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Vita di ogni giorno

Abbandonate in un cassetto, cerco parti di me..

c’è qualcosa che non va, c’è qualcosa che non mi torna…

solitamente penso di essere una persona che va abbastanza avanti per la sua strada,
se sente di averne difronte una da percorrere e sente che sia giusto provare a seguirla.

da un paio di giorni arrivo al lavoro infastidito..
e questa è una condizione che non mi piace.

cosa mi infastidisce?? la risposta che per ora sono riuscito a darmi è anche un pò il riflesso
di un paio di commenti che ho scritto in alcuni vostri post di questi giorni…

mi infastidisce vedere attorno a me (spero di non escludermi erroneamente) le persone che vengono
al lavoro e lavorano con la testa da tutt’altra parte (o almeno questa è la mia impressione).

Non si ricordano ciò che dicono, non si ricordano quello che hanno fatto o danno da fare agli altri,
sembrano parlare tanto per dir qualcosa, non c’è progettualità, non c’è un piano, un filo conduttore
dicono cose oggi e domani si smentiscono oppure affermano di non averle dette, riescono a farlo negando pure
l’evidenza di una mail scritta..
Affidano compiti a persone che magari fanno domande logiche e naturali e loro si trovano impreparati..
ma puoi trovarti impreparato in domande inerenti al lavoro che hai dato da fare??
Ma si può recarsi al lavoro senza aver la minima idea almeno del filo conduttore della giornata?

Questo stato generale mi indispettisce.. e ciò che mi da più fastidio e che a volte il mio istinto mi dice di
adeguarmi.. ma non è così che si deve fare… non è giusto adeguarsi a qualcosa che non ti sta bene, a qualcosa
che non credi giusto..

Qundi?? “che vuoi fare il Don Chischotte??” mi è stato detto..

Ma chi ti dipinge così lo fa perchè ha ceduto prima di te, perchè ha paura
di ciò che i “don chischotte” potrebbero provocare? per scoraggiarti perchè lui non ha fatto la stessa scelta, perchè
l’ha fatta ed è stato sconfitto dai mulini? Ma se io non vinco una battaglia in cui credo e vedo un altra persona
provare a vincerla, spero vinca non spero mica perda per sentirmi sconfitto assieme a lui… o no??

Quindi in questi giorni mi sento un pò giù perchè sento di fare fatica ad andare per la mia strada, anche se sono
fermamente convinto che sia quello che voglio e devo fare… l’istinto mi porta a dire “ma chi se ne frega, faccio il mio
e che gli altri si arrangino” ma è un modo sbagliato, che non porta a niente ma sopratutto porta ad un inevitabile sconfitta
per se stessi… adeguarsi al nulla porta il nulla… non va bene… non è così che si dovrebbe rispondere…

e allora di solito quando mi capita di sentirmi così guardo due vecchie foto, di quel me bambino che non c’è più…
di un periodo della mia vita in cui contava solo ciò che contava per me, in cui ero sereno e sempre felice, in cui
quello che mi andava di fare lo facevo.. che non vuol dire non rispettare il prossimo ma seguire il proprio istinto…

quello spirito che in ogni caso mi è appartenuto e quindi fa parte di me, forse è solo momentaneamente in disordine dentro
un cassetto sepolto da tante cianfrusaglie e altre parti di me, forse devo solo far ordine… sono certo che c’è, perchè c’era..

quelle foto me lo ricordano, perchè una foto non è solo una foto, è una storia, è un ricordo, è un collegamento con una parte di noi stessi racchiude un sacco di cose… e così sò esattamente dove cercarle perchè le mie librerie fotografiche sono ordinatissime, ogni volta che mi sento che sto per smarrirmi le riguardo ed è come se ripassassi con il pennarello indelebile sopra una scritta che si sta sbiadendo per ripotarla alla luce, per ricordarmi bene chi vorrei essere e chi sto cercando di essere, non perchè essere così sia il miglior modo di essere ma semplicemente perchè è il mio modo di essere, è quello che più mi appartiene… alcuni la chiamano integrità… io preferisco non dare una definizione ma ricordarne bene le caratteristiche…

la prima foto è questa nella quale avevo “rubato” degli occhiali alla lei di una coppia di amici di familgia durante una scampagnata…

