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emozionato leggendo…

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono.
E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.
Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e
ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero.

La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro.

Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto,
vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno
quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva,
vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era.

Bisogna ritornare sui passi già fatti, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.
Bisogna ricominciare il viaggio.
Sempre.

josè saramgo -viaggio in portogallo-

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Leggi e Vivi Tag di 25 domande sui libri

Ringrazio Lucia e il blog di Lucia 🙂 https://liloyblog.wordpress.com/
che mi ha taggato con un nuovo tag creato dalla blogger di https://raccontidalpassato.wordpress.com
Questo tag è dedicato a tutti i blogger che amano leggere e scrivere ed è composto da 25 domande sui libri.
Le regole di questo tag sono molto semplici :
* nomina almeno 5 blog a cui fare le domande
* cita sempre il blog che ha creato il tag
* ringraziare con un articolo il blog che ti ha taggato
* avvisare i blog che hai taggato

Ecco le domande:

1) Come scegli i libri da leggere?
In genere sono loro che scelgono me… capitano nel mio destino o almeno questa è la percezione che mi piace avere…
da un estratto, da un racconto, da un immagine, da uno spunto, dalla citazione dell’autore.. in qualche modo mi si presentano davanti nei momenti della giornata o della notte… e se capitano non posso ignorarli
2) Dove compri i libri: in libreria o online?
Ho una storica libreria di fiducia che cerco di non tradire, se devo proprio farlo li acquisto in viaggio quindi quando non potrei essere in quel momento nella “mia” libreria oppure da internet così da rendere più impersonale il tradimento..
3) Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro oppure hai una scorta?
Beh, un tempo si, da quando sono diventanto papà ho acquistato diversi libri senza esser riuscito ancora a leggerli
4) Di solito quando leggi?
Attualmente quando tutta la famiglia dorme e io per qualche strano motivo non sono ancora crollato… quindi molto raramente 🙂
5) Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro?
Si, nel senso che nella mia biblioteca ci sono pochissimi volumi corposi, quelli dall’aspetto di arma contundente..
questo perchè mentre leggo viaggio anche fuori dalla storia e se il libro è troppo massiccio e con troppi personaggio rischio di perdermi o di perdere il senso della storia.
6) Genere preferito?
Visto il metodo selettivo credo che sia complicato stabilire un genere… solitamente sono incline a restare affascinato dai libri di viaggio (sia geografico che metafisico 🙂 ) o legati ad esperienze di vita
7) Hai un autore preferito?
Ho una preferenza generale per gli autori latini..
8) Quando è iniziata la tua passione per la lettura?
Quando è finito l’obbligo scolastico.. per assurdo quando ho inziato a lavorare ho iniziato a leggere…
9) Presti i libri?
Generalmente no, in generale non sono una persona gelosa, presto facilmente di tutto, i libri però faccio fatica a prestarli, piuttosto li regalo.
10) Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme?
Assolutamente uno alla volta
11) I tuoi amici/famigliari leggono?
Direi che siamo sul 95% no…. famiglia e amici, tutto incluso…
12) Quanto ci metti mediamente a leggere un libro?
Dipende dai periodi, ora una vita, prima un paio di giorni al massimo
13) Quando vedi una persona che legge (ad esempio sui mezzi pubblici) ti metti immediatamente a sbirciare il titolo del suo libro?
Assolutamente sì sempre!!! osservo anche le varie espressione e molto gli occhi di chi legge… cercandone il riflesso dell’emozione
14) Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvarne uno soltanto quale sarebbe?
Impossibile… impossibile che avvenga e impossibile sceglierne uno…
15) Perché ti piace leggere?
Perchè mi porta in uno stato in cui mi trovo bene, anche nella tristezza, perchè da forma alla mia ideologia, la vita senza confini prestabiliti, l’unico confine è il limite oltre il quale la nostra mente non vuole o non riesce a spingersi..
16) Leggi libri in prestito (da amici o dalla biblioteca) o solo libri che possiedi?
E’ capitato ma se posso evito, per paura di rovinarlo, per paura di rubare o sentire i sentimenti rinchiusi del suo proprietario.
17) Qual è il libro che non sei mai riuscito a finire?
Non mi è mai successo di accanirmi, quindi non saprei cosa rispondere… posso dire che quello che ho finito con la sensazione più amara è stato “mille giorni di meraviglia”.
18) Hai mai comprato un libro solo perché aveva una bella copertina, e cosa ti attrae nella copertina di un libro?
Per la copertina no, per il titolo si… mi attrae il titolo, ma se mi accorgo che la trama mi porta lontano dall’aspettativa che il titolo ha generato in genere non lo compro.
19) C’è una casa editrice che ami particolarmente, e perché?
Onestamente non ho mai fatto caso alla casa editrice.
20) Porti i libri dappertutto (ad esempio in spiaggia o sui mezzi pubblici) o li tieni “al sicuro” dentro casa?
Assolutamente no, la lettura per me è un momento di massima intimità (con me stesso e con ciò che mi circonda), io leggo sempre in assoluta solitudine, se posso nella penombra oppure tra la natura, ma cerco sempre anche in questo caso di non essere vicino ad altri esseri umani.
21) Qual è il libro che ti hanno regalato che hai gradito maggiormente?
Non ho ricevuto molte volte libri in regalo, anche per i motivi della domanda 11… se devo sceglierne uno direi “le nebbie di avalon” ma non solo per il libro, quando per quello che rappresenta la sua scelta e chi me lo ha consigliato.
22) Come scegli un libro da regalare?
Anche qui d’istinto… se un libro mi porta in qualsisi modo ad una persona (perchè me la ricorda, perchè secondo me racchiude il consiglio per affrontare un problema che la stessa sta vivendo oppure perchè in qualche modo mi sembra di ritrovare parte della sua vita o di quella che io identifico in lui/lei) ecco che il libro mi indirizzerà al regalo.
23) La tua libreria è ordinata secondo un criterio, o tieni i libri in ordine sparso?
Allora, in passato era in rigoroso ordine di genere, di emozione… oggi è in ordine sparso un pò per spazio, un pò perchè affido al destino anche quest’ordine…

