Archivi tag: padre

A modo mio -Live and behind the scenes-

Qualche sera fa ero al concerto di Ligabue a Trieste.
Ad un certo punto durante il concerto Ligabue ha cantato la canzone “A modo tuo” che
aveva scritto lui stesso per Elisa.

Non era la prima volta che sentivo la canzone, anche se solitamente avevo ascoltato quella cantata da Elisa, però questa volta mi è rimasta dentro come non mai.

Ho ascoltato bene le parole ed ho ascoltato l’intensità con cui la cantava, le variazioni di
tono legate alle variazioni del contesto.

Dolce e amaro, orgoglio e malinconia, gioia e paura che si mischiano in pochi istanti.

Ho fatto miei quei pensieri, quelle parole e li ho ribaltati sulla proiezione di me stesso padre e di me stesso figlio. Trattenere le lacrime non è mai stata una mia volontà, in passato mi son spesso sollevato dalla responsabilità dell’immagine dell’uomo maschio che non piange e ogni volta che ne sentivo il bisogno ho pianto anche in pubblico senza preoccuparmi dei giudizi degli altri.

Il pianto è la manifestazione di un sentimento, di un emozione non di una debolezza, chi lo pensa secondo me è molto più debole di ciò che vuol far credere, basti pensare che ha paura e si preoccupa anche del giudizio di sconosciuti piuttosto che di ciò che sta provando, ma questo è un altro discorso.

Perchè mi stavano per scendere le lacrime??

Perchè ho ricordato tutte quelle volte, tante, in cui da figlio non ho permesso ai miei genitori di entrare nella mia vita a tutte quelle volte che fingevo di non aver bisogno di loro o a tutte quelle altre in cui pensavo che loro non sarebbero mai stati in grado di aiutarmi.
Pensavo a quelle volte in cui, da figlio, avrei voluto averli accanto per una parola, un gesto anche solo un sorriso e invece loro non c’erano..
Pensavo a quando pensavo che le loro scelte erano mirate ad ostacolarmi e non a sostenermi.
Pensavo a tutte quelle volte in cui mi sono convinto che loro non avrebbero mai potuto capire, capirmi.

Ho pensato che ora avrei tante cose da raccontargli ma da una parte non è più il momento, e dall’altra non c’è più la persona.

Ho pensato a me, oggi, padre. Ho pensato ai miei figli.

“Sarà difficile diventar grande
Prima che lo diventi anche tu”

“Sarà difficile chiederti scusa
Per un mondo che è quel che è”

“Sarà difficile
Dire tanti auguri a te
A ogni compleanno
Vai un po’ più via da me”

“Sarà difficile vederti da dietro
Sulla strada che imboccherai
Tutti i semafori
Tutti i divieti
E le code che eviterai “

“Sarà difficile
Lasciarti al mondo
E tenere un pezzetto per me “

In molte di queste frasi c’è soltanto una possibile proiezione del futuro, del mio futuro da padre però in ognuna di esse c’è tutta la profondità della vita, quella distanza indefinita che separa la gioia più grande dal dolore profondo, che separa il tempo dai ricordi che separa il tuo essere padre dal tuo essere figlio.

Ma che allo stesso tempo unisce lacrime e sorrisi, speranze e ambizioni, passato e futuro.

Forse sarà difficile, alcune volte sarà doloroso ma accettare che tuo figlio viva la vita a modo suo è il miglior modo che conosco per dimostrare tutto ciò può significare un figlio e probabilmente anche quello più completo per sentirmi padre quando magari un giorno
sarò già nonno.

