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La smettiamo di giustificarli???

Spronato da questo post di diemme (https://donnaemadre.wordpress.com/2014/12/09/credevo-fosse-amore/) forse mi sono deciso a trasformare in post i pensieri che mi gironzolano per la testa da un pò di tempo…

inizio con il proporvi tre esempi…

ESEMPIO 1

La sera, durante la cena un bambino A racconta a mamma B e papà C che tornarndo a casa con il pullmino da scuola
con altri bambini era capitato di prendere il capello di bambino D e di passarselo per giocare mentre D rincorreva
per recuperarlo. Allora mamma B e papà C rimproverano bambino A, spiegando che non era un bel gioco perchè in quel
gioco D non si divertiva per nulla e perchè gli altri bambini stavano in qualche modo facendo una violenza psicologica
verso bambino D. Bambino A dice di aver capito e promette di non farlo più.
Il giorno dopo, verso sera, mentre mamma B stende i panni vede passare in bici mamma E di bambino D che si avvicina e dice:

“ciao, scusa se ti disturbo, volevo solo avvisarti che oggi bambino A con altri amici giocando a rubare il cappello a bambino
D ha fatto si che bambino D venisse rimproverato dal conducente dello scuolabus e di conseguenza si mettesse a piangere”

Di ritorno dal lavoro papà C e mamma B chiamano bambino A e chiedono la sua versione dei fatti in tono intimidatorio, bambino A conferma e così mamma B e papà C decidono che ora bambino A accompagnato da papà C doveva andare fino a casa di bambino D e in presenza dei suoi genitori e della sorella di bambino D doveva chiedere scusa.

Bambino A, piange spaventato per la “punizione” assegnatagli e cerca di evitarla senza successo;
si reca a casa e davanti a tutti racconta quello che è successo, si accusa, e chiede scusa.
La mattina dopo inoltre avrebbe dovuto raccontare l’accaduto anche al conducente dello scuolabus e al suo assistente e assumersi le colpe dell’accaduto scagionando bambino D dal rimprovero ormai ricevuto il giorno prima.

Qualche giorno dopo parlando dell’accaduto alcuni genitori X, Y, Z sostenevano che era tutto molto esagerato, che sono bambini e che sarebbe bastato chieder scusa tra adulti e magari mettere in punizione senza giochi, tv o simili i bambini.

Ma non sarebbe invece il caso di iniziare proprio da subito a responsabilizzare i futuri adulti di domani e di non giustificarli sempre e comunque con la frase “sono solo bambini”?? Questi non potrebbero essere i piccoli semi su cui far crescere piantagioni di bullsimo?
ESEMPIO 2

in un ufficio il responsabile A convoca un suo sottoposto B per discutere di una lavorazione esterna che ha presentato dei
problemi. Il capo A riferisce la volontà di uno dei manager di chiedere i danni a chi ha effettuato la lavorazione.
Il sottoposto B si oppone perchè sostiene che l’intervento eseguito sul componente non ha intaccato la parte che ha presentato i problemi e che di conseguenza a suo modo di vedere non era sensato procedere con la richiesta, che per altro avrebbe messo in luce una certa ignoranza sulla questione e avrebbe creato un precedente scomodo verso un fornitore unico…

il capo che giustifica i suoi superiori quando affermano cose senza senso, fino al punto di farlo anche quando prendono
decisioni che compromettono in maniera lampante l’esito del lavoro, perchè dice che sono i suoi superiori e perchè dice
non possono pensare a tutto.

Ma dico io, il fatto che siano superiori certifica il fatto che non possano sbagliare?? correggere un loro possibile errore
o semplicemente esprimere parere contrario significa offendere la persona, il ruolo oppure difendere il proprio lavoro?

Per la mia esperienza personale questo atteggiamento è molto diffuso nelle aziende, ma io penso che sia ora di finire di giustificare chi prende decisioni e non lo fa con cognizione di causa oppure a caso solo perchè il ruolo lo richiede.

Non è accettabile che si decida senza conoscere l’argomento e non è accettabile che si accetti la motivazione che hanno altro da pensare o altre mille cose su cui decidere.

ESEMPIO 3

Discutendo in ufficio con alcuni dei ragazzi più giovani emerge questa storia.

