La ragazza delle arance

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La storia di un padre che conosce il suo futuro e la sua data di scadenza, che decide di raccontarsi
per lasciare al figlio una parte di se e della sua vita anche dopo la sua scomparsa.

La storia di un figlio che ritrova una lettera del padre scomparso prematuramente e che grazie alla quale
ha la fortuna di passare un pò di tempo assieme allo stesso e se vogliamo di conoscere un pò quella persona
che non potrà conoscere mai.

La storia di un amore sfuggevole, rincorso, inseguito, voluto e vissuto tra sogno e realtà, tra gioie e
dolori e di due esistenze che divise si troveranno a seguire la loro direzione tra rabbie e rancori,
tra soppravivenza ed esistenza.

A mio modo di vedere se dovessi riassumere la storia del libro una qualsiasi di queste tre storie potrebbe
andar bene ma nessuna in singolo descriverebbe il libro.

Narrativa e riflessione.

Il rischio di veder interpretato il libro come una sorta di saggio alla vita, di normativa del sentimento a
mio avviso esiste ed è concreto, credo che per godersi questo testo sia neccessario andare oltre, leggerlo
senza volerlo giudicare, gustarselo senza volerlo interrogare, viverlo volendoci pensar su perchè di spunti
per pensare te ne regala parecchi.

La semplicità reale della vita in sè contrapposta alla difficoltà della quotidianità messe a nudo dalla
realtà della morte, ogni volta, mi riavvicinano alla vita stessa.

Una delle cose che più di altre mi ha fatto soffermare con i pensieri leggendo il libro è questa:

credo che troppo spesso, per tutti i svariati motivi del mondo che volete trovare, dedichiamo il nostro tempo
a parlare con i nostri figli, amici, mogli o chi che siano.. non a parlare di cose di ogni giorno, non a parlare
di argomenti di vita generale, a parlare di noi, dei nostri pensieri, dei nostri ideali, dei nostri
lati più profondi e nascosti, delle nostre paure, delle nostre impressioni. Lasciare che gli altri conoscano
chi siamo e cosa magari può differenziarci dagli altri, conosca la nostra storia che non è meno interessante
della storia di nessun altro, e come spesso si dice conoscere la storia per comprendere il presente e
pensare al futuro si parla di uno dei più grandi segreti della vita. Comprendere il presente per pensare al futuro,
cosa c’è di più interessante da fare???

A volte mi rattristo pensando a chissà quanti figli, padri, nonni non conoscano praticamente nulla della storia
della vita dei loro figli, padri e nonni. Quanto tempo trascorso nella vita senza aver il tempo di raccontare,
di raccontarsi o di capire e di capirsi. Quante occasioni perse per conoscere, per migliorarsi o semplicemente
per prendere atto di gesti fatti o non fatti, nel passato o nel futuro.

Ritrovare il piacere di raccontare e di ascoltare, riscoprire quel sentimento che si cela dentro le parole di chi
parla e che si percepisce negli occhi e negli sguardi. La tonalità, il timbro e l’emozione che si esprime quando
si parla di se, di episodi che passati i giorni, i mesi e gli anni, rimangono lì intatti nella memoria
indissolubili e incancellabili; scambiarsi l’emozione e ritrovarla negli sguardi e negli occhi di chi ti ascolta,
capendoti o solo traducendo l’empatia è una di quelle cose che fa salire a dismisura il senso della vita, la
bellezza della vita.

In questo momento mi sentirei di sbilanciarmi in una sorta di teorema matematico che potrebbe definire che:
“Il valore o la bellezza di un esistenza è determinata dal numero di volte un cui ci si è emozionati”

“i fattori che determinano questi momenti di emozione sono soggettivi e non qualificabili o quantificabili quindi ai fini
del teorema in un applicazione generale si possono ritenere trascurabili.”