A Modo Tuo – Scritta da Luciano Ligabue per Elisa-

Sarà difficile diventar grande
Prima che lo diventi anche tu
Tu che farai tutte quelle domande
Io fingerò di saperne di più
Sarà difficile
Ma sarà come deve essere
Metterò via i giochi
Proverò a crescere
Sarà difficile chiederti scusa
Per un mondo che è quel che è
Io nel mio piccolo tento qualcosa
Ma cambiarlo è difficile
Sarà difficile
Dire tanti auguri a te
A ogni compleanno
Vai un po’ più via da me
A modo tuo
Andrai, a modo tuo
Camminerai e cadrai, ti alzerai
Sempre a modo tuo
Sarà difficile vederti da dietro
Sulla strada che imboccherai
Tutti i semafori
Tutti i divieti
E le code che eviterai
Sarà difficile
Mentre piano ti allontanerai
A cercar da sola
Quella che sarai
A modo tuo
Andrai, a modo tuo
Camminerai e cadrai, ti alzerai
Sempre a modo tuo
Sarà difficile
Lasciarti al mondo
E tenere un pezzetto per me
E nel bel mezzo del tuo girotondo
Non poterti proteggere
Sarà difficile
Ma sarà fin troppo semplice
Mentre tu ti giri
E continui a ridere
A modo tuo
Andrai, a modo tuo
Camminerai e cadrai, ti alzerai
Sempre a modo tuo

 

Perchè non le ho lasciate scendere, quelle lacrime??

Perchè ho voluto mantenere l’intimità di quella sensazione, in quelle lacrime c’era tutta la mia vita, non solo quella di oggi.

In quelle lacrime c’era tutto la mia storia, e dentro di me in quel posto da cui esse hanno avuto origine ci sono già tutte le persone che sono coinvolte, non c’era spazio per nessun altro in quel momento.

Ho voluto vivermela così, a modo mio!!

 

Ambizioni educazionali

Ambizioni educazionali di un padre per i suoi figli

Riuscire a vedere la bellezza nella diversità,
eliminare il pregiudizio conseguenza della paura delle differenze,
visualizzare il rispetto come una delle massime ambizioni,
legittimare ogni scelta dettata dal buon senso,
comprendere gli spiragli che dona la conoscenza,
assaporare il gusto della condivisione,
guardare le persone negli occhi e provare a leggere la loro anima,
accettare che nell’errore possa esserci buona fede,
rifiutare la malvagità in ogni sua espressione,
considerare la natura un dono,
la vita una possibilità,
sognare di vivere situazioni irrealizzabili,
vivere sogni veri e provare a trasformare in realtà quelli utopistici,
accettare la sconfitta fieri di averci provato,
donare la vittoria come buon auspicio,
permettere alle parole di riscaldarci l’anima,
apprendere come usarle per far vibrare quella altrui,
impedire alla solitudine di esistere nel silenzio,
permettergli si sopravvivere nel rumore,
concentrarsi nel chaos,
non permettere che il tempo impedisca di vedere i colori del mondo
dai tramonti al filo d’erba che nasce nel cemento,
osservare la magia dell’acqua, l’incidere del vento,
sentire le carezze dell’aria e il calore del fuoco,
comprendere quando farsi domande e quando
semplicemente lasciarsi guidare dalla consapevolezza di essere
degli esseri viventi, simili ad altri, diversi da tutto il resto
ma essere sempre felici perchè sentiamo di avere un enorme opportunità
che nessuno potrà mai intaccare

quella di poter sempre scegliere come impiegare il tempo che ci rimane..

Piccolo piccolo, grande grande….

Sembra ieri che mi sentivo emozionato perchè era il suo primo giorno d’asilo….

sembra ieri che ricordo il suo sguardo concentrato, ensusiasta e forse anche un pò impaurito mentre scendeva le scale

sembra ieri che ricordo il suo sorriso mentre io e Sara salivamo in auto per accompagnarlo

sembra ieri quando tutti orgogliosi del nostro ometto ci siamo guardati e senza dir nulla ci siamo messi a ridere dopo averlo lasciato in classe, dopo la prima parte dell’inserimento…

 

non mi sembra possibile che già oggi, l’asilo sia praticamente finito e lui, così piccolo e impaurito, con la sua serenità e con la sua allegria sia già pronto per la scuola elementare, sia già pronto per essere un ometto semi responsabile…

 

non mi sembra possibile che siano già passati tre anni e che Nicholas sia già così grande… non mi sembra possibile eppure lo è… mi giro, lo guardo e sa già leggere, mi giro lo guardo e si fa la doccia da solo, mi giro lo guardo e ora che non c’è perchè dorme, vedo sempre il suo volto, i suoi occhi e il suo sorriso….

