Pensierino primordiale Hooligans

Pensando ai fatti recenti di Roma (hooligans) e alla situazione che oggi
si appresta a vivere Rotterdam mi chiedevo come mai in casi come questi
sindaci o chi di dovere non se ne escano con una proposta che prenda spunto dal
passato e che preveda la costruzione di una sorta di arena, in ogni grande città,  quattro pareti belle robuste
di cemento armato all’interno delle quali quelle persone che vogliono fare atti vandalici
o ammazzarsi di botte siano liberi di farlo.
Eventualmente organizzare anche dei trasporti gratuiti a carico delle città “ospitante”
(che tanto costerebbe meno che riparare i danni fatti a beni o servizi).
Non dovrebbe esser offerta sia agli ospiti che ai residenti nessun tipo di assistenza sanitaria
se non a spese proprie.
Così chi vorrebbe andare allo stadio a vedere una partita o chi
vuole partecipare a qualche evento si possa sentir libero di farlo tanto quanto chi vuol sputare
sul dono della vita e su quello eventuale delle funzioni del cervello sia altrettanto libero di
esprimersi al massimo delle proprie opportunità.

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Testo Canzone: I fuochi Fatui

Ogni volta mi fa venire i brividi…

Che cos’è mai questa cosa senza nome?
Quale tiranno mi comanda?
Perché contro tutti gli affetti
io debba osare ciò che nel mio cuore vero
non ho mai osato di osare?
Sono io questo o chi?
Dove vanno gli assassini marinaio?
Chi dovrà sentenziare quando il giudice stesso
è trascinato alla barra?

Ma è un vento dolce oggi e un cielo dolcissimo
e l’aria odora come se spirasse da prati lontani
Vi sentire coraggiosi, marinai coraggiosi?”

Vinicio Capossela – I fuochi Fatui –

I fuochi fatui, i fuochi fatui
danzano tremuli
i fuochi fatui, i fuochi fatui
danzano demoni
i fuochi fatui, i fuochi fatui
fuochi fatati
i fuochi fatui

I fuochi fatui, fuochi specchiati
i fuochi fatui
i fuochi fatui, fuochi sognati
i fuochi fatui
i fuochi fatui, fuochi abissati

“I corpisanti abbiano pietà di noi tutti!”

“Sì sì, marinai, osservatela bene, la fiamma bianca
illumina soltanto la via verso la balena bianca
sebbene tu sia luce, che prorompe dalla tenebra
io sono tenebra che prorompe dalla luce!
Io brucio con te, forza del cielo, io ti adoro sfidantoti”
Danzano tremuli, tremuli danzano
danzano e tremano

Achab è Achab per sempre
tutto questo dramma è decretato
e le prove io e te le abbiamo fatte
un miliardo d’anni fa
Sciocco! Io sono il luogotenente del Fato.
Agisco i suoi ordini. Bada tu, di obbedire ai miei

Che cos’è mai questa cosa senza nome?
Quale tiranno mi comanda?
Perché contro tutti gli affetti
io debba osare ciò che nel mio cuore vero
non ho mai osato di osare?
Sono io questo o chi?
Dove vanno gli assassini marinaio?
Chi dovrà sentenziare quando il giudice stesso
è trascinato alla barra?

Ma è un vento dolce oggi e un cielo dolcissimo
e l’aria odora come se spirasse da prati lontani
Vi sentire coraggiosi, marinai coraggiosi?”

I fuochi fatui, i fuochi fatui
Danzano tremuli
I fuochi fatui
“LA BALENA!
La mascella!
La sua fronte implacabile avanza!
La Mascella!”

“Nave gloriosa fino alla morte, devi tu perire senza di me?
Oh solitaria morte di una vita solitaria!
Riversatevi ora qui arditi flutti della mia vita trascorsa
e coronate questo grande maroso della mia morte.

Io mi volgo verso di te, mostro
fino all’ultimo lotto con te.
Dal cuore dell’inferno io ti trafiggo
in nome dell’odio io vomito su di te l’ultimo respiro!
Legato a te dannata balena, così io getto le armi”

Ismaele:
“Il mare ci si richiuse sopra come all’epoca del grande diluvio
e io soltanto mi sono salvato per potervelo raccontare”

Film: Storia di una ladra di libri

_MG_6612April 03, 2013.cr2

Una parte di me potrebbe anche definire questo film non propriamente scorrevole, non particolarmente innovativo..
la parte più superficiale che “assapora ciò che vede in modo diretto” potrebbe anche ritenerlo forse un pò noioso.
Si parla di guerra, di fascismo, di Hitler, di persone condannate, di sofferenza e di dolore ma…

Ma c’è quella parte di me, quella che sta sotto che vive incurante di tutto ciò che la circonda e che si nutre
solo di energia, di emozioni e di profondità che si è lasciata coinvolgere dal profilo psicologico di alcuni dei
protagonisti…

Quella parte che provando ad immedesimarsi nell’esistenza dei loro personaggi ha subito emozioni, ansie, paure ma ha
anche subito un enorme forza che nascosta in superficie emerge in maniera potente nelle profondità della loro anima.

