Le mille domande

Fin dalle prime volte in cui ho iniziato a farmi domande, da piccolo, e ad ascoltare alcune delle risposte che mi venivano date dalle persone ho avuto forte dentro di me in sentore che ci fosse qualcosa che non mi tornava…

cioè io mi facevo domande sull’esistenza, sul senso di certi comportamenti, sul perchè delle cose e mi venivano date risposte universali, chirurgiche, precise come se si stesse parlando di matematica. Rarissimi erano i dubbi, troppo veloci erano le risposte…

non riuscivo mai a convincermi…

come facevano quelle persone ad avere risposte così veloci a questioni così ampie??

forse si erano fatti le stesse domande molto prima e avevano dedicato molto del loro tempo a cercare le risposte che, quindi, avevano già pronte?!?

Era possibile, però generalmente se alle loro risposte seguiva un altra domanda che portasse a mettere in discussione quando da loro appena affermato, la maggior parte delle volte la risposta era liquidatoria…

ancora più veloce della risposta precedente..

era, di solito, una non risposta..

“perchè si, perchè è così, è la natura, è la scienza, sono gli esseri umani, è sempre stato così” e via dicendo.

Non mi sono mai piaciute queste risposte, e mi hanno sempre lasciato il senso di chi si sente preso in giro, ho sempre avuto l’amaro in bocca perchè pensavo stessero mentendo.

Era un loro segreto, una loro proprietà, la risposta a quelle domande non si doveva conoscere.

Ma perchè?? era pericoloso???

E così, piano piano, smisi di cercare le risposte nelle persone e iniziai a cercarle nella vita stessa, negli eventi, nelle situazioni, nelle reazioni delle cose.

Era affascinante, anche se in fondo un pò di quell’amaro in bocca mi restava sempre, perchè non riuscivo a capire come mai si dovesse arrivare a questo utilizzando molto del tempo che avevamo a disposizione quando magari riuscendo a recuperarne un pò si sarebbe potuto evitare qualche sbaglio, qualche sofferenza e qualche faticosa ricerca.

Ancora oggi non so rispondere a questa domanda, forse gli adulti non hanno tempo da dedicare ai più piccoli, forse le persone non hanno interesse a cercare risposte che non si possono trovare rapidamente, forse non siamo portati ad analizzare le cose mettendo in preventivo che la base della nostra analisi potrebbe essere parziale, forse soffriamo
il tempo che ci impedisce di rimanere sereni in attesa di una risposta, di una conclusione.

Ci sono sempre un sacco di domande a cui rispondere è difficile, perchè quella risposta potrebbe avere un senso oggi ma non averlo domani oppure viceversa, perchè quella risposta non determina una certezza ma un possibile traguardo o  soddisfazione personale, che se non riusciamo a condividere assume il sapore di una sconfitta.

Forse una cultura diversa ci porterebbe a non avere fondamenta e, senza punti fissi, stabili e sicuri anche se fatti più da una consistente illusione che da una misurabile (r)esistenza, ma al tempo stesso ci permetterebbe di vivere più serenamente senza dover determinare sempre tutto, anche ciò che non siamo in grado di fare.

E quindi quello che ho potuto imparare è che non tutte le domande possiedono una risposta, ci sono certe risposte che valgono in eterno e altre che sono soggette a cambiamenti, ci sono certe domande che evolvono nel tempo e certe risposte che invertono la loro polarità a seconda del magnetismo di chi le trova.

Ci sono certe domande a cui è bello non poter rispondere con la serenità di chi pensa che in ogni nostro giorno possa avere senso cercare una risposta diversa.

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Paradossi lavorativi

A volte mi chiedo come mai persone in grado di scrivere complicatissimi e geniali algoritmi di calcolo e valutazione non sono così altrettanto bravi di capire che i dati su cui poggiano i loro sofisticatissimi mezzi di analisi sono completamente sbagliati o nei casi peggiori inventati??

e come mai non capiscono quindi che se il dato in oringine è fasullo il risultato derivato
dai loro fantasmagorici algoritmi è inutile se non dannoso???

Di vacanze atipiche

Questa volta non ho grandi cose da raccontare riguardo le mie ferie, diversamente dal passato sono arrivato al periodo delle vacanze veramente molto stanco e poco lucido mentalmente, è stato un anno parecchio pesante..
quindi diciamo che ho sfruttato la vacanza non per viaggiare, ma per riposarmi, per rilassarmi, per staccare la spina

Ne consegue che non ero ricettivo a stimoli e impulsi che il mondo, nei miei precedenti viaggi, mi ha sempre dato ma ero concentrato a togliere via tutti i pensieri e dedicarmi unicamente alla mia famiglia.

Quindi non ho fatto particolari pensieri o riflessioni, ho solo goduto di colori, suoni e odori..
o solo osservato i miei figli e fissato nella mente immagini e sensazioni che custodirò nel profondo del mio cuore che mi faranno compagnia quando io sarò vecchio e loro indipendenti.

Ciò nonostante qualche momento, qualche immagine delle vacanze ve la voglio lasciare così, nuda come la ricordo io, senza pensieri e sesazioni, ma non per questo senza senso…

Immagini da Lussin Piccolo (Croazia)

Immagini da Viterbo