Archivi categoria: Monologhi

Molologo: da “Fame”

Il mio nome non ha importanza,

tanto la maggior parte delle volte la gente neanche se lo ricorda.

A volte io stessa me lo cambio, perciò  lasciamo perdere il nome va bene?

Mi potreste definire anche fuggiasca però non è esatto

perché molto spesso noi corriamo in qualche posto e nello stesso tempo ne fuggiamo.

Corriamo verso un amico che accetti e ascolti… senza giudicarci quando sbagliamo!!

Mi deve essere permesso di sbagliare… altrimenti come imparo ???

Quando fatichi così tanto per essere la principessina di papà e mamma e la loro gioia.

Certe vorresti metterti a urlare che ti lascino stare …. e poi urli e nessuno ti sente!!

Vuoi trovare un posto dove tu, possa essere confusa, scocciata o solo tranquilla.

Dove puoi essere semplicemente tu e va bene… !!

Perché vuoi che loro amino te, la vera parte di te…

Ecco perché il mio nome non importa, perché finché voi non amerete me, neanche io mi amerò !!

Valerie Landsburg -Fame-

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Monologo da “un altro mondo”

Ci sono persone che hanno tutto e che si svegliano troppo tardi rispetto al resto del mondo, ci sono parole e ci sono persone che non vogliono ascoltarle, l’importante quando arriva la sera e non essere mai soli e mai lucidi.
Ci sono persone che non sopportano le feste a sorpresa e che non hanno trovato mai il coraggio di dirlo ai loro amici.
Ci sono torte che hanno più gusto di altre… molto più gusto.
Ci sono persone che non hanno mai detto ti amo, perchè tanto non serve
persone che non riescono a trovarsi perchè il loro ritmo e diverso da quello degli altri.
Ci sono domande che non vanno fatte, finche non si è sicuri di saper sopportare le risposte.
Ci sono persone che lasciano segreti in un posto sicuro, per poter ricominciare sentendosi puliti.
Niente domande, niente promesse, niente ti amo… queste sono le regole.
Ci sono amici che ti porti indietro da sempre senza avere tante aspettative, ci sono persone che hanno troppe aspettative… e persone che adorano deluderle… e poi ci sono persone perfette, che fanno solo cose perfette, che staccano assegni perfetti per chi nella sua vita non vuole perfezione.
Ci sono persone che odiano i compleanni perchè i compleanni portano sorprese, ed io le sorprese non le ho mai sopportate.
E’ Poi ci sono lettere… quella lettera, quella scrittura, queli caratteri blu sul foglio bianco… ci avevo messo un anno per tirare su quella lettera, dieci anni per afferrarla e tutta una vita per leggerla… caro andrea… e poi quelle parole, non ho più tempo, sto morendo sono al nairobi hospital, ho bisogno di te… tuo padre.
Ci sono ricordi che ti arrivano addosso all’improvviso e ti accordi di non aver mai smesso di pensarli. ricordi la tua prima volta in bicicletta senza rotelle… ricordi tutto di quella giornata cos’ fredda, di quell’ultima giornata.
Ci sono figli che cadono e padri che se ne vanno senza spiegare perchè, il giorno del mio ventottesimo compleanno ero caduto un’ altra volta dalla bicicletta e quella lettera mi stava costringendo a voltarmi.

Discorso di JFK sulla segretezza

per riflettere un pò su alcuni punti di attualità:

«La parola segretezza è in sé ripugnante in una società libera e aperta e noi come popolo ci opponiamo storicamente alle società segrete, ai giuramenti segreti, alle procedure segrete. Abbiamo deciso molto tempo fa che i pericoli rappresentati da eccessi di segretezza e dall’occultamento dei fatti superano di gran lunga i rischi di quello che invece saremmo disposti a giustificare. Non c’è ragione di opporsi al pericolo di una società chiusa imitandone le stesse restrizioni. E non c’è ragione di assicurare la sopravvivenza della nostra nazione se le nostre tradizioni non sopravvivono con essa.

