di Rami in controluce

In questo periodo dell’anno capita spesso che quando finisco di lavorare nel tragitto verso casa il mio sguardo venga catturato, forse sarebbe meglio dire rapito, dall’immagine in controluce dei rami spogli degli alberi che hanno sullo sfondo
paesaggi con cieli dai colori impressionanti.

Non so dirvi come mai ma la vista della sagoma della struttura dei rami neri perchè visti in silhouette rispetto al colore ancora abbastanza luminoso del cielo, mentre tutto attorno è solo penombra mi ha sempre emozionato.

Questi frattali naturali, così perfetti nel loro chaos geometrico, nella loro irripetibilità
Questo contrasto di ombre e luce, questo nero così freddo e vuoto e questo sfondo dai colori così profondi..

Quella sensazione di vita e morte, di odio e amore, di passione e freddezza che queste viste mi provocano rallentano la mia percezione del tempo.

E’ come se in quei momenti nonostante la mia vita scorre scandita sempre da minuti e secondi, una parte di me si trovasse in un altra dimensione in cui il tempo non è più così importante, in cui non ci sono suoni e rumori in cui non c’è nulla se non che qualche strana forma di emozione

e così, in questo periodo dell’anno quando il freddo si fa sentire e la voglia di uscire magari viene meno, queste  immagini mi regalano sempre una strana sensazione di libertà.

19 pensieri riguardo “di Rami in controluce”

  1. Hai ragione, danno un senso di libertà soprattutto quando li vedi piantati nell’immensa schiena di una collina o nelle sconfinate pianure che si aprono ai lati della strada.
    Questa sensazione la provo quando viaggiando vedo il monte Pollino che si apre davanti l’autostrada. E’ enorme, maestoso e soprattutto imperioso e mi da un senso di sconfinatezza che neanche saprei descrivere.

    questo è ciò che si vede quando intraprendi il percorso verso nord.

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      1. Se passi con la macchina lungo la strada noterai distese sconfinate di pianure che, durante l’estate, sono coltivate con meloni e pesche. Queste pianure si perdono a vista d’occhio e combaciano proprio con le pendici del Pollino. Quindi la differenza è netta: pianura e subito dopo montagna. Come se non bastasse ci sono piccoli agglomerati di case e di fattorie che dalla strada le abbracci con un solo sguardo, mentre in realtà distano fra loro parecchi chilometri. E’ una sensazione di infinito e di immensità che non saprei descrivere, proprio come i rami spogli delle tue immagini.

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      2. l’italia è un paese meraviglioso, in ogni luogo che ho visitato ho visto e vissuto emozioni pure, senza che nessuno me le raccontasse prima, senza che nessuno stabilisse un itinerario… i luoghi da te descritti mi mancano ma prima o poi colmerò questa lacuna…

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  2. bellissime immagini, belle le tue parole.
    Io ti direi che gli alberi emozionano perchè sono libertà. Pur stando radicati danno vita, riparano vite, ondeggiano al vento procurando suoni gradevoli, si vestono, si spogliano, se li abbracci senti la vita.

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