 

mi giro lo guardo e nel buio di questa stanza mi sento così piccolo, fragile e indifeso difronte a tutto quello che lui rappresenta per me…  che sarà mai una vita, la mia vita in confronto a tutte quelle sensazioni che posso provare ogni giorno da quel 23 Agosto del 2008???  e mi sento di nuovo piccolo piccolo…Immagine

 

e lo vedo così, grande grande….

 

 

Per voi non voglio il meglio, -Lettera per il futuro-

Per voi non voglio il meglio
[Lettera per il futuro]

Oggi, non so perchè mi è capitato di imbattermi in pensieri che riguardano il futuro.
Sarà che fuori non c’è il sole, sarà che vedere alberi fermi e cielo grigio mi proiettano
in un tempo diverso, i pensieri sono liberi di viaggiare verso orizzonti diversi e quindi
qualche minuto fa mi son perso pensando al futuro e a quello che da padre mi auguro per voi.

Voi, figli miei, Nicholas e Simone siete il fulcro di ogni mio giorno, e questo se vogliamo
è un pò scontato, siete l’impegno più grande che ho preso con la mia vita ma siete anche tutto
ciò, con vostra madre, che gli restituisce buona parte del valore che ha.

Pensando a voi e pensando, appunto, al futuro mi sono proiettato in questo pensiero.

Ho pensato, da padre, che per voi, per il vostro futuro non voglio per voi il meglio,
non vorrei darvi il meglio.

Non immagino e, non voglio farlo, una vita e un futuro in una casa lussuosa con tutti i confrort,
una carriera scolatstica con il massimo dei voti, successo nello sport, nella musica o in qualsiasi
altra cosa decidate di fare.

Non vorrei immaginarvi sempre circondati da amici, da ragazze che fanno la fila per voi,
dai migliori cibi a pranzo e a cena.

Non vorrei immaginarvi sempre sani e forti, belli e bravi, felici e contenti, ricchi e famosi.

Non vorrei immaginarvi uomini di successo, con un lavoro prestigioso o professionisti stimati.

Prese singolarmente o per un periodo di tempo mi piace immaginarvi tutto quello che ho appena negato,
ma non per sempre, non per tutta la vita.

Non riesco ancora a capire se mi sto sentendo male a scrivervi questo.. non perchè non lo pensi veramente ma perchè vorrei prima spiegarne i motivi e quindi ci provo:

Non voglio il meglio non perchè non voglio che siate felici oppure perchè non vi voglio bene, non voglio il meglio perchè credo che senza il peggio il meglio non lo si possa apprezzare ne riconoscere.

Non voglio il meglio perchè il meglio è un opposto e senza l’esistenza del suo contrario non può esistere nemmeno lui.

Inoltre non vorrei esser io a darvi il meglio ma mi piacerebbe che il meglio lo raggiungeste dopo un percorso vostro, dopo esperieze, sensazioni ed emozioni, richi, fatiche, gioie e dolori.

Credo che apprezzare il fatto di vivere in una casa lussuosa sia possibile se prima si è visto o vissuto in condizioni non sempre agiate, per apprezzare la bellezza e il confort penso sia indispensabile aver provato il disagio.

Credo che incontrare qualche difficoltà a scuola, provare la sensazione di aver fallito un test o una verifica, aver condotto un interrogazione che non è andata benissimo oltre che a renderci umani e a prepararci poi a quello che succederà prima o poi nella nostra vita, ci dia lo stimolo prima per capire i nostri errori e poi per rimediare.
Credo ci dia il modo di comprendere l’importanza dell’organizzazione, della preparazione e anche del fatto che alcune cose possano non riuscirci.

