massime ambizioni,
legittimare ogni scelta dettata dal buon senso,
comprendere gli spiragli che dona la conoscenza,
assaporare il gusto della condivisione,
guardare le persone negli occhi e provare a leggere la loro anima,
accettare che nell’errore possa esserci buona fede,
rifiutare la malvagità in ogni sua espressione,
considerare la natura un dono,
la vita una possibilità,
sognare di vivere situazioni irrealizzabili,
vivere sogni veri e provare a trasformare in realtà quelli utopistici,
accettare la sconfitta fieri di averci provato,
donare la vittoria come buon auspicio,
permettere alle parole di riscaldarci l’anima,
apprendere come usarle per far vibrare quella altrui,
impedire alla solitudine di esistere nel silenzio,
permettergli si sopravvivere nel rumore,
concentrarsi nel chaos,
non permettere che il tempo impedisca di vedere i colori del mondo
dai tramonti al filo d’erba che nasce nel cemento,
osservare la magia dell’acqua, l’incidere del vento,
sentire le carezze dell’aria e il calore del fuoco,
comprendere quando farsi domande e quando
semplicemente lasciarsi guidare dalla consapevolezza di essere
degli esseri viventi, simili ad altri, diversi da tutto il resto
ma essere sempre felici perchè sentiamo di avere un enorme opportunità
che nessuno potrà mai intaccare

quella di poter sempre scegliere come impiegare il tempo che ci rimane..

Pensiero per un tempo limitato

Perchè a volte un gesto banale e futile come riparare un acquilone
si trasforma in una scena che fa contemporaneamente un male cane e riscalda tanto bene il cuore??

commuove e fa rabbia, fa male dentro e ma ti stimola, ti spinge a pensare,
riflettere e ti dona la forza per renderti conto che puoi essere migliore..

perchè questo pensiero??

ho appena finito di vedere un film con i miei bimbi, un film del 1964..

e ora, terminata la visione mi piacerebbe avere vicino a me un sacco di padri
e madri di bambini piccoli… e dirgli ciò che mi sono appena detto:

Almeno pensiamoci, abbiamo un tempo lungo ma limitato… i nostri figli cresceranno
indipendentemente dalle nostre gesta, dalle nostre azioni o in questo caso
dalla nostra consapevolezza..

un gesto banale, futile di un padre o una madre rivolto ad una banale e futile importanza
per i propri figli non è e non sarà mai solo un gesto futile e banale..

il ricordo di quel gesto o la sua mancanza spesso è un ricordo che rimane e segna
se non per sempre per lunghi tratti il rapporto che abbiamo con i nostri piccoli
perchè non è il gesto in sè ad essere straordinario o banale ma è il fatto di dare
importanza a ciò che per i nostri figli in quel momento è importante, e con essa
dare importanza a loro, fargli sentire che loro per noi SONO importanti.

Molto spesso questo tipo di sensazione cambia la storia… forse la mia vita è stata
bagnata da queste sensazioni e da queste mancanze e quindi le sento in maniera particolare
però io credo che da padri e da madri molte volte dovremmo sforzarci di vedere i bisogni
dei nostri figli non con i nostri occhi ma con i loro perchè le priorità vengono definite
anche dal momento della vita che si sta vivendo, sminuirle o non considerarle è una violenza.

Quindi quello che mi piacerebbe diffondere tra i genitori e che il tempo a nostra disposizione
per rendercene conto è limitato.. non si torna indietro…

così come piccolo potrebbe essere anche lo sforzo da compiere
ma di certo non lo saranno gli effetti qualora ne riuscissimo a prendere consapevolezza..

e quando magari vostro figlio vi chiederà durante la visione di Mary Poppins perchè state piangendo
magari rispondete semplicemente:

Cam caminì, cam caminì spazzacamin allegro e felice pensieri non ho

oppure

Supercalifragilistichespiralidoso
anche se ti sembra che abbia un suono spaventoso
se lo dici forte avrai un successo strepitoso
supercalifragilistichespiralidoso

perchè non dovremmo mai dimenticar che
Là dove il fumo si perde nel ciel
lo spazzacamino ha il suo mondo più bel;
tra la terra e le stelle di Londra nel cuor
rischiara la notte un vago chiaror.
Sopra i tetti di Londra, oh!, che splendor!”

Mary_Poppins-3

La forza dell’amore

Ripropongo questo post dal mio vecchio blog per ribadirmi un concetto da non dimenticare:
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Pensate ad una signora di mezza eta’ o ad un anziana signora…
Pensate ad una borsa della spesa piena di roba e quindi molto pesante…
Pensate ora a questa signora con questa busta della spesa che cammina per i marciapiedi
sulla strada per tornare a casa…
Immaginatela mentre fa una pausa perche’ la borsa e’ troppo pesante e lei troppo debole…
Tenete in mente questa scena e questa signora che avete appena immaginato.