Stiamo correndo un gravissimo pericolo, che si preannuncia con le pressioni per aumentare a dismisura la sicurezza, posta nelle mani di chi è ansioso di espanderla sino al limite della censura ufficiale e dell’occultamento. Non lo consentirò, fin dove mi sarà possibile. E nessun membro della mia Amministrazione, a prescindere dal suo alto o basso livello, civile o militare, dovrebbe interpretare queste mie parole come una scusa per imbavagliare le notizie, soffocare il dissenso, occultare i nostri errori o negare alla stampa e al pubblico i fatti che meritano di conoscere.

Chiedo però a ogni editore, a ogni direttore e a ogni giornalista della nazione di riesaminare i suoi stessi parametri e di riconoscere la natura del pericolo che corre il nostro Paese. Solitamente, in tempo di guerra, il governo e la stampa si sono uniti nel tentativo, basato principalmente sull’autodisciplina, di impedire divulgazioni non autorizzate al nemico. In tempo di chiaro ed effettivo pericolo i tribunali hanno confermato che persino i diritti garantiti dal Primo Emendamento debbano sottomettersi alla necessità pubblica di sicurezza nazionale.

Oggi non è stata dichiarata alcuna guerra e, per quanto violento possa essere lo scontro, potrebbe non essere mai dichiarato nel modo tradizionale. La nostra qualità della vita è in pericolo. I nostri nemici dichiarati proliferano in tutto il globo. La sopravvivenza dei nostri amici è in pericolo. Tuttavia, non è stata dichiarata alcuna guerra, nessun esercito ha oltrepassato un confine, nessun missile è stato lanciato. Se la stampa aspetta una dichiarazione di guerra prima di imporsi l’autodisciplina delle condizioni di guerra, posso solo dire che nessuna guerra ha mai rappresentato una minaccia più grande alla nostra sicurezza. Se state aspettando un reale ed effettivo pericolo, posso solo dire che il pericolo non è mai stato più reale e la sua presenza non è mai stata più incombente.

È necessario un cambiamento di punto di vista, di tattiche, di finalità da parte del governo, della gente, di ogni uomo d’affari o leader sindacale e di ogni giornale.

Poiché siamo osteggiati in tutto il mondo da una cospirazione monolitica e spietata che si avvale principalmente di mezzi occulti per espandere la propria sfera di influenza attraverso l’infiltrazione piuttosto che l’invasione, la sovversione piuttosto che le elezioni, l’intimidazione piuttosto che la libera scelta, la guerriglia notturna piuttosto degli eserciti diurni. È un sistema che ha investito molte risorse umane e molti materiali nella costituzione di una macchina efficientissima e perfettamente oliata che combina operazioni militari, diplomatiche, d’intelligence, economiche, scientifiche e politiche.

I suoi preparativi non vengono resi pubblici, ma occultati. Ai suoi errori non vengono dedicati i titoli di testa, ma vengono nascosti. I dissidenti non sono elogiati, ma messi a tacere. Nessuna spesa viene messa in questione, nessuna indiscrezione pubblicata, nessun segreto svelato. In poche parole, la Guerra Fredda viene portata avanti con una disciplina di guerra che nessuna democrazia si augurerebbe o desidererebbe mai di eguagliare. Ciò nonostante, ogni democrazia riconosce le restrizioni necessarie alla sicurezza nazionale e resta da stabilire se tali limitazioni debbano essere osservate più rigorosamente nel caso di un attacco di questo tipo, come anche di una reale invasione e forse non ci sono consigli da dare.

Forse non c’è risposta al dilemma che una società libera e aperta deve affrontare in una guerra fredda e segreta. In tempo di pace, qualsiasi discussione a riguardo e ogni conseguenza, sono dolorose e senza precedenti. Ma questo è un epoca di pace e di pericolo che non ha precedenti nella storia. È dalla natura senza precedenti di questa sfida che nasce il vostro secondo obbligo, un obbligo che condivido. È nostro obbligo informare e mettere in guardia il popolo americano per essere certi che conosca e comprenda tutti i fatti che deve sapere: i pericoli, le prospettive, le finalità del nostro programma e le scelte da affrontare…

Ai vostri giornali non chiedo di sostenere l’Amministrazione, chiedo invece il vostro aiuto nel fondamentale compito di informare e mettere in guardia il popolo americano.