1983 Settembre

in questa foto c’è il ricordo di un periodo sereno della mia vita, un periodo in cui mi sentivo in una famiglia normale, ero un bambino normale che viveva serenamente e che si divertiva con poco, il gesto di prendere d’istinto un paio di occhiali da donna, così per giocare, per fare un dispetto, per “ridicolizzarsi senza provare vergogna nel farlo, ma solo per ridere un pò era quel non prendersi troppo alla lettera che mi è tanto caro oggi.. mi ricorda ciò che rappresenta l’ironia nella vita…

l’altra invece…

1987 Agosto
questa invece è nata sicuramente per caso o per lo stesso gioco di prima ma con il passare degli anni l’ho tramutata (senza ragione, quasi per simbologia) in una sorta di “segno” che mi ricorda sempre che l’unico modo che conosco per sentirmi bene con me stesso è quello di prendermi delle responsabilità e di vedere se sono in grado di non venir meno a ciò che comportano… mi piace e mi stimola l’idea di portare i pantaloni perchè è un modo per mettermi alla prova, per capire di che pasta sono fatto, per conoscere i miei limiti senza dovermene per forza vergognare,

mi piace prendermi le mie responsabilità perchè in ogni caso, anche in quello di fallimento, io sono convinto che ciò che ti rimane sia un insegnamento che alla fine risulta essere spesso più utile di quello ottenuto da un successo.. perchè se capisci il tuo errore puoi pensare o provare a rimediare o almeno a non ripeterlo, se nel percorso del tuo successo cambiasse una virgola rischi di esser convinto di poterlo ripetere ma quella virgola potrebbe coglierti preparato e risultare determinante.
Ed allora con quella faccia così indosso volentieri pantaloni anche se sembrano o sono più grandi di me.. è un modo per sentirmi vivo, per sentirmi stimolato e forse alla fine il migliore di tutti per arrivare a conoscermi bene…

voi, come vi tirate su il morale?? pensate anche voi a quella parte di voi che magari vi appartiene ma è sepolta nel disordine di qualche cassetto?? avete un modo per spingervi a cercarla o obbligarvi a trovarla?? 🙂

P.S. Pensavo anche che era bello una volta quando nell’angolo della foto ci si metteva il periodo… 🙂

Per voi non voglio il meglio, -Lettera per il futuro-

Per voi non voglio il meglio
[Lettera per il futuro]

Oggi, non so perchè mi è capitato di imbattermi in pensieri che riguardano il futuro.
Sarà che fuori non c’è il sole, sarà che vedere alberi fermi e cielo grigio mi proiettano
in un tempo diverso, i pensieri sono liberi di viaggiare verso orizzonti diversi e quindi
qualche minuto fa mi son perso pensando al futuro e a quello che da padre mi auguro per voi.

Voi, figli miei, Nicholas e Simone siete il fulcro di ogni mio giorno, e questo se vogliamo
è un pò scontato, siete l’impegno più grande che ho preso con la mia vita ma siete anche tutto
ciò, con vostra madre, che gli restituisce buona parte del valore che ha.

Pensando a voi e pensando, appunto, al futuro mi sono proiettato in questo pensiero.

Ho pensato, da padre, che per voi, per il vostro futuro non voglio per voi il meglio,
non vorrei darvi il meglio.

Non immagino e, non voglio farlo, una vita e un futuro in una casa lussuosa con tutti i confrort,
una carriera scolatstica con il massimo dei voti, successo nello sport, nella musica o in qualsiasi
altra cosa decidate di fare.

Non vorrei immaginarvi sempre circondati da amici, da ragazze che fanno la fila per voi,
dai migliori cibi a pranzo e a cena.

Non vorrei immaginarvi sempre sani e forti, belli e bravi, felici e contenti, ricchi e famosi.

Non vorrei immaginarvi uomini di successo, con un lavoro prestigioso o professionisti stimati.

Prese singolarmente o per un periodo di tempo mi piace immaginarvi tutto quello che ho appena negato,
ma non per sempre, non per tutta la vita.

Non riesco ancora a capire se mi sto sentendo male a scrivervi questo.. non perchè non lo pensi veramente ma perchè vorrei prima spiegarne i motivi e quindi ci provo:

Non voglio il meglio non perchè non voglio che siate felici oppure perchè non vi voglio bene, non voglio il meglio perchè credo che senza il peggio il meglio non lo si possa apprezzare ne riconoscere.

Non voglio il meglio perchè il meglio è un opposto e senza l’esistenza del suo contrario non può esistere nemmeno lui.

Inoltre non vorrei esser io a darvi il meglio ma mi piacerebbe che il meglio lo raggiungeste dopo un percorso vostro, dopo esperieze, sensazioni ed emozioni, richi, fatiche, gioie e dolori.

Credo che apprezzare il fatto di vivere in una casa lussuosa sia possibile se prima si è visto o vissuto in condizioni non sempre agiate, per apprezzare la bellezza e il confort penso sia indispensabile aver provato il disagio.

