I colloqui con gli insegnanti:

Sottotitolo: Forse dovrebbero riguardare più i genitori che i figli..

 

Questa volta ho preferito il silenzio ma avrei avuto un sacco di cose da dire…

Non so se sia giusto o meno, so però di avere un idea ben chiara e precisa riguardo gli argomenti sentiti e trattati in questi giorni da diversi genitori con cui ci siamo trovati a parlare riguardo i colloqui con le maestre nelle scuola dei miei figli.

Mi gira per la mente un unico pensiero primario: ma siamo sicuri di renderci conto di quello che è il bene per i nostri figli???

Alcuni discorsi che ho sentito sono davvero stati disarmanti, da lasciare senza parole..

Ma questo vuoto non è dato tanto dall’argomento in se o dal contesto, che in alcuni casi potenzialmente potrebbe anche essere legittimo ma per quelle che sono le informazioni in mio possesso credo che trarre qualsiasi conclusione, sia di assenso o di dissenso verso quanto ascoltato sia poco intelligente.

Ciò che mi spaventa, ma spaventa veramente è ciò che ruota attorno a queste argomentazioni e forse ancora di più ciò che viene ignorato totalmente da questa abitudine di distogliere l’attenzione da quello che dovrebbe essere invece il fulcro naturale.

Per esempio:

CASO A- Hai visto la provetta di storia?? ma come si fa a chiedere quanti decenni sono un ventennio se a scuola hanno spiegato soltanto cos’è un decennio??

CASO B- XX mi ha portato a casa la verifica di matematica, aveva sbagliato 20 sottrazioni e 10 addizioni, ma era andata male a quasi tutti, quindi sono tranquilla…

CASO C- Io non lo so, ha dato 5 perchè ha sbagliato tutte le moltiplicazioni, ma su tutte aveva in pratica moltiplicato solo le unità, non aveva solo capito il metodo altrimenti sarebbe stato tutto giusto…
Allora ora o io sono strano o qui c’è davvero qualcosa che non funziona… tutti che giustificano i propri figli e che accusano le insegnanti… eppure io vedo così logico

CASO A- Il fatto di non aver citato precisamente la domanda e la risposta a scuola non impedisce ai nostri figli di pensare o almeno di provare a farlo, di ripercorrere quanto appreso e provando appunto a pensare cercare di trovare una risposta con gli elementi che hanno a disposizione, non sarà poi una tragedia se non ci riescono ma potrebbe diventare
un problema se non si abituano almeno a provarci.

CASO B- Il fatto che l’attenzione vada all’esito generale non esclude il fatto che da genitore dovrebbe interessare maggiormente, ci sono stati 30 errori, ci siamo chiesti almeno perchè?? a cosa sono dovuti?? il fatto che 50 persone sbaglino 30 cose non
dovrebbe essere una sorta di nota di merito quanto una sorta di allarme o almeno monito per chiarire… poi noi abbiamo un figlio e credo che il nostro primo interesse dovrebbe essere capire cosa non è chiaro a lui piuttosto che giustificarne il numero di errori
relazionandolo agli altri

CASO C- Qui siamo alla follia più pura, ma se questa persona ha un problema ad un braccio e il medico sbaglia e gli opera la gamba alla fine dell’operazione non si lamenterà perchè sosterrà che se le avesse operato il braccio il problema sarebbe stato risolto oppure
agirebbe per vie legali richiedendo probabilmente la pena di morte per il medico??

 

O almeno il beneficio del dubbio possiamo concederlo??

 

In tutti e tre i casi, che sono solo alcuni esempi delle cose che ho sentito, nessuno che si preoccupasse dei motivi che hanno indotto il proprio figlio all’errore ma sopratutto che nessuno che pensasse a come eventualmente porvi rimedio, tutti intenti a cercare un
responsabile come se la sua identificazione fosse la soluzione del problema…

Ma i genitori mandano a scuola i figli per cercare di assicurarsi a seconda del loro andamento una posizione nella società dei genitori degli alunni della classe XX o per cercare di dar loro delle basi che gli servano per identificare un percorso, una passione
un possibile futuro che li veda in grado di avere gli elementi per gestire situazioni, pratiche e problemi che la vita gli presenterà?

