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rivoluzione del pensiero

..credo che per rivoluzionare davvero dovremmo tutti tornare a sognare di costruire e smetterla di sognare di

distruggere…

E SE SPOSTASSIMO IL NOSTRO FOCUS??

La rivoluzione del pensiero
Oggi leggendo questo post di fulvialuna http://tuttolandia1.wordpress.com/2014/11/07/un-odioso-fatto/
dove si raccontava di un episodio di insulti razzisti gratuiti, il mio istinto mi ha portato a ragionare su questo punto.

Quasi in maniera automatica in casi simili la nostra attenzione cade immediatamente sull’autore del gesto
razzista e il “focus” nella discussione verte sempre sullo stesso, sui motivi che lo portano a fare questo gesto,
sulle possibile cause o sulle possibili conseguenze o ancora sui possibili rimedi.

In questo caso nel racconto c’era anche una parte dedicata (sempre che io non abbia frainteso ma, nel senso di questo
post, poniamo il caso che non ci sia fraintendimento) a delle persone che non erano direttamente coinvolte
nella scena ma che sono intervenute opponendosi a questa situazione allontanando l’artefice.

Ecco, secondo me la massima attenzione, il massimo ritorno di questa situazione dovrebbe essere questo fatto.

Porre l’attenzione di chi ascolta o di chi lo vive direttamente su questa parte della questione è decisivo
perchè porta a due effetti positivi.

1) Togliere potenza e potere al gesto razzista mettendolo in secondo piano, fuori fuoco, rispetto all’intero contesto.
2) Attribuire peso e potenza al gesto di chi, civilmente sta cercando di opporsi ad un determinato comportamento.
Togliere peso e potenza al gesto negativo non vuol dire ignorarlo o farlo passare ma vuol dire creare un ideologia di pensiero nella quale la cosa più importante non è distruggere ma costruire…

Attribuire più peso al gesto di quelle persone che sono intervenute a favore del buon senso e del rispetto civico e civile
vuol dire contribuire a creare e sostenere una linea di pensiero e comportamento che non è volta alla soppressione del singolo individuo ma piuttosto alla costruzione di un insieme di solidarietà e di civiltà.

Anche nel caso in cui non ci sia stata opposizione in ogni caso concentrare il nostro “fuoco”, la nostra attenzione sul costruire invece che sul reprimere o distruggere dovrebbe essere la prima cosa da fare, anche perchè non è la cosa che ci riesce spontanea, almeno non come dovrebbe.

Siamo abituati storicamente a cercare colpevoli, pensare a pene e punizioni, e soltanto dopo, soltanto se avanza tempo o determinazione a fissare il nostro obiettivo sulla costruzione sulla crescita globale e io penso che questo modo di fare sia sbagliato e forse futile.

E’ vero che bisogna conoscere il problema e probabilmente porre rimedio agli errori fatti, ma è anche vero che in entrambi i casi non si raggiunge mai una vera e propria crescita, in questo modo non si crea mai futuro ma al massimo si congela il passato o il presente.

Io penso che sia ora di svoltare con il pensiero, in questo paese, credo sia ora di pensare a creare il futuro cercando di focalizzare la nostra attenzione in un ideologia di creazione e non di punizione o rimedio, non voglio escludere questi due punti ma semplicemente relegarli in seconda fila rispetto all’ideologia del costruire.