Archivi tag: allenamento

Forse, il vero motivo è…

Perché ho iniziato ad allenare i bambini??

Potrei descrivere tantissimi motivi e probabilmente se dovessi riscrivere questo post lo farei ogni giorno includendo qualcosa di diverso.

Oggi, adesso, mi sento di dire che probabilmente il motivo principale è perché molto spesso non mi piaceva quello che vedevo. Alcune di queste volte mi permettevo di criticare ciò che vedevo, ciò che non mi piaceva ma ogni volta poi, dopo pochi istanti mi convincevo che ero io a sbagliare… non tanto nel concetto quanto nel applicarlo.

Criticare, trovare qualcosa che non va, ipotizzare soluzioni diverse è sempre abbastanza facile.

Esistono molti modi per fare qualsiasi cosa, spesso non esiste un metodo migliore, spesso esistono metodi che funzionano e altri che non funzionano, ma allo stesso modo molto spesso i metodi che funzionano dipendono dal modo e dal contesto in cui si applicano, lo stesso vale per quelli che non funzionano.

Quindi se è vero tutto ed il contrario di tutto, ci sarà sempre qualcosa o qualcuno da criticare e quasi mai ci sarà la controprova dell’effetto della critica. Questa situazione rende la critica potenzialmente infallibile e per proprietà trasitiva (tanto cara in un era in cui c’è sempre poco tempo per ogni cosa) anche il “criticante” inattaccabile.

A seguito di queste considerazioni mi sono detto: “se vuoi permetterti di contestare e criticare almeno prova a fare di meglio… basa le tue osservazioni sulla tua esperienza, non ti sta bene così, prova a far qualcosa per cambiare. Altrimenti stai in silenzio”  o qualcosa di simile.

Ecco quindi, dopo un paio d’anni passati ad osservare attentamente diversi contesti sportivi ed educativi senza intromettermi in alcun modo, ho iniziato ad interessarmi per considerare il punto di vista di chi si trova anche dall’altra parte, dalla parte di quelli che si prendono delle responsabilità e che hanno un idea, un progetto o che sentono di poter esser utili e fare del bene, oppure dalla parte di quelle persone che hanno una passione smisurata per uno sport o per un attività tanto da sentire il bisogno di restituire parte di quello che hanno ricevuto in dono da questa forma d’arte ed amore, sofferenza e soddisfazione, sorrisi e lacrime che gli esseri umani riescono a fornire quando inseguono assieme un obiettivo.

Ho quindi deciso di seguire tutti questi pensieri, pieno di dubbi e di paure, ma altrettanto fermamente convinto di avere qualcosa da dare, da trasmettere dalle tante cose che ho ricevuto e fermamente convinto che molte volte dove uno sguardo approssimativo vede solo nero, uno più paziente magari vede un sacco di colori mescolati e nascosti che magari hanno solamente bisogno di non esser lasciati li, rinchiusi dentro un cassetto abbandonato.

La mia esperienza è ancora giovanissima in questo senso ma ad oggi posso già affermare di aver capito che

molto spesso il fatto di non spiegare e raccontare le cose significa impedirgli di esistere;

non esistono concetti scontati esistono occhi da dare in prestito;

non si tratta di speranza da affidare al vento ma di determinazione a cui affidare il buon senso