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cit. Scuola di educazione motoria e sportiva

Posto questo testo perchè l’ho trovato… semplicemente PERFETTO:

 

Scuola di educazione motoria e sportiva

 

Ci fu un tempo che gli animali decisero che bisognava fare qualcosa per risolvere i problemi dell’Educazione Motoria e Sportiva nel mondo. Si doveva creare un corso di studi che soddisfacesse tutti, così fu creata una Scuola di Educazione Motoria e Sportiva, fu nominato un Consiglio Sportivo costituito da un tasso, un castoro e da una tigre, coordinati da un ghiro come Supervisore. Si iscrissero 12 animali, alle prove di ammissione tutti superarono i test e si decise di far partire la Scuola. Furono assunti Insegnanti competenti e fu preparato un programma tecnico-didattico che prevedeva lezioni:

– di corsa;

– di arrampicata;

– di volo;

– di nuoto.

Le tasse d’iscrizione alla Scuola erano molto elevate e tutti gli animali, naturalmente, dovevano applicarsi in tutte le materie e la frequenza era obbligatoria. L’anatra era molto brava nel nuoto. Ottenne dei voti sufficienti nella corsa e nel volo, ma era pessima nell’arrampicata, così dovette abbandonare il nuoto per esercitarsi nell’arrampicata, mentre tutti seguivano lezioni di nuoto. Dopo un po’ di tempo i suoi piedi palmati si rovinarono e di conseguenza ottenne voti bassi anche nel nuoto. L’aquila era considerata un elemento disturbatore del gruppo. Nell’arrampicata batteva tutti nell’arrivare sulla cima degli alberi, ma aveva il suo modo particolare di arrivarci, che era però contro le regole. Doveva sempre fermarsi dopo le lezioni e scrivere: “Imbrogliare è sbagliato”. Per il suo comportamento anomalo fu messa in una classe speciale con un Insegnante di sostegno. L’orso fu bocciato perché dicevano che era pigro, specialmente d’inverno. La sua stagione migliore era l’estate, ma allora le scuole non erano aperte e quindi non poteva praticare le attività sportive. La zebra bigiava le lezioni di motoria e faceva un sacco di assenze, perché i pony la prendevano in giro per le sue strisce e questo la rendeva molto triste. Il canguro era tra i migliori nella corsa, ma si scoraggiò quando gli dissero che doveva muoversi velocemente su quattro zampe, come facevano i suoi compagni di classe. Il pesce abbandonò la scuola perché si annoiava. Per lui tutte le materie erano la stessa cosa, ma nessuno lo capì. Lo scoiattolo ricevette un 10 in arrampicata, ma il suo Insegnante di volo lo fece partire da terra, invece che dalla cima degli alberi. Le sue gambe erano così indolenzite ad esercitarsi in quei decolli che cominciò a prendere 7 in arrampicata e 6 nella corsa. Il coniglio all’inizio correva molto veloce, ma poi fu colpito da una crisi nervosa a causa delle lezioni di nuoto e abbandonò la scuola. L’ape era il problema più grande di tutti, così l’Insegnante la mandò dallo psicologo per un consulto. Lo psicologo disse che le ali dell’ape erano troppo piccole per volare ed erano poste nel posto sbagliato. L’ape non vide mai la relazione dello psicologo e continuò ugualmente a volare. L’anguilla era brava nel nuoto, si muoveva bene, sapeva volare un poco, non era una “cima” ma faceva quasi bene tutto e di conseguenza ottenne la votazione migliore alla fine dell’anno e fu promossa. Il cane della prateria non frequentò mai la scuola perché tra le materie proposte non c’era lo scavare. Si associò con il cinghiale e fondarono una scuola privata di motoria con nuove materie e fu un grande successo. Con il passare degli anni la Scuola di Educazione Motoria e Sportiva che avrebbe dovuto risolvere i problemi motori e sportivi dell’umanità fu chiusa e tutti vissero felici e contenti, perché dell’Educazione Motoria e Sportiva non gliene importa niente a nessuno!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  