Disussione tra ragazza A e ragazzo B, fidanzati da più di due anni ora in crisi…
ragazza A dice che in questo momento dopo il periodo di difficoltà non si sente sicura della fiducia che ripone su ragazzo B e glielo dice..cercando rassicurazioni..
ragazzo B risponde che lui non deve dimostrare niente, che non ha niente da dire, che se a ragazza A il suo comportamento non sta bene può andarsene.. che lui non aveva tempo da perdere in queste cavolate.
ragazza A lo giustifica dicendo che è un momento delicato… bla bla bla…

Ragazzo C dice che non esiste al mondo giustificazione per il modo e il senso della frase espressa da ragazzo B e che ragazza A dovrebbe girar le spalle e andare perchè non esiste nessun motivo che giustifichi un affermazione tale da ragazzo B.

Ragazzo B manca di rispetto alla persona, quindi alla ragazza A, manca di rispetto ai due anni passati assieme e manca di rispetto alla sua stessa possibile (?!?) intelligenza.

Quella frase nasconde una violenza e una classificazione tra i due che in un rapporto di coppia non dovrebbe esistere.

E’ una frase che non è accettabile non tanto per la frase in se, ma per quello che nasconde… e che può nascondere
per il futuro.

Ecco io credo che sia arrivato il momento di iniziare a smettere di giustificare tutto e tutti…

questi esempi sono forse “futili” ma volevano soltanto introdurre al discorso generale…

porgere l’altra guancia è una atteggiamento che tutela ignoranza e cattiveria in forma maggiore di quanto non tuteli
l’ingenuità o timidezza.

Ora non dico di andare sempre in guerra ogni santo giorno per qualsiasi motivo ma provare a difendere maggiormente i nostri diritti alla vita e alla dignità, il diritto all’intelligenza civica e civile, il diritto al confronto e alla reale libertà d’opinione; difendere le battaglie per la libertà e il rispetto che chi prima di noi ha compiuto anche in nostro favore, il diritto e dovere all’educazione e alla vita sociale, all’uguaglianza e ad una vita dignitosa..

beh, questo secondo me va difeso, con forze maggiori rispetto quelle che usiamo oggi…

Figure mitologiche

Sembra che la maggior parte delle aziende sia a completa “sconoscenza”  che esistano
delle figure che trasformano in fatti le parole, trasformano in prodotto finito
quello ipotizzato sulla carta, riesco a far diventare tangibile ciò che moltissimi altri
riescono solo a descrivere a parole più o meno bene.

Che si parli di macchinari, di procedure, di prodotto finito, di processo, di organizzazione
non fa importanza, le aziende sembrano non rendersi conto che poi, alla fine, conta anche
quello che le stesse forniscono al cliente, quello che il cliente applica o può toccare con mano…

ecco questo tipo di prodotto o servizio avviene perchè esistono queste ignote figure che
magari non parlano molto o adirittura non sono molto brave a farlo… ma sanno lavorare e lavorano
non dicono come si dovrebbe lavorare, come si dovrebbe fare, come dovrebbe venir fuori il prodotto,
non lo dicono, lo fanno.. il risultato del loro lavoro è qualcosa di tangibile…

ma sono figure mitologiche, sono icone, sono trascurabili, numeri, sostituibili…

Ci sono invece quelli di cui non si può fare a meno, quelli retribuiti su basi “cartacee”
quelli che sanno raccontare perfettamente tante cose, quelli che sanno ipotizzare teorie e concetti,
che sanno disegnare schemi e mappe mentali, quelli che gestiscono, quelli che decidono, quelli che
amministrano e poi, su tutti, quelli che supervisionano… ci sono queste figure che vivono
nell’inconcretezza ma nella massima stima di chi li stipendia…

Non sabglieranno mai, o potranno sempre difendersi, perchè il loro errore sarà sempre imputabile a qualcun
altro, non sarà mai dimostrabile perchè concretamente non producono nulla…

loro affermano come fare, ma potranno sempre dire non è stato fatto come dicevano.. in definitiva si parla
troppo spesso di aria fritta e troppo spesso chi dovrebbe accorgersene non lo fa…