Archivi categoria: Musica

Canzoni, testi, composizioni, autori, concerti. Musica e dintorni

Testo Canzone: Canzone contro la Paura

Ho letto e riletto questo testo, eh, niente… mi emozionano molto
queste parole, mi lasciano qualcosa di positivo, mi ricordano che
la vita ti regala anche queste cose e rafforzano il mio pensiero che
in ogni caso possiamo ritenerci fortunati perchè abbiamo un dono che
per quello che ne sappiamo altri non hanno che è quello delle parole
e della musica.. e che a volte “A volte basta una canzone”

 

Ma in mezzo a questo dolore
E in tutto questo rumore
Io canto un mondo che non c’è
E invece no, tu vuoi canzoni emozionanti
Che ti acchiappano alla gola senza tanti complimenti
Canzoni come sberle in faccia per costringerti a pensare
Canzoni belle da restarci male
Quelle canzoni da cantare a squarciagola
Come se cinquemila voci diventassero una sola
Canzoni che ti amo ancora anche se è triste, anche se è dura
Canzoni contro la paura
Canzoni che ti salvano la vita
Che ti fanno dire “no, cazzo, non è ancora finita!”
Che ti danno la forza di ricominciare
Che ti tengono in piedi quando senti di crollare
Ma non ti sembra un miracolo
Che in mezzo a questo dolore
E tutto questo rumore
A volte basta una canzone
Anche una stupida canzone
Solo una stupida canzone
A ricordarti chi sei

 

Brunori Sas – Canzone contro la paura-

Scrivo canzoni poco intelligenti
Che le capisci subito non appena le senti
Canzoni buone per andarci la domenica al mare
Canzoni buone da mangiare
Sono canzoni poco irriverenti
Insomma canzoni come me, che ho perso tutti i denti
Canzoni per chi non ha voglia d’abbaiare o di ringhiare
Canzoni tanto per cantare
Canzoni che parlano d’amore
Perché alla fine, dai, di che altro vuoi parlare?
Che se ti guardi intorno non c’è niente da cantare
Solamente un grande vuoto che a guardarlo ti fa male
Perciò sarò superficiale
Ma in mezzo a questo dolore
Tutto questo rancore
Io canto solo per me
Le mie canzoni poco intelligenti
Che ti ci svegli la mattina e ti ci lavi i denti
Canzoni per chi non ha voglia di pensare o di ascoltare
Canzoni per dimenticare
Sono canzoni poco consistenti
Insomma canzoni come me, che non faccio più ragionamenti
Che voglio solo sensazioni, solo sentimenti
E una tazzina di caffè
Canzoni che parlano d’amore
Perché alla fine, dai, di che altro vuoi parlare?
Che se ti guardi intorno non c’è molto da cantare
Solamente una tristezza che è difficile toccare
Perciò sarò superficiale
Ma in mezzo a questo dolore
E in tutto questo rumore
Io canto un mondo che non c’è
E invece no, tu vuoi canzoni emozionanti
Che ti acchiappano alla gola senza tanti complimenti
Canzoni come sblerle in faccia per costringerti a pensare
Canzoni belle da restarci male
Quelle canzoni da cantare a squarciagola
Come se cinquemila voci diventassero una sola
Canzoni che ti amo ancora anche se è triste, anche se è dura
Canzoni contro la paura
Canzoni che ti salvano la vita
Che ti fanno dire “no, cazzo, non è ancora finita!”
Che ti danno la forza di ricominciare
Che ti tengono in piedi quando senti di crollare
Ma non ti sembra un miracolo
Che in mezzo a questo dolore
E tutto questo rumore
A volte basta una canzone
Anche una stupida canzone
Solo una stupida canzone
A ricordarti chi sei
A ricordarti chi sei
Ma non ti sembra un miracolo
Che in mezzo a questo dolore
E in tutto questo rumore
A volte basta una canzone
Anche una stupida canzone
Solo una stupida canzone
A ricordarti chi sei

Annunci

Testo Canzone: Una Chiave

Ti riconosco dai capelli, crespi come cipressi
Da come cammini, come ti vesti
Dagli occhi spalancati come i libri di fumetti che leggi
Da come pensi che hai più difetti che pregi
Dall’invisibile che indossi tutte le mattine
Dagli incisivi con cui mordi tutte le matite
Le spalle curve per il peso delle aspettative
Come le portassi nelle buste della spesa all’Iper
E dalla timidezza che non ti nasconde perché ha il velo corto,
da come diventi rosso e ti ripari dall’imbarazzo che sta piovendo addosso
con un sorriso che allarghi come un ombrello rotto
Potessi abbattere lo schermo degli anni
Ti donerei l’inconsistenza dello scherno, degli altri
So che siamo tanto presenti quanto distanti
So bene come ti senti e so quanto ti sbagli, credimi
E ti fai solitario quando tutti fanno branco
Ti senti libero ma intanto ti stai ancorando
Siamo la stessa cosa, mica siamo imparentati
Ci separano solo i calendari

No, non è vero
Che non sei capace, che non c’è una chiave..

