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Viaggiando con la musica: Nomadi -Vulcani-

In questa notte di pioggia voglio guardare oltre la nebbia verso un sereno orizzonte dipinto con colori tenui ma caldi,

mi sento stanco per una settimana lavorativa molto impegnativa, e quindi cerco energia in qualcosa che conosco bene, che mi è stata vicino in momenti particolari, che mi ha accompagnato nel buio della stanza quando con gli occhi chiusi e con due auricolari in pochi minuti viaggiavo verso pensieri dolci  e piacevoli, e in questa serata che mi riporta con il ricordo visivo di uno sguardo fuori dalla finestra, voglio regalarmi questa musica, queste parole e questa dolce carezza….

“Se chiudo gli occhi riconosco
Esattamente
Nei gesti quotidiani mani
Colme di devozione”

“Di tanto in tanto certi oggetti
I più comuni
Io misteriosamente avverto
La nostalgia”

“E’ in certi lunghi e muti sguardi
Di una vita in comune
E tutto ricomincia in un tempo
Che è circolare
Un padre torna è sera
Luci accese ad aspettare”

Nomadi – Vulcani –

Da una finestra spalancata

Verso il sole

Se chiudo gli occhi riconosco

Esattamente

Nei gesti quotidiani mani

Colme di devozione

Ed una volta ancora mi ritrovo qui a pensare

Cosa spinge alcuni a costruire nidi

A restare

Altri come noi a non fermarsi mai

E andare

Sempre avanti

Gettare il cuore oltre le fiamme

Andare ancora avanti

Di giorno e di notte

Di tanto in tanto certi oggetti

I più comuni

Io misteriosamente avverto

La nostalgia

E’ in certi lunghi e muti sguardi

Di una vita in comune

E tutto ricomincia in un tempo

Che è circolare

Un padre torna è sera

Luci accese ad aspettare

Altri invece come noi

Che non si fermano mai,e andare avanti

Gettare il cuore oltre le fiamme

Andare ancora avanti

Di giorno e di notte

E andare

Sempre avanti

Gettare il cuore oltre le fiamme

Andare ancora avanti

Di giorno e di notte

Da una finestra spalancata

Verso il sole

Se chiudo gli occhi riconosco

Esattamente

Nei gesti quotidiani mani

Colme di devozione

Ed una volta ancora mi ritrovo qui a pensare

Cosa spinge alcuni a costruire nidi

A restare

Altri come noi a non fermarsi mai

E andare

Sempre avanti

Gettare il cuore oltre le fiamme

Andare ancora avanti

Di giorno e di notte

E andare

Sempre avanti

Gettare il cuore oltre le fiamme

Andare ancora avanti

Di giorno e di notte

La forma non altera la sostanza

La mia vita è sempre stata piena di sogni e di ambizioni (parola che detesto)… fin da quando sono piccolo mi sono imbattuto spesso in quella sensazione di fuoco interiore che mi permette da prima di sentirmi fortemente attratto dalle cose che succedono attorno a me, non tutte ovviamente.. però diverse credo che sia un termine che rende bene l’idea…

Ero attratto dall’uomo che vendeva le castagne bordo strada, fuori scuola..
ero attratto dalla sua immagine, dai colori del suo vestirsi sempre di marrone, come le sue castagne
ero attratto dalle sue mani, spesso “sporche” di color nero bruciato tonalità caldarrosta
ero attratto dalla vita di un uomo rinchiusa in un carretto, quattro scartoffie o pagine di giornale
e tante tantissime castagne. Non ho mai visto quell’uomo con una faccia triste e spesso mi sono chiesto
cosa fosse della sua vita oltre le castagne.
Ero attratto dal calzolaio che vedevo attraverso la porta del suo negozio che lasciava sempre aperta
dalla cura dei suoi movimenti, dalla sincronia con i suoi macchinari, dalla sua abilità manuale.

Crescendo ho sempre guardato con ammirazione diverse persone con diverse abilità lavorative o sportive.

Ho inseguito, praticato, provato ad imitare diverse figure dalle quali rimanevo attratto.

Ho passato il periodo del modellismo, provato un pò tutti gli sport con mezzi di fortuna perchè allora non potevo
permettermi molto, ho passato il periodo del meccanico di bici, della manipolazione dell’argilla, del ricercatore
di grotte, mille esperimenti di elettronica varia, costruzioni con mattoncini o realizzazioni di piccoli plastici,
disegni tecnici, sperimentazioni musicali, esperimenti chimici e di magia.

Crescendo ancora ho avuto modo di provare anche diversi tipi di professione, dall’elettricista al manutentore, dal porta latte
al pittore, dal grafico al tecnico, dalla programmazione alla gestione di reti informatiche, dagli uffici tecnici ai
laboratori ora ballo tra automazione e robotica.

Insomma nel mio percorso ho potuto notare come ogni professione, passione, mestiere includa una parte di tecnica, una parte di abilità e poi una parte di esperienza.