Considerazioni finali

L’anatra è il bambino che possiede scarse capacità motorie, va bene nella corsa e male in arrampicata e gli si assegnano esercizi di recupero in arrampicata, mentre i suoi compagni stanno facendo la corsa; in questo modo perde il suo vantaggio nella corsa. L’aquila è il bambino che si trasforma in un “disturbatore” perché ha il “proprio stile” di fare le cose. Anche se non sta facendo niente di male, il suo anticonformismo è percepito come un disturbo ed è per questo che spesso subisce punizioni. E’ il bambino iperattivo che deve essere seguito e ascoltato e non messo in disparte, nelle attività motorie e sportive si muove bene, ma spesso è sopra le righe. L’orso è il bambino che sta benissimo a casa coricato sul divano. Gioca a play-station, mangia di tutto e a tutte le ore, alla Scuola Calcio fa il portiere perché così si muove poco e può giocare con le macchinine che ha in tasca, quando la palla è lontana dalla porta. La zebra è il bambino insicuro, sovrappeso, basso e pochi si rendono conto che il suo insuccesso nelle attività motorie e sportive è dovuto alla sua percezione di essere socialmente inadeguato; spesso è deriso dai compagni e a volte reagisce in malo modo. Il canguro è colui che invece di insistere nei salti dove è molto bravo, rinuncia e diventa un bambino scoraggiato perché non è apprezzato, possiede grandi capacità, ma non è seguito e ascoltato e quindi dopo un po’ di tempo abbandona. Il pesce è il bambino che ha veramente bisogno di essere seguito più degli altri e non riesce a brillare perché non ha la volontà di insistere e di applicarsi. Lo scoiattolo, a differenza dell’anatra che “ce la fa”, diventa un fallimento, cambia sport continuamente, i suoi genitori credono che sia un campione, ma lui non crede nei suoi mezzi e nelle sue qualità e si scoraggia. Il coniglio è il bambino che all’inizio corre benissimo, ma siccome deve anche arrampicarsi, nuotare e volare, non lo invogliano ad applicarsi maggiormente dove lui riesce meglio e quindi abbandona lo sport. L’ape è il bambino che la Società Sportiva pensa non ce la possa fare e invece, malgrado tutto, con l’appoggio dei suoi genitori, ha abbastanza motivazioni interiori per fare bene; deve essere motivato e seguito continuamente. L’anguilla è il bambino che sa fare tutto e non si specializza in niente, però va bene così per tutti, è bravo, ma non eccelle in nessuno sport anche se possiede capacità motorie eccellenti. Il cane della prateria è il bambino che voleva fare skateboard ma i suoi genitori non hanno voluto perché è uno sport pericoloso e l’hanno iscritto ad una Scuola Calcio vicino a casa e dopo un anno ha abbandonato. Il cinghiale è il bambino ribelle, anticonformista, il padrone del mondo, che non rispetta le regole, ma è un talento che spesso perdiamo per strada.

“Caro Insegnante ascolta: i bambini sono una miscela unica di doti naturali, personalità e ingredienti che non si trovano da nessun altra parte. Alcuni bambini sono dotati intellettualmente, altri hanno la fortuna di essere dotati sul piano emotivo e sul piano motorio, sono creativi e fantasiosi, altri sono meno dotati. Ma sono tutti bambini che hanno bisogno di essere educati e seguiti da Insegnanti preparati. Ogni bambino è unico, come le sue impronte digitali e possiede la sua propria esclusiva collezione di doti naturali; un diamante scintillante di impareggiabile bellezza! Ricordati che i bambini non nascono forniti di un libretto di istruzioni. Gli Insegnanti competenti ed efficaci continuano sempre a imparare, a studiare e a personalizzare le istruzioni per i loro allievi. La meritocrazia aiuta i bambini a trovare nuovi stimoli per migliorare. Non permettere che i bambini diventino dei canguri!”

prof. Maurizio Mondoni

 

link:

https://www.basketnet.it/scuola-educazione-motoria-sportiva-prof-mondoni/

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Purtroppo… è facile

In questi giorni ho sentito e letto da diverse fonti persone porsi questo tipo di domanda:

“Come si fa a spiegare ad un bambino quello che è successo??”

