Quest’anno non eviterò questo giorno

e così oggi la mente corre a quei me stessi che oggi non ci sono più

a quel bambino sempre felice e allegro che regalava sorrisi a tutti perchè era ciò che aveva da esprimere

a quel bambino che si sentiva felice quando vedeva le persone attorno a lui

a quel bambino che ha conosciuto la paura di qualcosa di più grande di lui

a quello che odiava sentirsi escluso e sentirsi dire che era troppo piccolo per capire

lo stesso che pensava che qualcosa aveva capito in ogni caso, anche se quel che aveva l’impressione di aver capito non gli piaceva

a quel bambino che ha pianto e lottato contro qualcosa che non gli piaceva, ha cercato di opporsi di andare faccia a faccia

lo stesso che poi un giorno ha capito che non aveva senso, che non tutto si può spiegare ma che sopratutto non tutto nella vita ha un senso

a quel bambino che ha preferito cancellare la memoria o ignorarla e guardare sempre avanti, giorno dopo giorno ora dopo ora

a quel bambino che ad un certo punto, mentre attorno a lui gli altri crescevano forse è rimasto un pò fermo su se stesso,

lo stesso bambino che aveva paura di esser notato e quindi cercava in ogni modo di restare nell’ombra, di evitare il giudizio e di evitare l’incontro con le persone

quello che piuttosto che uscire alla lavagna diceva di non saper niente, così poteva starsene seduto comodamente sul suo banco.

Quello che aveva l’impressione di fregare il mondo cercando di crearsi una posizione nel gruppo imitando i ragazzi più grandi e trasandati

che venivano visti sempre con occhi dolci dalle ragazzine della sua età.

Quello che lottava contro l’ideologia di parte della sua famiglia (quella piccola che si preoccupava dell’argomento istruzione)

e che pensava che una persona dovesse esser giudicata per quel che vale non per i fogli di carta che può esibire, quello che pensava che la questione fosse qualcosa di personale tra la propria ideologia e quella degli altri, che non aveva capito che in ballo c’era la realtà del suo futuro le possibilità e prospettive che la conoscenza e la cultura possono comportare, foglio o non foglio, carta o non carta, titolo o non titolo.

Quel ragazzo che non ha capito che la battaglia si poteva combattere senza rinunciare a sfruttare il tempo invece che buttarlo nel cesso..

Penso a quel ragazzo che ha dedicato la sua infanzia ad uno sport, prima per l’amore che suo padre gli aveva inculcato

poi per il sentimento vero che provocava nei suoi confronti, a quello stesso ragazzo che ancora una volta difronte ad una delusione generale riguardo la poca dignità che l’ambiente riversa verso i valori originali di quello sport si è fermato perchè deluso, non ha lottato oltre quella delusione in nome dell’emozione ma ha rinunciato a ripercorrere nuovamente una strada di lotta e determinazione.

Penso a quel ragazzo che ha lasciato ore e ore al buio e tra le lacrime i suoi pensieri quando, in nome di quegli ideali che lo hanno portato a scegliere di abbandonare le cose in cui non riusciva a credere fino in fondo, ha deciso di rinunciare ad una persona che lo emozionava al sol pensiero in nome dell’amicizia con un altra persona che conosceva da quando era piccolo e che era stata coinvolta in maniera importante con la stessa persona.

Penso a quel ragazzo che ha ancora vivo non solo il ricordo ma anche l’emozione di quel giorno in cui la sua maglietta bianca fu inondata di sfumature di colori sotto la spalla per essersi offerta come rifugio per le lacrime e come nascondiglio per l’emozione di quella che era la sua migliore amica.

