Il più grande insegnamento

Il gioco della pallina

 

Non ho molti ricordi a cui attingere, dopo i miei 8 anni la quantità di situazioni tali da
scateare un ricordo, specie se la ricerca è riferita ad un ricordo piacevole non sono
molte però quel ricordo racchiude il più grande ed importante insegnamento che ho ricevuto nella mia vita, quello che ha dato il là alla persona che sono oggi, quello su cui si basa ogni mio rapportami con gli eventi della mia esistenza.
“Giochiamo???”

“Si, dai, giochiamo un pò… vai a prendere una pallina”

e io corsi in camera a recuperarla, sì, perchè quando un bambino è felice.. corre..

ci sedemmo per terra, in cucina, io vicino l’ingresso e lei sotto la finestra.

“Passiamoci la pallina facendogli fare un solo rimbalzo, un rimbalzo sul pavimento e deve
arrivarti in mano”

“ok, ok, capito”

e così iniziammo a giocare.
Ora, non c’è niente di speciale in questo gioco, ma per un bambino è speciale giocare con i
propri genitori, spesso non serve altro. Io ero già felice.

Ma questo non rimase mai solamente un gioco.

Dopo qualche minuto in cui ci scambiavamo la pallina, mia mamma iniziò a variare un pò le condizioni del gioco.

“ora facciamo fare alla pallina due rimbalzi”

“ora deve farne tre”

“ora nuovamente due ma devono essere molto alti”

“ancora due ma molto bassi”

“adesso cambiamo pallina, vai a prenderne un altra, diversa”

“ora fai attenzione, far fare due rimbalzi alti a questa pallina sarà diverso da prima, questa
è più grande e meno rimbalzina, bisognerà usare più forza”

“adesso proviamo a passarci la palla facendola rimbalzare sul vetro del forno, attento perchè
ora la traiettoria è in diagonale, devi consideare forza e distanza”

poi, si alzo, prese una sedia e la mise tra di noi

“adesso la pallina dovrà fare un rimbalzo, passare sotto la sedia e finire nelle nostre mani”

e proseguimmo così cambiando sempre le situazioni e cercando di capire cosa dovevamo cambiare per far si che la pallina giungesse nelle nostre mani.

Giocammo moltissime volte a questo gioco e a poco a poco non era solo lei a stabilire le regole ma anch’io… ci inventavamo “missioni” sempre più complicate.
Ecco questo credo che sia stato per me il più grande insegnamento che ho ricevuto nella mia vita, questo è il più bel ricordo che ho di mia mamma…
Il gioco della pallina non era solo un gioco, era un modo per prepararmi alla vita.

Non so quanto fosse voluto e quanto potesse essere visionario oppure reale, non so quanto sia frutto della mia fantasia e quanto della sua reale volontà, di certo però so che quel gioco cambiò e segnò la mia esistenza e il mio modo di affrontare le cose.

Per riuscire nel gioco della pallina bisognava osservare e studiare il rapporto azione/reazione non solo della pallina stessa, ma anche di tutti i componenti con cui essa entrava a contatto, per raccogliere il lancio bisognava ipotizzare la traiettoria.

Il lancio della pallina prevedeva un analisi delle caratteristiche della stessa, un analisi dei materiali e degli effetti degli stessi rapportati a quelli con cui era fatta quella pallina, le traiettorie ad angolo ti portavano a dover comprendere la correlazione tra forza e distanza tra accelerazione e decelerazione.
Il variare dei materiali e delle dimensioni ti induceva a rivedere tutte le considerazioni fatte in precedenza e basate sull’esperienza della pallina che avevi usato e che conoscevi.

Gli ostacoli di volta in volta aggiungevano o modificavano le condizioni di contorno che potevano confermare e modificare tutte le tue sicurezze sulle caratteristiche della traiettoria che avrebbe compiuto al pallina.

Oggi, ogni volta che ci ripenso mi dico “la vita è la stessa cosa, se la si vuol vedere così, è come il gioco della pallina”
Sarebbe potuto essere solamente un gioco, ma mia mamma mi abituò a pensare a quello che stavo facendo e a quello che quello che pensavo e facevo avrebbe prodotto..

E così il gioco della pallina oltre ad essere il più bel ricordo che mi lega a lei è quello che cosidero il più grande insegnamento ricevuto

27 pensieri riguardo “Il più grande insegnamento”

  1. Non ricoro particolari momenti di gioco con i miei genitori, tranne mio padre che un paio di volte – al massimo 3 – mi accompagnò a giocare a pallone.
    L’educazione dei miei genitori fu differente: guardare fuori, uscire in giardino, leggere i libri, trovando sempre l’aspetto ludico durante l’apprendimento.
    Specialmente mia madre da questo punto di vista fu impareggiabile.

