come ci riuscite, come ci riusciamo???

 

Ma come ci riuscite, come ci riusciamo???

Mi riferisco ai fatti della ormai prof più famosa d’italia….

Mi riferisco a tutti quei commenti che arrivano da ogni dove, ma non mi riferisco ai commenti stessi ne tanto meno personalmente a chi li pubblica…

Mi riferisco a noi tutti, a noi come esseri umani, a noi come italiani, a noi come cittadini.

Mi riferisco a questa reazione quasi incondizionata, a questa azione istintiva e incontrastata, mi riferisco a questo meccanismo automatico che oggi vorrei provare a contrastare.

Sembra che ogni fatto, ogni situazione sia di una banalità e leggerezza che basta un semplicissimo commento accusatorio o difensivo non solo a risolverla ma proprio a dissolverla. Qualsiasi questione sia.

Tutti sono in grado di sostenere qualsiasi conversazione, su qualsiasi argomento e di avevre la risposta o la soluzione sempre pronta. Come ci riuscite? come ci riusciamo???

Ho preso a pretesto la prof perchè mai come in questo momento, forse complice la data importante che si avvicina, mi guardo attorno, leggo, ascolto e….
non so cosa dire….

non riesco a formulare pensieri da tradurre in parole… non riesco non perchè io non abbia un mio pensiero o una mia visione ma non riesco perchè ad ogni modo ho la sensazione che in qualsiasi caso e in qualsiasi questione ogni pensiero e ogni commento sia probabilmente troppo superficiale.

Non è così semplice!!!!! Qui siamo difronte ad una situazione che non è così banale come un tweet, un post, una foto su istagram…

La sensazione che ho io è che dovremmo fermarci tutti un attimo, riflettere in silenzio, perchè la questione non è quanto la prof sia nativa idiota o mandata in provocatoria pubblicità magari pure retribuita, non è quanto possano aver ragione quelli che dicono che esiste l’abuso di potere e quelli che difendono i principi per cui esistono persone che difendono e tutelano la loro applicabilità.

Forse siamo davvero troppo frettolosi nell’uniformare il giudizio e riassumerlo in uno schieramento di gregge che sembra più indirizzato al ingrandire i contorni dell’insieme che a valutane gli effetti.
Forse dovremmo trattenerci veramente un attimo prima di lasciare commenti, nonostante sia facilissimo farlo e probabilmente anche in qualche modo liberatorio.

Smettiamo di schierarci come “l’opinione ai tempi di un tweet” e mettiamoci nella condizioni di ascoltare e ascoltarci in un contesto più grande dell’episodio, in una visione più vasta del fatto (ci sono 2 T e non è un errore) e cerchiamo di capire quali sono gli effetti concreti e reali delle nostre parole e dei nostri pensieri e quando questi effetti possono realmente diventare fatti.

Forse dobbiamo cambiare modo di vedere, modo di pensare, o almeno avere la lungimiranza di distinguere le occasioni.. non può esistere un mondo dove tutto si descrive con un si o con un no, con un favorevole o un contrario; dove le questioni di civiltà sono legate all’individuo come esponente singolo.

Forse non siamo tutti in grado di fare sempre e comunque i giudici di ogni cosa in ogni contesto, questo non vuol dire che non possiamo avere un opinione ma che magari, a volte, prima di condividerla con il nostro parziale mondo intero, dovremmo magari rifletterci un pò su.

Forse dovremmo entrare nell’ottica che il numero di Like e condivisioni è influenzabile ed influenzato in un modo così semplice che l’incremento di quell’indice stesso potrebbe nascondere nello stesso tempo che serve per trasformare un contenuto offline in uno online una corrente di pensiero che è l’esatto opposto di quello che ci saremmo attesi.

Quindi non so, se la mia è solo confusione dettata da un rumore che diventa ogni giorno più assordante oppure una resa o un passo indietro verso questo insieme di situazioni che mi sembrano essere sempre più lontane da qualsiasi concetto di visione per il bene comune.

Infondo ci sono riuscito nuovamente anch’io, nonstante sembrava non volessi farlo, ho commentato…

Come ci riuscite? come ci riusciamo???

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Il significato enorme di una parola

INTEGRITA’

 

L’essere integro, intero, intatto; lo stato di una cosa che possiede tutte le sue parti, i proprî elementi e attributi, che conserva intatta la propria unità e natura, o che non ha subìto danni, lesioni, diminuzioni quantitative o qualitative: salvaguardare l’idel territorio nazionaleverificare l’idei sigilli, controllare che siano intatti; restituire un testo alla sua i., quando ci sia giunto mutilo o alterato; difendere l’idella lingua, preservarla da contaminazione di parole straniere e sim.; osservareapplicare le leggi nella loro i., interamente, pienamente, senza eccezioni o omissioni; idi un corpo(umano), l’esser sano, illeso, atto a tutte le sue funzioni; e con riferimento allo stato di verginità della donna: idell’imeneiverginale, o assol. integrità2. In senso morale, l’essere integro, incorrotto; onestà, rettitudine assoluta: idi vitadi costumil’idei giudicidei testimonidi un funzionario. Anche, l’essere intatto, privo di colpa o di accusa: idel nomedella famadell’onore.