Credo che incontrare qualche difficoltà a scuola, provare la sensazione di aver fallito un test o una verifica, aver condotto un interrogazione che non è andata benissimo oltre che a renderci umani e a prepararci poi a quello che succederà prima o poi nella nostra vita, ci dia lo stimolo prima per capire i nostri errori e poi per rimediare.
Credo ci dia il modo di comprendere l’importanza dell’organizzazione, della preparazione e anche del fatto che alcune cose possano non riuscirci.

Subire qualche delusione sportiva o artistica è fondamentale per stimolarci al miglioramento e per comprendere quanto dedizione ed allenamento siano importanti, ma anche per capire che infondo la sconfitta è semplicemente uno stato mentale.
Sentire il peso, a volte il macigno del fallimento ma in esso trovare lo stimolo per reagire e non lo sconforto per rinunciare fa si che il giorno in cui quella sconfitta si trasformerà in vittoria, non solo avrete vinto ma avrete anche scoperto che siete capaci di ribaltare le situazioni e che nessuna sconfitta porta con se solo aspetti negativi.

Non vorrei immaginarvi sempre circondati da amici perchè penso che l’amicizia sia uno dei valori più importanti in assoluto nelle nostre vite ma, penso anche che, una persona che da sola non si sente mai in solitudine sia una persona che ha buone possibilità di cavarsela
in diverse circostanze, credo che un amicizia non dipenda dalla quantità di tempo dedicata a condividere ma anche dalla condivisione e il rispetto per i tempi altrui. Inoltre credo che chi è circondato da tanti amici sia in realtà una potenziale persona sola.
Per questo più che augurarmi di vedervi circondati da tanti amici preferisco creare nella mia mente la vostra immagine abbracciata a una o due figure, mi da la sensazione di un immagine che possa durare nel tempo e che contenga in esso tutto ciò che probabilmente realmente ci serve.

Non vorrei immaginarvi circondati da ragazze che fanno la fila per voi, perchè per quanto possa essere piacevole e invidiabile (da uomo probabilmente ancor più che da una donna, per questioni storiche che scoprirete, vostra madre spera sicuro il più tardi possibile)
probabilmente ha delle fondamenta che non toccano valori che il tempo non possa intaccare.
Vi auguro di incontrare e conoscere ragazze che sappiano migliorarvi e stimolarvi, che sappiano trascinarvi e farsi trascinare vi auguro di incontrare ragazze che riescano a cambiarvi l’umore semplicemente con un loro sorriso o con l’angolo di un loro sguardo rubato, spero che incontriate ragazze che vi emozionino con il solo movimento delle mani, alle quali affidare e scambiare il vostro mondo e i vosti pensieri senza perdevervi in futili ed inutili discussioni, spero incontriate ragazze con le quali costruire e condividere emozioni in qualsisi modo vogliate, spero che incontriate ragazze e che troviate il modo per conoscerle ed apprezzarle per quello che sono, per quello che nasconde il loro pronfondo che magari un giorno vi mostreranno o affideranno, Spero che vi ascoltiate senza ascoltare nessun altro che voi stessi, fregandovene altamente di quello che qualsiai altra persona vi dirà, me e noi compresi.
Spero che proverete quella magica sensazione che vi fa sentire che in un momento che tutto il mondo è rinchiuso in meno di un metro quadrato di terreno e in due anime, e che tutto il resto non conta.

In tutta onestà non so perchè non voglio immaginarvi con i migliori cibi in quanto considero il cibo uno dei piaceri della vita oltre che una forma d’arte e cultura, ma invece ora che scrivendo ci ripenso mi ricordo subito del perchè ho scritto questo.
Probabilmente se Nicholas leggerai mai questo pensiero forse ricorderai di quante volte mi sono arrabbiato, Simone dubito ma il motivo è perchè vorrei intanto che capiate che siete fortunati ad esser nati in Italia e di avere la nostra cucina come alimentazione, siete fortunati perchè a vostra madre piace cucinare e anche perchè possiamo permetterci di darvi tutti i pasti che vi servono.