La psicologia dei personaggi di questo film non può, a mio modesto parere, passare come noiosa.. è una psicologia
profonda, profondissima e tanto pesante quando stupefacente.

Annusando il film mi sono chiesto: Quanto grande può essere un segreto??

Alla fine ciò che il film mi ha indotto a pensare è tutto attornato a questa domanda… quanto grande può essere un segreto?

Noi esseri umani abbiamo la capacità, forse inconscia forse no, di dare vita a queste esistenze teatrali non solo nei film
ma anche nella vita stessa, abbiamo la capacità e non so se possa essere un vanto di mettere la nostra stessa vita in secondo piano rispetto al segreto nel nome del quale viviamo.

Se mi fermo a pensare a questo da un lato mi spavento ma dall’altro penso che allora la vita che conosciamo e che vediamo anche riflessa nella vita degli altri non è tutto ciò che abbiamo… non può esserlo se “decidiamo” di dedicare l’unica esistenza che abbiamo (o almeno per quel che ne sappiamo) a quel segreto a quella storia che la nostra anima nasconde o protegge anche in nome della nostra stessa vita.

In questo senso ho trovato questo film un abisso.. un abisso di pensieri e riflessioni, un abisso di profondità spirituale
e non è la gemania di hitler o l’immagine degli stati uniti, della libertà o della prigionia, non sono i racconti delle
vicessitudini della guerra, non è la visione della morte, ne la libertà dei libri il tema centrale del film, almeno quello che
ho colto io… è la nostra esistenza, è la nostra anima, è tutto quello che ognuno di noi è nonostante quel che sembra
e nonostante la vita che si trova da vivere davanti a se…

L’immagine fortissima che ho colto è che nonostante tutto la nostra radice più vera e profonda è quella che spesso nascondiamo ma quella che in realtà non possiamo nascondere… potremmo solo incontrare persone che la ignoreranno nonostante ci siano accanto tutto il tempo o che non la vedranno mai nemmeno se cercheremo di mostrarla e poi ci saranno esistenze che anche in pochi secondi riusciranno ad ignorare ciò che noi trasmettiamo e vedranno subito e soltanto oltre l’involucro nostro corpo, oltre l’aspetto delle nostre azioni e dentro il nostro spirito.

Quanto può essere grande un segreto?? molto di più di quanto possiamo esserlo noi stessi… può permetterci di vivere trascurando il tempo oppure condannarci a farlo assecondando il suo incedere.

Partendo dal personaggio del padre che è stato il primo ad indurmi a questi pensieri mi sono chiesto dall’inizio quale fosse la magia che gli permetteva di arrivare senza ostacoli allo spirito della nuova figlia adottiva, cosa permetteva a quei modi gentili e spontanei di essere credibili?? forse il fatto di aver vissuto delle esperienze tali da poter capire quali fossero realmente le cose importanti della vita.
Perchè quella bambina dal passato così complicato si fidava subito di lui?

Ogni reazione di quest’uomo era naturale, spontanea, spontaneità che deriva solo da chi ha ben chiaro il valore della sua esistenza e il sentiero della sua vita, di colui che non deve inventarsi e costruire ma che è già nel percorso.

Poi c’è Liesel che perde il fratello durante il viaggio per la libertà, che viene accolta da quest’uomo senza barriere e da questa donna che rappresenta un pò l’immagine del regime hitleriano, autoritaria, fredda e soldato che manda avanti l’intera famiglia.
Questa ragazza, dotata di intelligenza e curiosità, che si trova costretta a vivere nascondendo la sua natura, nascondendo il suo passato che si trova costretta a vivere secondo i piani di chi per lei ha deciso ogni angolo della sua vita o che solo pensa di poterselo permettere.

Il suo personaggio mi ha fatto pensare che l’intelligenza germoglia dove vive la superficialità..
ogni cosa che fà è come un filo d’erba sull’asfalto e nessuna dittatura potrà modificare questa legge naturale.