Quello stesso ragazzo che ancora oggi si sente in colpa per aver rotto quel rapporto per la solita questione di ideali e forse di orgoglio, si sente in colpa perchè una cosa così importante non si dovrebbe rompere mai, mai per un dettaglio e invece lo si fa, quel dettaglio non sarebbe mai dovuto esistere e ancora oggi quel ragazzo non sa se sia stato giusto o meno, il dolore della ferita è svanito, il ricordo di ciò che era è sempre dolce ma il pensiero di ciò che sarebbe potuto essere

resterà un enigma neutro, non è stato e forse un motivo, in fondo in fondo c’è…

Penso a quel ragazzo che senza un apparente motivo un giorno ha deciso di mettersi in gioco oppure in gioco ci si è ritrovato e per una volta ha deciso di giocare, quello stesso ragazzo che ha rischiato e ha raccolto, forse per fortuna, forse per merito, forse per entrambe le cose..

Pesnso a quel ragazzo che ha sempre amato ascoltare ed aiutare le persone anche con l’impressione di non far niente di speciale a quello che però si è sempre nascosto e vergognato nei ringraziamenti che ha ricevuto, che forse ha ancora bella viva quella parte che insegue sempre l’ombra a quello che cerca di capire e di migliorarsi attraverso la visione del mondo e delle vite degli altri, non per criticarle ma per capirle, per confrontarsi con esse per prendere spunti o distanze, per stimarle o odiarle.

Penso a quel ragazzo che oggi più di ieri si sente uomo ma che quando capita non si vergogna di sentirsi ancora bambino,

a quello che oggi guarda i suoi figli e spera che una sua carezza nei loro confronti sia un ricordo da conservare per il futuro ma che anche un abbraccio ricevuto da loro sia per lui il segreto del senso della vita.

Penso a quel padre che oggi è una persona fiera e felice di stare seduto a casa sua, con il suo computer sottomano e scriversi questa lettera di auguri, quello che mentre tutta la famiglia dorme guarda le foto e continua a pensare che la vita sia un dono meraviglioso.

Auguri a tutti quei me stesso che son passati, che non ci sono più o che sono parte di tutto ciò che sono oggi e di quello che sarò domani…

pianista

Testo Canzone: Guardastelle

Da qui, senza mai guardare dentro un cannocchiale
Perché la mia vista vede, è una lente naturale
E ho fantasia e posso anche volare

Una speranza sospesa, tra la scienza e la guerra

Bungaro – Guardastelle –

Da qui, mi piace calcolare le distanze

Da qui, proiettami nello spazio siderale

Da qui, da qui, da milioni ad occhio e croce di persone

Da qui, ho conosciuto la costellazione

Da qui, senza mai guardare dentro un cannocchiale

Perché la mia vista vede, è una lente naturale

E ho fantasia e posso anche volare

La fantasia lo sai ti fa volare

Guardastelle, guarda, in questo mare di stelle, mi perderò con te

Guardastelle, guarda, è un cialo di fiammelle, il buio più non c’è

Da qui, mi stacco da terra ad immaginare

Da qui, chissà se c’è un mistero grande da scoprire

Da qui, una libera preghiera per una pace da inventare

Ho fantasia e posso anche volare

La fantasia, lo sai ti fa volare

Guardastelle, guarda, in questo mare di stelle, mi perderò con te

Guardastelle, guarda, è un cielo di fiammelle, bruciano per te

Sotto il cielo la terra, ogni uomo una stella

Una speranza sospesa, tra la scienza e la guerra

Una speranza sospesa, tra la scienza e la guerra

Guardastelle, guarda, in questo mare di stelle, mi perderò con te

Guardastelle, guarda, è un cialo di fiammelle,

è un cielo di fiammelle

Ancora sui giochi (un pò più per adulti) VM P.e.A.

Sempre in tema di giochi, questa volta probabilmente più per adulti,
ma interessante anche da fare con bambini grandicelli…

io adorando i giochi in scatola volevo segnalarvi il mio preferito degli
ultimi anni… che è senza alcun dubbio

DIXIT

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lo conoscete???

è un gioco che adoro, che mi ha fatto trascorrere tante serate divertenti
e popolato tante notti pre addormentamento a viaggiare con i pensieri…

si si, ho scritto che è un gioco per adulti, ho scritto che mi ha fatto tascorrere
serate divertenti, e notti pre addormentamento a viaggiare con i pensieri…

nessuno di voi avrà collegato tutto ciò al fantastico e dirompente attualissimo mondo del sesso credo…

anche perchè nel titolo è espresso chiaro un divieto…

eppure un coinvolgimento intricato potrebbe pure starci
perchè per me questo gioco e puro erotismo per la mente..

