Vacanzeee

Lascio un saluto a tutti, si parte per le vacanzeeee…..

ci si ri”vede” tra due settimane…  auguro a tutti voi di trascorrerle serene e il più possibile allegre, come dovrebbe esser l’estate….

a presto!!!!

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Noi

nominiamo la privacy per nascondere i nostri difetti
ricerchiamo la pubblicità per esporre i pregi che gli altri vogliono vedere

e intanto…..

non sappiamo più chi siamo

il momento

Quante volte avete bevuto un bicchiere d’acqua nella vostra vita?
Ci sono volte però, che quel sorso di quell’elemento nobile assume
un gusto particolare, vi sembra più buona del solito, vi sembra
più dissetante, più leggera insomma assume un gusto che altri giorni
non avreste notato.
Non dipende solo dall’acqua, credo dipenda dal momento, dal nostro stato
mentale e a volte anche dal contesto, dall’empatia che corpo e mente
ricevono in quel momento dall’acqua stessa oppure da ciò che ci circonda;
non esiste una regola, esiste il momento, esiste una sommatoria di eventi
che fanno si che un momento qualsiasi possa diventare un momento da ricordare,
si tratta di energia, di svariati fattori che sensibilizzano i nostri ricettori.

I distributori di parole

ci sono persone che sono come distributori di parole.
Parlano, condiscono le loro giornate di forbite parole basate su conoscenze superficiali.
Il più delle volte, quelli che ho incontrato, sono altolocati almeno nella piccola scala sociale aziendale.

Capita che di recente uno dei macchinari sui quali è in corso una commessa importante per la nostra azienda
si rompe.
Capita che sia uno dei macchinari che compongono il reparto nel quale sono coinvolto per la parte relativa
alla tecnologia, robotica e automazione.
Capita che vengo invitato alla riunione con “il fornitore” come lo chiamano i miei superiori, per gestire
la problematica che si è ripresentata in un tempo piuttosto spesso.

Capita che parteciapando alla riunione io mi senta distante alla mia azienda, alla sua politica, al suo modo
di fare…

Capita che ciò che viene detto da uno dei nostri massimi responsabili non rappresenti la realtà dei fatti,
capita che questa cosa mi da fastidio. Capita che non è la prima volta che accade.

Faccio un esempio:

R – Questo problema oggi è gravissimo, questo fermo produzione costa all’azienda moltissimo ed è fondamentale per noi che
voi risolviate domani la questione, noi siamo xxx il nostro lavoro non è un lavoro comune, bla bla bla.. (che potete immaginare)
voi dovete capire che noi non possiamo permetterci un fermo produzione in questo momento…

E – Egregio… noi capiamo la vostra situazione ma ci sono delle attività pianificate e inoltre noi possiamo rispondere solo
per la parte di nostra competenza, ad ogni modo vedremo di sollecitare e fare il possibile per dare un risultato prima possibile…
ora senza annoiarvi con dettagli tecnici il punto è che molto probabilmente entrambe le versioni sono “politiche” e “false”.
Per una posso garantire, per l’altra immaginare.
Quello che mi chiedo è lasciando da parte gli aspetti tecnici mi verrebbe normale chiedere se fossi E:

Come mai se questa attività è così fondamentale e importante per voi non avete in casa una soluzione alternativa o un componente sostituivo che possa in qualche modo garantire la continuità produttiva??

e se fossi R:

chiedere semplicemente la risoluzione del problema nel minor tempo possibile sapendo di potermi fidare della professionalità altrui senza dover inventare motivazioni da “terrorismo psicologico” o da “casa bianca”
Fatto sta che non sopporto il fatto che le cose non vadano mai raccontate per quello che sono, non sopporto le strategie,
non sopporto sopratutto chi risolve i problemi a parole senza farlo poi anche con i fatti.

Come quando si fanno le riunioni con un sacco di persone coinvolte, si stabilisce quello che si deve fare, se va bene entro quando, ma quasi mai si danno formalmente gli incarichi ufficiali, o come nelle mail, destinatari e copia conoscenza 20 persone così tutti sanno quello che c’è da fare ma nessuno viene formalmente incaricato..

Questi sono i distributori di parole, sono quelli che dipingono il mondo con vocali e consonanti ma senza tavola dei colori e
pure senza foglio, sono quelli che costruiscono nell’ambiente della loro fantasia palazzi e grattaceli e riescono pure a venderli a gente che li compra nella stessa fantasia, che è pure soddisfatta così..

Sono i mercanti delle realtà virtuali, che trattano economia reale e producono immaginario…

Mi guardo attorno e vedo che queste figure sono quelle che in ogni settore dominano la società e allora mi chiedo

perchè non riusciamo a dissociarci o almeno dissociarli da questa realtà???