24) Quando leggi un libro che ha delle note, le leggi o le salti?
Dipende dal libro, può capitare che le salto per leggerle poi tutte assieme alla fine oppure può capitare che le leggo quando l’autore potrebbe aver previsto vadano lette.. anche in questo caso seguo l’istinto…
25) Leggi eventuali introduzioni, prefazioni e postfazioni dei libri o le salti?
Oh le leggo, assolutamente, ma sempre alla fine, sempre dopo aver letto tutto il libro…
non so perchè, diciamo che è il mio approccio con le persone, con le storie, con la vita.. prima quello che c’è da dire… poi i dettagli su chi l’ha detto e magari il perchè…

Per questo tag sento di nominare:

http://zuccazoe.wordpress.com/

https://tuttolandia1.wordpress.com/

https://aidamillecento.wordpress.com/

https://ilmondodelleparole.wordpress.com/

https://bloom2489.wordpress.com/

https://nonsonoipocondriaco.wordpress.com/

L’uomo senza qualità

Da: Robert Musil, L’uomo senza qualità (1930)

Solo allora Ulrich s’accorse che Stumm von Bordwebr s’era portato dietro una borsa d’ufficio, e l’aveva appoggiata ai piedi della scrivania; era uno di quei grandi zaini di vitello, che si possono portare sulle spalle mediante solide corregge, e servono a trasportare documenti da un ufficio all’altro nei vasti edifici ministeriali, o anche fuori. Evidentemente il generale era venuto con un attendente che aspettava sotto e che Ulrich non aveva veduto, perché solo con fatica si tirò sulle ginocchia la pesante borsa e fece scattare la piccola serratura d’acciaio che aveva tutta l’aria di un ordigno di guerra. – Non son rimasto in ozio, da quando assisto alle vostre riunioni, – sorrise, mentre la sua giubba celeste si tendeva, nella posizione curva, intorno ai bottoni dorati, – ma sai, ci son cose di cui non vengo a capo -. Tirò fuori dalla borsa un gran fascio di fogli sciolti, coperti di strani segni. – Tua cugina, – egli spiegò, – ho avuto con lei un colloquio esauriente, ella vorrebbe, giustamente, che dai suoi sforzi per elevare al nostro Eccelso Sovrano un monumento spirituale emergesse un’idea che fosse, come dire, la più alta, che occupasse il primo posto fra tutte le idee del giorno d’oggi; io però ho osservato, pur ammirando le personalità da lei invitate, che la cosa presenta infernali difficoltà. Se uno dice una cosa, l’altro afferma il contrario – l’hai notato anche tu? – ma c’è di peggio, secondo me; lo spirito borghese mi sembra proprio ciò che noi diciamo di certi cavalli: un cattivo mangiatore. Ti ricordi? Son bestie che non vogliono saperne di ingrassare, nemmeno con doppia razione di foraggio! Oppure diciamo, – si corresse a una lieve protesta del padrone di casa, – sì, diciamo pure che ingrassano, ma le ossa non crescono e la pelle rimane opaca; gli viene soltanto un pancione pieno d’erba. Ecco, vedi, la cosa mi interessa e vorrei approfondire la questione, come mai non si possa regolare la faccenda!

