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cit. Scuola di educazione motoria e sportiva

Posto questo testo perchè l’ho trovato… semplicemente PERFETTO:

 

Scuola di educazione motoria e sportiva

 

Ci fu un tempo che gli animali decisero che bisognava fare qualcosa per risolvere i problemi dell’Educazione Motoria e Sportiva nel mondo. Si doveva creare un corso di studi che soddisfacesse tutti, così fu creata una Scuola di Educazione Motoria e Sportiva, fu nominato un Consiglio Sportivo costituito da un tasso, un castoro e da una tigre, coordinati da un ghiro come Supervisore. Si iscrissero 12 animali, alle prove di ammissione tutti superarono i test e si decise di far partire la Scuola. Furono assunti Insegnanti competenti e fu preparato un programma tecnico-didattico che prevedeva lezioni:

– di corsa;

– di arrampicata;

– di volo;

– di nuoto.

Le tasse d’iscrizione alla Scuola erano molto elevate e tutti gli animali, naturalmente, dovevano applicarsi in tutte le materie e la frequenza era obbligatoria. L’anatra era molto brava nel nuoto. Ottenne dei voti sufficienti nella corsa e nel volo, ma era pessima nell’arrampicata, così dovette abbandonare il nuoto per esercitarsi nell’arrampicata, mentre tutti seguivano lezioni di nuoto. Dopo un po’ di tempo i suoi piedi palmati si rovinarono e di conseguenza ottenne voti bassi anche nel nuoto. L’aquila era considerata un elemento disturbatore del gruppo. Nell’arrampicata batteva tutti nell’arrivare sulla cima degli alberi, ma aveva il suo modo particolare di arrivarci, che era però contro le regole. Doveva sempre fermarsi dopo le lezioni e scrivere: “Imbrogliare è sbagliato”. Per il suo comportamento anomalo fu messa in una classe speciale con un Insegnante di sostegno. L’orso fu bocciato perché dicevano che era pigro, specialmente d’inverno. La sua stagione migliore era l’estate, ma allora le scuole non erano aperte e quindi non poteva praticare le attività sportive. La zebra bigiava le lezioni di motoria e faceva un sacco di assenze, perché i pony la prendevano in giro per le sue strisce e questo la rendeva molto triste. Il canguro era tra i migliori nella corsa, ma si scoraggiò quando gli dissero che doveva muoversi velocemente su quattro zampe, come facevano i suoi compagni di classe. Il pesce abbandonò la scuola perché si annoiava. Per lui tutte le materie erano la stessa cosa, ma nessuno lo capì. Lo scoiattolo ricevette un 10 in arrampicata, ma il suo Insegnante di volo lo fece partire da terra, invece che dalla cima degli alberi. Le sue gambe erano così indolenzite ad esercitarsi in quei decolli che cominciò a prendere 7 in arrampicata e 6 nella corsa. Il coniglio all’inizio correva molto veloce, ma poi fu colpito da una crisi nervosa a causa delle lezioni di nuoto e abbandonò la scuola. L’ape era il problema più grande di tutti, così l’Insegnante la mandò dallo psicologo per un consulto. Lo psicologo disse che le ali dell’ape erano troppo piccole per volare ed erano poste nel posto sbagliato. L’ape non vide mai la relazione dello psicologo e continuò ugualmente a volare. L’anguilla era brava nel nuoto, si muoveva bene, sapeva volare un poco, non era una “cima” ma faceva quasi bene tutto e di conseguenza ottenne la votazione migliore alla fine dell’anno e fu promossa. Il cane della prateria non frequentò mai la scuola perché tra le materie proposte non c’era lo scavare. Si associò con il cinghiale e fondarono una scuola privata di motoria con nuove materie e fu un grande successo. Con il passare degli anni la Scuola di Educazione Motoria e Sportiva che avrebbe dovuto risolvere i problemi motori e sportivi dell’umanità fu chiusa e tutti vissero felici e contenti, perché dell’Educazione Motoria e Sportiva non gliene importa niente a nessuno!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  