Qualche giorno fa mio figlio ci ha portato a casa da far firmare la verifica di matematica, quando qualche giorno prima gli abbiamo chiesto com’era andata aveva risposto “bene, era facilissima”… è andata bene ma ha sbagliato un esercizio e noi abbiamo avuto l’impressione che l’errore era dovuto a scarsa attenzione e al fatto che non aveva riletto… non abbiamo dato colpa all’insegnate ma abbiamo parlato con lui evidenziando il nostro pensiero… nei modi che abbiamo ritenuto idonei (emoticon: ghigno malefico)

Sembra che a nessuno interessi veramente se il proprio figlio è in grado di apprendere, se magari ha qualche difficoltà se è attento o distratto, sembra che l’andamento scolastico debba essere garantito da una sorta di integrità referenziale che il figlio ha in quanto figlio del genitore stesso e per tanto non possa presentare problemi e difficoltà che se si manifestano sono dovute a carenze dell’insegnate o del sistema scolastico.

Chi mi conosce e segue da tempo sa quanto io sia ostile con la scuola e il sistema scolastico che a mio modo di vedere presenta grossi problemi ma quando sento queste storie mi vien da pensare che ci sono lacune e problemi ben peggiori al di fuori del sistema scuola,
che oltre ad interessarmi in quanto parzialmente coinvolto mi interessano perchè sono le basi su cui si fonda la società di domani, quella nella quale dovranno vivere anche i miei figli.

Sorvolando volutamente l’argomento “alleanze tra genitori nelle crociate” contro qualsiasi papabile essere vivente (a volte anche no) a cui attribuire le colpe dell’esistenza crudele del concetto di valutazione….

Quindi mi vien da pensare che i genitori hanno molti più problemi della scuola e dei figli stessi..

44 pensieri riguardo “I colloqui con gli insegnanti:”

  1. Ben venuto nel club…..
    la mia sofferenza ogni qualvolta mi debba trovare ad affrontare gli altri genitori, sale a dismisura…….
    ormai ho uno scudo che fa da filtro e mi metto in modalita’ silenziosa.

    Ai miei figli da ormai 8 anni per il primo e 6 per la seconda, ogni volta che parlano di una verifica la prima cosa che chiedo loro e’ :
    ” sono errori che potevi evitare? se la risposta e’ si chiedo loro se e’ per la poca concentrazione se la risposta e’ no , chiedo loro su quale argomento hanno fatto l’errore invitandoli ad andare il prima battuta dall’insegnante a chiedere una nuova spiegazione e il seconda a me.
    Vorrei che imparassero ad avere consapevolezza dei loro gesti e delle loro azioni.

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      1. e’ piu’ facile proteggere i propri figli per nascondere la verita’ che e’ difficile da affrontare piuttosto che entrare dentro il problema.
        e’ meno faticoso .. piu’ immediato giustificarli piuttosto che affrontarli.
        Cresscono cosi’ …… e questa cosa e’ davvero dannoso per quei figli che poi dovranno diventare grandi e non sapranno come affrontare le cose se non proteggendosi da loro stessi.
        E’ pieno al mondo di persone cosi’ .. scriverei per ore sull’ argomento ma meglio non tediare.. piu’ del dovuto

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      2. però credo sia altrettanto importante evidenziare che quello non è proteggere i propri figli… quello che non capisco bene è quanto sia un potenziale dove anche solo provare a far notare ciò che non torna e quando si sconfina nell’invadenza… perchè di fatto i figli degli altri non sono i nostri, ma un domani saranno membri della nostra società e su quella in cui anche noi stessi dovremmo confrontarci…

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  2. Io sono molto contento che mio figlio vada alle superiori, per (finalmente) evitare di sentire tutte queste sciocchezze uscire dalla bocca di (alcuni) genitori.
    Ne sentirò altre, ma sarà di genitori che non conosco (o conosco poco) per cui mi immagino non si prendano la confidenza di raccontarmi tutte le loro paturnie.