Eppure io credo che non ci sia niente di più facile, purtroppo…

Cosa c’è di così difficile che ci impedisce di spiegare ad un bambino la violenza??
l’odio e la violenza dell’uomo?? la storia, la nostra storia come esseri umani è piena
zeppa di questi episodi, dagli uomini delle caverne ai giorni nostri.

Perchè allora diciamo che non siamo in grado di spiegare questi episodi ai bambini??

Cosa c’è di difficile nel raccontare ad un bambino che la nostra storia è fatta di violenze,
sopprusi, infamie, guerre di potere?? è la nostra vita, sarà la loro e allora perchè è così difficile
dirgli la verità??

Io credo sia perchè infondo ognuno di noi si vergogna, in questo senso, dei propri simili..

Io credo sia perchè è difficile spiegare l’origine della deficienza, dell’ignoranza e della stupidità
umana quando ci si sente in qualche modo complici se non adirittura colpevoli.

Colpevoli perchè in questo momento penso a quando esterniamo le nostre intolleranze, a quando lo facciamo
di getto in modi superficiali per puro sfogo, per vanto o aggregazionese siamo in compagnia.
Sono convinto che tutti noi, ci lasciamo andare, chi a volte chi più spesso in frasi che non susseguono gesta
ma che in qualche modo alimentano la radice dell’odio… con il vicino di casa, con quello che ci taglia la strada,
con quello che non rispetta la fila, con il collega di lavoro e chi più ne ha più ne metta..

ciò che differenzia queste nostre espressioni di intolleranza è semplicemente il seguito dell’uso della ragione o del
rispetto, o forse anche la sola paura.. frutto di precedenti dovuti a comportamenti e modi dei nostri simili..

in questo senso ognuno di noi nel chiedersi quello che può fare rischia di sentirsi un pò colpevole nella condivisione
del ceppo dell’odio.. e quindi credo che insegnare ai nostri bambini ad analizzare le situazioni e a non reagire sempre
solo d’impulso sia una buona strada, e questo tipo di situazioni sono l’esempio che più di ogni altro ci viene in qualche
modo in soccorso più di ogni nostra parola.
Come si può spiegare ad un bambino un attentato???

non lo so, solitamente in queste cose improvviso, ciò che conta non credo sia spiegare in se ma provare ad indurre il
bambino a capire assieme a te, a cercare dei motivi per far si che questi stessi non siano mai i nostri..

“ci sono persone che sono come noi e ci sono persone che sono diverse da noi.
esistono molti modi per essere uguali e altrettanti per essere diversi.

Siamo uguali perchè abbiamo tutti o quasi due gambe, due braccia, due occhi, due orecchie e un naso,
siamo uguali perchè camminiamo sulle gambe, parliamo con la bocca, respiriamo con il naso e se lo facciamo sotto
acqua dopo un pò muoriamo.

Siamo diversi perchè alcuni di noi hanno i capelli biondi, altri mori; alcuni hanno gli occhi azzurri
altri verdi e altri ancora marroni, siamo diversi perchè alcuni sono alti altri bassi; alcuni sono magri
altri grassi; alcuni sono belli altri brutti; siamo diversi perchè alcuni sono chiari altri scuri.

Siamo uguali perchè abbiamo bisogno di mangiare, di bere, di dormire per vivere
siamo uguali perchè la vecchiaia, la malattia, la sfortuna, lo scorrere della vita ci porta alla morte

siamo diversi perchè alcuni mangiando certe cose, bevendo certe sostanze dormendo troppo o non riuscendo a dormire
muoiono prima di altri
siamo diversi perchè alcuni con la vecchiaia, con la malattia, con la sfortuna, con la vita che scorre diventano
persone migliori, altri diventano persone peggiori.

Siamo uguali principalmente perchè la nostra vita non dipende solo da ciò che è legato a noi stessi
siamo diversi principalmente perchè la nostra vita non dipende solo da ciò che è legato a noi stessi

Ci sono persone che su queste uguaglianze o su queste differenze costruiscono il loro odio, perchè pensano
in nome di qualsiasi loro invenzione o convinzione, che esse siano un modo per decretare un giusto o un sbagliato
un buono o un cattivo, un bene o un male.
In nome di questa convinzione ritengono di avere il diritto o il dovere di poter decidere e determinare
il destino degli altri.

