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Bambini e regali

Probabilmente nel mio blog non ho mai parlato di questa cosa…

non sopporto i giocattoli per bambini… o meglio…

solitamente girare per gli scaffali dei supermercati nel reparto giocattoli
mi indispettisce…

o meglio ancora, mi fa piacere vedere i bambini correre su e giù eccitati alla visione di quel
mondo infinito di suoni, colori, materiali

ma quando si tratta di scegliere un gioco per i miei figli oppure un regalo di compleanno per
i loro amici, per quelli più stretti almeno, in un angolo della mia mente mi sale lo sconforto…

la maggior parte di quei giochi sono o un ammasso di plastica che a breve si romperà, oppure le copie di giochi di vent’anni fa con una piccola modifica sui personaggi.. raramente trovo qualcosa che mi colpisce per innovazione, fantasia o stimoli che può fornire ai nostri bambini…

Esitono ovviamente e fortunatamente negozi che trattano prodotti dedicati ai bambini e costruiti
pensando al loro bene e non alla propria soppravivenza economica.. ma diciamo che nel mercato globale sono esempi di minoranza.

Quindi mi piaceva lasciare qui per voi un idea regalo che magari in molti conoscete già ma che può essere qualcosa di carino anche per “unire” la famiglia e un produttore di idee che cura anche l’aspetto mentale e manuale con tantissime idee anceh per i più piccoli.. e per quei genitori che credono nell’aspetto educativo del giocare assieme ai propri figli.

Il primo è un regalo che abbiamo fatto diverse volte ed è questo:

I Rory’s Story Cubes

cubi-storie

In pratica una serie di dadi con raffigurati diversi soggetti (divise per macro argomento in ogni confezione) che vanno tirati sul tavolo e usati come spunto per inventare una storia…

le varianti possono essere davvero molte, si possono creare storie vocali, fumetti, si può creare una storia combinando un pezzo per ogni partecipante, usarli per recitare ecc ecc…

l’idea è coinvolgente perchè fornisce quello spunto necessario ad azionare la fantasia anche per i bambini meno liberi e sognatori…
il secondo è il catalogo o sito di http://www.opitec.it dal quale si può richiedere il catalogo…

oltre le cose di bricolage e docoupage principalmente dedicate alle signore, c’è una sezione molto bella di giochi e idee per bambini… che ne stimolano la manualità e li indirizzano a concetti di fisica, meccanica, elettronica.. e i prezzi sono secondo me a portata
Ecco ci tenevo a condividere con voi questi spunti e magari di conoscere il vostro pensiero e magari le vostre fonti… se vi va…

Campeggio e Relax a Rovigno

Dopo qualche anno siamo tornati a vivere l’esperienza del campeggio che per altro io adoro.

Complice un offerta non prevista abbiamo cambiato la nostra tenda (che da coppia era perfetta ma da nucleo di 4 persone molto meno) e senza previsioni siamo partiti nei primi 4 giorni utili…

Con una piccola parte di dubbio per la reazione dei piccoli alla vita di campeggio abbiamo deciso di andare a Rovigno in Croazia, un pò perchè raggiungibile in poco tempo da casa e un pò perchè conoscendo bene il territorio era la meta vicina che ci sembrava migliore per vivere quest’esperienza.

Io ho sempre adorato il campeggio e ho sempre pensato che sia molto educativo per i bambini…

l’esperienza è andata benissimo, loro erano entusiasti e sono stati bravissimi

è stato molto rilassante e rigenerante per me, 4 giorni senza notizie, tv, cellulari, computer…

sono rilassato e felice, e quindi vi lascio qui ciò che in questo momento meglio descrive il mio stato d’animo..

Rovigno -17 Rovigno -83 Rovigno -85 Rovigno -148 Rovigno -192 Rovigno -248 Rovigno -336 Rovigno -351 Rovigno -383 Rovigno -387 Rovigno -388 Rovigno -392 Rovigno -408 Rovigno -429 Rovigno -450 Rovigno -480

Lo spettacolo delle Frecce…

Ieri a Grado abbiamo ammirato questo, e ci tenevo a rendervi partecipi anche se in piccola parte (@kikka dedica particolare a te e tuo figlio, pensavo di trovarvi tra il pubblico) :

Frecce a grado -113 Frecce a grado -120 Frecce a grado -137 Frecce a grado -145 Frecce a grado -147 Frecce a grado -155 Frecce a grado -157 Frecce a grado -160 Frecce a grado -163 Frecce a grado -165 Frecce a grado -169 Frecce a grado -171 Frecce a grado -172 Frecce a grado -174 Frecce a grado -183 Frecce a grado -186 Frecce a grado -190 Frecce a grado -191 Frecce a grado -195 Frecce a grado -202

per chi vive dalle mie parti magari non è una novità assoluta, capita spesso infatti che quando vado a lavorare nella sede in provincia di Udine, lungo la strada, di imbattersi negli allenamenti delle frecce, però al gran completo sono sempre spettacolari…

Liebster award

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Eccomi qua ad adempire al compito assegnatomi da heipenny del blog https://ilmondodelleparole.wordpress.com

Le domade poste e le risposte:

Qui sotto il regolamento da seguire:
– usare l’immagine sopra riportata
– rispondere alle 10 domande
– nominare altri 10 dieci blog e avvisarli
– porre 10 domande a questi blogger.
1. Il vostro più bel ricordo?

