Tempo di Vita

Complice questo post di Diemme che mi ha riportato automaticamente ad un ricordo, ci tenevo a diffondere qui queste parole che mi hanno colpito dal primo momento in cui le ho incontrate:

Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L’alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui, che però ti tolgono il tempo per vivere

Josè Mujica

18 pensieri riguardo “Tempo di Vita”

  1. Vecchio commento: quando sei giovane hai tempo ma sei senza denaro, quando lavori hai denaro ma ti manca il tempo.
    Sai che tra avere il tempo ed avere il denaro, forse è più bello avere il tempo?
    Ti immagini la spensieratezza di quando si era liberi e senza problemi, anche se poi il portafoglio era desolatamente vuoto a parte qualche rara mancia?

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  2. Erik, prima del lavoro e del consumo c’è la dignità. Quante persone lavorano perdendo la loro dignità per vivere al di sopra delle proprie possibilità. Quante persone invece conservano la dignità a discapito di un lavoro umiliante e poco remunerato. E’ vero, acquisti non con i soldi, ma con il tempo che utilizzi per guadagnare quelle due lire messe da parte, ma c’è anche un’ulteriore aspetto da valutare, e parte dal punto di vista di una ragazza che vuole lavorare ma manca qualcosa. Lavorare è libertà, indipendenza, capacità di muoversi nella società e nel mondo. Significa in qualche modo affermarsi, o affermare che la propria vita non è solo monotonia, anzi. Si lavora per gli altri oltre che per se stessi, ed alcuni lavori sono proprio l’anticamera del volontariato, mentre altri, invece, sono l’opposto. Qualsiasi sia la ragione che motiva qualcuno a lavorare, sappi che io lo farei volentieri un lavoro, che mi facesse sentire, anche per u attimo, viva.

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    1. Trovo giustissimo ciò che dici, per altro la frase è una citazione e andrebbe discussa con l’autore… 🙂
      ad ogni modo, io credo che il concetto che voleva esprimere veda come conseguenza (volendo esser positivi) involontaria (ma ci credo poco) ciò che affermi in chiusura. Il discorso, ovviamente, è molto più ampio di così.. ciò che mi ha colpito della citazione è più che altro la sua capacità di stimolare un pensiero che riesca a guardare in mezzo tra l’azione (d’acquisto) e le modalità (guadagno – spesa) per renderla concreta. Ecco il fatto di analizzare l’azione andando ad osservare ciò che non ne è direttamente coinvolto (quindi il tempo e il come si arriva a permettersi guadagno e spesa) è la parte da tener buona per applicarla a tante azioni automatiche della nostra vita che osserviamo solo per gli “attori protagonisti” e molto meno spesso per tutto il resto…

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      1. Effettivamente l’atto dell’acquisto diventa uno spicchio di un qualcosa di più grande. Poniamo il caso di acquistare un paio di scarpe da 100 euro. Quelle 100 euro le ho guadagnate lavorando. Il mio guadagno è di 20 euro all’ora. Per raggiungere la soglia ho dovuto faticare 5 ore complete, o poco più, visto che le 20 euro sono al lordo di oneri, contributi e tasse. Mettiamo quindi 6 ore. Sei ore della mia vita spese per un paio di scarpe. Non più 100 euro, ma sei ore che se non fossero state impiegate per il lavoro, le avrei utilizzate per altri scopi, leciti o illeciti. Messo su questo piano, caro Erik, dobbiamo quantificare in ore e in tempo i soldi che versiamo in tasse ogni anno…. Lì ci renderemo conto di quanto effettivamente ci stiamo impoverendo. non tanto sul potere d’acquisto. Quanto sul tempo….

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  3. L’affrancamento dal lavoro…lavorare quel tanto che ti consente di vivere dignitosamente…per dignitosamente intendo poter soddisfare le esigenze primarie, le cosiddette necessità…di tutto il resto se ne può anche fare a meno. Una vita semplice, senza compromessi…per dirla come Mujica: sobria nei consumi, in modo da poter utilizzare il tempo e non farci utilizzare dal tempo. Un caro saluto a tutti!

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      1. Non ho detto che si tratterebbe di vivere una vita basata solo sulle soddisfazioni delle necessità primarie, ma di dedicare al lavoro il tempo necessario che ti permetta di soddisfare le esigenze primarie in modo da dedicare il restante tempo a realizzare i tuoi sogni, i tuoi interessi, le tue esigenze…chiamale come vuoi 🙂 Un saluto

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