Ora spostiamoci in una spiaggia in un caldo giorno d’estate…
Immaginatela…
Mettiamoci dentro la stessa signora di prima e aggiungiamoci la nipotina di quattro anni… E dipingiamo questa scena.

La nipotina che corre sul bagno asciuga,
corre perche’ sta scappando dalla nonna che la rincorre dicendogli di non scappare…
La nipotina ride, corre e urla…
La nonna (la signora della borsa) ride corre e urla…
Stanno assieme, spontaneamente ridono, giocano e si divertono.
La nonna raggiunge la nipotina e la prende in braccio, le da un bacio e inizia a camminare con la nipotina in braccio lungo tutta la spiaggia raccontandogli delle storie.

Ora la bambina pesera’ grosso modo come se non di piu’ della borsa della spesa…

La signora di prima e la nonna sono la stessa persona, stessa eta’ e stessi acciacchi…

Cos’e’? Magia?

No, e’ solo la forza dell’amore e la volonta’ della mente…

Quanti limiti possiamo superare se proviamo a capire, osservare e lavorare sulla forza della nostra mente e del nostro cuore?

Per iniziare basterebbe smettere di raccontarci bugie…

O di nasconderci dietro false verita’.

Forse, non ne siam capaci…

Chissà se non ne siamo capaci perchè non volgiamo esserlo oppure perchè forse infondo

non è così che andrebbe vissuto..

Mi chiedo sempre se qualche essere umano è in grado di decidere di innamorarsi o di disinnamorarsi.

Partendo dal presupposto che nessuno possa essere in grado di gestire questo sentimento

così forte mi chiedo allora perchè cerchiamo delle regole, dei segni, dei confini che

possano in qualche modo attestarlo o smentirlo, certificarlo o invalidarlo.

Non sarebbe più giusto semplicemente ascoltarlo, viverlo??

Eppure non ne siamo capaci..

Se ci innamoriamo di una persona e il nostro amore non viene corrisposto la nostra reazione

è quella, forzando sui confini della ragione, della logica, delle basi della civiltà

di ritenerlo un qualcosa di pericoloso, dannoso…

tanto da portarci a fuggire tentando

di reprimerlo, nasconderlo o distruggerlo  per altro distruggendo anche tutto ciò che

gli si presenta a contatto.

In realtà se modifichiamo la variabile “persona” la nostra reazione a cospetto di quel tipo

di sentimento muta a volte radicalmente.. riusciamo a resistere senza scappare ad accettare

quel sentimento senza osservare la bilancia dall’altro piatto. Perchè?

Per assurdo riposizionando la variabile “persona” al suo posto, saremmo pronti a difendere

e diffondere il nostro sentimento con il mondo anche se i due piatti sulla bilancia

si trovassero in equilibrio ma da una parte ci fosse un bastoncino a sorreggere il piatto stesso

fornendo così l’illusoria immagine di equilibrio. Questa forzatura verrebbe digerita molto

più facilmente rispetto alla condizione di amore non ricambiato pur combaciando nella sostanza.

Penso che ci sia qualcosa di sbagliato in tutto questo, umano per carità, ma sbagliato.

Perchè si cerca di gestire con le regole della ragione qualcosa che appartiene al mistero

della nostra anima e della nostra esistenza.

Se la vista di una persona ti crea sentimenti che non riesci a contenere o spiegare

il fatto di averla con te sempre o per sempre, seppur ripeto, naturale nella nostra natura

di umani non dovrebbe essere l’unica condizione per cui quella persona ti restituisce

quella sensazione, non è stato così la prima volta che l’hai provata e non dovrebbe esser

così sempre.

E invece se ad un certo punta il nostro bisogno di possedere, di rendere proprio e personale

ciò che ci piace, il nostro bisogno di sentirci padroni di qualcosa che in ogni caso

non ci apparterrà mai in maniera garantita per un tempo indeterminato ci porta ad inventarci

pensieri e situazioni che se non rispecchiano le nostre aspettative alimentano lo spirito contrario

che va ad intaccare e nel peggiore dei casi distruggere l’origine o ciò che deriva da quella

sensazione primordiale.

Amare non dovrebbe significare possedere, mi piace immaginare l’amore come un sentimento di ritorno

verso un esitenza o qualche sua sfaccettatura che esiste anche se non rappresenta un equazione

le sensazioni di dolore le proviamo perchè la ragione non riesce ad accettare il fatto che quella

sensazione non sia li con te ogni volta che la vogliamo provare, e non è l’amore o il mancato amore

a farci male ma la consapevolezza di non aver il controllo su quella sensazione e su quel piacere,

ma questo non penso si chiami amore.

Spesso ho l’impressione che accettiamo la morte ma non accettiamo l’amore…