    Mi sono accorto, scusa il pulpito, che in effetti nella generazione 30-50 enni di oggi vi è una ignoranza abissale, unita ad un senso (immotivato) di superiorità che porta a classificare sempre come giusto ciò che loro pensano, ed errato tutto il resto.
    Manca tra l’altro il rispetto, verso tutti. In questo caso verso gli insegnanti, categoria mai come oggi vituperata e mai sufficientemente tutelata.

    Non so se tutto questo sia figlio di una ‘opulenza’ nata negli anni ’80 e ’90, con generazioni abituate da anni ad avere tutto il necessario, ma questo modo di pensare (superbia arroganza ed igoranza sono un mix micidiale) mi deprime e mi preoccupa.

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    1. pur facendo parte della generazione che hai citato, condivido al 100% il tuo pensiero… il rispetto è una cosa “tragica” nella mia generazione, in tutte le direzioni… e pensare che dovrebbe essere un valore primario…

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  3. Condivido…io sono una di quelle che fuori dal portone se ne resta in un angolino, sperando di non essere “pinzata” da altre mamme e dover sentire lamentele su ogni cosa…
    Credo ci sia anche una sorta di “fusione” tra genitori e figli… che inizia con parole tipo ” mi mangia”, “mi dorme”, “mi sporca” e così via… che porta a dover giustificare per forza i figli come si fa con se stessi… perché in fondo a pochi interessa imparare un pezzo in più ma interessa non avere colpe di fronte al mondo… si capisce?

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      1. infatti, quando i primi tempi a volte i bimbi non dormivano, passato il primo periodo di preoccupazione abbiamo preso coscienza che magari non aveva fare… ora entrambi mangiano quasi tutto quello che proponiamo in maniera regolare..

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    1. Bianca, pensi si possa in qualche modo invertire la rotta?? anche solo parzialmente?? se si, quale potrebbe essere la possibilità nelle nostre mani?? io penso che l’esempio sia l’arma più concreta, ma è una domanda a cui cerco spesso risposta..

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      1. Solo i genitori possono avere un ruolo importante in questo, I miei anche di fronte a colpe dei miei insegnanti non li hanno mai sminuito davanti a me e insieme abbiamo trovato un modo di risolvere i problemi. È compito dei genitori insegnare a rispettare gli insegnanti e il ruolo della scuola altrimenti quest’ultima non può nulla di fronte genitori e figli che le si mettono contro.

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      2. Io credo che la scuola dovrebbe smettere di essere un promuovificio, e che la società non dovrebbe avallare le pretese di chi ritiene che tutto gli sia dovuto. Tempo fa vidi un film, che si intitolava “Idiocracy”, che parlava di un mondo in cui era sopravvissuta solo la gente idiota… indovina perché l’ho trovato inquietante?

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  4. C’è una completa e totale mancanza di rispetto nei confronti dei ruoli, viviamo in una società in cui tutti pensano di poter fare tutto ed apparentemente a tutti viene concesso tutto, e figuriamoci se viene anche solo lontanamente ammessa l’idea di un “maestro”. E’ un problema enorme che va dalla musica alla letteratura, dal macrocosmo polito-economico al microcosmo familiare di una scuola. Non lo so se e come si potrà invertire questa rotta ma è pericolosissimo, i ragazzini sono sempre più ignoranti perchè tanto c’è wikipedia a portata di un click ed i genitori non se ne preoccupano e anzi li difendono. E’ una cosa che noto anche io pur non facendo parte del sistema scolastico in senso stretto, ma mi capita in ospedale di avere a che fare con dei ragazzini e relativi genitori così irrispettosi e capricciosi che davvero ti chiedi come sia possibile .

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    1. Leggendoti mi è venuto in mente un episodio piuttosto recente a cui avevo assistito proprio in un ospedale… credo che di esempi ne vedi davvero molti pure tu… purtroppo condivido ogni tua parole e per questo motivo cerco di dedicare il massimo impegno e un grande numero di energie da genitore nell’educazione dei miei figli…. io credo molto in questa responsabilità e possibilità… anche se a volte cadono le braccia, per non descrivere altre forme più sferiche….