Queste sono le regole:
Un giocatore è il narratore per il turno. Egli guarda le 6 carte raffiguranti che ha in mano.
Da una di queste, inventa una frase che dice ad alta voce (senza mostrare la carta per gli altri giocatori).
Gli altri giocatori selezionano tra le loro 6 carte quella che si adatta meglio alla frase creata dal narratore.
Poi, ognuno di loro consegna la carta selezionata al narratore, senza mostrarla agli altri.
Il narratore rimescola la sua carta con tutte le carte ricevute.
Tutte le immagini vengono disposte a faccia in su dal narratore, in modo casuale, e ogni giocatore deve scommettere
a quale carta si è ispirato il narratore nel creare la frase. Se nessuno o tutti trovano l’immagine corretta,
il narratore riceverà zero punti, mentre i giocatori 2 punti. In caso contrario, il narratore e colui che ha indicato
la carta corretta riceveranno 3 punti. I giocatori ottengono poi 1 punto per ogni voto ottenuto dalla loro immagine.
Il gioco finisce quando il mazzo è vuoto. Il giocatore con un punteggio totale maggiore vince la partita.

Questo lo scopo:
Lo scopo del gioco è riuscire ad indovinare la carta a cui il narratore si è ispirato per formulare la frase detta
a tutti. Più volte si indovina la carta più punti si ottengono per la vittoria finale raggiunta dal punteggio più
alto.

Ovviamente questo grandilinee ci sono altre regole che lo rendono ancora più divertente…

Perchè questo gioco mi piace così tanto da definirlo erotico per la mente???

Beh, perchè per come lo vivo mio è un gioco di empatia pura… se i giocatori che partecipano non usano il loro
lato d’azzardo ma il loro lato di creatività allora le frasi che la loro mente può produrre sono stimolanti per un sacco
di pensieri.

E’ bello cercare di capire il senso della frase pronunciata, trovare il modo per associarla alle tue carte, vedere cosa
pensano gli altri concorrenti… è un altro modo per consocersi e molto spesso per consocere anche lati nascosti
o meno lampanti delle persone che ti circondano…

e poi la bellezza delle carte, la bellezza dei pensieri che alimentano..

insomma ogni volta mi ci perdo nella partita e in ciò che da essa posso trarre…

ci sono persone e menti che ti stupiscono, altri che riesci a decifrare all’istante, alcuni che anche volendo non capirai mai

e poi c’è sempre la domanda da applicare a tutti gli stati appena descritti… perchè????

impossibile non trovarlo affascinante, stimolante…

giochiamo?? :)))

Bambini e regali

Probabilmente nel mio blog non ho mai parlato di questa cosa…

non sopporto i giocattoli per bambini… o meglio…

solitamente girare per gli scaffali dei supermercati nel reparto giocattoli
mi indispettisce…

o meglio ancora, mi fa piacere vedere i bambini correre su e giù eccitati alla visione di quel
mondo infinito di suoni, colori, materiali

ma quando si tratta di scegliere un gioco per i miei figli oppure un regalo di compleanno per
i loro amici, per quelli più stretti almeno, in un angolo della mia mente mi sale lo sconforto…

la maggior parte di quei giochi sono o un ammasso di plastica che a breve si romperà, oppure le copie di giochi di vent’anni fa con una piccola modifica sui personaggi.. raramente trovo qualcosa che mi colpisce per innovazione, fantasia o stimoli che può fornire ai nostri bambini…

Esitono ovviamente e fortunatamente negozi che trattano prodotti dedicati ai bambini e costruiti
pensando al loro bene e non alla propria soppravivenza economica.. ma diciamo che nel mercato globale sono esempi di minoranza.