Beh, io credo che a questa domanda bisognerebbe rispondere più o meno ogni giorno della nostra vita,
oggi può essere uno, domani un altro, dopodomani lo stesso del primo giorno, tra tre giorni uno non
ancora citato… il mio rapporto con la memoria è molto libero per lei.. io assecondo…
in questo preciso istante mi viene in mente una notte di ritorno da una festa paesana, in bicicletta
con i miei migliori amici, a cantare (forse meglio urlare) per le strade di campagna “Twist and Shout”.
In se il ricordo potrebbe anche sembrare banale e stupido, ma quella sera in quel preciso istante, in quelle
urla, in quel sentimento di libertà che avevamo sulla pelle, in quell’unità che ci legava e che resiste ancora
oggi, c’era forse il riassunto delle nostre vite, del nostro passato e del nostro futuro.. straripava da noi
quel legame potentissimo che è l’amicizia, che non si pone domande che non cerca risposte, che esiste e basta..
che da per sempre qualcosa di speciale…

2. Se potessi cambiare casa, dove andresti ad abitare?

Premettendo che in termini assoluti si può quasi sempre cambiare casa, direi che potendo farlo con semplicità e
senza controindicazioni, beh, farei qualcosa di questo tipo: cambierei totalmente caratteristiche geografiche
ogni 5 / 10 anni… quindi ora poniamo che vivo in un paesetto, vivrei 5 anni in una grande città, 5 in un montagna,
5 al mare, 5 in riva ad un lago, 5 vicino ad un bosco,5 su un albero, 5 sotto un vulcano, 5 in una barca, 5 su un camper itinerante..
poi beh… non so quanti altri 5 potrei aver davanti..

3. Se potessi entrare in un film e viverlo, quale film sceglieresti?

Senza nessun ombra di dubbio “Elizabethown”

4. Immagina di poterti trasformare in un animale: quale animale diventeresti?

Mi piace pensare alla pantera nera, per la sua atleticità, per il suo essere elegante, per la sua vita
fatta di astuzia.. per quegli occhi su quello sfondo nero…

5. Una persona con cui puoi parlare davvero di tutto?

beh, su questo devo confessare un “segreto d’infanzia”… nel senso che uno dei miei sogni è sempre stato quello di incontrare prima o poi nella mia vita una persona con cui parlare di tutto… immaginavo una figura di un vecchio saggio, con barba e bastone, di quelli che vivono ai piedi delle montagne raccontati in tante storie… alla fine questa esperienza di blogger ha in parte colmato questo desiderio, nel senso che ho incrociato un sacco di persone e parlato di un sacco di cose.. quindi ho incontrato più un luogo che una persona… però chissà magari in futuro…

aggiungo sempre “in confidenza” che probabilmente alla fine sono io quello che non è ancora pronto a parlare di tutto, ci sono certi lati di me che tengo oscuri anche a me stesso e probabilmente per poter parlare di tutto con qualcuno bisogna anche esser pronti e disposti a farlo a nostra volta… in alcuni casi mi sento ancora molto legato alle mie paure, e credendo molto nel destino forse il mio incontro portà avvenire solo se riuscirò a superare queste paure..
6. Se vincessi un milione di euro, per cosa li impiegheresti?

beh, ci sono due cose che farei con un pò di soldi a disposizione… la prima è “inventarmi un attività” perchè ho sempre pensato che lavorare sia un modo per valorizzarsi, per dare un senso a molto del nostro tempo, per mettersi in discussione, conoscere, conoscere e ancora conoscere persone, argomenti, situazioni…
la seconda è rispondere un pò con i fatti alla domanda 2 e viaggiare, perchè sono convinto che nulla può “arricchirti” come il viaggiare, vedere e conoscere… non necessariamente persone..
7. Il regalo più bello che hai ricevuto?

Questa domanda mi mette molto in difficoltà, nel senso che ho sempre avuto problemi a ricevere i regali, a liberare le mie sensazioni verso il regalo o verso chi me l’ha fatto… preferivo che l’attenzione venisse distolta da me nel minor tempo possibile, preferivo tenere private le mie sensazioni… quindi diciamo che ritenendolo un dono, a fronte delle mia vita, direi la malattia di mia madre.
8. Se potessi conoscere un personaggio famoso, chi vorresti incontrare?

Non saprei scegliere, perchè di quelli famosi conosciamo il loro lato famoso ma non il loro vero io,
in ogni caso mi verrebbe da dire qualcuno che è stato famoso ma che ora è dimenticato… ho la sensazione
che avrebbe cose molto interessanti da raccontare…
9. Un sogno ancora da realizzare?

ne ho a centinaia, potrei scrivere per ore… te ne racconto uno su tanti, poter arrivare ad un determinato punto della mia vita in cui i miei figli sono autonomi e sereni nelle loro vite, e io con mia moglie possiamo vendere la casa e tutto ciò che abbiamo, e salute permettendo, possiamo dedicare il tempo che ci rimane a viaggiare intorno al mondo e vivere di ciò che il viaggio ci potrà dare…

10. A quale di queste domande hai preferito rispondere?

a tutte, attraverso le domande mi conosco, mi interrogo, mi scopro.. rispondo sempre volentieri alle domande, di ogni tipo… 🙂

non nomino perchè molti di quelli che nominerei sono già stati nominati in passato recente o meno, lascio in ogni caso le mie domande così chi vorrà rispondere potrà farlo qui o a “casa sua” :

1) in una foto o ritratto, come ti piace vedere il volto di una persona?

2) osservando un albero che si contorce per la forza del vento, quali sensazioni provi?

3) quando decidi che vuoi sentirti meglio, qual’è la prima cosa che fai?

4) cos’è un ingiustizia?

5) se vedi unite in armonia persone di razze diverse… sorridi, ti stranisci, ti soffermi o …..

6) racconta una tua particolarità o gesto anticonformista

7) cos’è la professionalità?

8) In base a quali criteri scegli quale abbigliamento o colori indossare

9) qual’è l’abitudine, la routine o la cosa che più di ogni altra ti fa sentire libero/a?