    Piace a 3 people

  2. ricordo di una volta che avevi accennato a questo gioco… lo trovo incantevole e meraviglioso! Credo che tutti i giochi, rivisti con gli occhi di adulto siano in qualche modo un insegnamento alla vita… da bambini… non ci si pensa molto, si immagazzina come ci si disseta con l’acqua senza ragionare molto sul percorso che può fare al nostro interno: questo credo sia la meraviglia dei giochi. 🙂

    Piace a 1 persona

      1. il gioco è come una rappresentazione, semplificata e “leggera” del reale… leggera perché le conseguenze dell’errore non saranno MAI “tragiche” o quantomeno non devono esserlo… giocando impariamo a muoverci nel mondo, impariamo a relazionarci con le persone e le cose… anche il semplice gioco del bambino piccolo di buttare gli oggetti a terra… in qualche modo gli da un confine ( oltre al pavimento difficilmente vanno le cose) e se usassimo oggetti frangibili capirebbero meglio le conseguenze della rottura delle cose ( ma questo è ancora un altro discorso)

        Piace a 2 people

  3. Un bel ricordo, momenti di vita familiare che non sfuggono al tempo.
    E ricordarla adesso pensando ad una pallina che rimbalza unendo il vostro gioco è un regalo che fai a te e che hai fatto a noi.
    Un abbraccio Erik 🙂

    Piace a 1 persona

  4. La delicatezza del tuo racconto dimostra come ancora una volta ci sia nel mondo gente che ama crescere i suoi figli rispettando le distanze e l’età che essi hanno. Spesse volte un figlio viene lasciato alla mercè dei computer, oppure rinchiuso davanti alla tv perché qualsiasi cosa faccia può creare danni. Ecco. Mi hai aperto la scatola dei ricordi….

    Piace a 1 persona

    1. Sai, durante il funerale mi è capitato di incontrare persone che non avevo mai visto prima che mi raccontavano episodi legati a mia madre che mi hanno fatto molto pensare, mi hanno descritto una persona che praticamente io non ho mai conosciuto… e questo mi faceva contemporaneamente un bene dell’anima e un male cane… è stato molto strano nei giorni seguenti analizzare questa situazione… però sul dono assolutamente, condivido..

      "Mi piace"

  5. Veramente una bella metafora di vita se tu uomo ora riguardi e ricordi quel gioco… vero hai ragione la vita è cosi!
    E quanto è bello ripensare a questi momenti passati con I genitori…
    Ciao erik. Scusa l’assenza sto tanto impicciata col lavoro…

    Piace a 1 persona

  6. Bellissimo ricordo bell’insegnamento. a mia madre non piaceva giocare, penso che avesse poca fantasia, non riusciva ad immedesimarsi nelle situazioni del gioco, né nelle parti, restava estranea, i ricordi più belli riguardano le tenerezze che ci scambiavamo quando ero molto piccola… lei di pomeriggio si sdraiava sul letto per fare un pisolino e io planavo fra le sue braccia per farmi coccolare.

    Piace a 1 persona

    1. infatti lo considero un enorme dono, per me e per lei.. ogni persona è fatta a suo modo ed è un pò l’estratto della vita che ha vissuto.. le coccole sono un elemento essenziale per una crescita positiva, a mio personalissimo avviso.. 🙂

      Piace a 1 persona

    1. Grazie mille per il tuo commento!!! mi fa sorridere (nel vero bene del temine) leggere mente “superiore” perchè la società l’ha sempre ritenuta malata di mente attribuendogli la schizzofrenia paranoide… in alcuni momenti anch’io ho avuto il sentore di una mente diversa.. di una mente che non ha mai accettato certe “ingiustizie e assurdità” del mondo che ha a suo modo deciso di non accettare compromessi, di non stare al gioco… alle volte procurava spavento, altre ci si potevano trovare spunti geniali…

      Piace a 1 persona

      1. Sai qual’è l’errore più grande che si possa commettere? Incasellare ogni cosa negli standard della società di massa. La società non è un parametro valido per capire cosa è prezioso e cosa no, anzi il contrario. La società manda avanti solo idee e persone che sono utili ad un’idea di conformismo di massa. Se lavori 6 giorni su 7, vai a messa la domenica, ti fai una famiglia, consumi quello che ti dicono di consumare, acquisti una casa col mutuo, paghi le tasse, leggi i giornali, guardi Sanremo e vai a votare allora sei “normale”…in altre parole, come dici tu, “stai al gioco”. No grazie, io a questo gioco di morte non ci sto. Il mondo lo hanno cambiato i “folli” che è sinonimo di “geni”, coloro che riuscivano a guardare la vita con occhi diversi ed hanno creato cose meravigliose, piccole o grandi che siano state…

        Piace a 1 persona

Rispondi a TADS Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...