Tu lo sai

Da sempre cerchiamo di stabilire regole, identificare situazioni o catalogare rapporti e circostanze che a parità di punti comuni possano apparire alla nostra mente come condizioni ripetibili.

Questa ricerca ha portato a definire degli standard nel lavoro, nella vita così come nei rapporti attraverso i quali ci osserviamo e commentiamo.

Gli standard servono per identificare e identificarsi.

Io sono sempre molto attratto da tutto ciò che è fuori standard, da tutto ciò che viaggia attorno alla regola, all’abitudine, alla routine ed in questo senso penso che tutto questo sia la prima possibilità e il primo regalo che la vita può farci durante il suo percorso.

Conoscere e scoprire quello che viene ignorato, perchè non si può valutare e conoscere tutto, perchè non si possono osservare e dominare tutte le variabili, perchè non si possono rinchiudere le sfaccettature dell’essere umano se non generalizzando alcuni tratti delle nostre personalità, diventa parte della magia della vita.

La magia che rende la vita meravigliosa.

Per assistere a questa magia l’unico tratto distintivo richiesto è quello di credere, o forse, in realtà quello di non credere che non sia possibile.

Perchè credere all’impossibile rischia di trasformare la magia in illusione, ma credere che non sia impossibile permette alla magia di collegarsi alla vita, permette all’essere umano di vivere e vedere esperienze sconosciute o rinnegate da chi non crede o da chi crede nel termine impossibile.

E allora, forse, la cosa importante non diventa tanto credere, quanto, non credere che non sia possibile.

Restare in ascolto, senza preventivamente chiudere o socchiudere nessuna possibilità, ne quelle chiare e luminose ne quelle oscure, considerare possibile tutto, compreso l’ignoto, considerare non possibile il concetto di impossibile, sentirsi pronti a rivedere ogni certezza e a ridiscutere ogni assunto del nostro io più profondo ma anche di quello più superficiale e fare lo stesso cercando di proiettarci ma non sostituirci alla vita delle persone che ci stanno attorno è semplicemente una filosofia che permette, qualora ce ne fosse l’occasione, di non lasciar sfuggire quei segni, quelle situazioni, quei momenti che una visione puramente concreta non può percepire semplicemente perchè non ne ammette l’esistenza.

Tutto questo mi ha permesso di conoscere una persona che gli occhi non hanno mai visto faccia a faccia, le orecchie non hanno mai sentito voce a voce ma evidentemente qualche estraneo potere dell’anima non ha usufruito di quel tipo di standard per stabilire un contatto che nel tempo è divenuto tanto naturale quando fondamentale.

Quest’importanza ci porta a capire quanto concetti determinanti e ritenuti insostituibili nelle fondamenta della nostra esistenza come possono essere tempo e distanza, vista e udito, contatto e condivisione possano esistere anche senza gli standard che nel corso della storia abbiamo loro attribuito.

E’ la magia della vita, è ciò che può arrivare a rendere il tempo superfluo, la distanza un dettaglio, la vista marginale, l’udito trascurabile, il contatto non necessario, la condivisione esistente in forme non così comuni.. e questo, forse,  è ciò che permette all’essere umano di essere essenza di vita sotto forma di emozione, è ciò che contribuisce a dare un senso a tutto quanto, anche se infondo, questo senso non sappiamo proprio spiegarlo..

Auguri Morgana!

 

 

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12 pensieri riguardo “Tu lo sai”

  1. Ciao Erik.
    Credo che il motore di tutto sia la curiosità.
    Curiosità di conoscere, leggere, sapere, scovare cosa si nasconde sotto il primo sguardo.
    Io personalmente sono un equilibrista: tanto legato ai concetti matematici (e quindi agli schemi, anche mentali) ma altrettanto curioso riguardo ad ogni aspetto della quotidianità.
    Credo di essere fortunato, almeno da questo punto di vista.

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  2. i contorni permettono di dare forma al limite superabile… scoprendo spesso un mondo ricco di sfumature, sensazioni ed emozioni, difficilmente inquadrabili e descrivibili ma non meno forti e importanti… e forse non serve nemmeno dare loro un nome e una forma per saperle vivere…
    buona giornata
    🙂

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  3. O mio Dio, non so cosa rispondere. Non posso darti la mia opinione perchè sono una che prevede, previene e organizza tutto nel minimo dettaglio, senza lasciarsi andare. Do un nome alle cose e impongo regole per altre, perchè ho il terrore che se qualcosa dovesse sfuggire di mano, entrerei nel panico, incapace di affrontarne gli effetti….

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    1. beh, puoi rispondere che non siamo tutti uguali, ognuno ha diritto di trovare il suo equilibrio a suo modo, la cosa importante è sentirsi bene e essere se stessi… senza dover dimostrare ne giustificare il proprio essere a nessun nostro prossimo… e sapendo che nessun confronto tra diversità possa determinare un pò giusto o un più sbagliato modo di essere 🙂

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  4. “non credere che non sia possibile.” bello, mi piace molto..
    Penso che quando la vita faccia un regalo del genere, ossia trovare qualcuno di così affine, con cui sentirsi liberi di parlare, confidarsi qualsiasi cosa, da cui non ci si sente mai giudicati ma sempre compresi, sostenuti e “cazziati” se necessario.. beh il vedersi, toccarsi e sentirsi passa decisamente in secondo piano.
    Anzi, forse questi tipi di rapporti tendono ad essere i più solidi, quelli che dureranno nel tempo..perchè vanno al di là di ogni cosa materiale. Insomma, sai che, qualsiasi cosa succeda, ci sarà sempre quella persona pronta a starti accanto..una costante che non ti abbandonerà mai.
    Lucky girl questa Morgana 😉

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      1. Ah non so Erik… Diciamo che con “I’m possible” suggerivo più l’idea che da parte mia tendo a pensarla così, ma poi le cose diventano impossibili lo stesso a causa di altre (e altri) che non dipendono da come la pensiamo noi…

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      2. anche ciò che dici è giusto, ogni cosa che non dipende solo da noi stessi non può essere esclusivamente sotto il nostro controllo o determinata dalle nostre azioni…

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