 

mi ha colpito molto questo testo…

 

Caparezza -Una Chiave-

Ti riconosco dai capelli, crespi come cipressi
Da come cammini, come ti vesti
Dagli occhi spalancati come i libri di fumetti che leggi
Da come pensi che hai più difetti che pregi
Dall’invisibile che indossi tutte le mattine
Dagli incisivi con cui mordi tutte le matite
Le spalle curve per il peso delle aspettative
Come le portassi nelle buste della spesa all’Iper
È dalla timidezza che non ti nasconde
Perché hai il velo corto da come diventi rosso
E ti ripari dall’imbarazzo che sta piovendo addosso
Con un sorriso che allarghi come un ombrello rotto
Potessi abbattere lo schermo degli anni
Ti donerei l’inconsistenza dello scherno degli altri
So che siamo tanto presenti quanto distanti
So bene come ti senti e so quanto ti sbagli, credimi

No! Non è vero!
Che non sei capace, che non c’è una chiave
No! Non è vero!
Che non sei capace, che non c’è una chiave

Sguardo basso, cerchi il motivo per un altro passo
Ma dietro c’è l’uncino e davanti lo squalo bianco
E ti fai solitario quando tutti fanno branco
Ti senti libero ma intanto ti stai ancorando
Tutti bardati, cavalli da condottieri
Tu maglioni slabbrati, pacchiani, ben poco seri
Sei nato nel mezzogiorno però purtroppo vedi
Solo neve e freddo tutto intorno come un uomo yeti

La vita è un cinema tanto che taci
Le tue bottiglie non hanno messaggi
Chi dice che il mondo è meraviglioso
Non ha visto quello che ti stai creando per restarci
Rimani zitto, niente pareri
Il tuo soffitto: stelle e pianeti
A capofitto nel tuo limbo in preda ai pensieri
Procedi nel tuo labirinto senza pareti

No! Non è vero!
Che non sei capace, che non c’è una chiave
No! Non è vero!
Che non sei capace, che non c’è una chiave

Noi siamo tali e quali
Facciamo viaggi astrali con i crani tra le mani
Abbiamo planetari tra le ossa parietali
Siamo la stessa cosa, mica siamo imparentati
Ci separano solo i calendari, vai!
Tallone sinistro verso l’interno
Caronte diritto verso l’inferno
Lunghe corse, unghie morse, lune storte
Qualche notte svanita in un sonno incerto
Poi l’incendio

Potessi apparirti come uno spettro lo farei adesso
Ma ti spaventerei perché sarei lo spettro di me stesso
E mi diresti “guarda, tutto a posto
Da quel che vedo invece, tu l’opposto”
Sono sopravvissuto al bosco ed ho battuto l’orco
Lasciami stare, fa’ uno sforzo, e prenditi il cosmo
E non aver paura che

No! Non è vero!
Che non sei capace, che non c’è una chiave
No! Non è vero!
Che non sei capace, che non c’è una chiave
Una chiave! Una chiave!
Una chiave! Una chiave!

 

RTL -> Radiofreccia

Come sempre in ritardo ieri ho scoperto che RTL (la famosa radio nazionale) ha dato vita ad un progetto di radio libera che vuole in qualche modo omaggiare e ripercorrere l’idea di fondo delle radio libere anni 70.

“lancia una nuova idea di radio pronta a farci rivivere l’indimenticabile stagione della radio libera degli Anni 70, RADIOFRECCIA, ispirata alla programmazione delle prime radio americane dove i disc jockey erano anche registi dei propri programmi” tratto dal sito originale www.radiofreccia.it.

