Laghi di Fusine (Tarvisio)

Perchè a volte la natura basta guardarla per sentirsi bene…

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Tempo di Vita

Complice questo post di Diemme che mi ha riportato automaticamente ad un ricordo, ci tenevo a diffondere qui queste parole che mi hanno colpito dal primo momento in cui le ho incontrate:

Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L’alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui, che però ti tolgono il tempo per vivere

Josè Mujica

A volte una canzone..

Capita che oggi tornando a casa dal lavoro mentre guidavo i miei pensieri vengono catturati da questa canzone:

“Ricominciare da meno di zero
e finalmente sollevare il velo
e raccontarvi veramente non l’immagine vincente
che la gente prova a vendere di sé”

“copiare te stesso libera meno dolore
che farsi tagli nel cuore
nel sangue cercare le parole

É il caso che mi ripigli
o che mi ripigli per caso”

e non solo queste parole, le altre, il tono con cui sono cantate
il timbro e la forza della voce mi hanno colpito molto.

A ascoltando le parole e trasformandole in immagini mi sono ricordato di quando, nei miei momenti bui,
mi piaceva andarmene da solo a camminare tra i monti dietro casa, fino ad arrivare a guardare la città dall’alto.

Ho sempre amato vedere le città dall’alto, ma non da un altezza assurda, di quelle in cui tutto è minuscolo e così lontano
da sembrarti finto, povero, poco potento… da un altezza in cui puoi percepire, puoi vedere… in cui l’orizzonte è ampio
e lo sguardo non basta, in cui per vedere veramente tutto quello che c’è attorno a te devi chinare la testa.

Dall’alto ma non troppo, dove tu riesci a vedere ma probabilmente nessuno riesce a vedere te, ricordo che osservavo
la città, le luci nelle case, le finistre aperte, le bici che passavano, le persone a piedi, le strade e le auto che
rispondevano all’odine dei semafori e verso l’orizzonte, in lontananza il mare, e qualche volta qualche barca e qualche volta
qualche nave.

Ricordo che in quegli istanti mi chiedevo, quante vite stavo osservando…

quante persone, quante storie, quante scelte, quanti momenti, quanti sentimenti potevo vedere da lontano e quanti pur esistendo
non riuscivo a vedere e percepire???

queste domande mi emozionavano, perchè consideravo che per ogni piccola parte di città da li potevo intuire come la vita sia
imprevista e imprevedibile, sia avvicinabile e irragiungibile.

E allora svoltavo i miei pensieri verso ciò che era al mio fianco, più vicino, più tangibile e pensavo che se mi fossi messo a
raccogliere tutti i sassi che c’erano e li avessi sparsi uno vicino all’altro avrei probabilmente creato un sentiero dove prima
c’erano solo erbacce e che quel sentiero prima o poi qualcuno avrebbe potuto percorrerlo.

Allo stesso modo pensai che se avessi scavato tanto avrei potuto costruire la base per uno stagno e in quello stagno prima o poi
qualche essere vivente avrebbe potuto trovare un oasi di pace o ristoro, o perchè no, anche la vita o la morte.

se decidevo di non far nulla tutto sarebbe rimasto così com’era.

E così dopo diverse giornate dedicate a questo tipo di pensieri decisi che forse potevo prendere in mano la mia vita.

“Ricominciare da meno di zero” è sempre possibile e a volte oltre che ad esser possibile è una autentica possibilità da cogliere
che a volerla vedere tutta fino in fondo in alcuni casi e perfino meglio che non averla mai, quella possibilità.

“raccontarvi veramente non l’immagine vincente
che la gente prova a vendere di sé” è qualcosa che probabilmente non puoi fare se non hai raccontato ciò che non sei, ma non solo
alle altre persone, prima di tutto a te stesso… se non hai toccato dolore e sofferenza corri il rischio di non accorgerti
che infondo prendi in giro te stesso guardandoti in uno specchio che non riflette

“copiare te stesso libera meno dolore
che farsi tagli nel cuore” trovare forza e coraggio per essere se stessi senza temere i giudizi di chi ti circonda e infondo di te
non gli importa nulla dovrebbe essere un traguardo per ogni esistenza, e se non si è competitivi almeno un ambizione

“É il caso che mi ripigli
o che mi ripigli per caso” perchè di fatto non ha importanza come e perchè accade, a volte basterebbe accettare che la vita non la
dominiamo e gestiamo come ci piacerebbe ma che in ogni caso possiamo sempre scegliere come affrontare ciò che ci pone davanti, e
se la scelta è veramente la nostra, in quel moemnto non potremmo far di meglio, anche fosse quella sbagliata.

Alla fine di tutto questo ho pensato che “facile parlar così” perchè io oggi sono una persona felice e serena…

sì forse si, forse è vero, che in determiante condizioni analizzare con calma, distacco e pacatezza una situazione è molto, molto
più semplice ma è anche altrettanto vero che quelle determinate condizioni sono arrivate perchè di fatto il percorso
era indirizzato verso la vita e quello che in questo tempo possiamo provare a fare, o forse e potrebbe anche essere, si tratta
di semplicemente di un pò di fortuna…
… analizzando i fatti, che differenza fa?!?!?