Quindi mi piaceva lasciare qui per voi un idea regalo che magari in molti conoscete già ma che può essere qualcosa di carino anche per “unire” la famiglia e un produttore di idee che cura anche l’aspetto mentale e manuale con tantissime idee anceh per i più piccoli.. e per quei genitori che credono nell’aspetto educativo del giocare assieme ai propri figli.

Il primo è un regalo che abbiamo fatto diverse volte ed è questo:

I Rory’s Story Cubes

cubi-storie

In pratica una serie di dadi con raffigurati diversi soggetti (divise per macro argomento in ogni confezione) che vanno tirati sul tavolo e usati come spunto per inventare una storia…

le varianti possono essere davvero molte, si possono creare storie vocali, fumetti, si può creare una storia combinando un pezzo per ogni partecipante, usarli per recitare ecc ecc…

l’idea è coinvolgente perchè fornisce quello spunto necessario ad azionare la fantasia anche per i bambini meno liberi e sognatori…
il secondo è il catalogo o sito di http://www.opitec.it dal quale si può richiedere il catalogo…

oltre le cose di bricolage e docoupage principalmente dedicate alle signore, c’è una sezione molto bella di giochi e idee per bambini… che ne stimolano la manualità e li indirizzano a concetti di fisica, meccanica, elettronica.. e i prezzi sono secondo me a portata
Ecco ci tenevo a condividere con voi questi spunti e magari di conoscere il vostro pensiero e magari le vostre fonti… se vi va…

emozionato leggendo…

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono.
E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.
Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e
ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero.

La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro.

Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto,
vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno
quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva,
vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era.

Bisogna ritornare sui passi già fatti, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.
Bisogna ricominciare il viaggio.
Sempre.

josè saramgo -viaggio in portogallo-

Ingarbugliato

ovvero, aver voglia di scrivere un post e non saper cosa scrivere…

mille pensieri, mille vocali e consonanti si avvicinano, si conoscono, si riuniscono
formano parole, nei periodi più fortunati queste frasi si legano tra loro, si identificano
e con grande educazione si sistemano in righe orizzontali, due occhi posti non so dove le guardano
riescono a decifrarle, nel disegno della tua mente diventano frasi..

potrebbero essere ispirazione, vanno analizzate, vanno studiate, hanno bisogno di qualcuno o qualcosa
che si prenda cura di loro, che non le lasci passare come vento sul mare, hanno bisogno di
quel condimento che ti permette di offrirle al tavolo imbandito della vita degli altri, di quelli che
per un istante incrociano la loro con la tua, condividono quel tempo tanto prezioso, forse con o forse
senza aspettative…

quelle vocali e consonanti che vagando nella tua mente,  hanno formato delle parole, si sono radunate
in righe orizzontali formando frasi. Loro, proprio loro  hanno bisogno di pensieri, di pensieri che le sostengano e di pensieri che le accompagnino a destinazione in modo che poi possano dividersi nuovamente e scorrere libere osservate da altri
occhi, posti chissà dove e accompagnate da altri pensieri, indirizzate ad altre destinazioni pronte a conoscer nuove unioni

ma quando ti fermi un attimo in attesa di tutto ciò, e in questa fermata non accade nulla??

vedi le lettere e le parole ma non trovi più l’alfabeto, il tuo alfabeto dei pensieri, riesci a riconoscerle
ma non sai condirle, sono li, le vedi ma non riesci a toccarle.. ti senti confuso, senti che c’è qualcosa
che manca per aiutare quelle lettere ormai divenute parole a trasformarsi in concetti, in tuoi concetti

e allora pensi che non ti resta altro da fare che aspettare, anche i pensieri più banali evidentemente hanno bisogno di
tempo per esistere, anche l’attesa di potersi esprimere, infondo, può essere espressione….

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tutto questo solo per dire che son giorni che volevo postar qualcosa, ma non riuscivo a formulare un pensiero che potesse
generare un post.. e così per soddisfare questa mia voglia ho dato alla luce questo post.. forse solo per dire all’anima abbandonata di questo blog che sono ancora vivo e che ogni tanto penso pure a lei… :))