 

Chi mi segue da tempo avrà avuto modo di conoscere il mio amore incondizionato per quel tipo di radio, per quell’ideologia che l’ha portata alla luce, per il veicolo, la forza, il colore e l’emozione che nessun mezzo come la radio (almeno a mio avviso) può fornirti…

Leggere di un progetto che riporti l’idea di radio e di comunicazione ovviamente mi emoziona, perchè io sono da sempre un sostenitore del mezzo “radio” dell’emozione che la voce può trasferire, dei contenuti al centro di ogni attenzione, contenuti e musica… tutto il resto è superficie… contenuti e musica sono profondità… spesso in questo tipo di profondità io ho incontrato la meraviglia della vita, dell’essere vivi…

un mio grandissimo sogno nel cassetto è sempre stato quello di poter partecipare ai programmi radio in cui soltanto il contenuto assieme alla musica è al centro di tutto…

con grande curiosità ora che ho scoperto questo progetto proverò a seguirlo per vedere e capire dove porterà e per vedere e capire se l’ideologia è quella dichiarata e se potrà regalarmi così altre grandissime emozioni… speriamo bene…

 

C’è stato un tempo in cui la libertà la ascoltavi in radio.

C’è stato un tempo in cui i disc jockey erano il cuore, l’anima e la mente dei loro programmi.

Era il tempo del rock, della sperimentazione e delle grandi idee.

Era il tempo delle radio libere.

Ora siamo pronti a far rivivere tutto questo, creando una radio senza precedenti: Radiofreccia.

Uno spazio in cui far nascere e crescere le idee, con una nuova energia.

L’abbiamo chiamata così in omaggio al film di Luciano Ligabue, per portare onair, oggi, quella stessa indimenticabile esperienza.

Per ritrovare la radio come era, nel mondo come è.

Radiofreccia.
Libera come noi.

se poi ci mettono pure la voce di Roberto Pedicini….

…per voi…

 

Sovrappensiero
Tutto si ferma
Ti vesti in fretta
E sei più bella
E dentro hai una confusione
Hai messo tutto in discussione
Sorridi e non ti importa niente, niente!

E finalmente
Ti lasci andare
Apri le braccia
Ti rivedrai dentro una foto
Perdonerai il tempo passato
E finalmente ammetterai
Che sei più bella

Se un’emozione ti cambia anche il nome
Tu dalle ragione, tu dalle ragione
Tu fatti bella per te!
Per te, per te

Oggi non è la festa della donna e quindi posso permettermi di fare questo post.

Ascoltando questa canzone ho pensato che se avessi una figlia, uno dei punti fermi dell’educazione che cercherei di darle è rinchiuso in questa canzone.

Dal momento che ho soltanto due figli maschi, mi piaceva pensare di fare regalare questo testo a voi donne che ogni tanto passate di qui a leggermi.

Trovo il concetto ed il contenuto di questo testo perfettamente in linea con la mia visione di quella che dovrebbe essere la donna, per se e per noi uomini.

Fatti bella per te -Paola Turci-

Non ti trucchi
E sei più bella
Le mani stanche
E sei più bella
Con le ginocchia sotto il mento
Fuori piove a dirotto
Qualcosa dentro ti si è rotto
E sei più bella
Sovrappensiero
Tutto si ferma
Ti vesti in fretta
E sei più bella
E dentro hai una confusione
Hai messo tutto in discussione
Sorridi e non ti importa niente, niente!

Se un’emozione ti cambia anche il nome
Tu dalle ragione, tu dalle ragione
Se anche il cuore richiede attenzione
Tu fatti del bene
Tu fatti bella per te!
Per te, per te

Passano inverni
E sei più bella
E finalmente
Ti lasci andare
Apri le braccia
Ti rivedrai dentro una foto
Perdonerai il tempo passato
E finalmente ammetterai
Che sei più bella

Se un’emozione ti cambia anche il nome
Tu dalle ragione, tu dalle ragione
Se anche il cuore richiede attenzione
Tu fatti del bene
Tu fatti bella per te!
Per te, per te
E sei più bella quando sei davvero tu
E sei più bella quando non ci pensi più

Se un’emozione ti cambia anche il nome
Tu dalle ragione, tu dalle ragione
Se anche il cuore richiede attenzione
Tu fatti del bene
Tu fatti bella per te
Per te, per te

 

Ho adorato questo testo fin dal primo ascolto.

Perchè la vera bellezza che una donna dovrebbe ricercare, che poi è la stessa per cui noi uomini dovremmo perdere la testa è quella descritta da queste parole.

E’ quella della consapevolezza di se, e quella che una volta incontrata sai che quella sarà nonostante il trascorrere del tempo, perchè è di quella che ci si deve innamorare ed è di quella che si deve andare fieri ed orgogliosi, di quella che ti descrive per quella che sei, di quella che non ti mette in difficoltà per qualche stupida critica estetica, di quella che non ti fa sentire inferiore perchè non hai bisogno di confrontarti alla ricerca delle tue imperfezioni, perchè quelle imperfezioni sono parte di te, del tuo essere e non saranno quelle a renderti bella o brutta ma soltanto il tuo ostinarti alla ricerca di una perfezione che non fa altro che snaturarti, solo questo essere ciò che non si è può renderti brutta agli occhi del prossimo, perchè il tuo corpo, i tuoi movimenti saranno innaturali e non c’è niente di più bello del vedere la naturalezza in una donna.