A volte mi vien da pensare che queste persone, siano soltanto persone sfortunate, perchè da bambini non hanno avuto
l’occasione di incontrare altre persone che siano state in grado di fargli capire
che questo modo di pensare può diventare in futuro causa di una visione distorta nel male della vita
su questo pianeta. ”
Ecco, io credo che purtroppo, non ci sia occasione più semplice e situazione più facile da spiegare ad un bambino
per un genitore o per qualsiasi persona che intende veramente provare a cogliere un enorme occasione per
contribuire in modo piccolo a creare una sorta di onda di propagazione per porre le basi di una società futura
migliore, più conscia e rispettosa di se stessa.
Non dobbiamo pernsare che sia difficile spiegare ai nostri bambini l’orrore delle azioni umane, dobbiamo dalla sofferenza
e dal male trarre la giusta rabbia e trasformarla in spinta per muovere la nostra volontà verso
gesti e forme di costruzione e non di distruzione.
Credo che non ci si debba vergognare di affrontare la realtà delle cose, indubbiamente bisogna trovare il giusto modo o
le giuste parole per farlo e questo non è facile, però credo anche che molti di questi comportamenti abbiano origine dal fatto
che queste persone sono cresciute in una realtà distorta, e che la loro concezione della vita sia fortemente rinchiusa
in concetti che escludono le logiche a cui noi siamo abituati. La sola via d’uscita e far veder e capir loro che esiste anche un
altro mondo, che la realtà non è solo quella che hanno visto o che gli hanno fatto vedere, che molte volte le persone usano la violenza
per difendere la legittimità di una paura che non esiste, altre per una che esiste..
Abituiamo i nostri figli a riconoscere l’arroganza, la violenza, l’ingiustizia e prepariamoli ad affontarla non pensiamo di
tutelarli nascondendone l’esistenza.

Bambini e regali

Probabilmente nel mio blog non ho mai parlato di questa cosa…

non sopporto i giocattoli per bambini… o meglio…

solitamente girare per gli scaffali dei supermercati nel reparto giocattoli
mi indispettisce…

o meglio ancora, mi fa piacere vedere i bambini correre su e giù eccitati alla visione di quel
mondo infinito di suoni, colori, materiali

ma quando si tratta di scegliere un gioco per i miei figli oppure un regalo di compleanno per
i loro amici, per quelli più stretti almeno, in un angolo della mia mente mi sale lo sconforto…

la maggior parte di quei giochi sono o un ammasso di plastica che a breve si romperà, oppure le copie di giochi di vent’anni fa con una piccola modifica sui personaggi.. raramente trovo qualcosa che mi colpisce per innovazione, fantasia o stimoli che può fornire ai nostri bambini…

Esitono ovviamente e fortunatamente negozi che trattano prodotti dedicati ai bambini e costruiti
pensando al loro bene e non alla propria soppravivenza economica.. ma diciamo che nel mercato globale sono esempi di minoranza.

Quindi mi piaceva lasciare qui per voi un idea regalo che magari in molti conoscete già ma che può essere qualcosa di carino anche per “unire” la famiglia e un produttore di idee che cura anche l’aspetto mentale e manuale con tantissime idee anceh per i più piccoli.. e per quei genitori che credono nell’aspetto educativo del giocare assieme ai propri figli.

Il primo è un regalo che abbiamo fatto diverse volte ed è questo:

I Rory’s Story Cubes

cubi-storie

In pratica una serie di dadi con raffigurati diversi soggetti (divise per macro argomento in ogni confezione) che vanno tirati sul tavolo e usati come spunto per inventare una storia…

le varianti possono essere davvero molte, si possono creare storie vocali, fumetti, si può creare una storia combinando un pezzo per ogni partecipante, usarli per recitare ecc ecc…

l’idea è coinvolgente perchè fornisce quello spunto necessario ad azionare la fantasia anche per i bambini meno liberi e sognatori…
il secondo è il catalogo o sito di http://www.opitec.it dal quale si può richiedere il catalogo…

oltre le cose di bricolage e docoupage principalmente dedicate alle signore, c’è una sezione molto bella di giochi e idee per bambini… che ne stimolano la manualità e li indirizzano a concetti di fisica, meccanica, elettronica.. e i prezzi sono secondo me a portata
Ecco ci tenevo a condividere con voi questi spunti e magari di conoscere il vostro pensiero e magari le vostre fonti… se vi va…

