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Oltraggio alla corte

avviso ai naviganti… post “cazzum”…. 🙂

Fiuuu che sospiro di sollievo…

da venerdì mi sono sentito come il calzolaio con le scarpe rotte…

venerdì sera avevo finito di sistemare il pc per degli amici, pronto alla riconsegna il sabato mattina..

sabato mi sveglio e il mio PC ha comportamenti anomali…

aaaahhh io che ho problemi al mio amatissimo PC…. è come un estensione del mio corpo non può essere…

oltraggio a corte!!!!

va beh.. ora dopo un giornetto abbondante di lavoretti vari per ripristinare il tutto son tornato…

fiuuu…

E guerra sia….

ok, dichiaro ufficialmente che entro in guerra…

ho atteso un mese, abbiamo provato in tutti i modi a mediare… senza risultato…ora è guerra…

“Simone, metti le calze che hai raffreddore e tosse…”
“noooooo”
“daiiii”
“noooooo” (per altro non è che dica ancora molte altre sillabe diverse da nooooo)

Abbiamo provato a metterti su 4 o 5 paia di calze contemporaneamente…. ma niente, pian pianino le togli tutte..

abbiamo provato a mettere calze e ciabatte… anche con due paia, le tue e le mie….
ma niente, ti infili sotto il tavolo, sotto le sedie o dietro le tende e le togli…

da oggi ti dichiaro guerra….

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in attesa che le ditte di cinesi che ho contattato mi brevettino le calze con le bratelle, e intanto che, ora che ti sei appena liberato nuovamente, anche dal metodo scotch di carta, e che riesco a ricatturarti e passare alla fascetta da elettricista…

ti auguro una buona notte, ma ti ricordo che da oggi è guerra!!!

La conoscete?? Word Lens (app)

Solitamente non tratto argomenti che in modo diretto mi ricollegano al mio lavoro o alla mia passione su questo blog, non ho nemmeno una categoria per farlo, ma questa volta farò un eccezione perchè penso che per chi non ne fosse al corrente questa sia un applicazione davvero molto utile e carina…

Si chiama WORD LENS è disponibile per Android e per Apple, se non sbaglio anche per Windows Phone e simili…

in pratica è un traduttore, come ce ne sono già diversi, soltanto che funziona in maniera diretta e sembra anche offline utilizzando la videocamera del vostro telefono e traducendo al volo il testo scritto in un altra lingua….

mi spiego meglio, se vi trovate difronte ad un cartello, per esempio su una porta allarmata (come quello che ho usato per l’immagine d’esempio che vedete sotto), aprite questa app, puntate la telecamera verso il cartello, scegliete la lingua origine e quella della traduzione, e come per magia il testo vi apparirà tradotto, lasciando intatto il resto dell’immagine… non bisogna scrivere nulla ne fare nulla…

mi emoziona pensare che tra non molto potremmo parlare tranquillamente con qualsiasi persona del mondo e capirci… apre frontiere molto interessanti…

Foto scattate ora sulla porta del laboratorio dove lavoro… ok, non ha tradotto antipanico ma… se avete modo provatela, credo possa risultare molto utile…

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Natualmente Modificati

Nel corso di fotografia ci è stato richiesto di provare a creare un nostro progetto, una sorta di book di forma, dimensioni e argomento libero e io ho creato intanto questo….

Booklet Naturalmente Modificati

perchè la mia deformazione professionale di tendenza informatica mi impone un approccio multitasking alla proposta quindi non ho aperto un solo progetto ma 5 diversi…e quasi contemporanei se non altro come idea

il primo ad esser ultimato è appunto questo allegato a questo post…

che ne dite, posso raggiungere la sufficenza?

Racconto la foto che racconta

Quello che volevo cercare di comunicare io con questa immagine che doveva parlare di me
è la mia contraddizione interna…

Lavoro nel settore della robotica ed automazione dopo che per più di cinque anni ho lavorato come
responsabile informatico e dopo aver fatto il disegnatore tecnico.

Di conseguenza, per lavoro e per passione sono un “tecnologo”

L’informatica e la tecnologia mi hanno catturato fin da piccolo e fortunatamente visto anche i miei trascorsi
scolastici sono riuscito a farne un lavoro che mi permette di esprimere e coltivare questa passione.

Il tablet serve a rappresentare questa passione… la tecnologia…

In contro tendenza però adoro le cose fatte all’antica, ritengo che, solo per fare un esempio le televisioni
di una volta fossero fatte meglio di quelle di oggi.. in linea generale penso che una volta si lavorasse con
il fine di fare, costruire, assemblare, vendere il miglior prodotto possibile senza compromesso alcuno, forse
anche per sentirsi i migliori… oggi invece si lavora per vendere, per vendere più possibile a qualunque prezzo.

Credo che la tecnologia vissuta come la viviamo da un lato ci migliori la vita ma dall’altro la raffreddi, ci tolga
arte e passione, ci tolga cuore e ci tolga la vera essenza della comunicazione, della condivisione.

L’emozione che ti può dare una lettera scritta a mano sarà indubbiamente superiore a quella che potrai provare
con qualsiasi mail.

Il diario che vedete in foto è una sorta di Moleskina che è appartenuta a mia bisnonna, ed è datata 1909-1911.

Meravilgioso vedere anche la calligrafia ordinata e precisa, quasi perfetta, altra arte amanuense che la tecnologia
sta facendo estinguere.

