qua e là, una definizione interessante

Ieri mentre stavo facendo una ricerca generale sul pensiero computazionale  perchè incuriosito dalla filosofia che gli ruota attorno mi sono imbattuto, leggendo tra i vari commenti ai vari articoli, in una definizione di intelligenza che ho trovato molto interessante…

 

L’intelligenza è la capacità di reperire e collegare tra loro i fatti e gli argomenti, attinenti a un problema, giacenti nei tre piani dello spazio, tenendo conto anche del quarto, il tempo

la definizione sembra esser stata data dal professor  Sirtori Senior ex direttore o dirigente del Gaslini di Genova alla fine degli anni 80 durante una conferenza…

sembra interessante come definizione, che ne pensate?

50 pensieri riguardo “qua e là, una definizione interessante”

  1. la parola proveniente dal verbo intelligĕre, significa “capire”.
    Su questo poi ci hanno costruito un pensiero differente in base alle varie scuole di pensiero; non so mi viene in mente Stern che ha definito intelligenza la capacità generale di adattare il proprio pensiero e condotta di fronte a condizioni e situazioni nuove. Hutter invece sosteneva che l’intelligenza è la misura della capacità di un agente di raggiungere obiettivi in una varietà ampia di ambienti.
    Secondo me dicono piu’ o meno tutti la stessa cosa…

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    1. io rimango senza definizione precisa, perchè ritengo che ci siano troppi termini con variabili fuori controllo e troppe possibili interpretazioni agli stessi che potrebbero alterare il senso di una qualsiasi definizione.. dalle definizioni che hai citato di Stern ed Hutter potrei arrivare a dedurre che una persona che non ha modo o occasione di cimentarsi, misurarsi o semplicemente di esser valutata in situazioni nuove o in ampi ambienti non può esser considerata intelligente.. cosa che mi sembra contestabile.. 🙂

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  2. Beh, intelligenza potrebbe benissimo derivare da inter+lego, collego tra di loro, e in effetti, che cos’è l’intelligenza se non la capacità di capire collegando i fenomeni tra di loro, e non giudicando a compartimenti stagni come, ahimé, è solita fare gran parte dell’umanità?

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    1. bella domanda… io non riesco mai a trovare una mia definizione di intelligenza, come ho scritto anche al commento di malinconiasorridente.. di fatto, si può apprendere l’intelligenza oppure è una dote?? se si apprende è figlia esclusiva della formazione o di un qualcosa di diverso che difficilmente diventa alterabile?

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      1. E’ come un muscolo: puoi nascere di costituzione più possente o gracilino, nel primo caso puoi indebolirti se non ti alleni, nel secondo puoi rinforzarti de invece ti eserciti: genetica+ambiente, come per tutto.

        Certo, poi puoi nascere ben messo ed allenarti, oppure mingherlino e lasciarti andare, e allora si toccano gli estremi. Con l’intelligenza è la stessa cosa, tale e quale. 😉

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      2. però mi chiedo.. ma l’intelligenza di un individuo non dipende esclusivamente dall’interpretazione del suo prossimo che lo giudica??

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    1. infatti, mi sembra un concetto dipendente da parametri soggetti a variazioni enormi da renderne futile ogni tentativo di definizione…

      della definizione citata mi colpiva principalmente il fatto di citare i tre piani dello spazio.. di fatto.. senza definirli….

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      1. considerando che emozioni e paure non hanno fondamenti di ragioni e logiche, chi mai potrebbe essere in grado di farlo?? ma forse il mollusco ci arriva da solo… in un tempo (quarto piano) più rapido del nostro… maybe…

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      1. inoltre mi vien da pensare che la furbizia è spesso ( se non sempre) calcolata, poco sincera ( nei movimenti) e questo non ha a che vedere con l’intelligenza, che dovrebbe essere quasi neutrale…
        e penso anche a Terzani : ” insegnamo ai nostri figli ad essere più giusti, che furbi…”

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      2. si sposa con i dubbi che ho scritto sotto… non sono forse solo facili preconcetti a farci legare automaticametne furbizia al negativo e intelligenza al positivo.. potrebbero esser entrambe neutrali e la loro applicazione a determinarne la polarità??? o sarebbe ingiusto… io rimango in riflessione…

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      3. io son combattuto su questo… come ho scritto sotto perchè non sono convinto che sia giusto attribuire alla persona furba, per default, lati negativi… ed ancora le menti più maligne della storia dell’umanità erano solo furbe o in loro c’era anche intelligenza magari applicata a scopi non certo nobili?