10) se ti guardi allo specchio vedi.. e/o vorresti vedere…

Riflessioni in vacanza..

La cosa più bella delle vacanze è senza dubbio il tempo trascorso con i miei mostriciattoli.
Due settimane nelle quali si vive fianco a fianco dal primo sguardo del mattino all’ultimo della sera.

E così, li scopri, li conosci per lati che inevitabilmente lavorando durante la settimana
finiscono per sfuggirti, per mancarti…

Hai tempo per osservarli, per provare a capire cosa si nasconde dietro i loro movimenti, dietro le loro gesta,
dentro i loro “capircci”.. li puoi osservare senza che loro se ne accorgono e provare a disegnare i mille mondi
possibili nelle loro teste.

Puoi giocar con loro, abbracciarli, arrabbiarti e farli arrabbiare, puoi insegnargli delle cose, spiegargli delle altre,
farti insegnare e apprendere osservando.

Puoi rivedere te stesso, o l’immagine che la tua mente dipinge del tuo ricordo di te bambino, puoi rivedere tratti
della tua infanzia o lacune della tua vita colmate dalla loro.

Puoi notare ciò che non sei mai stato o ciò che eri… puoi vedere le similitudini e le differenze…

Puoi ammirarli perchè li vedi crescere, da piccoli indifesi li scopri forti e autoritari,
puoi invidiarli perchè li vedi felici osservare i loro genitori e giocar con loro e non riesci a distinguere se nella tua
mente ci sia più malinconia per quelle immagini che non ricordi di aver vissuto o gioia perchè sei riuscito a far si che loro
quella mancanza non la conoscano.

Puoi intenerirti perchè il loro essere bambini li rende vulnerabili e a volte impauriti e indifesi davanti al mondo
puoi irrigidirti perchè li vedi ripetere le cattiverie del mondo che li circonda

Puoi impaurirti quando ti giri in mezzo la folla e per un attimo non li vedi, puoi
innervosirti quando quotidiani gesti di sana inciviltà vengono compiuti sotto i loro occhi…

Tutta la normale giornata si bagna di possibilità che la rendono unica, occasioni uniche per vedere e scoprire
lati dei tuoi figli che mentre lavori ti rimangono inevitabilmente oscuri.
La cosa che mi è personalmente piacuta di meno, che mi ha fatto riflettere è stata un altra famiglia che per qualche
tempo si è trovata vicina a noi dove i genitori si muovevano dal loro posto soltanto per fare alcune delle attività
collettive organizzate, rigorosamente separati e rigorosamente senza bambini…

Spesso sgridavano i loro figli perchè non volevano partecipare alle attività dei mini club, rifiutavano sempre di giocar con loro perchè dicevano di esser stanchi e che le ferie servivano per riposare, le faccie tristi dei bambini o le lacrime non facevano altro che peggiorare la situazione..

premesso che ognuno dovrebbe essere libero di vivere la propria vita nel modo che ritiene più opportuno la riflessione che queste scene mi ha portato a fare è che “il tempo non torna più”.. e se è vero che non sempre stare con i bambini è facile, spesso è molto stancante, e anche dispendioso in senso di energie ma altrettanto spesso oltre ad esser gratificante e a volte perfino necessario è una vera e propria opportunità…

per tutti i motivi descritti sopra…

i bambini crescono, da quel che si dice lo fanno pure molto in fretta, il loro bisogno di “presenza” e la nostra opportunità
per viverli è adesso più che mai e in quella fase dove i genitori e la famiglia rappresentano la base anche vuota se volete su cui costruire la loro vita futura…

questo non vuol dire rinunciare a vivere la propria vita ma vuol dire, secondo me, trovare il modo per viverla
consapevoli del fatto che di quella vita loro sono parte integrante.

Consapevoli che c’è un tempo per ogni cosa e che ogni terreno deve essere curato perchè in futuro sia in grado di sostenersi..
consapevoli che c’è un determinato periodo di tempo in cui noi possiamo e forse dobbiamo seminare molto, costi anche sacrificio e tempo perchè presto ciò che è fatto è fatto e non si tornerà mai indietro, ma tutta questa consapevolezza dovrebbe esser vissuta come stimolo non con angoscia ma con amore perchè infondo è la cosa migliore che possiamo dare, ognuno a suo modo, anche in quello che altri potrebbero giudicare sbagliato o mal interpretare ma non esiste interpretazione personale di sacrificio nei gesti che dedichiamo ai nostri figli…

e non c’è regola o regolamento che ne determini modi e risultati c’è solo la sensazione di cercare di fare del nostro meglio
con occhi al presente e pensieri al futuro.

La cosa più bella delle vacanze è stata quella di sentirsi più che mai una famiglia, una famiglia felice di stare assieme…

Vacanzeee

Lascio un saluto a tutti, si parte per le vacanzeeee…..

ci si ri”vede” tra due settimane…  auguro a tutti voi di trascorrerle serene e il più possibile allegre, come dovrebbe esser l’estate….

a presto!!!!

Elizabethtown: Oggi alla radio ho sentito una canzone che mi ha riportato ad un’emozione..

Oggi alla radio ho sentito una canzone che mi ha riportato ad un’emozione..

legata alla visione, qualche anno fa, di questo film… mi sono sentito in dovere di omaggiare questo evento ripescando la recensione che scrissi sul vecchio blog, perchè certi film non si dimenticano perché certe emozioni durano per un sacco di tempo…

perché evidentemente il caso non esiste..

