Per voi non voglio il meglio, -Lettera per il futuro-

Per voi non voglio il meglio
[Lettera per il futuro]

Oggi, non so perchè mi è capitato di imbattermi in pensieri che riguardano il futuro.
Sarà che fuori non c’è il sole, sarà che vedere alberi fermi e cielo grigio mi proiettano
in un tempo diverso, i pensieri sono liberi di viaggiare verso orizzonti diversi e quindi
qualche minuto fa mi son perso pensando al futuro e a quello che da padre mi auguro per voi.

Voi, figli miei, Nicholas e Simone siete il fulcro di ogni mio giorno, e questo se vogliamo
è un pò scontato, siete l’impegno più grande che ho preso con la mia vita ma siete anche tutto
ciò, con vostra madre, che gli restituisce buona parte del valore che ha.

Pensando a voi e pensando, appunto, al futuro mi sono proiettato in questo pensiero.

Ho pensato, da padre, che per voi, per il vostro futuro non voglio per voi il meglio,
non vorrei darvi il meglio.

Non immagino e, non voglio farlo, una vita e un futuro in una casa lussuosa con tutti i confrort,
una carriera scolatstica con il massimo dei voti, successo nello sport, nella musica o in qualsiasi
altra cosa decidate di fare.

Non vorrei immaginarvi sempre circondati da amici, da ragazze che fanno la fila per voi,
dai migliori cibi a pranzo e a cena.

Non vorrei immaginarvi sempre sani e forti, belli e bravi, felici e contenti, ricchi e famosi.

Non vorrei immaginarvi uomini di successo, con un lavoro prestigioso o professionisti stimati.

Prese singolarmente o per un periodo di tempo mi piace immaginarvi tutto quello che ho appena negato,
ma non per sempre, non per tutta la vita.

Non riesco ancora a capire se mi sto sentendo male a scrivervi questo.. non perchè non lo pensi veramente ma perchè vorrei prima spiegarne i motivi e quindi ci provo:

Non voglio il meglio non perchè non voglio che siate felici oppure perchè non vi voglio bene, non voglio il meglio perchè credo che senza il peggio il meglio non lo si possa apprezzare ne riconoscere.

Non voglio il meglio perchè il meglio è un opposto e senza l’esistenza del suo contrario non può esistere nemmeno lui.

Inoltre non vorrei esser io a darvi il meglio ma mi piacerebbe che il meglio lo raggiungeste dopo un percorso vostro, dopo esperieze, sensazioni ed emozioni, richi, fatiche, gioie e dolori.

Credo che apprezzare il fatto di vivere in una casa lussuosa sia possibile se prima si è visto o vissuto in condizioni non sempre agiate, per apprezzare la bellezza e il confort penso sia indispensabile aver provato il disagio.

Credo che incontrare qualche difficoltà a scuola, provare la sensazione di aver fallito un test o una verifica, aver condotto un interrogazione che non è andata benissimo oltre che a renderci umani e a prepararci poi a quello che succederà prima o poi nella nostra vita, ci dia lo stimolo prima per capire i nostri errori e poi per rimediare.
Credo ci dia il modo di comprendere l’importanza dell’organizzazione, della preparazione e anche del fatto che alcune cose possano non riuscirci.

Subire qualche delusione sportiva o artistica è fondamentale per stimolarci al miglioramento e per comprendere quanto dedizione ed allenamento siano importanti, ma anche per capire che infondo la sconfitta è semplicemente uno stato mentale.
Sentire il peso, a volte il macigno del fallimento ma in esso trovare lo stimolo per reagire e non lo sconforto per rinunciare fa si che il giorno in cui quella sconfitta si trasformerà in vittoria, non solo avrete vinto ma avrete anche scoperto che siete capaci di ribaltare le situazioni e che nessuna sconfitta porta con se solo aspetti negativi.

Non vorrei immaginarvi sempre circondati da amici perchè penso che l’amicizia sia uno dei valori più importanti in assoluto nelle nostre vite ma, penso anche che, una persona che da sola non si sente mai in solitudine sia una persona che ha buone possibilità di cavarsela
in diverse circostanze, credo che un amicizia non dipenda dalla quantità di tempo dedicata a condividere ma anche dalla condivisione e il rispetto per i tempi altrui. Inoltre credo che chi è circondato da tanti amici sia in realtà una potenziale persona sola.
Per questo più che augurarmi di vedervi circondati da tanti amici preferisco creare nella mia mente la vostra immagine abbracciata a una o due figure, mi da la sensazione di un immagine che possa durare nel tempo e che contenga in esso tutto ciò che probabilmente realmente ci serve.

