Natualmente Modificati

Nel corso di fotografia ci è stato richiesto di provare a creare un nostro progetto, una sorta di book di forma, dimensioni e argomento libero e io ho creato intanto questo….

Booklet Naturalmente Modificati

perchè la mia deformazione professionale di tendenza informatica mi impone un approccio multitasking alla proposta quindi non ho aperto un solo progetto ma 5 diversi…e quasi contemporanei se non altro come idea

il primo ad esser ultimato è appunto questo allegato a questo post…

che ne dite, posso raggiungere la sufficenza?

Quel particolare meccanismo che….

in questo periodo mi capita di tornare spesso tardi dal lavoro, lavoro fuori sede e per di più siamo
vicini alla consegna di un paio di isole robotizzate e quindi le forze sono concentrate nell’intento
di rispettare le consegne (per altro già in ritardo, ma questo è un altro discorso).

Quindi la mia giornata tipo (ormai da mesi purtroppo) si riduce in questi piccoli step:

1) alzarsi, colazione, vestirsi
2) andare al lavoro e lavorare
3) rientrare ad ora di cena e cenare
4) stare con moglie e figli quell’oretta abbondante che ci sperara dalla nanna

5) [se ho le forze] studiacchiare quel mondo fantastico che mi sta appassionando che è la fotografia.

Ogni giorno pressochè uguale… e questo mi disturba, ma anche questo è un altro discorso.

In questo sussegguirsi del punto 4 mi capita molto spesso di guardare Nicholas (il maggiore) e di ascoltare
i suoi racconti, o di vedere lui che ascolta noi, ma sopratutto di vedere nei suoi occhi quella luce,
quel entusiasmo ogni volta che parliamo di cose che gli interessano, spesso di progetti futuri che possano
in qualche modo coinvolgerlo.

Quella luce, che è dannatamente esistente, visibile, tangibile è qualcosa che non vedo da anni nei volti
delle persone che mi circondano, nei volti degli adulti.

Quello sguardo, quelle pupille, la posizione del suo corpo quando ascolta e probabilmente sogna, fantastica
nella sua mente oltre i confini di quanto noi possiamo immaginare, quella luce dicevo è qualcosa di fantastico..

il suo riflesso di cui godo ogni sera mentre lo osservo mi fa stare bene, terribilmente bene, mi fa sentire
secondario aspetto della sua felicità ma rende assolutamente primaria la mia di felicità nel vederlo così.

La soddisfazione di un padre, credo, sia anche questa.. semplicemente vedere negli occhi di suo figlio
la felicità, il sogno, l’emozione.  Felcità che credo appunto, sia identica per qualsiasi madre.

Quando vivo questi momenti, me li godo fino in fondo, cerco di registarli in modo da portarli con me, a farmi
compagnia quando alzarmi dalla sedia sarà faticoso, quando li usero come coperta per riscaldarmi l’anima.

Il giorno dopo però quella stessa sensazione archiviata dall’incombere degli altri punti, nei momenti di vuoto
celebrale mi portano ad una riflessione malinconica, forse triste..

Perchè perdiamo quella luce??

Il bambino piccolo rimane colpito ed emozionato da ciò che non conosce, da ciò che gli piace, e il piacere della
scoperta gli fornisce energia ed entusiasmo… però nessun adulto conosce tutto, ci sono sempre cose da scoprire,
ci sono sempre situazioni che ci mettono difronte alla scoperta… eppure quella luce non fa più parte di noi..

L’entusiasmo è una cosa che se abbiamo la fortuna di riuscire a vivere, dura solitamente un istnate.

Chi o cosa cancella l’entusiasmo dalle nostre vite??

Alla fine credo che sia sempre uno stato di semi inconscio a guidarlo, ma forse riapassionarsi alle cose che ci
emozionano veramente e riuscire a dedicar loro un pò del nostro tempo, potrebbe essere un primo passo per
rivedere nei nostri occhi almeno una piccola parte di quella luce???

Figure mitologiche

Sembra che la maggior parte delle aziende sia a completa “sconoscenza”  che esistano
delle figure che trasformano in fatti le parole, trasformano in prodotto finito
quello ipotizzato sulla carta, riesco a far diventare tangibile ciò che moltissimi altri
riescono solo a descrivere a parole più o meno bene.

Che si parli di macchinari, di procedure, di prodotto finito, di processo, di organizzazione
non fa importanza, le aziende sembrano non rendersi conto che poi, alla fine, conta anche
quello che le stesse forniscono al cliente, quello che il cliente applica o può toccare con mano…

ecco questo tipo di prodotto o servizio avviene perchè esistono queste ignote figure che
magari non parlano molto o adirittura non sono molto brave a farlo… ma sanno lavorare e lavorano
non dicono come si dovrebbe lavorare, come si dovrebbe fare, come dovrebbe venir fuori il prodotto,
non lo dicono, lo fanno.. il risultato del loro lavoro è qualcosa di tangibile…

ma sono figure mitologiche, sono icone, sono trascurabili, numeri, sostituibili…

Ci sono invece quelli di cui non si può fare a meno, quelli retribuiti su basi “cartacee”
quelli che sanno raccontare perfettamente tante cose, quelli che sanno ipotizzare teorie e concetti,
che sanno disegnare schemi e mappe mentali, quelli che gestiscono, quelli che decidono, quelli che
amministrano e poi, su tutti, quelli che supervisionano… ci sono queste figure che vivono
nell’inconcretezza ma nella massima stima di chi li stipendia…

Non sabglieranno mai, o potranno sempre difendersi, perchè il loro errore sarà sempre imputabile a qualcun
altro, non sarà mai dimostrabile perchè concretamente non producono nulla…

loro affermano come fare, ma potranno sempre dire non è stato fatto come dicevano.. in definitiva si parla
troppo spesso di aria fritta e troppo spesso chi dovrebbe accorgersene non lo fa…