Non esistono mestieri o passioni banali, esistono soltanto modi banali per realizzarle.

Non ho mai sentito, pensando al mio futuro o a cosa farò da grande, fin da piccolo, la netta sensazione di una strada
la sensazione che ti fa scegliere verso una direzione che ti porta a seguirla ed inseguirla… anzi tutto l’opposto
ho sempre visto con occhi quasi di terrore la possibilità di trovare la mia strada, una strada… il solo pensiero mi fa
sentire come in gabbia… la vita è fatta di milioni di strade, io mi sento di dire che nessuna di esse è la mia strada
quanto piuttosto di pensare che sono sulla strada, pronto per provare a percorrerla.

Ci sono però sensazioni più forti di altre, sensazioni che durano nel tempo, alcune delle prove che ho descritto sopra
mi hanno fatto capire che forse quella strada non mi dava ciò che mi sarei aspettato, altre che forse io non davo granchè
altre si sono allontanate da sole e altre si sono avvicinate autonomamente.

Ma, dicevo, alcune sensazioni, alcune strade seppur non percorse con continuità ogni volta che si presentano davanti ai miei occhi le sento più forti di altre… quella sensazione di calore al centro del petto non è controllabile o ignorabile, quel tremolio di emozione è forte e sempre presente…

alcuni dei sogni, mi piace chiamarli così, delle strade che mi facevano quell’effetto un tempo e me lo fanno ancora oggi
sono l’insegnamento e le trasmissioni radiofoniche.. alcuni talk…

probabilmente non potrò mai insegnare ufficialmente o in maniera riconosciuta perchè non ho le caratteristiche per farlo
però ho costruito la mia vita attorno a quella sensazione che mi da far capire qualcosa ad una persona che per qualche motivo mi chiede di aiutarlo in quell’intento.

Ho sempre avuto la passione per l’informatica, per i database e per l’elettronica in generale e spesso ho avuto la fortuna di trovare attorno a me persone che magari volevano ma non potevano o che in qualche modo ne sapevano meno e cercavano un aiuto. Lavorativamente parlando mi sono trovato spesso nella situazione di dover “istruire” (termine che non amo)
le persone ad utilizzare programmi o macchinari e quindi in qualche modo anche qui ho fatto ciò che amo.
Quando ero in cassa integrazione e quindi a casa dal lavoro “davo lezioni” a pensionati che volevano approcciare con i computer (chi mi seguiva anche nell’altro blog saprà bene di cosa parlo) magari per avere un contatto con figli lontani.. è stata un esperienza magnifica che porterò sempre nel cuore perchè mi ha dato modo di conoscere persone straordinarie e storie bellissime.

Ho in sospeso un progetto che spero di realizzare prima o poi, conto di farlo eh (non mollo di sicuro), che sarebbe quello di poter “insegnare” informatica a bambini affetti da qualche particolare sindrome, ne avevo parlato con la coordinatrice del centro di igiene mentale della mia città o con qualsiasi altra categoria che lo società identifica come “sfortunata”.

Poi il sogno più grande di farlo in paesi esteri dove la cultura non influenza sogni, speranze e idee come avviene da noi “civilizzati ed industrializzati” perchè ho da tempo il pensiero che forse nessuno come loro potrebbe veramente poggiare le basi per cambiare concretamente il mondo… ma anche qui vado fuori tema…

rimane ancora la radio… mi emoziona, mi fa riflettere, mi fa arrabbiare, mi commuove, mi fa sognare, mi coccola, mi alimenta… la radio è un mezzo fantastico perchè da peso alle parole, irrompe dentro di te mediate il suono, e ti stimola mediante la tua fantasia.
Al centro c’è quello che hai da dire non chi è a dirlo…
tanti anni fa con due amici partecipavamo ad una trasmissione locale (chiamando in una cabina telefonica con i gettoni) dove si parlava di quello che veniva in mente.. ci si confrontava ed era forse il primo esperimento di “social” che oggi tanto odio a cui ho partecipato, mi piaceva perchè appunto venivano valutate soltanto le idee, le parole e nient’altro.. forse per questo adoro alla follia tutti i libri e film (anzi se avete da consigliarne sono tutto occhi e orecchie) che raccontano della storia della radio, dalle prime radio libere a quello che hanno rappresentato e significato, sopratutto per come hanno segnato il futuro..
oggi non faccio radio, però indubbiamente l’esperienza da blogger mi da sensazioni molto molto simili perchè la base di cui parlavo prima è la stessa di quella che riscontro nella radio che mi piace…
tutto questo lungo e spero non troppo noioso post per dire che a volte possiamo realizzare i nostri sogni anche in forma leggermente diversa da quella che avevamo pensato nella loro gestazione, e che se questo dovesse accadere, non ci impedirà certo di continuare ad inseguirli in quella forma ma allo stesso tempo non dovrebbe impedirci di accorgerci che può succedere che la forma cambi ma non ne alteri la sostanza, l’importante è che non siamo noi a non
accorgercene e a non goderne o rinunciarvi…