Vorrei che capiate che esistono moltissimi bambini come voi che non hanno le vostre fortune, che la mamma vi prepara pranzo, merenda e cena anche se è stanca o se quel giorno non ha tanta voglia di cucinare, vorrei che capiate che mangiare anche se non vi piace molto non solo è una
cosa che fate per voi stessi ma anche qualcosa che fate come un gesto di rispetto e amore verso la vostra mamma o verso chi vi ha preparato quel cibo.
Vorrei che capiate e vi rendiate conto che nel mondo ma anche in italia ci sono persone
che non hanno la stessa fortuna per diversi motivi, economici o sociali e che, secondo me, è una forma di rispetto anche verso di loro godere di questa fortuna. Come ben sapete non sopporto che venga buttato via il cibo e che si scelga di mangiare sempre e solo quello che
ci piace di più, l’alimentazione è si un piacere ma anche un indicatore fondamentale per la nostra esistenza, da essa ne deriva non solo la nostra salute ma anche il nostro umore, alimentarsi dovrebbe essere una cultura e una condizione di rispetto per la vita e a questo proposito
mi piacerebbe che appena sarete un pò più grandi vi fermaste a pensare a quello che mangiate, da dove arriva, come mai lo trovate a tavola e se pensate che sia corretto quello che state facendo nei modi e nelle forme e facciate i vostri ragionamenti e le vostre scelte, mi piace immaginare
che ogni cosa che farete la farete non per abitudine e non senza aver ragionato qualche istante se è quello che realmente volete fare.

Non vorrei immaginarvi sempre sani e forti perchè anche la malattia fa parte della vita, come il dolore, e provarlo sulla propria pelle ci aiuta a capire quello che possono provare gli altri quando noi siamo solo osservatori.
Capire questo, secondo me, è importante perchè a volte questi stati d’animo o fisici possono esser causati anche dalle nostre parole o azioni o perchè quando ci imbattiamo in persone che soffrono possiamo avvicinarci a capire quello che stanno provando e questo inevitabilmente ci aiuta quatomeno a rispettarli.
Inoltre credo che nulla più del dolore ci avvicina al nostro essere più profondo, ci fa sentire chi siamo, quali sono i nsotri sentimenti e qual’è la nostra direzione, la cosa più difficile è riuscire ad ascoltarci, mi piace immaginare che nel futuro sarete in grado di farlo.

Non vorrei immaginarvi ricchi e famosi o uomini di successo perchè non so se sarà quello che desiderete dalla vita.. da padre mi viene da dirvi che il massimo pensiero per la vostra condizione sociale da adulti in questo momento della mia vita vi vede felici di quello che fate e non costretti a fare qualcosa per sopravvivere, un pò come facciamo noi adulti in questo tempo, felici nello svegliarvi al mattino e nel pensare che state per fare qualcosa che vi piace, qualcosa per cui dedicate oltre che tempo e tutto quello che serve dedicare,anche un pò di passione.
Mi piace pensarvi ricchi ma di sogni e di progetti, di ambizioni e di voglia di vivere e sopratutto di positività per quello che rigurda il vostro futuro
e se così non fosse, almeno mai arresi.

Tremo nel pensiero di vedervi professionisti stimati o con lavori prestigiosi perchè le ritengo condizioni figlie del tempo e destinate a morire a causa dello stesso, condizioni che sono talmente elevate da non richiedere utleriore progresso e causare quindi quella sorte di morte celebrale
che mi sembra così inevitabile… preferisco immaginarvi sempre in corsa e con un pò di salita davanti ovviamente però si tratta solo della mia speranza e del mio punto di vista, che spero di riuscire a governare e domare e non imporvi mai come una succursale di aspettativa con obbligo.

In definitiva con l’augurarvi non una vita facilissima e solo con aspetti positivi mi sento di auguravi di vivere!!!

Vi auguro di vivere e conoscere; di vivere ed emozionarvi; di vivere e sbalordirvi; di vivere, ridere e piangere; di vivere, gioire e soffrire; di vivere, trattenervi e lasciarvi andare; di vivere e di poter un giorno dire di sentirvi grati anche per i lati negativi che magari lungo il percorso dovrete o avrete affrontato.

Vi auguro sopratutto di vivere e di portarvi dietro quante più cose possibili da ricordare, che vi facciano compagnia un giorno, quando da vecchi, non aspetterete di morire, ma magari di rincontrarci.

Al tuo domani

Oggi come oggi mi piacerebbe sapere che un domani tu saprai…

ridere della cattiveria che una parte del mondo ti rivolgerà contro nel tentativo di sentirsi
più grande, più forte, più importante o più bravo di te, come se la vita fosse una gara

capire che non ha senso sprecare energie per mettersi in competizione ma mantenerle per
conoscersi a fondo, ascoltarsi, riconoscere le cose che per te contano veramente, e inseguirle

ridere con l’anima, dopo che le lacrime avranno bagnato il tuo volto, dopo che il dolore che le ha
procurate lascerà spazio al sentimento e all’emozione che infondo le ha generate.