Considerazioni finali

L’anatra è il bambino che possiede scarse capacità motorie, va bene nella corsa e male in arrampicata e gli si assegnano esercizi di recupero in arrampicata, mentre i suoi compagni stanno facendo la corsa; in questo modo perde il suo vantaggio nella corsa. L’aquila è il bambino che si trasforma in un “disturbatore” perché ha il “proprio stile” di fare le cose. Anche se non sta facendo niente di male, il suo anticonformismo è percepito come un disturbo ed è per questo che spesso subisce punizioni. E’ il bambino iperattivo che deve essere seguito e ascoltato e non messo in disparte, nelle attività motorie e sportive si muove bene, ma spesso è sopra le righe. L’orso è il bambino che sta benissimo a casa coricato sul divano. Gioca a play-station, mangia di tutto e a tutte le ore, alla Scuola Calcio fa il portiere perché così si muove poco e può giocare con le macchinine che ha in tasca, quando la palla è lontana dalla porta. La zebra è il bambino insicuro, sovrappeso, basso e pochi si rendono conto che il suo insuccesso nelle attività motorie e sportive è dovuto alla sua percezione di essere socialmente inadeguato; spesso è deriso dai compagni e a volte reagisce in malo modo. Il canguro è colui che invece di insistere nei salti dove è molto bravo, rinuncia e diventa un bambino scoraggiato perché non è apprezzato, possiede grandi capacità, ma non è seguito e ascoltato e quindi dopo un po’ di tempo abbandona. Il pesce è il bambino che ha veramente bisogno di essere seguito più degli altri e non riesce a brillare perché non ha la volontà di insistere e di applicarsi. Lo scoiattolo, a differenza dell’anatra che “ce la fa”, diventa un fallimento, cambia sport continuamente, i suoi genitori credono che sia un campione, ma lui non crede nei suoi mezzi e nelle sue qualità e si scoraggia. Il coniglio è il bambino che all’inizio corre benissimo, ma siccome deve anche arrampicarsi, nuotare e volare, non lo invogliano ad applicarsi maggiormente dove lui riesce meglio e quindi abbandona lo sport. L’ape è il bambino che la Società Sportiva pensa non ce la possa fare e invece, malgrado tutto, con l’appoggio dei suoi genitori, ha abbastanza motivazioni interiori per fare bene; deve essere motivato e seguito continuamente. L’anguilla è il bambino che sa fare tutto e non si specializza in niente, però va bene così per tutti, è bravo, ma non eccelle in nessuno sport anche se possiede capacità motorie eccellenti. Il cane della prateria è il bambino che voleva fare skateboard ma i suoi genitori non hanno voluto perché è uno sport pericoloso e l’hanno iscritto ad una Scuola Calcio vicino a casa e dopo un anno ha abbandonato. Il cinghiale è il bambino ribelle, anticonformista, il padrone del mondo, che non rispetta le regole, ma è un talento che spesso perdiamo per strada.

“Caro Insegnante ascolta: i bambini sono una miscela unica di doti naturali, personalità e ingredienti che non si trovano da nessun altra parte. Alcuni bambini sono dotati intellettualmente, altri hanno la fortuna di essere dotati sul piano emotivo e sul piano motorio, sono creativi e fantasiosi, altri sono meno dotati. Ma sono tutti bambini che hanno bisogno di essere educati e seguiti da Insegnanti preparati. Ogni bambino è unico, come le sue impronte digitali e possiede la sua propria esclusiva collezione di doti naturali; un diamante scintillante di impareggiabile bellezza! Ricordati che i bambini non nascono forniti di un libretto di istruzioni. Gli Insegnanti competenti ed efficaci continuano sempre a imparare, a studiare e a personalizzare le istruzioni per i loro allievi. La meritocrazia aiuta i bambini a trovare nuovi stimoli per migliorare. Non permettere che i bambini diventino dei canguri!”

prof. Maurizio Mondoni

 

link:

https://www.basketnet.it/scuola-educazione-motoria-sportiva-prof-mondoni/

Tra stadio, palazzetto e porcili

Questo weekend appena trascorso è stato dedicato ad una sorta di tour sportivo attorno al Friuli.
Sabato sera ho accompagnato mio figlio piccolo, praticamente un Ultras del Sassuolo a vedere la partita allo stadio dei suoi beniamini… avevo fatto una promessa qualche mese fa dicendogli “ma si, visto che giocano quasi in aprile non farà freddo, se vuoi ti porto allo stadio a vedere la partita”.