Nutro infatti un assoluta fiducia nella risposta e nella fedeltà dei nostri cittadini a condizione che siano completamente informati. Non solo non potrei soffocare le voci di dissenso fra i vostri lettori, le auspico. Questa Amministrazione vuole essere trasparente nei propri errori, perché, come disse un saggio: «Un errore non diventa madornale finché non rifiuti di correggerlo». Vogliamo assumerci la piena responsabilità dei nostri errori e auspichiamo che voi li indichiate quando manchiamo noi di farlo. Senza dibattito, senza critica, nessuna Amministrazione e nessun Paese può avere successo come nessuna repubblica può sopravvivere.

È questo il motivo per cui il legislatore ateniese Solone definì un crimine per ogni cittadino rifuggire dal dibattito. Ed è questo il motivo per cui la nostra stampa era protetta dal Primo Emendamento l’unica attività in America specificamente protetta dalla Costituzione, che non serve per divertire e intrattenere, per enfatizzare il triviale e il sentimentale, o semplicemente per dare al pubblico ciò che vuole, ma per informare, risvegliare, per riflettere, riconoscere i nostri pericoli e le nostre opportunità, segnalare le nostre difficoltà e le nostre scelte, per guidare, plasmare, istruire e a volte persino per fare infuriare l’opinione pubblica.

Questo significa maggiore attenzione e maggiore analisi delle notizie internazionali,perché non c’è più nulla di lontano ed estraneo, ma tutto è vicino e ci riguarda.

Significa fare più attenzione al capire le notizie e al perfezionarne la divulgazione. E significa che il governo, ad ogni livello, deve onorare il proprio dovere di fornire più informazioni possibili al di fuori dei più stretti limiti della sicurezza nazionale, e questo intendiamo farlo. All inizio del Diciassettesimo Secolo Francis Bacon commentò tre recenti invenzioni che stavano cambiando il mondo: la bussola, la polvere da sparo e la stampa. Ora che i legami tra le nazioni tracciati all inizio dalla bussola ci hanno resi tutti cittadini del mondo, le speranze e le minacce del singolo sono diventate le speranze e le minacce di tutti noi.

I tentativi di vivere insieme, l’evoluzione della polvere da sparo fino agli estremi ha messo in guardia l’umanità sulle terribili conseguenze di un fallimento. Ed è quindi alla stampa, biografa delle imprese dell’uomo, custode della sua coscienza, foriera delle sue notizie, che ci rivolgiamo per avere forza e sostegno, fiduciosi che con il vostro aiuto l’uomo diventerà ciò per cui è nato: libero e indipendente».

Monologo di Joker sul Caos

“Ti sembro davvero il tipo da fare piani? Lo sai cosa sono?

Sono un cane che insegue le macchine.
Non saprei che farmene se le prendessi! Ecco… io agisco e basta.

La mafia ha dei piani. La polizia ha dei piani. Gordon ha dei piani.
Loro sono degli opportunisti. Opportunisti che cercano di controllare
i loro piccoli mondi. Io non sono un opportunista.

Io cerco di dimostrare agli opportunisti quanto siano patetici i loro tentativi
di controllare le cose. Quindi quando dico… vieni qui.

Quando dico che con te e la tua ragazza non c’era niente di personale,
capisci che ti dico la verità. Sono gli opportunisti… che ti hanno messo dove sei.
Anche tu eri un opportunista. Avevi dei piani.
E, guarda dove ti hanno portato. Io ho solo fatto quello che so fare meglio.
Ho preso il tuo bel piano e l’ho ribaltato contro di te.

Guarda cosa ho fatto a questa città con qualche bidone di benzina e un paio di pallottole.
Hm? Ho notato che nessuno entra nel panico quando le cose vanno secondo i piani…
anche se i piani sono mostruosi.
Se domani dico alla stampa che un teppista da strapazzo verrà ammazzato o che un
camion pieno di soldati esploderà, nessuno va nel panico, perché fa tutto parte del piano.