La penna stilografica è la mia, che mi accompagna quando c’è da scrivere qualcosa di importante.

L’altra penna è una penna da tablet, di altissima precisione (notate il dischetto sulla punta) che sta a simboleggiare
proprio l’avanguardia tecnologica.

Le due penne una difronte all’altra sono messe così quasi in senso di sfida, chi vincerà?? chi conta di più?
tecnologia o amore per le cose che facciamo?

Il ciuccio ovviamente è il simbolo del mio “status” di padre, e mi ricorda che questa composizione per questa foto
ho dovuta farla alle 6 del mattino perchè a casa tutti dormivano e avevo così la possibilità di comporre la foto e i suoi
oggetti…

Lo sfondo volevo modificarlo rendendolo anonimo ma non ho fatto in tempo…

La foto che racconta

Da un pò di tempo, finalmente per altro perchè è parte del sogno di una vita,
sto seguendo un corso di fotografia….

Per la lezione di oggi, come compito per casa il nostro “coach” (passatemi la
licenza, mi piace chiamarlo così) ci aveva chiesto di fare una foto che seguisse
alcune regole che ci aveva indicato durante le parti di studio della storia della
fotografia e dei grandi fotografi.
Lo scopo del compito non era solo seguire quelle regole ma sopratutto portare una foto
che raccontasse qualcosa di noi.

Una volta portata l’avremmo fatta vedere a turno a tutti i presenti e oguno di noi diceva
cosa quella foto comunicava e poi alla fine l’autore avrebbe raccontato agli altri
quello che voleva comunicare..

io ho portato questa..

Immagine

vediamo come la interpretate voi, ovviamente se vi và… 🙂

Occhi al futuro, perchè…

Occhi al futuro2

Occhi al futuro.

Occhi al futuro perchè viviamo il presente per costruire in esso il nostro futuro.

Per chi frequentava già “Solo un’opinione” questo primo post sarà forse superfluo, per chi non
mi conosceva affatto sarà un modo per iniziare a conoscere il pensiero di chi si nasconde dietro i
testi di Occhi al futuro.

Mi chiamo Erik e ad oggi ho 34 anni, sono sposato e padre felicissimo di due bambini,
Nicholas di 5 anni e Simone che ha da poco festeggiato il suo primo anno di vita.

Sono Friulano ma di orgine promisqua con parenti diretti o meno che variano dal sud italia, alla
croazia, dal veneto all’australia alla toscana.

Apro questo blog e chiudo il mio primo blog “storico” Solo un’opinione perchè ho interpretato un passaggio
di piattaforma come un segno del destino. Un cambiamento che non poteva avvenire indolore, un cambiamento
che è stato imposto e che non ho mai richiesto perchè non ne avevo mai sentito la necessità.. ma un cambiamento
che cambiava, molto, troppo di ciò che era la mia vita e la mia routine su Solo un Opinione.

Riprendere tutto in mano, adattarlo alla nuova piattaforma, cercando di ricostruire ciò che è già c’era, cercando
di creare una sorta di clone per dare continuità è una cosa che non mi piace fare, mi sembra troppo innaturale
e io sono per la naturalità delle cose.. di tutte le cose…

andare contro corrente non fa parte della mia filosofia di vita, se non in nome dei principi morali o in
opposizione agli atteggiamenti distratti e abitudinari della massa. In questi due casi andare controcorrente
diventa, per me, praticamente un esigenza.

Da cinque anni a questa parte la mia vita è profondamente cambiata, perchè ho sempre visto, sentito e voluto vivere
l’esperienza di genitore, di padre, di responsabilità di una famiglia con il massimo impegno e con la massima determinazione
e di certo non è una cosa ne semplice ne leggera da fare. Ci sono modi e modi di fare i genitori, di educare e perfino di
mettere al mondo dei figli, un modo soltanto però secodno me è quello per cui tutto ciò ha un senso, ed è quello che
ci potrà far dire un giorno, guardandoci allo specchio ” ce l’ho messa davvero tutta “.
Costa perchè richiede tempo, fatica e un sacco di attenzione, richiede di mettere al primo posto della tua scala valori
il futuro.. è inevitabile che sia così, ma non il tuo futuro quello di tua moglie, dei tuoi figli e il tuo, ma anche
il futuro delle persone che ti circondano, ti senti coinvolto in un compito che alla fine risulta essere molto impegnativo
perchè non devi solo pensare ad aiutare il bambino che hai a vivere in una società fatta di tante persone diverse, devi anche
lasciarlo libero di espiremere la propria personalità senza rinchiuderlo nelle regole ma riuscendo a trovare il modo di fargli
capire che vivendo in una società fatta di persone il rispetto di alcune regole è fondamentale tanto quanto una buona educazione.

In questo senso mi sento di dire che ad oggi, il mio pensiero più grande e la mia attenzione è dedicata al futuro, al futuro dei
miei figli.. sperando di poter contribuire nel nostro piccolo come famiglia a renderlo dignitoso.

Ochi al futuro quindi, almeno nelle intenzioni di oggi, sarà rispetto a solo un’opinione probabilmente più incentrato su questo
aspetto, rispetto alla società in generale e alla filosofia di pensiero su cui ho costruito solo un’opinione… poi siamo uomini,
l’evoluzione della vita, si sà è imprevedibile…

Per me è anche un pò una sfida visto che non parlo facilmente del mio privato per scelta studiata e motivata (a me stesso, sia chiaro)