che conserva intatta la propria unità e natura, o che non ha subìto danni, lesioni, diminuzioni quantitative o qualitative

Che parola fantastica, oggi mi senti di dire che dovremmo avere tutti una certa ambizione nei confronti di questa parola, come se fosse un risultato da raggiungere, come se fosse un obiettivo di una vita, come se di fronte ad uno specchio quando il nostro sguardo cerca qualcosa, dovrebbe vedere anche il senso di quel termine, attraverso il nostro volto, il nostro corpo e quello che viene riflesso dovremmo cercar di vedere la nostra integrità.

Avete notato con quale forza, determinazione e anche violenza la nonna difenda il significato di quel termine?

Testo Canzone: Canzone contro la Paura

Ho letto e riletto questo testo, eh, niente… mi emozionano molto
queste parole, mi lasciano qualcosa di positivo, mi ricordano che
la vita ti regala anche queste cose e rafforzano il mio pensiero che
in ogni caso possiamo ritenerci fortunati perchè abbiamo un dono che
per quello che ne sappiamo altri non hanno che è quello delle parole
e della musica.. e che a volte “A volte basta una canzone”

 

Ma in mezzo a questo dolore
E in tutto questo rumore
Io canto un mondo che non c’è
E invece no, tu vuoi canzoni emozionanti
Che ti acchiappano alla gola senza tanti complimenti
Canzoni come sberle in faccia per costringerti a pensare
Canzoni belle da restarci male
Quelle canzoni da cantare a squarciagola
Come se cinquemila voci diventassero una sola
Canzoni che ti amo ancora anche se è triste, anche se è dura
Canzoni contro la paura
Canzoni che ti salvano la vita
Che ti fanno dire “no, cazzo, non è ancora finita!”
Che ti danno la forza di ricominciare
Che ti tengono in piedi quando senti di crollare
Ma non ti sembra un miracolo
Che in mezzo a questo dolore
E tutto questo rumore
A volte basta una canzone
Anche una stupida canzone
Solo una stupida canzone
A ricordarti chi sei

 

Brunori Sas – Canzone contro la paura-

Scrivo canzoni poco intelligenti
Che le capisci subito non appena le senti
Canzoni buone per andarci la domenica al mare
Canzoni buone da mangiare
Sono canzoni poco irriverenti
Insomma canzoni come me, che ho perso tutti i denti
Canzoni per chi non ha voglia d’abbaiare o di ringhiare
Canzoni tanto per cantare
Canzoni che parlano d’amore
Perché alla fine, dai, di che altro vuoi parlare?
Che se ti guardi intorno non c’è niente da cantare
Solamente un grande vuoto che a guardarlo ti fa male
Perciò sarò superficiale
Ma in mezzo a questo dolore
Tutto questo rancore
Io canto solo per me
Le mie canzoni poco intelligenti
Che ti ci svegli la mattina e ti ci lavi i denti
Canzoni per chi non ha voglia di pensare o di ascoltare
Canzoni per dimenticare
Sono canzoni poco consistenti
Insomma canzoni come me, che non faccio più ragionamenti
Che voglio solo sensazioni, solo sentimenti
E una tazzina di caffè
Canzoni che parlano d’amore
Perché alla fine, dai, di che altro vuoi parlare?
Che se ti guardi intorno non c’è molto da cantare
Solamente una tristezza che è difficile toccare
Perciò sarò superficiale
Ma in mezzo a questo dolore
E in tutto questo rumore
Io canto un mondo che non c’è
E invece no, tu vuoi canzoni emozionanti
Che ti acchiappano alla gola senza tanti complimenti
Canzoni come sblerle in faccia per costringerti a pensare
Canzoni belle da restarci male
Quelle canzoni da cantare a squarciagola
Come se cinquemila voci diventassero una sola
Canzoni che ti amo ancora anche se è triste, anche se è dura
Canzoni contro la paura
Canzoni che ti salvano la vita
Che ti fanno dire “no, cazzo, non è ancora finita!”
Che ti danno la forza di ricominciare
Che ti tengono in piedi quando senti di crollare
Ma non ti sembra un miracolo
Che in mezzo a questo dolore
E tutto questo rumore
A volte basta una canzone
Anche una stupida canzone
Solo una stupida canzone
A ricordarti chi sei
A ricordarti chi sei
Ma non ti sembra un miracolo
Che in mezzo a questo dolore
E in tutto questo rumore
A volte basta una canzone
Anche una stupida canzone
Solo una stupida canzone
A ricordarti chi sei

tide-pods-challenge

ma dico io, ma è mai possibile???

https://www.wired.it/internet/web/2018/01/22/tide-pods-challenge-moda-capsule/

https://www.panorama.it/societa/life/cose-la-tide-pods-challenge/

ma cosa c’ha nel cervello la gente?

non mi sento a mio agio, ma una domanda mi nasce spontanea, ma vale veramente la pena provare a salvarli???

