Qualcosa di indistinto che accade

In un breve intervallo

Un frammento una scheggia del tempo

Che non bastò neppure a dirle addio

Ogni ragione ha la sua guerra

Tu prendi il torto e resta e rideva

Soldato -Nomadi-

Attraverso un bicchiere di Rum

La vita di un soldato è solo un dettaglio

Qualcosa di indistinto che accade

In un breve intervallo

Un frammento una scheggia del tempo

Che non bastò neppure a dirle addio

Dio sa com’era bella e rideva

Ogni ragione ha la sua guerra

Tu prendi il torto e resta e rideva

Dio sa com’era bella

Attraverso un reportage in Tv

La vita di un soldato è un’uniforme nuova

Una foto così allegro orgoglioso

Stretto forte a mamma col vestito nuovo

Un frammento una scheggia del tempo

Che non bastò nemmeno a dirle addio

Dio sa com’era bella e rideva

Ogni ragione ha la sua guerra

Tu prendi il torto e resta e rideva

Ogni ragione ha la sua guerra

Tu prendi il torto e resta e rideva

Dio sa com’era bella

Attraverso un bicchiere di Rum

La vita di un soldato è solo un dettaglio

Qualcosa di indistinto che accade

In un breve intervallo

Un frammento una scheggia del tempo

Che non bastò neppure a dirle addio

Dio sa com’era bella e rideva

Ogni ragione ha la sua guerra

Tu prendi il torto e resta e rideva

Ogni ragione ha la sua guerra

Tu prendi il torto e resta e rideva

Ogni ragione ha la sua guerra

Tu prendi il torto e resta e rideva

Dio sa com’era bella e rideva

Tra ironia e realtà -Dietro le quinte- Backstage

Siccome ieri ero di fretta mi sento in dovere di parlare un pò del post precedente..

Non svelerò l’origine di quella frase ma mi sembra fondamentale approfondire i concetti, anche in relazione ai commenti che avete scritto…

è una frase che mi ha colpito molto per diversi aspetti…

“No, non sono un associale semplicemente non sto bene in mezzo alle persone stupide”

– può passare per una frase arrogante

perchè mi chiedo chi è che può permettersi di definire stupide le altre persone senza usare arroganza oppure un pensiero unilaterale, quali sono gli aspetti del comportamento delle persone che ci permettono di definirli stupidi?? quali sono le discriminanti temporali che si possono ignorare per giudicare in modo assoluto una persona?? quali sono le situazioni o circostanze che inducono una persona a espandersi in maniera stupida?? ci sono, esistono o siamo nel campo dell’impossibile?
la farcitura dell’arroganza potrebbe esser fornita dal fatto che la frase può esser letta come un autoproclamazione verso l’olimpo delle persone superiori che dall’alto al basso osservano il mondo.
– può passare per una frase di rassegnazione o malinconia

una persona che esprime quel concetto può essere una persona con una remora personale che si sente in posizione di difficoltà per due motivi, il primo perchè viene accusato di essere associale e quindi in qualche modo è riconosciuto il suo stato di solitario dalla “società”, il secondo perchè lo stesso esterna un sentimento di difficoltà nei rapporti interpersonali o nei rapporti con se stesso.
La persona potrebbe vivere male la situazione e la frase potrebbe essere una richiesta di aiuto o almeno di comprensione
– può passare per una frase ironica
perchè potrebbe essere anche una frase condita da ilarità quando la negazione di un concetto viene utilizzata per evidenziarne l’assurdo del suo contrario positivo… che stupido che sei è un modo moderno per esprimere il concetto di “stupidità simpatica” di quella che nel suo contesto sottolinea un atteggiamento positivo che provoca almeno un sorriso.
Potrebbe essere una frase di assoluta leggerezza espressa in un contesto simile.
Ecco quindi, complici anche i vostri commenti, che il feedback di una frase scritta e lasciata li senza contesto, senza l’empatia del suono, senza una premessa o spiegazione viene catturata da chi la legge e probabilmente digerita in base alle condizioni dello stomaco di quel momento…
Non vi svelerò ne il contesto ne l’origne di quella frase e di quel post, perchè infondo non ha senso farlo… non aggiungerebbe niente al mio “esperimento” ma potrebbe veicolare il vostro pensiero e non era quello che mi aspettavo di fare..

ad ogni modo però mi sento in dovere di pormi nel confronto dei vostri commenti e rispondere quindi così:

A manu: dico che può che lettura ci potrebbe essere stato un incontro di pensieri