Subire qualche delusione sportiva o artistica è fondamentale per stimolarci al miglioramento e per comprendere quanto dedizione ed allenamento siano importanti, ma anche per capire che infondo la sconfitta è semplicemente uno stato mentale.
Sentire il peso, a volte il macigno del fallimento ma in esso trovare lo stimolo per reagire e non lo sconforto per rinunciare fa si che il giorno in cui quella sconfitta si trasformerà in vittoria, non solo avrete vinto ma avrete anche scoperto che siete capaci di ribaltare le situazioni e che nessuna sconfitta porta con se solo aspetti negativi.

Non vorrei immaginarvi sempre circondati da amici perchè penso che l’amicizia sia uno dei valori più importanti in assoluto nelle nostre vite ma, penso anche che, una persona che da sola non si sente mai in solitudine sia una persona che ha buone possibilità di cavarsela
in diverse circostanze, credo che un amicizia non dipenda dalla quantità di tempo dedicata a condividere ma anche dalla condivisione e il rispetto per i tempi altrui. Inoltre credo che chi è circondato da tanti amici sia in realtà una potenziale persona sola.
Per questo più che augurarmi di vedervi circondati da tanti amici preferisco creare nella mia mente la vostra immagine abbracciata a una o due figure, mi da la sensazione di un immagine che possa durare nel tempo e che contenga in esso tutto ciò che probabilmente realmente ci serve.

Non vorrei immaginarvi circondati da ragazze che fanno la fila per voi, perchè per quanto possa essere piacevole e invidiabile (da uomo probabilmente ancor più che da una donna, per questioni storiche che scoprirete, vostra madre spera sicuro il più tardi possibile)
probabilmente ha delle fondamenta che non toccano valori che il tempo non possa intaccare.
Vi auguro di incontrare e conoscere ragazze che sappiano migliorarvi e stimolarvi, che sappiano trascinarvi e farsi trascinare vi auguro di incontrare ragazze che riescano a cambiarvi l’umore semplicemente con un loro sorriso o con l’angolo di un loro sguardo rubato, spero che incontriate ragazze che vi emozionino con il solo movimento delle mani, alle quali affidare e scambiare il vostro mondo e i vosti pensieri senza perdevervi in futili ed inutili discussioni, spero incontriate ragazze con le quali costruire e condividere emozioni in qualsisi modo vogliate, spero che incontriate ragazze e che troviate il modo per conoscerle ed apprezzarle per quello che sono, per quello che nasconde il loro pronfondo che magari un giorno vi mostreranno o affideranno, Spero che vi ascoltiate senza ascoltare nessun altro che voi stessi, fregandovene altamente di quello che qualsiai altra persona vi dirà, me e noi compresi.
Spero che proverete quella magica sensazione che vi fa sentire che in un momento che tutto il mondo è rinchiuso in meno di un metro quadrato di terreno e in due anime, e che tutto il resto non conta.

In tutta onestà non so perchè non voglio immaginarvi con i migliori cibi in quanto considero il cibo uno dei piaceri della vita oltre che una forma d’arte e cultura, ma invece ora che scrivendo ci ripenso mi ricordo subito del perchè ho scritto questo.
Probabilmente se Nicholas leggerai mai questo pensiero forse ricorderai di quante volte mi sono arrabbiato, Simone dubito ma il motivo è perchè vorrei intanto che capiate che siete fortunati ad esser nati in Italia e di avere la nostra cucina come alimentazione, siete fortunati perchè a vostra madre piace cucinare e anche perchè possiamo permetterci di darvi tutti i pasti che vi servono.