Non vorrei andare oltre sulle considerazioni o riflessioni che la lettura di questo libro mi ha portato ad affrontare
perchè altrimenti mi sentirei di svelare troppo della trama stessa e spero che questo commento vi abbia invogliato alla sua
lettura.

Voglio concludere con una domanda che il libro (e non solo.. )
ti pone ma senza citarla…

vorrei solo rispondere così, a voce alta, urlando:

“SI!!! Senza se e senza ma..”

per tutti i motivi descritti sopra e per molti, moltissimi altri.

Il miracolo -U2-

The Miracle (of Joey Ramone) – U2 –

Traduzione testo:

Stavo inseguendo i giorni della paura
Stavo rincorrendo un sogno prima che sparisse
Soffrivo perché volevo stare da qualche parte lì vicino
La tua voce era tutto ciò che sentivo
Ero scosso da una tempesta interiore
Perseguitato dai fantasmi che dovevamo vedere
Si, volevo essere la melodia
Oltre il rumore, oltre il dolore
Ero giovane
Non stupido
Desideravo solo essere accecato
Da te
Nuovo di zecca
Ed eravamo pellegrini in cammino

Mi svegliai nel momento in cui avvenne il miracolo
Sentii una canzone che dava un qualche significato al mondo
Tutto quello che avevo perso, ora mi veniva restituito
Nel più bel sound che avessi mai sentito

Abbiamo il linguaggio, così non possiamo comunicare
La religione, così posso amare e odiare
La musica, così posso esagerare il mio dolore, e dargli un nome

Ero giovane
Non stupido
Desideravo solo essere accecato
Da te
Nuovo di zecca
Ed eravamo pellegrini in cammino

Mi svegliai nel momento in cui avvenne il miracolo
Sentii una canzone che dava un qualche significato al mondo
Tutto quello che avevo perso, ora mi veniva restituito
Nel più bel sound che avessi mai sentito

Noi riusciamo a sentirti
Noi riusciamo a sentirti
Noi riusciamo a sentirti

Mi svegliai nel momento in cui avvenne il miracolo
Ho così tante cose che non mi merito
Tutte le voci rubate un giorno saranno restituite
Il più bel sound che abbia mai sentito

Le vostre voci saranno ascoltate
Le vostre voci saranno ascoltate

La forza dell’amore

Ripropongo questo post dal mio vecchio blog per ribadirmi un concetto da non dimenticare:
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Pensate ad una signora di mezza eta’ o ad un anziana signora…
Pensate ad una borsa della spesa piena di roba e quindi molto pesante…
Pensate ora a questa signora con questa busta della spesa che cammina per i marciapiedi
sulla strada per tornare a casa…
Immaginatela mentre fa una pausa perche’ la borsa e’ troppo pesante e lei troppo debole…
Tenete in mente questa scena e questa signora che avete appena immaginato.

Ora spostiamoci in una spiaggia in un caldo giorno d’estate…
Immaginatela…
Mettiamoci dentro la stessa signora di prima e aggiungiamoci la nipotina di quattro anni… E dipingiamo questa scena.

La nipotina che corre sul bagno asciuga,
corre perche’ sta scappando dalla nonna che la rincorre dicendogli di non scappare…
La nipotina ride, corre e urla…
La nonna (la signora della borsa) ride corre e urla…
Stanno assieme, spontaneamente ridono, giocano e si divertono.
La nonna raggiunge la nipotina e la prende in braccio, le da un bacio e inizia a camminare con la nipotina in braccio lungo tutta la spiaggia raccontandogli delle storie.

Ora la bambina pesera’ grosso modo come se non di piu’ della borsa della spesa…

La signora di prima e la nonna sono la stessa persona, stessa eta’ e stessi acciacchi…

Cos’e’? Magia?

No, e’ solo la forza dell’amore e la volonta’ della mente…

Quanti limiti possiamo superare se proviamo a capire, osservare e lavorare sulla forza della nostra mente e del nostro cuore?

Per iniziare basterebbe smettere di raccontarci bugie…

O di nasconderci dietro false verita’.