A tati: dico che pensarci in questo momento al confronto mi porta a dire che personalmente, forse in qualche modo perverso, mi afffascina di più la compagnia di una persona cattiva rispetto a quella di una persona stupida (sempre che abbia un senso definire una persona così e che sia realmente possibile farlo) perchè per quanto spaventino i cattivi una parte della loro mente è spesso geniale e quindi affascinante nel caso tu debba incontrarla o provare con i tuoi mezzi ad analizzarla… e forse anche molto più semplice di una mente che viene definita stupida.. non so se sono riuscito a spiegarmi

Ad Aida: chissà perchè a priori la vita da erimita viene considerata un qualcosa di negativo, o almeno questo è quello che ho colto generalmente dalle reazioni di massa al trattar quello stile di vita.. come se ci fosse una regola, una legge che definisce cosa sia più giusto per ogni singolo essere umano… per il resto con questo post credo di aver chiarito e di potermi permettere di rimanere sul “misterioso”..

Cit. Il vizio dell’infelicità

Buon inizio settimana a tutti, per augurarvelo davvero vorrei condividere con voi un testo, di qualche anno fa,  a cui sono molto legato:

La mediocrità è un tuo diritto, sia chiaro; ma la ricerca della felicità, un tuo dovere.

Il vizio dell’infelicità

Cos’è che ci fa svegliare incazzati e indolenti? Perchè usciamo di casa con tutta questa rabbia in corpo? Cinici e disillusi ci guardiamo in cagnesco poi ricominciamo a girare frenetici su una ruota come criceti in gabbia. Ma non ce l’ha ordinato il dottore, allora perchè lo facciamo?! Avete mai pensato di essere gli autori della vostra infelicità? Immagino di sì! Allora facciamo un passo avanti: non potrebbe essere che l’infelicità è un vizio, un quasi piacevole rassicurante vizio? Ciascuno di noi almeno 5 minuti nella vita ha provato l’ebbrezza selvaggia della felicità. Siete davvero sicuri che vorreste riprovarla ancora? La verità è che la felicità ci spaventa, è un film horror! Perchè quando ti accorgi che è passata precipiti nell’angoscia come un ascensore dalle corde spezzate. Fa male cadere rovinosamente dalle vette della felicità, così ti sei assoggettato a una vita mediocre. Senza troppi sbalzi, senza troppi imprevisti, armato fino ai denti contro l’imprevedibilità della vita. Infatti la vita non bussa più alla tua porta, i giorni si somigliano tutti e da nessuna persona straordinaria accetteresti un appuntamento. Eppure sai bene che è solo dall’imprevedibilità di certi incontri che potresti arricchirti, rivoluzionarti e tornare finalmente a vivere. Ma tu non lo fai, hai paura, una maledetta paura di soffrire. E’ la sindrome degli angeli caduti fratello. Ti sei costruito una gabbia con le tue mani e in fondo ti piace, non negarlo, altrimenti non riuscirai mai a spezzare le tue catene. Allora cosa fare? Rischiare tutta la vita per un giorno di gloria? Bè forse si, puo essere solo un giorno, un mese, un anno ma devi tenere la valigia pronta, le ferite aperte, le orecchie tese! Perchè è questo quello che vuoi, me lo dicono i tuoi mugugni quando ti alzi al mattino, la tua confusa incazzatura permanente, le presunte cause della tua infelicità che attribuisci a casaccio. La mediocrità è un tuo diritto, sia chiaro; ma la ricerca della felicità, un tuo dovere. Se vuoi vivere davvero. Se vuoi essere uomo!

Molologo: da “Fame”

Il mio nome non ha importanza,

tanto la maggior parte delle volte la gente neanche se lo ricorda.

A volte io stessa me lo cambio, perciò  lasciamo perdere il nome va bene?

Mi potreste definire anche fuggiasca però non è esatto

perché molto spesso noi corriamo in qualche posto e nello stesso tempo ne fuggiamo.

Corriamo verso un amico che accetti e ascolti… senza giudicarci quando sbagliamo!!

Mi deve essere permesso di sbagliare… altrimenti come imparo ???

Quando fatichi così tanto per essere la principessina di papà e mamma e la loro gioia.

Certe vorresti metterti a urlare che ti lascino stare …. e poi urli e nessuno ti sente!!

Vuoi trovare un posto dove tu, possa essere confusa, scocciata o solo tranquilla.

Dove puoi essere semplicemente tu e va bene… !!

Perché vuoi che loro amino te, la vera parte di te…

Ecco perché il mio nome non importa, perché finché voi non amerete me, neanche io mi amerò !!

Valerie Landsburg -Fame-