Senza Nome

Ancora una volta recupero un vecchio post perchè oggi mi è ritornato alla mente, e con l’occasione apro una nuova sezione Amarcord – Ricordarmi di me – visto che non è la prima volta che guardo indietro per ricordarmi chi ero e cosa pensavo, ve lo ripropongo:

Qualche giorno fa alla radio ascoltavo un intervista ad alcuni missionari che raccontavano
che non ricordo esattamente in quale luogo del mondo, le madri che mettono al mondo o loro figli
lo fanno ma senza attribuire un nome ad ognuno di essi.
Non danno nome ai loro figlio perchè l’aspettativa di vita è talmente bassa che il nome viene assegnato
eventualmente solo dopo qualche periodo di tempo, quando tutto fa pensare che il neonato possa sopravvivere,
cosa che per altro non è di certo garantita.

Questo significa che ci sono bambini che nascono e muoiono senza aver nemmeno un nome…

Solo il pensiero di questa realtà è agghiacciante e mi fa venire i brividi, vorrei poter dire a queste mamme
a questi padri, a queste persone che secondo me dovrebbero dare in ogni caso un nome ai loro figli, di deciderlo
nei nove mesi in cui la loro vita è dentro il corpo della madre, credo che dare un nome sia quantomeno un segno di
rispetto.. credo che nessuna di quelle madri possa non provare dolore nell’eventuale perdita di un figlio anche
se immagino che sia una realtà del quotidiano.. ma dategli un nome, piangete un nome, ricordate un nome, amate quel
nome anche se non è più in vita, perchè una piccola parte di quel nome, di quella vita, di quell’esistenza, di quell’emozione
vivrà in voi finchè voi sarete vive, finchè voi anche magari dopo qualche anno donerete qualche istante del vostro
pensiero a lui, e nel momento stesso in cui penserete o pronuncierete quel nome, il vostro cuore tremerà,
il vostro corpo si riscalderà e la sua vita in voi vi darà un segno…
non cercate di ignorarlo, dategli un nome ed un posto, seppur piccolo in questo mondo in cui lui potrà vivere in voi.

Oggi, passato qualche giorno, levigato il senso di profondo disprezzo per le condizioni di parte di questo mondo
(che per altro è spesso parte che non si lamenta, forse perchè nemmeno sa il senso di farlo) ricordando questa
storia e quel sentimento che mi ha lasciato ho ripensato ad una canzone, dei Nomadi, che reputo fantastica,
una canzone che mi emoziona sempre, una poesia al sentimento della vita, alla stupidità della guerra, alla follia umana
dell’istinto senza ragione… una canzone che parla di persone senza nome, in un ambiente diverso, parla
di persone che non si conoscono mimimamente (senza nome) e che decidono di porre fine a una o più esistenze
senza farsi nemmeno una domanda…

Ogni persona che incontriamo nella nostra vita e che non conosciamo è per noi una persona senza nome, ma quella stessa persona non solo ha un nome..  ha una vita, ha una storia, ha dei legami…

infondo ognuno di noi è una persona senza nome

Vi lascio questa dolcissima canzone:

Un giro al freddo come sempre la notte
Che non ci siano guai
Un libro i guanti la cintura il cappotto
Che non si sa mai
Come son belle la montagne la notte
Quando fa freddo sai
Quando ci sono due milioni di stelle
Quando ti vedo dentro ad una di quelle
Quando il pensiero scalda per non gelare
Quando mi sveglio dentro a un letto che non c’è

E sono qui per fare anch’io qualcosa per il mondo
E quante volte ho visto facce che han toccato il fondo
Fra la polvere e la fame resto qui
Ovunque sono e resto qui
E quante gente ho salutato gente senza nome
E quanta strada ho calpestato per capire come
Come il mondo sia caduto fino a qui