ELIZABETHTOWN

citando Steve Jobs: “Siate affamati, siate folli” poi capirete perchè…

(ovviamente se non avete visto il film non leggete quanto scritto sotto, vi toglierebbe molto del gusto, guardatelo e poi tornate a rileggere se vi va…)

Se un film è un pezzo di vita, un racconto di vita, un frammento di vita, un immagine, un sogno,
un ambizione, un desiderio la visione di questo film ne racchiude senza troppi virtuosismi tecnici
ma con assoluta semplicità la magia, il segreto della la magia della vita stessa.
Forse per qualcuno potrebbe essere retorica, per me non lo è.
Vi siete mai chiesti perché esistano persone che riescono a condurre una vita definibile “nell’ombra”
e a ritenersi veramente felici con quello che noi definiamo poco e come mai non esistano persone
che pur vivendo nella ricchezza e nel potere riescano a non esser felici della stessa felicità
e non abbiano mai il tempo di usufruire di ciò che hanno?? questo ovviamente se si osserva un pò in profondità.

elizabethtown_poster.jpg

Che cos’è che rende grande o magica una vita? Secondo me la qualità (e probabilmente anche la quantità) di emozioni che si provano nel percorso.

Poi, ovviamente, ogni persona ha i suoi parametri di qualità.

ElizabethTown ha racchiuso in se e mosso nella mia mente un sacco di cose, ha aperto riflessioni su un sacco di argomenti, ma la cosa che citerei sopra a tutte è che nell’immedesimarmi nel racconto e nei pensieri che ne scaturivano mi ha donato quella sensazione che io definisco sempre magica di senso della vita e di libertà.
Il fatto è che persone e vite così esistono, sono possibili per quanto molti aspetti tentino di convincerci o noi stessi ci auto convinciamo che siano solo “favolette”. A statistica può anche esser così ma questo avviene, a mio avviso, soltanto perchè convincendosi che quella sia
la realtà ci si impedisce da soli ti vedere oltre le mura di questa realtà.

La stessa definizione del termine follia, per come la vedo io, non fa altro che confermare questa tesi:

“La follia viene identificata come una mancanza di adattamento che il malato mostra nei confronti dell’ambiente”

Mancanza di adattamento?? adattamento è una parola orribile…per l’applicazione che ne abbiamo fatto nella storia. Malato?? siamo sicuri che si tratti di malattia? non è che viene considerata tale una qualsiasi diversità pronunciata che esce da schemi e regole? proseguiamo con la definizione:

“La follia può manifestarsi come violazione delle norme sociali, compresa la possibilità di diventare un pericolo per se stessi e gli altri, anche se non tutti gli atti sono considerati follia “

Se non è pericoloso allora non è follia? e che cos’è pericoloso? qual’è il confine?? immagino che sia considerato fuori confine tutto ciò che lascia segni fisici…però non credo sia una cosa molto corretta.

Quindi, tornando un po alle sensazioni del film, considerare la storia una follia, o fantasia, è un po come togliersi da soli la possibilità di vivere anche solo piccola parte delle emozioni che vedendo il film si possono provare. E’ una reazione umana, per carità, ma questo non ne giustifica affatto l’attuazione.
Il film è una commedia che scorre rapida, leggera e veloce ma in realtà per come l’ho visto io è tutto ciò che cerco dalla vita, forse non è giusto dire il senso della vita, ma ciò che alla vita da un senso, ciò che la differenzia da altre, ciò che la rende unica a suo modo ciò che la rende come qualcosa per cui andar fieri, ciò che un domani ti potrebbe far dire, non ho buttato via il mio tempo.

Veniamo ora, probabilmente, finalmente agli argomenti del film.

Il film inizia con Drew che racconta il suo fallimento sul lavoro, il suo fallimento nel suo lavoro, quindi argomento successo e lavoro.
Credo che “il lavoro nobilita l’uomo” nella maniera in cui contribuisce ad aumentarne la conoscenza, permette di metterci del proprio per creare o migliorare oppure fa si che lo stesso dia un risultato che porti al reale miglioramento delle condizioni di vita di qualcuno.
Il lavoro come strumento per realizzare qualche forma di concretezza non il lavoro come unica possibilità di sopravvivenza o di indicatore del tenore di vita. Credo che l’esempio della fama, sembra a livello almeno nazionale, seguita dalla produzione di un modello di scarpa di ginnastica
sia in qualche senso un allegoria. Forse molto spesso ci prendiamo troppo sul serio e attribuiamo importanza sotto forma di indispensabilità a cose che in realtà di fondamentale hanno molto poco.
Credo che la scelta della scarpa voglia solleticare quelle menti che vivono il lavoro e di conseguenza il successo e la retribuzione come massima forma indicativa del valore della persona, del prodotto e di conseguenza della vita… può la sbagliata progettazione di una scarpa restituire tutto questo fallimento e gravare sull’economia di un azienda in questo modo? ovviamente no, ma, quali sono le cose che realmente possono nutrire questi effetti sull’opinione pubblica?? un modello di Iphone? una borsa di Luis Vuitton, un televisore sony, un modello di mercedes??

Quali sono i reali confini del fallimento di un prodotto? di un uomo che lega la sua immagine a quel prodotto? Credo che in realtà nessuno possa rischiare così grosso, allo stesso tempo credo però che molte persone si sentano di poter rischiare cosi grosso oppure sentano il peso di una
possibilità simile.

Questo tipo di approccio mentale al lavoro ci porta inevitabilmente a perdere i reali confini con la qualità della nostra vita con le persone, le situazioni e gli eventi che ne determinano proprio quella qualità che tendiamo ad esigere senza impegnarci per raggiungere.
Questa immagine viene messa in luce proprio in un momento successivo del film, di cui vedremo proprio un estratto.

* SUCCESSO

“Il successo, il successo e non la grandezza era l’unico vero Dio che il mondo venerava” e proprio questa affermazione racchiude ciò che per chi condivide ideali di vita simili ai miei, è il principale motivo dell’insoddisfazione generale dell’essere umano; ricercare la felicità sul successo
che si ha sulle altre persone, sull’immagine che hanno di noi, su quanto possiamo incidere sulle loro vite, dimenticandoci così di incidere sulle nostre.