Stumm, sorridendo, porse al suo ex tenente il primo dei fogli. – Si dica pure tutto ciò che si vuole, – dichiarò, – ma di ordine noi militari ce ne intendiamo. Ecco, qui ho consegnato le idee principali esposte dai partecipanti alle riunioni di tua cugina. Vedi, se gli parli a quattr’occhi ciascuno ritiene essenziale una cosa diversa -. Urich esaminò il foglio con stupefazione. Era diviso in quadrati mediante linee orizzontali e verticali, come un foglio d’anagrafe o un registro militare, e nei quadrati c’erano parole che contrastavano parecchio con quella suddivisione, infatti egli lesse in bei caratteri burocratici i nomi: Gesù Cristo; Budda Gotama, e anche Siddarta; Lao-Tse; Lutero Martino; Goethe Volfango; Ganghofer Ludovico; Chamberlain, e molti altri, che evidentemente continuavano su un altro foglio; poi nella seconda casella le parole cristianesimo, imperialismo, secolo delle comunicazioni, eccetera, e accanto v’erano altre colonne di parole in altre caselle.

– Potrei anche chiamarlo il foglio catastale della cultura moderna, – illustrò il generale, – perché poi l’abbiamo ampliato, e ora contiene il nome delle idee, e dei loro agitatori, dell’ultimo venticinquennio. Non immaginavo che costasse tanta fatica! Poiché Ulrich voleva sapere come era stato compilato l’elenco, gli spiegò volentieri il procedimento da lui ideato. – Mi ci son voluti un capitano, due tenenti e cinque sottufficiali per fare così presto. Se avessimo potuto usare un sistema del tutto moderno, avremmo mandato a ogni reggimento la domanda: “Chi considerate il più grande uomo dei nostri tempi?” come fanno oggi i giornali e simili, sai, insieme con l’ordine di comunicare il risultato della votazione con le percentuali; ma nel mondo militare, la cosa non andava, perché naturalmente nessun corpo dell’esercito può rispondere altro che: Sua Maestà. Allora avevo pensato di far chiedere quali sono i libri più letti e con le più alte tirature, ma s’è visto subito che, oltre alla Bibbia, sono i libriccini di capodanno con le tariffe postali e le vecchie barzellette, distribuite a tutti, dai portalettere che vanno a far gli auguri e a riscuoter la mancia; e questo ci ha fatto di nuovo riflettere com’è difficile lo spirito borghese, perché in generale son ritenuti migliori quei libri che si adattano a ogni lettore, o almeno, mi hanno detto, bisogna che un autore in Germania abbia molti che la pensano come lui per esser considerato un grande ingegno. Dunque, anche questa via non era possibile; e come abbiamo finito per fare non te lo posso dire sul momento, è stata un’idea del caporale Hirsch insieme col tenente Melichar, ma ci siamo riusciti.