Un giro al freddo come sempre la notte
Tutto tranquillo sai
La gente guarda e ti ringrazia più volte
Ma non dorme mai
Portiamo cibo coperte speranze
E qualche sogno in più
Tenendo il cuore dentro un blindato
Io sorridevo ma qualcuno ha mirato
E poi un’ombra di nascosto ha sparato
Nel silenzio del rumore resto qui

E non ho mai preteso di salvare il mondo
Perché il mio cuore mi diceva che era giusto in fondo
Provare a cambiare adesso qui
Comunque sono e resto qui
E non capisco quello sparo colpo senza nome
Anche se in tutto sai c’è sempre un ragione
Tra la polvere e la fame resto qui
Per te che sulla foto ci hanno scritto il nome
Si per te che non hai più una lacrima

Pensiero per un tempo limitato

Perchè a volte un gesto banale e futile come riparare un acquilone
si trasforma in una scena che fa contemporaneamente un male cane e riscalda tanto bene il cuore??

commuove e fa rabbia, fa male dentro e ma ti stimola, ti spinge a pensare,
riflettere e ti dona la forza per renderti conto che puoi essere migliore..

perchè questo pensiero??

ho appena finito di vedere un film con i miei bimbi, un film del 1964..

e ora, terminata la visione mi piacerebbe avere vicino a me un sacco di padri
e madri di bambini piccoli… e dirgli ciò che mi sono appena detto:

Almeno pensiamoci, abbiamo un tempo lungo ma limitato… i nostri figli cresceranno
indipendentemente dalle nostre gesta, dalle nostre azioni o in questo caso
dalla nostra consapevolezza..

un gesto banale, futile di un padre o una madre rivolto ad una banale e futile importanza
per i propri figli non è e non sarà mai solo un gesto futile e banale..

il ricordo di quel gesto o la sua mancanza spesso è un ricordo che rimane e segna
se non per sempre per lunghi tratti il rapporto che abbiamo con i nostri piccoli
perchè non è il gesto in sè ad essere straordinario o banale ma è il fatto di dare
importanza a ciò che per i nostri figli in quel momento è importante, e con essa
dare importanza a loro, fargli sentire che loro per noi SONO importanti.

Molto spesso questo tipo di sensazione cambia la storia… forse la mia vita è stata
bagnata da queste sensazioni e da queste mancanze e quindi le sento in maniera particolare
però io credo che da padri e da madri molte volte dovremmo sforzarci di vedere i bisogni
dei nostri figli non con i nostri occhi ma con i loro perchè le priorità vengono definite
anche dal momento della vita che si sta vivendo, sminuirle o non considerarle è una violenza.

Quindi quello che mi piacerebbe diffondere tra i genitori e che il tempo a nostra disposizione
per rendercene conto è limitato.. non si torna indietro…

così come piccolo potrebbe essere anche lo sforzo da compiere
ma di certo non lo saranno gli effetti qualora ne riuscissimo a prendere consapevolezza..

e quando magari vostro figlio vi chiederà durante la visione di Mary Poppins perchè state piangendo
magari rispondete semplicemente:

Cam caminì, cam caminì spazzacamin allegro e felice pensieri non ho

oppure

Supercalifragilistichespiralidoso
anche se ti sembra che abbia un suono spaventoso
se lo dici forte avrai un successo strepitoso
supercalifragilistichespiralidoso

perchè non dovremmo mai dimenticar che
Là dove il fumo si perde nel ciel
lo spazzacamino ha il suo mondo più bel;
tra la terra e le stelle di Londra nel cuor
rischiara la notte un vago chiaror.
Sopra i tetti di Londra, oh!, che splendor!”

Mary_Poppins-3

Cosa racconteremo???

E’ un immagine di cui non vorrei fare a meno

è un ricordo di cui non mi priverò mai
che sia vissuto, raccontato o visto

è parte della bellezza dell’interazione

della vita tra esseri umani.
E’ l’immagine di una persona anziana che passa il suo tempo
accanto ad una persona molto giovane.