Non vorrei immaginarvi circondati da ragazze che fanno la fila per voi, perchè per quanto possa essere piacevole e invidiabile (da uomo probabilmente ancor più che da una donna, per questioni storiche che scoprirete, vostra madre spera sicuro il più tardi possibile)
probabilmente ha delle fondamenta che non toccano valori che il tempo non possa intaccare.
Vi auguro di incontrare e conoscere ragazze che sappiano migliorarvi e stimolarvi, che sappiano trascinarvi e farsi trascinare vi auguro di incontrare ragazze che riescano a cambiarvi l’umore semplicemente con un loro sorriso o con l’angolo di un loro sguardo rubato, spero che incontriate ragazze che vi emozionino con il solo movimento delle mani, alle quali affidare e scambiare il vostro mondo e i vosti pensieri senza perdevervi in futili ed inutili discussioni, spero incontriate ragazze con le quali costruire e condividere emozioni in qualsisi modo vogliate, spero che incontriate ragazze e che troviate il modo per conoscerle ed apprezzarle per quello che sono, per quello che nasconde il loro pronfondo che magari un giorno vi mostreranno o affideranno, Spero che vi ascoltiate senza ascoltare nessun altro che voi stessi, fregandovene altamente di quello che qualsiai altra persona vi dirà, me e noi compresi.
Spero che proverete quella magica sensazione che vi fa sentire che in un momento che tutto il mondo è rinchiuso in meno di un metro quadrato di terreno e in due anime, e che tutto il resto non conta.

In tutta onestà non so perchè non voglio immaginarvi con i migliori cibi in quanto considero il cibo uno dei piaceri della vita oltre che una forma d’arte e cultura, ma invece ora che scrivendo ci ripenso mi ricordo subito del perchè ho scritto questo.
Probabilmente se Nicholas leggerai mai questo pensiero forse ricorderai di quante volte mi sono arrabbiato, Simone dubito ma il motivo è perchè vorrei intanto che capiate che siete fortunati ad esser nati in Italia e di avere la nostra cucina come alimentazione, siete fortunati perchè a vostra madre piace cucinare e anche perchè possiamo permetterci di darvi tutti i pasti che vi servono.

Vorrei che capiate che esistono moltissimi bambini come voi che non hanno le vostre fortune, che la mamma vi prepara pranzo, merenda e cena anche se è stanca o se quel giorno non ha tanta voglia di cucinare, vorrei che capiate che mangiare anche se non vi piace molto non solo è una
cosa che fate per voi stessi ma anche qualcosa che fate come un gesto di rispetto e amore verso la vostra mamma o verso chi vi ha preparato quel cibo.
Vorrei che capiate e vi rendiate conto che nel mondo ma anche in italia ci sono persone
che non hanno la stessa fortuna per diversi motivi, economici o sociali e che, secondo me, è una forma di rispetto anche verso di loro godere di questa fortuna. Come ben sapete non sopporto che venga buttato via il cibo e che si scelga di mangiare sempre e solo quello che
ci piace di più, l’alimentazione è si un piacere ma anche un indicatore fondamentale per la nostra esistenza, da essa ne deriva non solo la nostra salute ma anche il nostro umore, alimentarsi dovrebbe essere una cultura e una condizione di rispetto per la vita e a questo proposito
mi piacerebbe che appena sarete un pò più grandi vi fermaste a pensare a quello che mangiate, da dove arriva, come mai lo trovate a tavola e se pensate che sia corretto quello che state facendo nei modi e nelle forme e facciate i vostri ragionamenti e le vostre scelte, mi piace immaginare
che ogni cosa che farete la farete non per abitudine e non senza aver ragionato qualche istante se è quello che realmente volete fare.

Non vorrei immaginarvi sempre sani e forti perchè anche la malattia fa parte della vita, come il dolore, e provarlo sulla propria pelle ci aiuta a capire quello che possono provare gli altri quando noi siamo solo osservatori.
Capire questo, secondo me, è importante perchè a volte questi stati d’animo o fisici possono esser causati anche dalle nostre parole o azioni o perchè quando ci imbattiamo in persone che soffrono possiamo avvicinarci a capire quello che stanno provando e questo inevitabilmente ci aiuta quatomeno a rispettarli.
Inoltre credo che nulla più del dolore ci avvicina al nostro essere più profondo, ci fa sentire chi siamo, quali sono i nsotri sentimenti e qual’è la nostra direzione, la cosa più difficile è riuscire ad ascoltarci, mi piace immaginare che nel futuro sarete in grado di farlo.

Non vorrei immaginarvi ricchi e famosi o uomini di successo perchè non so se sarà quello che desiderete dalla vita.. da padre mi viene da dirvi che il massimo pensiero per la vostra condizione sociale da adulti in questo momento della mia vita vi vede felici di quello che fate e non costretti a fare qualcosa per sopravvivere, un pò come facciamo noi adulti in questo tempo, felici nello svegliarvi al mattino e nel pensare che state per fare qualcosa che vi piace, qualcosa per cui dedicate oltre che tempo e tutto quello che serve dedicare,anche un pò di passione.
Mi piace pensarvi ricchi ma di sogni e di progetti, di ambizioni e di voglia di vivere e sopratutto di positività per quello che rigurda il vostro futuro
e se così non fosse, almeno mai arresi.