* PREGIUDIZI

Questa scena apre il discorso sui pregiudizi che si chiuderà alla fine del film.
Quello che comunemente un essere umano penserebbe se si trovasse a vivere questo momento è molto probabilmente qualcosa come “questa è pazza, perché non mi lascia in pace?” e probabilmente in quel momento stesso si impedirebbe di vivere ciò che il
protagonista vivrà in seguito. Questo avviene perché difficilmente abbiamo la serenità necessaria per accettare di dover cercare di capire cosa si nasconda dietro le gesta e le parole delle persone che si discostano anche in maniera minima dagli standard a cui siamo abituati.

La diversità richiede introspezione e il nostro approccio alla vita spesso non ci concede il tempo da dedicarle.

* PARENTI

Mi sono sempre chiesto cosa fosse quella misteriosa energia che porta gli essere umani quasi a prendere posizioni così assurde e importanti difronte ad una persona che ha perso un suo caro parente o amico, spesso anche senza sapere che rapporto ci fosse tra i due.
Sembra che il farsi riconoscere come persone importanti per il deceduto sia un modo per rendere merito allo stesso o per alleviare l’eventuale sofferenza all’erede. Un altra cosa che mi colpisce è come debba quasi sempre esserci l’evento dell’addio per permettere alle persone di raccontare, parlare e far conoscere una persona, come se fin tanto che la stessa è ancora in vita risulti inutile e
noioso cercare di conoscerla e di capirla. Siamo strani noi umani no?

* BUGIE OBBLIGATE

Bella questa parte che mette in luce come siamo per “tradizione” spinti a mentire agli altri e anche a noi stessi, a travestire delle nostre mancanze e delle nostre, se vogliamo responsabilità, con i sta venduti abiti della menzogna retorica. “Conoscevo molto bene mio padre, era mio padre” come se fosse un obbligo, come se la cultura sociale cattolico cristiana abbia inculcato nella nostra mente
che sia un qualcosa di obbligatorio conoscere e onorare un padre, che amarlo voglia dire questo, in qualsiasi caso, tanto da farci sentire in colpa se gli eventi della vita (scelte volontarie o meno) ci portano ad uno stato diverso da quello indicato, beh, allora noi dobbiamo sentici in colpa e nascondere questa scomoda verità con una bugia, retorica e preparata, che però a chi l’ascolta non fa male e non fa venire dubbi… è quello che vuole sentirsi dire.

Curioso tra l’altro il fatto che il cugino che per tutto il film è dipinto dagli sguardi degli altri familiari come un fallito e un cattivo educatore per il padre invece non ricorra a questa abitudine e non solo capisca che Drew gli sta mentendo ma oltre a gettargli in faccia con dolcezza la sua verità lo sconfessa senza paura di ferirlo. E allora dove stà l’educazione e il senso della vita?

* ANCORA PREGIUDIZI

…Secondo me chi non capisce che cosa sta dicendo è un altro…

Ancora una volta la figura del cugino che passa secondaria nonostante i fortissimi messaggi di primaria importanza.
Se non rispetti le regole che sono state imposte scritte o meno tanti anni fa, non si sa bene da chi;
se non ti comporti come la gente si aspetta, se non imiti anche senza capirne il senso o i motivi che ti dovrebbero portare a comportarti come da esempio, ecco allora che “la gente”, “la massa” è portata a giudicarti in modo negativo e lo fa con ipocrisia e leggerezza semplicemente perchè non solo non capisce perchè ti distingui ma non vuole nemmeno provare a farlo, non è disposta a mettere in gioco ciò che ha sempre visto e ripetuto come un automa.
Io credo invece che questo padre potrà trasmettere, con tutti i suoi difetti, delle sfumature sulla vita a suo figlio se lo stesso saprà sfruttare gli potranno fornire un occhio diverso sui fatti della vita da quello che inevitabilmente fornirà la massa della gente che nel suo percorso incontrerà.

* SENZA SCHEMI

Claire è senza dubbio una ragazza che vive fuori dagli schemi, vive la vita e i rapporti umani in un altro piano rispetto a quello che ci viene normalmente proposto e abitudinariamente imposto. E’ avanti, è un passo oltre..in altre parole per la norma è una pazza, anormale folle ragazza senza strutture mentali. Contro la retorica, contro i pregiudizi, contro la conformità e a favore
della vita, delle sue scoperte e delle sue magie. Non subisce il concetto di tempo, non di preoccupa delle reazioni e vive l’amore il suo amore verso Drew nel modo più bello, naturale e incondizionato possibile. E’ proprio l’amore incondizionato che simboleggia con la sua vita, i suoi comportamenti e i suoi gesti; quell’amore che non è un contratto, che vive e che può vivere anche senza chiedere nulla
in cambio, perché il vero amore si nutre di se stesso non di quello che riceve in cambio di manifestazioni o gesta; quello è l’amore indottrinato non l’amore incondizionato.

Claire segue le sue sensazioni, il suo destino anche quando sembra che Drew non lo veda, non lo comprenda e non sia interessato. Non farà scenate, non si getterà nello sconforto, non ci saranno scene melodrammatiche o auto crocifissioni; continuerà per la sua strada, quello che sente sarà quello che donerà e quello di cui si nutrirà, l’amore incondizionato è la forma più nobile e veritiera di vivere questo sentimento nella vita, e noi siamo sempre troppo lontani da questo traguardo, e non sempre la colpa è unicamente nostra.
Certe situazioni, certe emozioni nella vita possiamo viverle soltanto se usciamo dagli schemi, se non stiamo troppo tempo a pensare alle regole alle norme del buon costume a tutti i paletti e pareti che anni di storia dell’umanità hanno costruito nel tempo forse cercando il bene forse provando invidia per quelle persone che riescono a vivere qualcosa in più che non è replicabile secondo regole precise ma secondo interpretazioni e libertà dai confini mentali e morali della conoscenza.

