Legge della “buona scuola” e dintorni

Premessa fondamentale: da ieri mi sto documentando sull’argomento quindi ritengo prematura ogni mia opinione sui dettagli più tecnici e mi limiterò ad un opinione generale forse quasi fuori tema.

Da qualche giorno dalle mie parti c’è una grande mobilitazione del “comitato genitori” che sta bombardando le varie famiglie chiedendo loro di andare in comune a firmare la petizione contro la legge sulla buona scuola…

Come da premessa devo ancora documentarmi bene, quello che però ci viene detto è che questa legge prevede in qualche forma la volontà di creare nelle nuove generazioni una cultura gender abituando i nostri figli a non considerare distinzione tra uomo e donna, inserendo pupazzi e pelouche con genitali in vista e cose che inducano in pratica la mente dei nostri ragazzi a non creare distinzioni tra i sessi…

Ora premesso che quel tipo di documento da quello che ho potuto leggere fin ora non tratta unicamente questo argomento e non esattamente in questa interpretazione quello che mi crea fastidio da genitore e che porta al confronto con i miei simili è che secondo me ciò che questa presa di posizione nasconde dal punto di vista dei genitori.

Ho l’impressione che si tenda a considerare i nostri figli come esseri non pensanti o che il loro pensiero sia demandato unicamente ad influssi di altri e che si rimandi l’intera loro educazione “conto terzi”.

Indipendentemente da quanto l’interpretazione che ha originato la petizione sia corretta o meno, faziosa o meno, io credo che la cosa fondamentale sia da genitore essere fermi sul fatto che i nostri figli debbano imparare a pensare e a farsi una loro idea, leggendo o ascoltando più versioni, possibilmente in contraddittorio e con gli elementi a loro disposizione crearsi una loro idea personale, questo è un punto fondamentale che a mio viso nessuna scuola può inculcare più di quanto non possa farlo una famiglia o un genitore..

Inoltre da tempo ritengo che dipingere la realtà come vorremo che fosse interpretata non è un buon metodo educativo. Sarebbe forse più giusto insegnare ad osservare la realtà e a trattarla per quello che è, non un qualcosa di perfetto, non un qualcosa di magnifico ma qualcosa con cui confrontarsi ogni giorno, pregi e difetti, problemi e soluzioni, gioie e drammi.

Non credo sia necessario ne produttivo convincere i bambini che non esistano differenze tra uomo e donna, ritengo potrebbe essere più utile insegnarli da subito a considerarle e a rispettarle valutandole per quello che sono, cioè differenze, caratteristiche. Si dovrebbe ritornare ad insegnare il rispetto in ogni sua forma, rispetto come forma di cultura e intelligenza, rispetto come mezzo di progresso. Penso che creare uniformità di pensiero basandolo su una distorsione d’immagine sia piuttosto offensivo nei confronti di questi bambini, dei loro genitori e della nostra intera storia su questo pianeta..

Ritornando al punto di partenza a me spaventano molto queste reazioni generali dei “genitori” che mi sembrano preoccuparsi di più di andare contro qualcosa o qualcuno escludendo le potenzialità educative che sono nelle loro mani e nelle loro responsabilità e individuando il problema nella persona o nell’istituzione più che nel concetto,  piuttosto che preoccuparsi direttamente di ciò che sarà fondamentale per futuro dei loro figli..

..se ho fatto quello che ho sempre pensato di dover fare per i miei figli, se la conoscenza e stima per i miei figli è frutto di tempo realmente trascorso con loro,  non credo di dovermi preoccupare se un giorno mio figlio incontrasse una persona che gli dice che lui sotto acqua può respirare… ciò non significa che i miei figli non sbaglieranno mai, non faranno mai cazzate o saranno immuni da rischi, significa soltanto che voglio pensare che siano in grado di ragionare sulle cose…

Campeggio e Relax a Rovigno

Dopo qualche anno siamo tornati a vivere l’esperienza del campeggio che per altro io adoro.

Complice un offerta non prevista abbiamo cambiato la nostra tenda (che da coppia era perfetta ma da nucleo di 4 persone molto meno) e senza previsioni siamo partiti nei primi 4 giorni utili…

Con una piccola parte di dubbio per la reazione dei piccoli alla vita di campeggio abbiamo deciso di andare a Rovigno in Croazia, un pò perchè raggiungibile in poco tempo da casa e un pò perchè conoscendo bene il territorio era la meta vicina che ci sembrava migliore per vivere quest’esperienza.

Io ho sempre adorato il campeggio e ho sempre pensato che sia molto educativo per i bambini…

l’esperienza è andata benissimo, loro erano entusiasti e sono stati bravissimi

è stato molto rilassante e rigenerante per me, 4 giorni senza notizie, tv, cellulari, computer…

sono rilassato e felice, e quindi vi lascio qui ciò che in questo momento meglio descrive il mio stato d’animo..

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