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    1. anche qui concordo in linea di massima ma sempre con alcuni dubbi… la furbizia può prescindere veramente dall’applicazione di pratiche di intelligenza per quando abbinate a concetti maligni?? e ancora è vero che la normale definizione di furbizia viene attribuita maggiormente a persone che non sono considerate “giuste”??

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      1. concordo… non dico che una escluda l’altra ma che sono cose differenti…
        e, per come sono abituata ( e sottolineo “abituata” perché concordo che possano essere dei preconcetti) a pensare al “furbo” come a qualcosa fatta per un calcolo e un tornaconto personale senza valutare le conseguenze su altri… ecco… adesso che raccolgo le idee… tutto crolla e salgono altri dubbi…. è fastidioso ma è una cosa che mi piace ( mannaggiattè!)

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      2. ma io son proprio come te… mentre vi leggevo (tu e diemme) ho pensato al furbo come a qualcuno di “negativo” che usa la sua furbizia per suo tornaconto personale ai danni di qualcuno di meno furbo.. voglio dire che ho il tuo stesso preconcetto se applico “in automatico”.. e ho lo stesso crollo se ci ragiono su…

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      3. Ecco… Se mi metto a ragionare sulle parole e sul senso che possono avere, soprattutto concetti così “emotivi”… Niente, vado in palla e non so neanche più capire se ragiono o sniffo colla 😉

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      4. Tra ragionare e sniffare colla dici? 😀
        Scherzi a parte… Potrebbe essere importante imparare a lasciare fluire cercando un senso “altro”, più intimo… E allora tutto diventa quasi la stessa cosa…

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      5. secondo me quando non capiamo ragioniamo a livelli ben più alti di quando riusciamo a definire.. o ci convinciamo di poterlo fare..

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  3. Beh credo che sia certamente vera, anche se non mi fermerei soltanto a questo… intelligenza secondo me é anche saper risolvere quel problema, e saper sfruttare le capacità umane per fare del bene o per respingere il male…. trovo che l’intelligenza vada oltre una semplice connessione di fatti 😉

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  4. mi sembra una definizione un po’ “restrittiva”, la parola intelligenza invece comprende tante di quelle definizioni che non saprei neanche da che parte cominciare..
    E’ intelligente chi ascolta una canzone e sa riprodurla senza uno spartito, poi magari gli chiedi quanto fa due alla seconda e ti guarda come fossi un extraterrestre. E’ intelligente chi riesce ad abbinare in un unico piatto dei sapori improbabili ma non vuol saperne di leggere un libro e potrei continuare all’infinito.
    Trovo che ci siano così tanti livelli o piani di intelligenza che ridurli a tre o quattro sia davvero troppo semplicistico

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    1. ma se interpretiamo quei tre piani (senza specifica e definizione inclusa) per quello che matematicamente la mente potrebbe associare, automaticamente diventano otto… ha aggiunto un “quarto”, il tempo che potrebbe essere tanto il nono, quanto il diciasettesimo…non so se mi son spiegato… per questo la trovavo interessante…

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      1. non saprei.. in quale aspetto il tempo potrebbe influire sulla percezione o sullo sviluppo dell’intelligenza? mi darebbe l’idea che è più intelligente chi arriva ad una soluzione più in fretta o nei tempi “giusti”…

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    1. forse per questo non sei (e nemmeno io) una scienziata… mi hai ricordato questo passo (che ho adorato) del libro il cigno nero:

      ” Notai che, rispetto ai tassisti, le persone intelligenti e istruite non presentavano una maggiore capacità di fare previsioni, ma c’era una differenza sostanziale: i tassisti non ritenevano di comprendere la situazione quanto le persone istruite; non erano esperti e lo sapevano. Nessuno sapeva niente, ma i pensatori dei ceti colti erano convinti di sapere più degli altri perché facevano parte di un’élite, e se si fa parte di un’élite si sa automaticamente più di coloro che non ne fanno parte”

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