E’ l’immagine di una persona molto giovane che passa il suo tempo
con una persona anziana.
Possiamo chimarli nonno e nipote, nonna e nipote oppure possiamo chiamarli
persone… poco conta
La potenza della voce, del racconto, delle esperienze tramandate ci fanno umani
Sono stato bambino, ho il dolce ricordo dei momenti spesi ad ascoltare i racconti degli anziani
e ho pure quello di aver visto altri bambini seduti vicino ad adulti che stavano li ad ascoltare.
Quei racconti spesso sono vita, vita vera, sono lezioni, sono spunti, sono doni, sono emozioni, sono crescita
sono passato che genera il futuro, sono una forma di presente che rimane tale anche nel futuro…

Sono estratti di vita vissuta, tra la gente, con le mani nella terra, al termine di giornate intense di lavoro, durante
dei viaggi lenti e lunghi per incontrare dal vivo persone lontane, sono sangue cuore e passione, sono vita amore e dolore,
sono proiezioni di speranza verso persone a cui saremo pronti a donare i nostri sogni con la speranza che loro possano
realizzarli..

un domani sarò anziano, e in questi giorni mi chiedo…

cosa avremo da raccontare della nostra vita?? avremo esperienze vissute da tramandare?? troppo spesso ho la sensazione che, in termini di grandi numeri, ci siano troppi no in risposta a questa domanda….

Cosa racconteremo?? Cosa di noi potremmo provare a proiettare ai bambini che magari incontreremo con quegli occhi grandi e lucenti che ci guarderanno dritti dritti nel fondo della nostra anima??
ricorderemo le risate dei post di facebook?? racconteremo di quando abbiamo ritwittato qualcuno? di quando una volta come mille altre uguali avevamo fatto l’aperitivo in centro?? quando chiamavamo sky, vodafone, mediaset o andavamo da mediaworld a comprere tecnologia??
di quella volta che si siamo commossi o indispettiti per un like o per qualcuno che non ci ha dato l’amicizia???

Cosa racconteremo??? per non spegnere la luce in quelle pupille, cosa potremmo raccontare loro che risulti interessante???

Abbiamo bisogno di vivere e forse di cambiare qualche nostro orizzonte perchè così temo che avremmo molto poco da raccontare…

tramandare
v.tr.
  1. 1.
    Trasmettere nel tempo, attraverso le generazioni (anche + a ): t. la memoria di un fatto; usanze che si tramandano da secoli; un’impresa degna di essere tramandata ai posteri;
  2. 2.
    arc.
    Trasportare, trasferire.

Sentirlo Leggere

Commentando un post ho rivissuto quell’emozione fortissima che provo utlimamente
quando sento mio figlio di 5 anni che legge ogni cosa che gli capita di incontrare.

E’ un emozione calda, caldissima che mi riempe di orgoglio… che mi fa stare bene
e che mi fa senitre felice, tanto felice e fiero di lui.

Sentirlo leggere, spesso, fa sorridere perchè legge indistintamente italiano e inglese
o sloveno (che dalle nostre parti è facile incontare nelle cartellonistiche e anche
nei supermercati) legge le lettere come sequenze e ascoltandolo pronunciare spesso mi fermo
a pensare come non sia così semplice come spesso non ricordiamo l’atto di leggere.

Come il nostro cervello abbia bisogno di regole, nozioni e memoria… ma anche di ragione..

Per una persona come me che ha la terza media e che si sta sforzando da un bel pò di tempo
di rimediare alle scelte del passato solo per quel senso di ammirazione che prova quando sente
delle persone esprimere i loro pensieri secondo logiche e conoscenze che magari non mi appartengono
sentire il proprio figlio che spontaneamente segue un percorso che lo porta ad accrescere le sue
conoscenze senza l’angoscia di farlo perchè è richiesto da qualcuno ma solo per la curiosità e probabilmente
per l’istinto di voler capire e conoscere, di non sentirsi in qualche modo escluso, dal mondo dei grandi o
per qualsiasi altro cavolo di motivo mi fa tremare, tremare di gioia o di orgoglio, non saprei nemmeno dirvelo.

A me non interessa vedere questa vibrazione, questo orgoglio e raffrontarlo sul prossimo, sui genitori degli
amici di mio figlio, sui miei di amici, su altri genitori sconosciuti, non voglio raffrontarlo con nessuno
voglio solo godermi i suoi occhi quando riesce a leggere qualcosa, voglio solo godermi le mie emozioni quando
dal suo sorriso di soddisfazione mi sento appagato dalla vita.