Tremo nel pensiero di vedervi professionisti stimati o con lavori prestigiosi perchè le ritengo condizioni figlie del tempo e destinate a morire a causa dello stesso, condizioni che sono talmente elevate da non richiedere utleriore progresso e causare quindi quella sorte di morte celebrale
che mi sembra così inevitabile… preferisco immaginarvi sempre in corsa e con un pò di salita davanti ovviamente però si tratta solo della mia speranza e del mio punto di vista, che spero di riuscire a governare e domare e non imporvi mai come una succursale di aspettativa con obbligo.

In definitiva con l’augurarvi non una vita facilissima e solo con aspetti positivi mi sento di auguravi di vivere!!!

Vi auguro di vivere e conoscere; di vivere ed emozionarvi; di vivere e sbalordirvi; di vivere, ridere e piangere; di vivere, gioire e soffrire; di vivere, trattenervi e lasciarvi andare; di vivere e di poter un giorno dire di sentirvi grati anche per i lati negativi che magari lungo il percorso dovrete o avrete affrontato.

Vi auguro sopratutto di vivere e di portarvi dietro quante più cose possibili da ricordare, che vi facciano compagnia un giorno, quando da vecchi, non aspetterete di morire, ma magari di rincontrarci.

Annunci

Tratto da “Prima dell’alba”

“Sai io credo che se esiste un qualsiasi Dio, non sarebbe in nessuno di noi. Ne’ in te, ne’ in me. Ma solo in questo piccolo spazio nel mezzo. Se c’è una qualsiasi magia in questo mondo, deve essere nel tentativo di capire qualcuno condividendo qualcosa. Lo so, è quasi impossibile riuscirci, ma che importa in fondo? La risposta deve essere nel tentativo”

 

Tratto da “Prima dell’alba”

IL METODO INQUISIZIONE

Ieri altro episodio “simpatico” sul lavoro.

Vengo chiamato assieme ad una collega dal grande capo per fare il punto
su un paio di lavori che ci sono stati assegnati, ognuno per la parte
di sua competenza.

Dopo qualche minuto di conversazione di anteprima il capo inizia a fare
domande tecniche alla collega.

Vedendola in leggera difficoltà o in ogni caso non sicura nelle risposte
inizia una serie di domande a raffica, stile interrogatorio.

La collega accusa i toni e le modalità dell’inquisizione e il capo notata
la difficoltà infierisce di brutto, domande su domande e senza lasciare il tempo
di rispondere, alla fine la mia collega riesce a cavarsela discretamente con le risposte.

Poco dopo quando terminiamo il colloquio e usciamo dall’ufficio del capo
ha un crollo.

Ora il punto della questione è…

E’ fuori dubbio che le domande fatte dal capo erano pertinenti e giuste,
e che le risposte ma sopratutto gli “appunti” alle risposte date, fatte
dallo stesso erano corrette e molto utili, per chi ha subito questa sorta
di terzo grado accusatorio

E’ fuori dubbio che questo metodo “anni 50-60” sia funzionale e a suo modo
prepari il “soldato” al “campo di battaglia”

però passatemi il termine… che metodo del “c****”

Io credo che un superiore verso un sottoposto debba capire intanto il livello
di conoscenza, il tipo di approccio che lo stesso ha sul lavoro, nel lavoro
e verso il lavoro e in seguito debba contribuire eventualmente ad una crescita
globale o settorializzata della persona per quelli che dovrebbero essere i suoi
compiti o le sue competenze.

Questo metodo non restituisce di certo il livello di chi lo subisce, specie
se chi lo subisce magari ha un carattere mite o timido.

Io credo che bisognerebbe capire chi si ha difronte e metterlo nella condizione
di dare il suo meglio… solo così si sfruttano le risorse che si hanno a disposizione.

E’ vero che una volta per insegnarti a nuotare ti prendevano e ti buttavano a mare…
è vero anche che molti hanno imparato così… io so per certo che se ho imparato a nuotare
dopo i 18 anni è perchè sono stato a lungo traumatizzato dal giorno in cui mi hanno
buttato a mare…

“Stallo” ovvero situazione che mi ogni volta mi mette in difficoltà

Ieri, sul lavoro, mi sono ritrovato in una situazione che ogni volta che mi si presenta difronte
mi mette sempre in difficoltà.