 

E questa è solo una delle tante, l’ultima (credo) in senso cronologico…  per arrivare a queste cose dev’esserci veramente il nulla attorno…

 

Always leave your office on time

LASCIA SEMPRE IL TUO UFFICIO IN TEMPO

1. Il lavoro è un processo senza fine. Esso non potrà mai essere completato.

2. Gli interessi del cliente sono importanti, così come quelli della tua famiglia.

3. Se avrai un problema nella tua vita, nessuno, no il tuo capo, no i tuoi clienti, no la tua azienda ti offriranno un
aiuto; la tua famiglia e i tuoi amici probabilmente saranno disposti ad aiutarti.

4. La vita non è riguarda soltanto il lavoro, l’ufficio e i clienti. C’è molto di più nella vita.
Tu hai bisogno di tempo per socializzare, divertirti, rilassarti e fare esercizio.
Non lasciare che la tua vita sia priva di significato.

5. Una persona che sta sempre fino a tardi in ufficio non è una persona che lavora duro.
invece è un pazzo che non sa come gestire il lavoro entro il tempo stabilito.
È un perdente che non ha una vita personale o sociale. E’ probabilmente incapace ed incompetente nel suo lavoro.

6. non hai studiato duro e lottato nella vita per diventare una macchina.

7. se il tuo capo ti obbliga a lavorare fino a tardi,può essere inefficace e avere anche una vita senza senso;

 

Dr. Abdul Kalam

THIRTEEN REASON WHY

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Ho titolato il post con il titolo originale del libro perchè mi piace molto di più della semplicistica traduzione italiana.
Qualcuno di voi ha letto il libro o visto la serie tv???

Io per il momento ho visto la serie, ci ho messo un pò, volutamente perchè avevo bisogno che la mia mente elaborasse ciò che le varie puntate mi lasciavano… ed è stata davvero tanta roba….

Si, devo dire che la serie mi è piacuta moltissimo.

Il giudizio complessivo è un giudizio emoziale, di testa e di pancia non certo di tecnica e abilità.

Quindi non vorrei soffermarmi a parlare dei dettagli ma di dettagli.

Già perchè anche se apparentemente la storia è la storia di un adolescente in realtà ci sono così tante storie nei dettagli, così tanti pensieri e discussioni che si possono intraprendere che è proprio il tipo di cosa che voglio vedere o leggere nei pochi momenti che posso dedicare al grande schermo (in ogni sua evoluzione tecnologica) o al piccolo parallelepipedo cartaceo. Perchè il tempo è poco e non amo sprecarlo con cose che mi annoiano.

E devo dire che nonostante nella parte centrale secondo me un pò di ritmo è stato perso (ma potrebbe benissimo essere una considerazione deviata più dal mio stato psicofisico che dalla serie in se) poi ogni cosa è tornata al suo posto e un sacco di stimoli per pensieri e riflessioni sono stati forniti.

Io, personalmente mi sono perso a riflettere, su una ragazza che decide di togliersi la vita, su un ragazzo che considera talmente forti i suoi principi morali
da non rendersi conto di quanto gli stessi lo portino ad essere un “diverso” ma sopratutto quanto questi lo tengano lontano da sofferenze comuni,
di svariati ragazzi con svariate tipologie di vite e problemi. In particolare di quanto riusciamo ad alterare la nostra immagine ed i nostri pensieri per adeguarli a quelli che la società richiede o forse meglio dire a quelli che noi stessi pensiamo la società ci richieda.
Ci sono poi le immagini ed i pensieri da fare verso i genitori, della ragazza e quelli degli altri protagonisti. Quelli legati a quello che si può permettere un sistema istituzionale, scolastico, sempre proiettati alle logiche della società che sovrastano quelle della comune umanità.
Ci sono quelli legati ad una persona che probabilmente ne esce come sconfitta e perdente ma che forse è l’unica che si è avvicinata all’accettazione che la vita giusta o la scelta giusta non è quella che spesso ci appare come tale.
Si parla di violenza sessuale, psicologica, bullismo, repressione, isolamento.. si parla di vite di tutti i giorni e di persone di tutti i giorni.

In qualche modo si parla anche di reazioni differenti a sollecitazioni molto simili…. e forse, almeno per me, la chiave di lettura di questa serie sta tutta qua.

Ma magari appena recupero un pò di tempo ne scriverò in modo più approfondito.

 

Prima di scendere nei dettagli del mio viaggio mentale durante la visione, qualuno di voi ha visto la serie o letto il libro??

NetflixTiein

Viviamo il presente per costruire in esso il nostro futuro