Ma quando dico che un solo piccolo sindaco morirà… allora tutti perdono la testa!
Se introduci un po’ di anarchia… se stravolgi l’ordine prestabilito…
tutto diventa improvvisamente caos. Sono un agente del caos.

E sai qual’è il bello del caos? È equo.”

Monologhi: Dichiarazione di indipendenza del Cyberspazio

John Perry Barlow nel febbraio 1996 pubblica online, la Dichiarazione di indipendenza del Cyberspazio, e personalmente tengo particolarmente all’ideologia dei concetti espressi come chi mi segue da tempo sa, perchè ne ho parlato e discusso diverse volte, oggi ho voglia di sentir rinforzata quella voce, di tornare a diffondere quel tipo di pensiero, e quindi lo lancio qui, a tutti voi:

Governi del Mondo, stanchi giganti di carne e di acciaio, io vengo dal Cyberspazio, la nuova dimora della Mente. A nome del futuro, chiedo a voi, esseri del passato, di lasciarci soli. Non siete graditi fra di noi. Non avete alcuna sovranità sui luoghi dove ci incontriamo.

Noi non abbiamo alcun governo eletto, è anche probabile che non ne avremo alcuno, così mi rivolgo a voi con una autorità non più grande di quella con cui la libertà stessa, di solito, parla. Io dichiaro che lo spazio sociale globale che stiamo costruendo è per sua natura indipendente dalla tirannia che voi volete imporci. Non avete alcun diritto morale di governarci e non siete in possesso di alcun metodo di costrizione che noi ragionevolmente possiamo temere.

I Governi ottengono il loro potere dal consenso dei loro sudditi. Non ci avete chiesto né avete ricevuto il nostro. Noi non vi abbiamo invitati. Voi non ci conoscete e non conoscete neppure il nostro mondo. Il Cyberspazio non si trova all’interno dei vostri confini.

Non pensate che esso si possa costruire come se fosse il progetto di un edifico pubblico. Non potete. È un atto di natura e si sviluppa per mezzo delle nostre azioni collettive. Non siete stati coinvolti nelle nostre grandi e partecipate discussioni e non avete creato il valore dei nostri mercati. Voi non conoscete la nostra cultura, la nostra etica, e nemmeno i codici non scritti che danno alla nostra società piu’ ordine di quello che potrebbe essere ottenuto dalle vostre imposizioni.

Voi affermate che ci sono problemi fra di noi che hanno necessità di essere risolti da voi. Voi usate questa affermazione come un pretesto per invadere le nostre aree. Molti di questi problemi non esistono. Troveremo i conflitti reali e le cose che non vanno e li affronteremo con i nostri mezzi. Stiamo costruendo il nostro Contratto Sociale.

Questo potere si svilupperà secondo le condizioni del nostro mondo, non del vostro. Il nostro mondo è differente.

Il Cyberspazio è fatto di transazioni, di relazioni, e di pensiero puro disposti come un’onda permanente nella ragnatela delle nostre comunicazioni. l nostro è un mondo che si trova contemporaneamente dappertutto e da nessuna parte, ma non è dove vivono i nostri corpi.

Stiamo creando un mondo in cui tutti possano entrare senza privilegi o pregiudizi basati sulla razza, sul potere economico, sulla forza militare o per diritto acquisito.

Stiamo creando un mondo in cui ognuno in ogni luogo possa esprimere le sue idee, senza pregiudizio riguardo al fatto che siano strane, senza paura di essere costretto al silenzio o al conformismo.

I vostri concetti di proprietà, espressione, identità, movimento e contesto non si applicano a noi. Essi si basano sulla materia. Qui non c’è materia. Le nostre identità non hanno corpo, così, diversamente da voi, non possiamo arrivare all’ordine tramite la coercizione fisica. Noi crediamo che il nostro potere emergerà dall’etica, dal nostro interesse personale illuminato, dal mercato comune. Le nostre identità possono essere distribuite attraverso molte delle vostre giurisdizioni. L’unica legge che le nostre culture costituenti riconosceranno in modo diffuso sarà la Regola d’Oro. Sulla base di essa speriamo di essere capaci di adottare soluzioni specifiche. Non possiamo però accettare le soluzioni che state cercando di imporre.