 

Se al tuo accorgerti sovrappensiero reagisci con un sorriso, allora sarai bellezza

Se il tuo vestirti in fretta nasconde la consapevolezza di avere qualcosa di più importante da fare che apparire allora sarai bellezza

Se metti o ti metti in discussione e dentro hai confusione stai vivendo la tua vita, forse in questo caso non sarai direttamente bellezza ma sarai viva, e non c’è bellezza senza vita.

Se riesci ad aprire le braccia, lasciarti andare, ballare sei bellezza perchè per poterlo fare veramente significa che non ti senti addosso il peso del mondo, non può esistere bellezza senza serenità.

Non si può essere sempre sereni, questo è ovvio, ma i motivi che ti impediscono di esserlo dovrebbero essere di altra natura, non accettarti esteticamente alimenta soltanto in te i difetti che sguardi superficiali noteranno, permettere a quegli occhi leggeri
di modificare la tua te stessa più vera non ti farà esser più bella, più bella per te..

E più ti allontanerai dalla tua bellezza vera più impedirai a te stessa di vivere emozioni, perchè la bellezza è emozione, e se un emozione ti cambia anche il nome, appunto, dalle ragione!!!
Quel tipo di bellezza forse è difficile da vedere, forse è difficile da trovare però è quella per cui tutti noi dovremmo lottare, uomini e donne, perchè è quella per cui vale veramente la pena perdere la testa!

Tu fatti del bene
Tu fatti bella per te
Per te, per te

 

Testo Canzone: Milano

Non c’è altro da dire mi ha toccato molto in profondità questa canzone, pur non centrando assolutamente niente io con Milano… (ne con Frosinone)

Spesso mi chiedo perché
sto a raccontare i cazzi miei alla gente

non sanno fare niente
neanche le lavatrici

chi ha perso tempo per capire il mondo
e chi ha perso tutto per scoprirsi a fondo

avrei voluto scoprire altri punti di vista

che siamo tutti un po’ folli
facciamo cose strane
diamo agli altri dei pazzi
e poi andiamo a cacciare
esiste un limite alla morale
se ogni abitudine è normale

Milano -Luca Carboni-

Spesso mi chiedo perché

sto a raccontare i cazzi miei alla gente

pensa a quelli come me

che stanno svegli la notte

cercando le frasi per riuscire a parlar di sé

non sanno fare nient’altro

non sanno fare niente

neanche le lavatrici

hanno i maglioni sgualciti

e non guardano nenache la televisione

tranne la notte degli oscar

e qualche film d’azione

così ho invidiato la gente che vive a milano

e le forme di vita di un pianeta lontano

e chi ha perso tempo per capire il mondo

e chi ha perso tutto per scoprirsi a fondo

avrei voluto scoprire altri punti di vista

e come stanno le cose e dove sei te

che cosa pensa tua madre

che cosa pensano i marziani dei capricci terrestri

e di quegli umani buffi

che giocano a sudoku

e si confondono sempre navigando sul web

che siamo tutti un po’ folli

facciamo cose strane

diamo agli altri dei pazzi

e poi andiamo a cacciare

esiste un limite alla morale

se ogni abitudine è normale

così ho invidiato la gente che vive a milano

e le forme di vita di un pianeta lontano

e chi ha perso tempo per capire il mondo

e chi ha perso tutto per capirsi a fondo

avrei voluto scoprire altri punti di vista

e come stanno le cose e dove sei te

e adesso che non ci sei più

io ti racconterò di me

adesso che mi guardi dalle nuvole

che cosa penserai di me

adesso che non ci sei più

adesso che mi guardi dalle nuvole

così ho invidiato la gente che vive a milano

e le forme di vita di un pianeta lontano

e chi ha perso tempo per capire il mondo

e chi ha perso tutto per capirsi a fondo

avrei voluto scoprire altri punti di vista

e come stanno le cose e dove sei te

e dove sei te

 

 

A volte una canzone..