C’è Rudy che dimostra anche se non dovrebbe essercene bisogno che quello che due esseri umani possono costruire semplicemente incontrandosi non potrà mai essere ne distrutto ne capito da nessun tipo di esercito.

Max sembra voler ricordarci quanto sia importante nelle nostre vite credere in qualcosa, quando quel qualcosa in cui si crede diventa l’alimentazione più indispensabile per un essere umano, ci ricorda che alla fine ciò che ci rende magici più di ogni altra creatura è la parola, la possibilità di comunicare.. il nutrimento che deriva dall’energia delle parole è in assoluto il nostro bene più prezioso.

E poi ci sono due donne, che sono quelle che mi riportano al centro della sensazione primaria che ho vissuto guardando questo film, che mi riportano inesorabilmente alla domanda che trovo scolpita a caratteri cubitali nella mia mente…

Quanto può essere grande un segreto?

La prima, la meno protagonista nella storia, la moglie del sindaco che introduce Liesel nella biblioteca che conserva come il ricordo del figlio scomparso, quella stanza è il suo legame con una ferita che mai si chiuderà… quant’è grande il segreto di questa donna??

Infine il profilo che mi ha maggiormente colpito è quello della madre adottiva di Liesel, quello della signora Rosa che agli occhi di tutti tranne che di suo marito prima, di Liesel e Max poi, e non so cosa pensare agli occhi di se stessa, è l’opposto della persona che dimostra di essere.
Il suo segreto è grande, enorme, più grande della sua esistenza, più grande della sua vita e si chiama Amore.
Rosa sacrifica il suo spirito per dar modo a ciò che ama di poter resistere, vivere ed esistere.
Rosa traveste il suo mondo in quello che gli altri vogliono vedere ma quando conta davvero, quando nessun giudizio indiscreto vale più della realtà del sentimento si spoglia, e con l’eleganza che vive in una donna profondamente acuta, riesce ad essere se stessa e nel nome di quell’amore che forse realmente soltanto una madre può donare è il vero elemento che mantiene in vita tutta la storia della famiglia Hubermann e di chi ne ha realmente incrociato l’esistenza.

Quanto può essere grande un segreto??

tanto da dover difendere la purezza del proprio spirito dall’ignoranza di chi non può nemmeno immaginarne i confini..

tanto da utilizzare la propria vita, la propria esistenza e con essa lasciare la più grande educazione che un bambino possa ricevere nel corso della sua vita.

tanto da poter decidere di dedicare tutta la vita a nasconderlo.

Testo Canzone: Io so chi sono

oggi più di ieri voglio come colonna sonora di questa giornata questa canzone, e questo testo:

non voglio applausi né platea sono immune da questa vostra follia

Ricordo nomi, i volti
Nelle storie e le persone io ritrovo la mia identità

Non accetto compromessi e confusione
Al centro della mia attenzione metto sempre le persone è la rotta e non ne cederò il timone

Sempre in discussione non abbasso la tensione

Cisco Bellotti – Io so chi sono –

Non posso più restare qui in disparte a sopportare il vostro stato di disordine mentale
Non riesco più ascoltare il continuo blaterare tra megafoni e propaganda elettorale

Continuo sulla dritta via, tengo ferma la mia idea non mi metto nella scia di nessuno
Non seguo certo la marea non voglio applausi né platea sono immune da questa vostra follia

Perché…

Io so chi sono
Ho chiaro da che parte sto
Ricordo nomi, i volti
Nelle storie e le persone io ritrovo la mia identità

Sempre in discussione non abbasso la tensione
Non accetto compromessi e confusione
Al centro della mia attenzione metto sempre le persone è la rotta e non ne cederò il timone

Non sarò una parodia allineato in batteria dei sondaggi resterò un’anomalia
Tengo ferma la mia idea non cerco applausi né platea sono immune da questa vostra follia

Perché…

Io so chi sono
Ho chiaro da che parte sto
Ricordo nomi, i volti
Nelle storie e le canzoni io ritrovo la mia identità

Io so chi sono
Ho chiaro da che parte sto
Ricordo nomi, i volti
Nelle storie e le persone io ritrovo la mia identità

Io so chi sono

Io so chi sono

Film: Big Fish

Big Fish:

big_fish-sample1

Chissà a che punto sarebbe il mondo se

Chissà a che punto sarebbe il mondo se i padri o le madri o anche i nonni avessero
avuto la voglia e il tempo di raccontare a figli e nipoti gli episodi della loro
vita vissuta, gli insegnamenti, gli errori, e le storie che in qualche modo hanno
contribuito a trasformarli nelle persone che sono diventati.