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      1. e fai bene, anche io credo molto nel ruolo del genitore, che viene prima della scuola nell’educazione….certo la scuola fa tanto ma se a scuola arriva un ragazzino educato male dal principio a poco servono gli sforzi degli insegnanti.
        Guarda io a volte giustifico genitori e ragazzini perché io magari sembro troppo giovane, o perché penso che comunque sono in ansia per un problema di salute reale o che potrebbe avere il ragazzino, e così via. Ma mi rendo conto che no, non c’è rispetto. Anche da parte di miei coetanei (ho 31 anni) che hanno figli di 5-6 anni, io vedo che non c’è proprio buon senso e nessuno ammette di non sapere, la mia laurea non varrà mai quanto le loro ricerche su google.

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  5. È un po’ il caso che capita quando un figlio prende un voto negativo e la colpa è dell’insegnante che c’è l’ha con lui. Può essere che un docente prenda di male occhio uno studente. Siamo esseri umani ed è facile avere delle simpatie e delle antipatie. Al contrario se un compito è sbagliato, o un’interrogazione è andata male non vedo perché un genitore non debba chiedersi cosa sia andato storto!
    Quando prendevo un voto brutto cercavo in ogni modo di nasconderlo ai miei. La colpa era mia è giustamente mi sarei meritata una punizione. Non c’erano giustificazioni, non c’erano scuse. Se il4 in matematica era meritato,era giusto che me ne prendessi la responsabilità. A distanza di anni ho imparato ad essere riflessiva. Per ogni azione c’è una reazione è, a parte gli imprevisti, è possibile prevenire situazioni incresciose.

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    1. Assolutamente, bisognerebbe concentrare le attenzioni per aiutare i bambini ma anche le persone a sentirsi sereni difronte ad un problema, abituarli ad un analisi sensata e alla ricerca di possibili soluzioni, invece si procede sempre in tutt’altre direzioni…

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      1. La questione di attribuire agli altri la colpa è tipica dell’uomo. A maggior ragione se trattasi di scuola. Se una classe è indietro con il programma un genitore dovrebbe porsi qualche domanda. Potrebbe essere colpa del docente, ma anche colpa nostra che pretendiamo scuole che non diano compiti a casa, che insegnino come usare un computer anzichè imparare ad analizzare un testo, che facciano un sacco di attività al posto di dedicare tempo alla lettura. Non ho nulla contro una scuola innovativa, ma se un bambino non ha la possibilità di esercitarsi a casa, non ha la possibilità di imparare la lettura espressiva, non possiamo pretendere che i nostri figli possano domani essere abbastanza istruiti da essere all’avanguardia con ragazzini di altre realtà!

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  6. Penso che bisognerebbe tenere presente che tra una scuola dove vigeva il rispetto, il merito, l’ordine e, l’attuale realtà, c’è un fenomeno storico molto importante: il 68′. Giustamente questo periodo ha scardinato la rigidità, l’accettazione senza possibilità di replica, ma, quali modelli ha proposto in sostituzione? Forse qualcosa andava salvato, aggiornato, ma salvato. Cosa fare ora? Dimostrare, con l’esempio, che i risultati migliori si ottengono con pazienza, fatica e rispetto. Un rispetto non solo verso gli altri, ma anche verso noi stessi, verso i nostri limiti.

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    1. Io sono nato circa 10 anni dopo, quindi del fenomeno ’68 ho solo letto ed eventualmente patito le conseguenze, quindi esprimermi mi riesce un pò complicato… detto questo condivido perfettamente le tue parole..

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  7. Siamo passati dalle bacchettate sul palmo della mano ad un permissivismo estremo che toglie ogni autorevolezza alla figura dell’insegnante e del luogo.
    Ma ecco che appena i ragazzi deragliano la colpa cade tutta sulla istituzione scuola…
    i figli si crescono mettendoli via via di fronte alle proprie responsabilità e non c’è colpevolizzando sempre qualcos’altro o qualcuno ancor meno quelle figure che sono delegate oltre alla famiglia alla loro formazione.
    SherabuonWE

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