Capita che oggi tornando a casa dal lavoro mentre guidavo i miei pensieri vengono catturati da questa canzone:

“Ricominciare da meno di zero
e finalmente sollevare il velo
e raccontarvi veramente non l’immagine vincente
che la gente prova a vendere di sé”

“copiare te stesso libera meno dolore
che farsi tagli nel cuore
nel sangue cercare le parole

É il caso che mi ripigli
o che mi ripigli per caso”

e non solo queste parole, le altre, il tono con cui sono cantate
il timbro e la forza della voce mi hanno colpito molto.

A ascoltando le parole e trasformandole in immagini mi sono ricordato di quando, nei miei momenti bui,
mi piaceva andarmene da solo a camminare tra i monti dietro casa, fino ad arrivare a guardare la città dall’alto.

Ho sempre amato vedere le città dall’alto, ma non da un altezza assurda, di quelle in cui tutto è minuscolo e così lontano
da sembrarti finto, povero, poco potento… da un altezza in cui puoi percepire, puoi vedere… in cui l’orizzonte è ampio
e lo sguardo non basta, in cui per vedere veramente tutto quello che c’è attorno a te devi chinare la testa.

Dall’alto ma non troppo, dove tu riesci a vedere ma probabilmente nessuno riesce a vedere te, ricordo che osservavo
la città, le luci nelle case, le finistre aperte, le bici che passavano, le persone a piedi, le strade e le auto che
rispondevano all’odine dei semafori e verso l’orizzonte, in lontananza il mare, e qualche volta qualche barca e qualche volta
qualche nave.

Ricordo che in quegli istanti mi chiedevo, quante vite stavo osservando…

quante persone, quante storie, quante scelte, quanti momenti, quanti sentimenti potevo vedere da lontano e quanti pur esistendo
non riuscivo a vedere e percepire???

queste domande mi emozionavano, perchè consideravo che per ogni piccola parte di città da li potevo intuire come la vita sia
imprevista e imprevedibile, sia avvicinabile e irragiungibile.

E allora svoltavo i miei pensieri verso ciò che era al mio fianco, più vicino, più tangibile e pensavo che se mi fossi messo a
raccogliere tutti i sassi che c’erano e li avessi sparsi uno vicino all’altro avrei probabilmente creato un sentiero dove prima
c’erano solo erbacce e che quel sentiero prima o poi qualcuno avrebbe potuto percorrerlo.

Allo stesso modo pensai che se avessi scavato tanto avrei potuto costruire la base per uno stagno e in quello stagno prima o poi
qualche essere vivente avrebbe potuto trovare un oasi di pace o ristoro, o perchè no, anche la vita o la morte.

se decidevo di non far nulla tutto sarebbe rimasto così com’era.

E così dopo diverse giornate dedicate a questo tipo di pensieri decisi che forse potevo prendere in mano la mia vita.

“Ricominciare da meno di zero” è sempre possibile e a volte oltre che ad esser possibile è una autentica possibilità da cogliere
che a volerla vedere tutta fino in fondo in alcuni casi e perfino meglio che non averla mai, quella possibilità.

“raccontarvi veramente non l’immagine vincente
che la gente prova a vendere di sé” è qualcosa che probabilmente non puoi fare se non hai raccontato ciò che non sei, ma non solo
alle altre persone, prima di tutto a te stesso… se non hai toccato dolore e sofferenza corri il rischio di non accorgerti
che infondo prendi in giro te stesso guardandoti in uno specchio che non riflette

“copiare te stesso libera meno dolore
che farsi tagli nel cuore” trovare forza e coraggio per essere se stessi senza temere i giudizi di chi ti circonda e infondo di te
non gli importa nulla dovrebbe essere un traguardo per ogni esistenza, e se non si è competitivi almeno un ambizione

“É il caso che mi ripigli
o che mi ripigli per caso” perchè di fatto non ha importanza come e perchè accade, a volte basterebbe accettare che la vita non la
dominiamo e gestiamo come ci piacerebbe ma che in ogni caso possiamo sempre scegliere come affrontare ciò che ci pone davanti, e
se la scelta è veramente la nostra, in quel moemnto non potremmo far di meglio, anche fosse quella sbagliata.

Alla fine di tutto questo ho pensato che “facile parlar così” perchè io oggi sono una persona felice e serena…

sì forse si, forse è vero, che in determiante condizioni analizzare con calma, distacco e pacatezza una situazione è molto, molto
più semplice ma è anche altrettanto vero che quelle determinate condizioni sono arrivate perchè di fatto il percorso
era indirizzato verso la vita e quello che in questo tempo possiamo provare a fare, o forse e potrebbe anche essere, si tratta
di semplicemente di un pò di fortuna…
… analizzando i fatti, che differenza fa?!?!?