Chissà a che punto sarebbe il mondo se i figli o i nipoti avessero avuto l’interesse
e il tempo per ascoltare le storie di genitori o nonni e dalle stesse tratto qualche
spunto o insegnamento per costruirsi il loro futuro.

Cos’è la verità?? esiste? ne esiste una sola? e, in fondo, è cosi importante conoscerla?

ogni storia raccontata può esser considerata vera e reale anche se raccontata da due
oratori diversi differisce per particolari, contesto o comunicazione?

Credo sia abbastanza logico che esperienze di vita, modo di affrontare e predisposizione
agli eventi siano in qualche modo soggettivi e influenti sul racconto di esperienze ed
emozioni. E in questo senso credo che la stessa storia raccontata da due persone
estremamente diverse possa essere vera allo stesso modo in cui a noi appare in contraddizione;
come scegliere la verità allora??

Non lo so, ad ogni modo credo che tranne che in certi casi, non sia quella la questione su
cui concentrarci, quanto piuttosto debba essere riuscire a cogliere, ascoltando con attenzione
il racconto dalle due parti, le emozioni e l’influenza della personalità degli stessi oratori
sul racconto stesso in modo da riuscire a coglierne una nostra versione che non può esimersi dal
tentere in seria considerazione tutte le caratteristiche più importanti degli esseri umani che
la stanno raccontando.

Alla fine avremo probabilmente tre versioni, tutte e tre diverse da loro, ma tutte e tre veritiere,
non pensate? perchè una dovrebbe essere più “reale” dell’altra??? io credo che, semplicemente,
siano viste da diversi sguardi e diversi punti di vista.

Mi ha toccato molto il rapporto padre figlio di questo film che come spesso accade, non si incontrano
per tutta la vita e sono molto più estranei di quanto il grado di parentela non dica, situazione
figlia delle aspettative reciproche che le “figure” spingono ad avere e di quel non sforzarsi
di osservare la vita con gli occhi dell’altro per capirne la visione o quantomeno avvinicarsi a farlo.

Altro punto molto interessante di questo film e chiedersi quanto conoscere il momento della
nostra “uscita di scena” potrebbe e dovrebbe influenzare il nostro presente? il messaggio del film,
ovviamente visto con i miei occhi e di conseguenza figlio della mia interpretazione, del mio
stile di vita e del mio modo di vedere le cose è che non dovrebbe influenzare piu di tanto;
in primis perchè non potrebbe variare e in secondo caso perchè focalizzarsi con l’attenzione
su un qualcosa che non si può modificare ci toglie tempo e spazio a un sacco di cose che invece
si possono fare se non si “spreca” il nostro tempo contro qualcosa di ignoto e inalterabile.

Ultimo messaggio che ho colto, sempre presente nei film di Burton, è che le diversità possono coesistere
e che, sempre, contribuiscono a accrescere il valore di una persona e mai a sminuirlo.
Avere una mente aperta ad incontrare, affrontare e capire le diversità è il primo passo
per una vita più consapevole e più completa.

Testo Canzone: Giudizi Universali

“Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza
complicare il pane ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate

Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c’è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti “

Samuele Bersano -Giudizi Universali- 

Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza
complicare il pane
ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo
taglia bene l’aquilone, togli la ragione e lasciami sognare, lasciami
sognare in pace
Liberi com’eravamo ieri, dei centimetri di libri sotto i piedi
per tirare la maniglia della porta e andare fuori come Mastroianni
anni fa,
come la voce guida la pubblicità
ci sono stati dei momenti intensi ma li ho persi già
Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza
calpestare il cuore
ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi come sulle aiuole
Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini
per scivolare meglio sopra l’odio
Torre di controllo, aiuto, sto finendo l’aria dentro al serbatoio
Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c’è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e non ci sei più…
Vuoti di memoria, non c’è posto per tenere insieme tutte le
puntate di una storia
piccolissimo particolare, ti ho perduto senza cattiveria
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo
taglia bene l’aquilone
togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace
Libero com’ero stato ieri ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi
adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori
come Mastroianni anni fa, sono una nuvola, fra poco pioverà
e non c’è niente che mi sposta o vento che mi sposterà
Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c’è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e non ci sei più, non ci sei più, non ci sei…