* LORO IL COLLETTIVO

Loro, la gente, il collettivo non avrebbero mai detto di fare quello che Drew e Claire hanno fatto o stanno facendo, non fa parte delle cose abituali, non fa parte di quelle cose che certe persone non accettano, farsi trascinare da istinti ed emozioni, seguire le sensazioni senza cercare di spiegarsele, di razionalizzarle, di comandarle non fa parte delle cose che fanno loro, che fà la gente, che fa il collettivo.
Loro non vanno in contro a situazioni che qualcuno non ha già vissuto, raccontato o giudicato; loro non lo fanno e di conseguenza tutto ciò che potrebbe uscirne è qualcosa di impossibile, insensato, folle… ancora una volta dico:     “siate affamati, siate folli”

* LA VERA GRANDEZZA

Questione di punti di vista, di principi e ideali sui quali costruiamo le nostre vite. Io sono senza dubbio dalla parte di Claire, la grandezza di un uomo, inteso come essere umano, maschio o femmina che sia non sta nel successo che ottiene verso o dalle altre persone, dalla posizione
sociale che riveste o da quanto può spendere per consumare i suoi desideri, ma sta nella qualità e nell’orizzonte della sua vita. Un grande uomo è colui che riesce vedere oltre la materialità dei beni di consumo, a non soffrirne la mediocrità e leggerezza della gente che lo circonda e riesce
a concentrarsi, dedicarsi e ricercare quelle cose che senza chiederti niente in cambio riescono a darti la sensazione più grande, bella e importante che l’uomo può conoscere nella vita e che non può replicare in nessun modo artificiale che è l’emozione.
In questo senso quello che rappresenta Claire nel film è indiscutibilmente un contenitore di emozioni, una sorgente di indizi e di indirizzi per catturare e vivere emozioni, una di quelle persone che uscendo dallo standard imposto dalla civilizzazione ti può trasportare in viaggi e scoperte
in orizzonti invisibili anche soltanto parlando, anche senza che ci sia nessun contatto.

* PREGIUDIZI…CONTINUA

I pregiudizi fanno si che la donna che ha sposato mitch per la gente sia quella che l’ha portato via da loro, i pregiudizi fanno si che che per giustificare questo egoismo si prendano a pretesto piccole sfumature per creare grandi storie, i pregiudizi fanno si che si giudichi da una
parte o dall’altra senza conoscere, senza chiedere e senza comprendere, fanno si che si eviti un problema scappando ed evitando che quella che
oggi è una situazione che in qualche modo non era prevista e non ci piace possa diventare un qualcosa che invece che rovinarci ci migliori ci completi. Siamo talmente stupidi che non riusciamo ad evitarli questi pregiudizi, e spesso ce ne rendiamo conto solo quando anche volendo
non possiamo più farlo. Li subiamo chi più chi meno tutti nella nostra vita, cosi come tutti siamo in grado di riconoscerli ma quasi nessuno è in grado di opporsi, il perché ad oggi, per me, rimane un enorme mistero.
“ci vuole tempo per tirare fuori la gioia dalla vita”

* IL VIAGGIO

Credo che sia un regalo che tutti dovremmo farci prima o poi, e magari anche più volte nella vita, un viaggio che sia in macchina, in aereo, a piedi, in bici o in qualsiasi mezzo possibile ma che sia un viaggio da soli, con noi stessi, con la nostra vita e con i nostri pensieri.
Poche cose sono più utili e importanti di questa pratica. Nel film si parla di un viaggio in macchina, e il viaggio è stato preparato nei singoli dettagli perché completa la storia e la straordinaria follia di Clarie, ma inevitabilmente si nota come questo sia possibile perché evidentemente quello stesso viaggio è stato fatto prima dalla stessa guida.

Questo racchiude il senso del viaggio, del viaggio in noi stessi e nella nostra storia, del viaggio che non ha un inizio e una fine ma che ha un percorso che si crea e compone nel corso dello stesso.
Anche questa volta uscire dagli schemi, viaggiare e lasciare che siano pensieri, sensazioni e situazioni a disegnare quel percorso che in fondo è e sarà esclusivamente nostro e fatto per noi.

* FIASCO

“Nessun vero fiasco è mai derivato dalla mera ricerca del minimo indispensabile”

Orizzonti di vita, scelte… queste sono vite con qualcosa in più

Poi viaggiando con la mente tra le scene minori c’è realmente di tutto, tutti i tipi di vita, dagli sciacalli che recuperano quasi tutto l’arrendamento che Drew al momento del pre-suicidio lascia nel cassonetto sotto casa;
dal bambino che che cerca di mettersi in mostra e di stare al centro dell’attenzione per sentirsi
più importante dal padre, al padre che per stare con il bambino ha sacrificato il suo sogno di musicista
e non passa giorno in cui non si compianga dimenticandosi di osservare che il suo rapporto con suo
figlio non è quello che vorrebbe.
Dal ragazzino emulatore che concentra fino a quel momento la sua esistenza nella stessa passione che ha reso così famoso drew, perdendosi così molti dei momenti che per cronologia dell’esistenza crescendo non potrà vivere mai più; al militare impostato che parla con un discorso registrato.
Dal ragazzo in procinto di sposarsi che metabolizza le emozioni di una persona che non conosce forse per sentirsi partecipe, forse per dare segni alla sua coscienza, forse solo per istinto o per ubriachezza; ai pregiudizi che inevitabilmente muovono le gesta di tutti noi e che fanno si che la Hollie la moglie di Mitch venga giudicata senza esser conosciuta.
Dalla sua presa di coscienza e volontà di comprendere e rendere omaggio a suo marito purtroppo soltanto dopo che lo stesso è venuto a mancare alle infinite vite che un uomo solo lascia nelle persone in cui incontra e alle diverse sfumature che dona ad ognuno di loro.