E’ quel genere di situazione che mi disturba perchè la trovo senza senso, ma che non riesco a governare
perchè per verificarsi deve verificarsi anche la condizione di “lavorare in squadra” e quindi quella condizione
per cui le tue scelte e le tue decisioni non hanno effetto soltanto sul tuo prodotto o su te stesso ma
anche sul lavoro del prossimo e sulla mente dei componenti della “tua squadra”.

Provo a spiegarmi…

Stavamo facendo un lavoro di test su un componente nel quale si eseguono delle operazioni ripetute, a catena,
nelle quali però l’operazione immediatamente successiva a quella che si sta eseguendo dipende dal risultato della stessa.

Se va tutto secondo i piani vengono eseguite delle correzzioni al lavoro successivo che sono influenzate dal risultato del precedente.

Se qualcosa va storto, posto che non dovrebbe succedere ma posto anche che succede, ci sono due strade.

1) Si ferma tutto e si decide di annullare la prova e di realizzarla nuovamente in un secondo momento da zero.

2) Si prosegue cercando di rimediare all’errore con la consapevolezza che in ogni caso il test sarà
   da considerare “non attendibile” ma che il suo svolgimento completo potrebbe fornire altre indicazioni
   utili in positivo o in negativo mettendo in evidenza particolari di cui altrimenti si verebbe a conoscenza soltanto
   nella prova successiva.

Ora si tratta di fare una scelta tra due punti, ne discutiamo assieme e dopo una mezzora di discussione tutti sono concordi
di proseguire sulla strada numero 2.

Nonostante la decisione prima di proseguire con il test, nonostante si sia stabilito di percorrere la strada 2 di comune accordo
due componenti della squadra mi sembrano assenti… aspetto un pò… vedo che non si riprendono e gli chiedo che cosa
li disturbasse, mi rispondono:

“noi siamo daccordo che non ha senso fermare il test e che la strada 2 sia quella da seguire, però avremmo dovuto pensarci prima,
avremmo dovuto stare più attenti, si sarebbe dovuto coninvolgere qualche altra persona.. e altre potenziali cose che avremmo dovuto
avremmo potuto ecc ecc”

Ora, ok, sono daccordo con loro, sono stati fatti degli errori, probabilmente alcuni evitabili, ci possono essere le attenuanti
come possono essere ritenute non valide…

Quello che mi disturba è però trovarmi fermo, in questo punto di mezzo, con una valanga di però, se, ma….  per cui non si può
fare nulla per cambiare le cose… non si torna indietro, non esiste soluzione per portarci al punto iziale del test, esiste solo
la scelta tra la strada uno e la due..  e noi stiamo fermi 2 ore o più a pensare e discutere sul nulla…..

ecco queste situazioni mi destabilizzano ogni volta….

avrei capito se ci fosse stata una terza strada, se ci fosse stato un barlume di terza possibilità, ma non c’era…

stiamo fermi a pensare a cosa?!?!?

E qui entra in me un altro conflitto interiore… se mi impongo e decido di proseguire sulla strada 2 (posto che avrei il titolo per farlO)
mi sento di mancare di rispetto in primis alle due persone e in secondo luogo mi sento in torto perchè avrei concluso il test
senza la loro attenzione che in ogni caso ritengo importante…

Dal punto di vista lavorativo passo per una persona che non ha personalità, ma io non riesco a convincermi che sia così..
perchè se devo decidere per me non ho problemi a farlo, ma se devo decidere per una squadra devo tener conto anche di chi quella squadra
la compone… Personalità secondo me non vuol dire arroganza, tanto quanto squadra non vuol dire singolo.

Alla fine io per fare un bilancio del test ho bisogno delle considerazioni di tutti.

Ho deciso di far passare la notte e questa mattina abbiamo concluso il test, uno dei due non era ancora convinto, abbiamo parlato
prima di eseguire il test e non mi sento di averlo convinto al cento per cento però ha seguito il test come mi aspettavo e al termine
mi ha fatto le sue considerazioni, per altro molto intelligenti…

Ora mi chiedo, non tanto se ho fatto o meno la cosa giusta, infondo non conta neppure molto, tanto ormai è fatta e non si torna indietro,
per l’appunto…

ma, mi chiedo, come mai queste situazioni di stallo, basate sencodo me sul nulla cioè su un evento che ad ogni modo non si può replicare, cambiare
o alterare mi continuano a creare tanto disagio??? come gestile evitando i conflitti interiori di cui sopra??

Determinare il valore di un esistenza

Se mi chiedessero oggi di dire cosa, secondo me, assegna più valore alla nostra vita, ad un esistenza, risponderei indicando queste due parole:

Emozioni

 

Ricordi

 

Credo che più di ogni alta cosa la bellezza di un esistenza sia determinata in maniera direttamente proporzionale dal numero di emozioni che il protagonista ha vissuto e dalla quantità di ricordi che porta con se…