Negli USA abbiamo creato un legge, il Telecommunications Reform Act, che è in contrasto con la nostra Costituzione e reca insulto ai sogni di Jefferson, Washington, Mill, Madison, DeToqueville e Brandeis. Questi sogni adesso devono rinascere in noi.

Siete terrorizzati dai vostri figli, poiché sono nati in un mondo che vi considererà sempre immigranti. Poiché li temete, affidate alle vostre burocrazie le responsabilità di genitori che siete troppo codardi per confrontare con voi stessi. Nel nostro mondo tutti i sentimenti e le espressioni di umanità, dalla più semplice a quella più angelica, sono parti di un tutto senza confini, il colloquio globale dei bits. Non possiamo separare l’aria che soffoca dall’aria spostata dalle ali.

In Cina, Germania, Francia, Russia, Singapore, Italia e Stati Uniti, state cercando di tener lontano il virus della libertà erigendo posti di guardia ai confini del Cyberspazio. Questi potranno controllare il contagio per un po’ di tempo, ma poi non potrà funzionare in un mondo in cui i bits si insinueranno dappertutto.

Le vostre industrie dell’informazione, diventando obsolete, cercano di perpetuarsi proponendo leggi, in America e altrove, che affermano di possedere facoltà di parola in ogni parte del mondo. Queste leggi dichiarano che le idee sono dei prodotti industriali, meno preziosi della ghisa. Nel nostro mondo, tutte le creazioni della mente umana possono essere riprodotte e distribuite infinitamente a costo zero. La convenienza globale del pensiero non ha più bisogno delle vostre industrie.

Queste misure sempre più ostili e coloniali ci mettono nella stessa posizione di quegli antichi amanti della libertà e dell’autodeterminazione che furono costretti a rifiutare l’autorità di poteri distanti e poco informati. Noi dobbiamo dichiarare le nostre coscienze virtuali immuni dalla vostra sovranità, anche se continuiamo a permettervi di governare i nostri corpi. Noi ci espanderemo attraverso il Pianeta in modo tale che nessuno potrà fermare i nostri pensieri.

Noi creeremo nel Cyberspazio una civiltà della Mente. Possa essa essere più umana e giusta di quel mondo che i vostri governi hanno costruito finora

Soliloquio Amleto

cosa è un uomo?! se il suo unico modo di impiegare il tempo è rappresentato dal dormire e mangiare
una bestia, nient’altro
certo chi ci ha creato con una così vasta facoltà di unire il futuro al passato non ci ha concesso questa capacità
e questo dono divino della ragione perchè ammuffissero dentro di noi
ora vuoi che sia per bestiale oblìo o per qualche gretto scrupolo di pensare troppo attentamente all’evento
un pensiero che smembrato ha soltanto una parte di saggezza e sempre tre parti di vigliaccheria
io davvero non so perchè continuo a vivere dicendo: questa cosa è da fare,
visto che ho il motivo, la volontà, la forza e i mezzi per farla
esempi grossi come il mondo mi esortano
la prova è questo esercito che è così massiccio e costoso
guidato da un principe delicato e sensibile
che spinto dalla sovrumana ambizione che lo pervade
fa le boccacce all’imprevisto che lo attende
e si espone moortale ed insicuro ai colpi che la fortuna, la morte, il pericolo gli riservano, anche solo per un guscio d’uovo
ESSERE GRANDI NON È AGITARSI SENZA GRANDI ARGOMENTI
MA CON GRANDEZZA SCENDERE IN CAMPO PER UN NULLA QUANDO L’ONORE È IN GIOCO

allora cosa sono io?! io che ho un padre assassinato, una madre insozzata, due pungoli rovente nella mente e nel sangue, metto tutto a dormire?!
mentre per mia vergogna vedo la morte imminente di 20.000 uomini
che per un capriccio e per uno scherzo della gloria vanno verso la tomba come fosse un letto
e combattono per una zolla su cui i soldati non avranno lo spazio per combattersi e che non conterrà mai abbastanza tombe per nasconderci i cadaveri
OH DA ORA PER CERTO, I MIEI PENSIERI SIANO DI SANGUE O SIANO DESERTO!