Senza Nome

Ancora una volta recupero un vecchio post perchè oggi mi è ritornato alla mente, e con l’occasione apro una nuova sezione Amarcord – Ricordarmi di me – visto che non è la prima volta che guardo indietro per ricordarmi chi ero e cosa pensavo, ve lo ripropongo:

Qualche giorno fa alla radio ascoltavo un intervista ad alcuni missionari che raccontavano
che non ricordo esattamente in quale luogo del mondo, le madri che mettono al mondo o loro figli
lo fanno ma senza attribuire un nome ad ognuno di essi.
Non danno nome ai loro figlio perchè l’aspettativa di vita è talmente bassa che il nome viene assegnato
eventualmente solo dopo qualche periodo di tempo, quando tutto fa pensare che il neonato possa sopravvivere,
cosa che per altro non è di certo garantita.

Questo significa che ci sono bambini che nascono e muoiono senza aver nemmeno un nome…

Solo il pensiero di questa realtà è agghiacciante e mi fa venire i brividi, vorrei poter dire a queste mamme
a questi padri, a queste persone che secondo me dovrebbero dare in ogni caso un nome ai loro figli, di deciderlo
nei nove mesi in cui la loro vita è dentro il corpo della madre, credo che dare un nome sia quantomeno un segno di
rispetto.. credo che nessuna di quelle madri possa non provare dolore nell’eventuale perdita di un figlio anche
se immagino che sia una realtà del quotidiano.. ma dategli un nome, piangete un nome, ricordate un nome, amate quel
nome anche se non è più in vita, perchè una piccola parte di quel nome, di quella vita, di quell’esistenza, di quell’emozione
vivrà in voi finchè voi sarete vive, finchè voi anche magari dopo qualche anno donerete qualche istante del vostro
pensiero a lui, e nel momento stesso in cui penserete o pronuncierete quel nome, il vostro cuore tremerà,
il vostro corpo si riscalderà e la sua vita in voi vi darà un segno…
non cercate di ignorarlo, dategli un nome ed un posto, seppur piccolo in questo mondo in cui lui potrà vivere in voi.

Oggi, passato qualche giorno, levigato il senso di profondo disprezzo per le condizioni di parte di questo mondo
(che per altro è spesso parte che non si lamenta, forse perchè nemmeno sa il senso di farlo) ricordando questa
storia e quel sentimento che mi ha lasciato ho ripensato ad una canzone, dei Nomadi, che reputo fantastica,
una canzone che mi emoziona sempre, una poesia al sentimento della vita, alla stupidità della guerra, alla follia umana
dell’istinto senza ragione… una canzone che parla di persone senza nome, in un ambiente diverso, parla
di persone che non si conoscono mimimamente (senza nome) e che decidono di porre fine a una o più esistenze
senza farsi nemmeno una domanda…

Ogni persona che incontriamo nella nostra vita e che non conosciamo è per noi una persona senza nome, ma quella stessa persona non solo ha un nome..  ha una vita, ha una storia, ha dei legami…

infondo ognuno di noi è una persona senza nome

Vi lascio questa dolcissima canzone:

Un giro al freddo come sempre la notte
Che non ci siano guai
Un libro i guanti la cintura il cappotto
Che non si sa mai
Come son belle la montagne la notte
Quando fa freddo sai
Quando ci sono due milioni di stelle
Quando ti vedo dentro ad una di quelle
Quando il pensiero scalda per non gelare
Quando mi sveglio dentro a un letto che non c’è

E sono qui per fare anch’io qualcosa per il mondo
E quante volte ho visto facce che han toccato il fondo
Fra la polvere e la fame resto qui
Ovunque sono e resto qui
E quante gente ho salutato gente senza nome
E quanta strada ho calpestato per capire come
Come il mondo sia caduto fino a qui

Un giro al freddo come sempre la notte
Tutto tranquillo sai
La gente guarda e ti ringrazia più volte
Ma non dorme mai
Portiamo cibo coperte speranze
E qualche sogno in più
Tenendo il cuore dentro un blindato
Io sorridevo ma qualcuno ha mirato
E poi un’ombra di nascosto ha sparato
Nel silenzio del rumore resto qui

E non ho mai preteso di salvare il mondo
Perché il mio cuore mi diceva che era giusto in fondo
Provare a cambiare adesso qui
Comunque sono e resto qui
E non capisco quello sparo colpo senza nome
Anche se in tutto sai c’è sempre un ragione
Tra la polvere e la fame resto qui
Per te che sulla foto ci hanno scritto il nome
Si per te che non hai più una lacrima

13 pensieri riguardo “Senza Nome”

    1. vero però boh… mettere al mondo un figlio senza dargli un nome anche prima che nasca…
      cioè non lo so.. quando mi sono trovato a scegliere i nomi ho cercato di ascoltarne le sensazioni che suscitavano, di associarli al futuro che in qualche modo si provava a disegnare, è stata una scelta importante e pensare di non porsi nemmeno il problema, di non dedicare il pensiero… non lo so…
      filosoficamente concordo con ciò che hai scritto però di cuore mi fa male immaginare che manchi quella fase, già la loro vita è appesa ad un filo, così mi sembra si sminuisca ancor di più…

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      1. certo… verissimo, io però quando ho deciso i nomi ho … se scrivo pensato mi dici “vedi, è la mente” se scrivo ascoltato il cuore potrebbe andare… ma è stato influenzato sempre dalla mente.. mah.. oggi mi sa che vai sul 2-0 (sono solo stanco, sono solo stanco) 😛

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    2. Mmh non sono completamente d’accordo. Alcune volte è l’unico appiglio, come quello, per esempio, di una madre che ha perso un figlio. Chiamarlo dentro di lei serve ad addolcire, accettare no, un dolore così atroce. Infatti non capisco come fanno le madri di cui parla il post a non dare un nome ai propri figli: sembra quasi ritenerne scontata la futura morte. Nella Bibbia si parla di Dio che ci chiama per nome per tre volte per risvegliarci e per gli Egizi non dare un nome o distruggerlo significava condannare il defunto all’oblio e alla dannazione eterna.

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      1. non credo si possa entrare nell’ottica delle madri del post, nella consapevole precarietà del loro concetto di futuro; la nostra mentalità da “immortali”, perennemente proiettata al futuro, è distante anni luce. Detto ciò, non mi fraintendete, ho solo evidenziato che IL CUORE non ha bisogno di nomi per riconoscere ed amare. Sono lo stesso che ha scritto questa roba qua: https://senzafilo.wordpress.com/2014/05/03/0516-message-in-a-bottle-ovvero-omnia-vincit-amor/

        ammetto anche che i miei pensieri sono figli delle mie personali convinzioni su un di quà, che visitiamo innumerevoli volte con altrettanti innumerevoli nomi e biografie, e in un aldilà, dove un nome è qualcosa di semplicemente inconcepibile

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  1. un pensiero che mira al confronto e all’espressione libera di un ideale secondo me è sempre adeguato, in ogni circostanza… sulla sufficienza invece non ho nulla da aggiungere… 🙂

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