Il generale Stumm posò il foglio e con un viso che annunziava una grave delusione ne prese un altro. Fatto l’inventario delle scorte di idee esistenti nell’Europa Centrale, aveva non solo stabilito con rincrescimento che erano costituite da contraddizioni, ma anche scoperto con stupore che quelle contraddizioni incominciavano a confondersi l’una nell’altra. – Che tutte le celebrità in casa di tua cugina mi rispondessero cose opposte quando la pregavo di ammaestrarmi, passi, c’ero già abituato; ma che dopo aver parlato lungamente con loro mi sembri che dicano tuttavia le stesse cose, ecco, non riesco proprio a intenderlo, e forse la colpa sarà del mio comprendonio d’ordinanza, che non ci arriva! – Ciò che sgomentava in tal modo il cervello del generale Stumm non era una bagattella, e in fondo non la si sarebbe dovuta attribuire soltanto al Ministero della Guerra, benché si potesse dimostrare che con la guerra intratteneva ottimi rapporti. Sono state donate a questo nostro secolo grandi idee in quantità, e per uno speciale favore della sorte ogni idea ha pure la sua contro-idea, di modo che individualismo e collettivismo, nazionalismo e internazionalismo, socialismo e capitalismo, imperialismo e pacifismo, razionalismo e superstizione vi si trovano tutti ugualmente bene come a casa loro; e per giunta ci sono anche i resti non ancora consumati di innumerevoli altre contraddizioni di uguale o minore valore attuale. La cosa sembra così naturale come il fatto che vi siano il giorno e la notte, il caldo e il freddo, l’amore e l’odio, e che nel corpo umano ogni muscolo flessore abbia il suo contrario in un muscolo estensore, né il generale Stumm, come chiunque altro, si sarebbe mai sognato di vederci nulla di straordinario, se l’amore per Diotima stimolando la sua ambizione non l’avesse precipitato in quell’avventura. L’amore infatti non s’accontenta che l’unità della natura riposi sui contrasti, ma, incline com’è alla soavità, alla delicatezza, vorrebbe un’unità senza opposizioni, e così il generale s’era sforzato in tutti i modi di ottenere tale unità. – Ho fatto fare – raccontò a Ulrich, mostrandogli il foglio relativo, – un elenco dei condottieri delle idee, vale a dire che contiene tutti i nomi di coloro che negli ultimi tempi hanno guidato alla vittoria notevoli contingenti di idee; quest’altro qui è un ordine di battaglia; questo un piano dello schieramento strategico; questo un tentativo di identificare i depositi e gli arsenali donde si effettua il rifornimento delle idee. Ma se tu osservi uno dei gruppi di idee impegnati in combattimento, vedi subito – e ho voluto che risultasse ben chiaro dal disegno, – che esso attinge i suoi rinforzi di truppe e di materiale ideologico non soltanto dal proprio deposito ma anche da quello dell’avversario; vedi che cambia continuamente di fronte e senza nessun motivo, combatte tutt’a un tratto col fronte rovesciato, contro le proprie posizioni; ma vedi altresì che le idee disertano tutti i momenti, di qua e di là, sicché le trovi ora in questa ora nell’opposta linea di battaglia. Insomma, non si può stabilire né un regolare piano di dislocamento, né una linea di confine, né niente, e il tutto è, parlando con rispetto, – eppure d’altra parte non lo posso credere! – quello che da noi ogni superiore chiamerebbe un branco di porci impazziti! – Stumm cacciò in mano a Ulrich una dozzina di fogli in una volta. Eran coperti di direttive di marcia, linee ferroviarie, reti stradali, calcoli di portata, contrassegni di corpi, dislocamenti di truppe, circoli, quadrati, zone tratteggiate; il tutto come in un regolamentare rapporto di stato maggiore, intersecato da linee rosse verdi azzurre e gialle e disseminato di bandierine dei più vari tipi e significati, quelle che un anno più tardi sarebbero diventate così popolari. – Ma non serve a niente! – sospirò Stumm. – Ho cambiato modo e provato ad affrontare il problema dal punto di vista della geografia militare invece che da quello della strategia, sperando di ottenere almeno un campo d’operazioni ben articolato, ma non c’è verso! Ecco qui le descrizioni orografiche e idrografiche! – Ulrich vide segnate sulla carta vette di montagna da cui partivano diramazioni che più in là si riammassavano, sorgenti, reti fluviali e laghi. Negli occhi vivaci del generale scintillava qualcosa come irritazione o esasperazione. – Ho tentato in cento modi, – egli disse, – di riportare il tutto a un’unità; ma sai com’è? Come viaggiare in seconda classe in Galizia e prendersi i pidocchi! E’ la più schifosa sensazione d’impotenza che si possa immaginare. Quando sei stato un pezzo in mezzo alle idee, ti prude tutto quanto il corpo e non hai pace se non ti gratti a sangue!

Il più giovane non poté trattenersi dal ridere di quell’energica descrizione. Ma il generale pregò: – No, non ridere! Io ho pensato che tu sei divenuto un borghese eminente; nella tua posizione devi capire la questione, e devi capire anche me. Son venuto a chiederti aiuto. Ho troppa reverenza per tutto ciò che rappresenta lo spirito, e perciò non posso credere di aver ragione!

– Tu prendi troppo sul serio il pensiero, signor colonnello, lo consolò Ulrich. Involontariamente aveva detto “colonnello”, e se ne scusò. – Mi hai così piacevolmente ricondotto al passato, signor generale, quando mi comandavi certe sere a filosofare in un cantuccio del circolo. Ma, ti ripeto, non bisogna prendere tanto sul serio lo spirito come tu stai facendo!

Non bisogna, – gemette Stumm. – Ma io non posso più vivere senza una regola superiore nella mia testa! Non lo capisci? Io rabbrividisco se penso quanto tempo son vissuto senza di essa, sui campi di manovre e nelle caserme, fra barzellette militari e storie di donne!