Vorrei che capiate che esistono moltissimi bambini come voi che non hanno le vostre fortune, che la mamma vi prepara pranzo, merenda e cena anche se è stanca o se quel giorno non ha tanta voglia di cucinare, vorrei che capiate che mangiare anche se non vi piace molto non solo è una
cosa che fate per voi stessi ma anche qualcosa che fate come un gesto di rispetto e amore verso la vostra mamma o verso chi vi ha preparato quel cibo.
Vorrei che capiate e vi rendiate conto che nel mondo ma anche in italia ci sono persone
che non hanno la stessa fortuna per diversi motivi, economici o sociali e che, secondo me, è una forma di rispetto anche verso di loro godere di questa fortuna. Come ben sapete non sopporto che venga buttato via il cibo e che si scelga di mangiare sempre e solo quello che
ci piace di più, l’alimentazione è si un piacere ma anche un indicatore fondamentale per la nostra esistenza, da essa ne deriva non solo la nostra salute ma anche il nostro umore, alimentarsi dovrebbe essere una cultura e una condizione di rispetto per la vita e a questo proposito
mi piacerebbe che appena sarete un pò più grandi vi fermaste a pensare a quello che mangiate, da dove arriva, come mai lo trovate a tavola e se pensate che sia corretto quello che state facendo nei modi e nelle forme e facciate i vostri ragionamenti e le vostre scelte, mi piace immaginare
che ogni cosa che farete la farete non per abitudine e non senza aver ragionato qualche istante se è quello che realmente volete fare.

Non vorrei immaginarvi sempre sani e forti perchè anche la malattia fa parte della vita, come il dolore, e provarlo sulla propria pelle ci aiuta a capire quello che possono provare gli altri quando noi siamo solo osservatori.
Capire questo, secondo me, è importante perchè a volte questi stati d’animo o fisici possono esser causati anche dalle nostre parole o azioni o perchè quando ci imbattiamo in persone che soffrono possiamo avvicinarci a capire quello che stanno provando e questo inevitabilmente ci aiuta quatomeno a rispettarli.
Inoltre credo che nulla più del dolore ci avvicina al nostro essere più profondo, ci fa sentire chi siamo, quali sono i nsotri sentimenti e qual’è la nostra direzione, la cosa più difficile è riuscire ad ascoltarci, mi piace immaginare che nel futuro sarete in grado di farlo.

Non vorrei immaginarvi ricchi e famosi o uomini di successo perchè non so se sarà quello che desiderete dalla vita.. da padre mi viene da dirvi che il massimo pensiero per la vostra condizione sociale da adulti in questo momento della mia vita vi vede felici di quello che fate e non costretti a fare qualcosa per sopravvivere, un pò come facciamo noi adulti in questo tempo, felici nello svegliarvi al mattino e nel pensare che state per fare qualcosa che vi piace, qualcosa per cui dedicate oltre che tempo e tutto quello che serve dedicare,anche un pò di passione.
Mi piace pensarvi ricchi ma di sogni e di progetti, di ambizioni e di voglia di vivere e sopratutto di positività per quello che rigurda il vostro futuro
e se così non fosse, almeno mai arresi.

Tremo nel pensiero di vedervi professionisti stimati o con lavori prestigiosi perchè le ritengo condizioni figlie del tempo e destinate a morire a causa dello stesso, condizioni che sono talmente elevate da non richiedere utleriore progresso e causare quindi quella sorte di morte celebrale
che mi sembra così inevitabile… preferisco immaginarvi sempre in corsa e con un pò di salita davanti ovviamente però si tratta solo della mia speranza e del mio punto di vista, che spero di riuscire a governare e domare e non imporvi mai come una succursale di aspettativa con obbligo.

In definitiva con l’augurarvi non una vita facilissima e solo con aspetti positivi mi sento di auguravi di vivere!!!

Vi auguro di vivere e conoscere; di vivere ed emozionarvi; di vivere e sbalordirvi; di vivere, ridere e piangere; di vivere, gioire e soffrire; di vivere, trattenervi e lasciarvi andare; di vivere e di poter un giorno dire di sentirvi grati anche per i lati negativi che magari lungo il percorso dovrete o avrete affrontato.

Vi auguro sopratutto di vivere e di portarvi dietro quante più cose possibili da ricordare, che vi facciano compagnia un giorno, quando da vecchi, non aspetterete di morire, ma magari di rincontrarci.