Qualche giorno fa, previsioni meteo alla mano ho provato a convincerlo che il clima non sarebbe stato quello atteso ma non c’è stato verso di farlo dissuadere… una promessa è una promessa e quindi siamo andati assieme allo stadio.

Ieri invece abbiamo portato tutti e due i bambini a vedere la partita di pallacanestro (il loro sport) dell’ALMA.
Quindi Sabato a Trieste e domenica a Udine. Almeno al palazzetto non faceva freddo. Inoltre abbiamo portato anche un compagno di squadra così erano ancora più felici.

E’ stato un bellissimo weekend di sport e di freddo, perchè a Trieste la bora non risparmia, però quello che ho mi è rimasto e per cui ho deciso di scrivere questo post è stata un immagine che mi ha dato parecchio fastidio da sabato a domenica.

Ovvero le condizioni in cui a fine partita versavano sia lo stadio che il palazzetto.

Io capisco che a fine partita ci sono gli addetti ai lavori e persone pagate per pulire l’ambiente, però questo non dovrebbe giustificare il fatto di lasciare un vero porcile nel posto dove si stava seduti.

Non lo so, forse sbaglio io, forse esagero però ieri e l’altro ieri ho visto i segni di un inciviltà di base che andrebbe sottolineata perchè basterebbe veramente poco, da parte di ognuno di noi, per elevare il grado di civiltà ma sopratutto per dare un messaggio ai
tantissimi bambini che erano presenti, invece ciò che inconsapevolmente resterà nella loro mente e diventerà un gesto automatico è che allo stadio e al palazzetto si può buttare per terra qualsiasi cosa e lasciarla li, tanto ci sarà chi pulirà il nostro cesso…

 

Lettera ad un papà

Da qualche giorno nella palestra dove si allenano i miei figli hanno appeso questa lettera in bacheca…  che dire… niente, mi piaceva condividerla..

 

Lo sai papà, che quasi mi mettevo a piangere dalla rabbia, quando durante una partita ti
sei arrampicato sulla barriera di recinzione del campo, urlando contro l’arbitro?
Io non ti avevo mai visto così arrabbiato!
Forse sarà anche vero che lui (l’arbitro) ha sbagliato, ma quante volte io ho fatto degli
errori senza che tu mi dicessi niente ……………
Anche se ho perso la partita “per colpa dell’arbitro”, come dici tu, io mi sono divertito lo
stesso.
Ho ancora molte gare da giocare e sono sicuro che se non griderai più con l’arbitro
sbaglierò di meno ………
Papà, capisci, io voglio solo giocare, ti prego lasciamela questa gioia, non darmi
suggerimenti che mi fanno solo innervosire: “tira” , “passa” , “gioca duro” …. Mi hai sempre
insegnato a rispettare tutti, anche l’arbitro e gli avversari e di essere sempre educato …… e
se giocassero duro su di me quante parolacce diresti ?
Un’altra cosa, papà: quando il Coach mi sostituisce o non mi fa giocare, non arrabbiarti.
Io mi diverto anche a vedere i miei amici stando seduto in panchina. Siamo in tanti ed è
giusto far giocare tutti (come dice il Coach).
Scusami papà, ma alla fine non dire alla mamma al ritorno dalla partita “oggi ha vinto” o
“ha perso”; dille solo che mi sono divertito tanto e basta. E poi non raccontare ti prego che
ho fatto un canestro bellissimo: non è vero, papà ! Ho buttato il pallone dentro il canestro
perché il mio compagno mi ha fatto un bel passaggio e perché assieme agli altri compagni
ci siamo impegnati moltissimo; per questo abbiamo vinto (ce l’ha detto il Coach).
E ascoltami papà: al termine della partita non venire nello spogliatoio per vedere se faccio
bene la doccia e se so vestirmi; che importanza ha se mi metto la maglietta storta? Papà
devo imparare da solo! Sta sicuro che diventerò grande anche se ho la maglietta
rovesciata, ti sembra? E lascia portare a me il borsone: vedi c’è stampato sopra il nome
della mia squadra e mi fa piacere far vedere a tutti che io gioco a basket.
Non prendertela, papà, se ti ho detto queste cose, lo sai che ti voglio tanto bene……..ma
adesso è gia tardi. Devo correre in palestra per l’allenamento.
Se arrivo in ritardo il mio “Coach” non mi fa giocare la prossima volta.