Nel film c’è davvero di tutto, e ancora non sono riuscito a spiegarmi, o meglio, ad interpretare a mio modo la scena della videocassetta che trasforma un gruppo di chiassosi ragazzini in un silenzioso sciame di docili esserini.


Quando leggo tra le varie recensioni “road movie originale e divertente” nella mia mente si scatena una domanda:
“sono pazzo io o non ho capito nulla del film?” credo siano abbastanza vere entrambe le possibilità di risposta, di certo appena mio figlio inizierà il periodo di fiabe, racconti e cartoni animati con morale, tra pinocchio, biancaneve e moby dick non gli farò mancare nemmeno questo film che forse di cose da insegnare ne ha non solo per chi si aspetta un “road movie originale e divertente”

“Siate affamati siate folli” perché solo un certo tipo di follia permette di vivere un certo tipo di emozioni,
e solo un certo tipo di emozioni permettono di dire che la vita è un meraviglioso percorso da disegnare su un foglio bianco.

Il Crom Award: novità!

Trattasi di un premio nuovo di zecca e nato davvero per gioco, ideato dal suddetto Gianni
e al quale partecipo volentieri, anche grazie alla nomina di Bianca, ricevuta dal suo blog https://bloom2489.wordpress.com.

Le regole, rigorosamente copiaincollate dal copiaincolla precedente sono:

Scegliere solo cinque e non più di cinque blog, se vorranno saranno loro a premiare gli altri.

Che fare? Se si riceve, come minimo bere da una coppa di bronzo, combattere con spade a due mani,
leggere fantasy di quella dura, mandare al diavolo chi non ci sta bene, affrontare serpenti di quindici metri…

Cosa dire? Niente, qui non si ringrazia nessuno 🙂
Niente assegnazioni parimerito, niente scuse per chi non si premia.
Si deve solo mettere il link a chi vi ha segnalato a Crom!

Altro? Sì rispondere SEMPRE a questa domanda:
avete un libro o un film o tutt’e due che vi ha portato a leggere?
Citateli e dite cosa è successo dopo.

potete anche interrompere la catena di premiazioni ma dovete spiegare il perché!

Sui punti preliminari mi trovo in estrema difficoltà, in ufficio non ho coppe di bronzo, non so tenere una spada a due mani,
i fantasy non sono il mio genere preferito, rischierei di mandare al diavolo il 98% di quelli che ho attorno, se ci fosse un serpente di 15 metri non sarei di certo il primo ad affrontarlo…che poi non è detto che abbia intenzioni peggiori di quelle di uomini tra il metro e i due metri…

Venendo al punto del premio:

Io credo che a portarmi a leggere sia stato un mix di eventi… ma non ci sia un libro o un film che mi abbia indirizzato..la cessazione dell’obbligo a farlo, la possibilità di scegliere cosa leggere e quando e poi la curiosità di conoscere la vita sotto altre forme rispetto a quelle che erano davanti ai miei occhi giornalmente. Niente più dei libri poteva soddisfare questa esigenza.

Da piccolo ricordo che a casa dei miei nonni c’era una grande libreria e in camera di mio zio oltre ai testi scolastici c’era una collezione infinita (almeno così la vedevo io) del “trittico fondamentale”, come lo chiamava lui….
topolino, tex, diabolik.
io sfogliavo e leggevo solo i diabolik, li preferivo perchè trovavo più affascinante e misterioso il contenuto rispetto agli altri due… ho sempre sentito una certa seduzione verso il noir.. 🙂 le menti geniali anche in applicazioni malvagie sono sempre state come calamite per me, poi non nascondo che il fascino misterioso di eva kant (anche se bionda) aiutava ad alimentare il tutto…

Se devo però indicare un libro che posso associare alla conoscenza del gusto della lettura indico, se non sbaglio ne avevo già parlato ma non ricordo se su questo blog o su quello vecchio, il libro cuore..

ad indirizzarmi verso la ricerca di costruire un ideologia di vita attraverso la lettura fu invece un altro libro della biblioteca dei miei nonni… un libro sulla vita di David Crockett..
per le nomine oggi penso a:
https://tuttolandia1.wordpress.com/

https://aidamillecento.wordpress.com/

https://soliloquioincompagnia.wordpress.com/

https://raccontidalpassato.wordpress.com/

https://afinebinario.wordpress.com/

Leggi e Vivi Tag di 25 domande sui libri

Ringrazio Lucia e il blog di Lucia 🙂 https://liloyblog.wordpress.com/
che mi ha taggato con un nuovo tag creato dalla blogger di https://raccontidalpassato.wordpress.com
Questo tag è dedicato a tutti i blogger che amano leggere e scrivere ed è composto da 25 domande sui libri.
Le regole di questo tag sono molto semplici :
* nomina almeno 5 blog a cui fare le domande
* cita sempre il blog che ha creato il tag
* ringraziare con un articolo il blog che ti ha taggato
* avvisare i blog che hai taggato

Ecco le domande:

1) Come scegli i libri da leggere?
In genere sono loro che scelgono me… capitano nel mio destino o almeno questa è la percezione che mi piace avere…
da un estratto, da un racconto, da un immagine, da uno spunto, dalla citazione dell’autore.. in qualche modo mi si presentano davanti nei momenti della giornata o della notte… e se capitano non posso ignorarli
2) Dove compri i libri: in libreria o online?
Ho una storica libreria di fiducia che cerco di non tradire, se devo proprio farlo li acquisto in viaggio quindi quando non potrei essere in quel momento nella “mia” libreria oppure da internet così da rendere più impersonale il tradimento..
3) Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro oppure hai una scorta?
Beh, un tempo si, da quando sono diventanto papà ho acquistato diversi libri senza esser riuscito ancora a leggerli
4) Di solito quando leggi?
Attualmente quando tutta la famiglia dorme e io per qualche strano motivo non sono ancora crollato… quindi molto raramente 🙂
5) Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro?
Si, nel senso che nella mia biblioteca ci sono pochissimi volumi corposi, quelli dall’aspetto di arma contundente..
questo perchè mentre leggo viaggio anche fuori dalla storia e se il libro è troppo massiccio e con troppi personaggio rischio di perdermi o di perdere il senso della storia.
6) Genere preferito?
Visto il metodo selettivo credo che sia complicato stabilire un genere… solitamente sono incline a restare affascinato dai libri di viaggio (sia geografico che metafisico 🙂 ) o legati ad esperienze di vita
7) Hai un autore preferito?
Ho una preferenza generale per gli autori latini..
8) Quando è iniziata la tua passione per la lettura?
Quando è finito l’obbligo scolastico.. per assurdo quando ho inziato a lavorare ho iniziato a leggere…
9) Presti i libri?
Generalmente no, in generale non sono una persona gelosa, presto facilmente di tutto, i libri però faccio fatica a prestarli, piuttosto li regalo.
10) Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme?
Assolutamente uno alla volta
11) I tuoi amici/famigliari leggono?
Direi che siamo sul 95% no…. famiglia e amici, tutto incluso…
12) Quanto ci metti mediamente a leggere un libro?
Dipende dai periodi, ora una vita, prima un paio di giorni al massimo
13) Quando vedi una persona che legge (ad esempio sui mezzi pubblici) ti metti immediatamente a sbirciare il titolo del suo libro?
Assolutamente sì sempre!!! osservo anche le varie espressione e molto gli occhi di chi legge… cercandone il riflesso dell’emozione
14) Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvarne uno soltanto quale sarebbe?
Impossibile… impossibile che avvenga e impossibile sceglierne uno…
15) Perché ti piace leggere?
Perchè mi porta in uno stato in cui mi trovo bene, anche nella tristezza, perchè da forma alla mia ideologia, la vita senza confini prestabiliti, l’unico confine è il limite oltre il quale la nostra mente non vuole o non riesce a spingersi..
16) Leggi libri in prestito (da amici o dalla biblioteca) o solo libri che possiedi?
E’ capitato ma se posso evito, per paura di rovinarlo, per paura di rubare o sentire i sentimenti rinchiusi del suo proprietario.
17) Qual è il libro che non sei mai riuscito a finire?
Non mi è mai successo di accanirmi, quindi non saprei cosa rispondere… posso dire che quello che ho finito con la sensazione più amara è stato “mille giorni di meraviglia”.
18) Hai mai comprato un libro solo perché aveva una bella copertina, e cosa ti attrae nella copertina di un libro?
Per la copertina no, per il titolo si… mi attrae il titolo, ma se mi accorgo che la trama mi porta lontano dall’aspettativa che il titolo ha generato in genere non lo compro.
19) C’è una casa editrice che ami particolarmente, e perché?
Onestamente non ho mai fatto caso alla casa editrice.
20) Porti i libri dappertutto (ad esempio in spiaggia o sui mezzi pubblici) o li tieni “al sicuro” dentro casa?
Assolutamente no, la lettura per me è un momento di massima intimità (con me stesso e con ciò che mi circonda), io leggo sempre in assoluta solitudine, se posso nella penombra oppure tra la natura, ma cerco sempre anche in questo caso di non essere vicino ad altri esseri umani.
21) Qual è il libro che ti hanno regalato che hai gradito maggiormente?
Non ho ricevuto molte volte libri in regalo, anche per i motivi della domanda 11… se devo sceglierne uno direi “le nebbie di avalon” ma non solo per il libro, quando per quello che rappresenta la sua scelta e chi me lo ha consigliato.
22) Come scegli un libro da regalare?
Anche qui d’istinto… se un libro mi porta in qualsisi modo ad una persona (perchè me la ricorda, perchè secondo me racchiude il consiglio per affrontare un problema che la stessa sta vivendo oppure perchè in qualche modo mi sembra di ritrovare parte della sua vita o di quella che io identifico in lui/lei) ecco che il libro mi indirizzerà al regalo.
23) La tua libreria è ordinata secondo un criterio, o tieni i libri in ordine sparso?
Allora, in passato era in rigoroso ordine di genere, di emozione… oggi è in ordine sparso un pò per spazio, un pò perchè affido al destino anche quest’ordine…

24) Quando leggi un libro che ha delle note, le leggi o le salti?
Dipende dal libro, può capitare che le salto per leggerle poi tutte assieme alla fine oppure può capitare che le leggo quando l’autore potrebbe aver previsto vadano lette.. anche in questo caso seguo l’istinto…
25) Leggi eventuali introduzioni, prefazioni e postfazioni dei libri o le salti?
Oh le leggo, assolutamente, ma sempre alla fine, sempre dopo aver letto tutto il libro…
non so perchè, diciamo che è il mio approccio con le persone, con le storie, con la vita.. prima quello che c’è da dire… poi i dettagli su chi l’ha detto e magari il perchè…

Per questo tag sento di nominare:

http://zuccazoe.wordpress.com/

https://tuttolandia1.wordpress.com/

https://aidamillecento.wordpress.com/

https://ilmondodelleparole.wordpress.com/

https://bloom2489.wordpress.com/

https://nonsonoipocondriaco.wordpress.com/