La conoscete?? Word Lens (app)

Solitamente non tratto argomenti che in modo diretto mi ricollegano al mio lavoro o alla mia passione su questo blog, non ho nemmeno una categoria per farlo, ma questa volta farò un eccezione perchè penso che per chi non ne fosse al corrente questa sia un applicazione davvero molto utile e carina…

Si chiama WORD LENS è disponibile per Android e per Apple, se non sbaglio anche per Windows Phone e simili…

in pratica è un traduttore, come ce ne sono già diversi, soltanto che funziona in maniera diretta e sembra anche offline utilizzando la videocamera del vostro telefono e traducendo al volo il testo scritto in un altra lingua….

mi spiego meglio, se vi trovate difronte ad un cartello, per esempio su una porta allarmata (come quello che ho usato per l’immagine d’esempio che vedete sotto), aprite questa app, puntate la telecamera verso il cartello, scegliete la lingua origine e quella della traduzione, e come per magia il testo vi apparirà tradotto, lasciando intatto il resto dell’immagine… non bisogna scrivere nulla ne fare nulla…

mi emoziona pensare che tra non molto potremmo parlare tranquillamente con qualsiasi persona del mondo e capirci… apre frontiere molto interessanti…

Foto scattate ora sulla porta del laboratorio dove lavoro… ok, non ha tradotto antipanico ma… se avete modo provatela, credo possa risultare molto utile…

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Tra la nebbia

Tra i miei piccoli passi il rumore che sento è quello della nebbia…

Ma, la nebbia non fa rumore, e allora cos’è??

E’ una sensazione, è un emozione o forse solo un illusione

Mi piace la nebbia, in alcuni casi arrivo ad adorarla.

Deve esserci una strada oppure un sentiero, devo esser da solo al
mattino presto o di sera tardi, quando il mondo dorme, è a tavola oppure
è stanco, fermo, silenzioso, probabilmente anche solo lontano.

una strada asfaltata con qualche curva, oppure uno sterrato con gli alberi secchi e
spighe di grano giallastre…

deve esserci il confine di un orizzonte, finito, apparentemente..

Mi piace la nebbia, in alcuni casi arrivo ad adorarla.

E’ la forma naturale con cui il mondo o la natura mi comunica l’indefinito.
O almeno con la quale lo percepisco io, lo materializzo io.

Se la osservi da lontano di sembra imponente ma, man mano che ti avvicini, si dissolve
muta la sua fisicità;

ti impedisce di veder oltre fintanto che non decidi di muoverti verso il suo orizzonte
ma nel momento in cui lo fai scopri la sua inesattezza, la sua immaterialità.

La nebbia è come la dimostrazione della realtà di un illusione.

Mi piace la nebbia, in alcuni casi arrivo ad adorarla.

La nebbia ci costringe a rallentare, ad andare piano, ci costringe ad osservare,
ad ascoltare, ci costringe a pensare, la nebbia riesce ad isolarci con noi stessi
più di qualsiasi altro evento atmosferico, la nebbia ci aiuta a capire che anche se pensiamo
di conoscere la strada a memoria, quel giorno, in quel momento in quel percorso
qualcosa potrebbe esser cambiato, diverso dai nostri ricordi, diverso dai nostri pensieri,
diverso dalle nostre aspettative.

Ci ricorda che senza riferimenti non siamo persi, siamo solo obbligati a cercarne di nuovi,
ci ricorda che rinchiusi nel nostro corpo e nella nostra mente molte volte abbiamo poteri
e potenzialità che non esploriamo ma che difronte alla nebbia dobbiamo richiamare perchè infondo

siamo esseri speciali

che la nebbia pone difronte ad uno specchio che non c’è.

La nebbia non ha sapore, porta con se l’influenza che ha in ciò che incontra.

La nebbia è sospesa, come le nostre vite, la nebbia è rappresentazione più vicina
all’indefinto che i miei silenziosi passi hanno avuto la fortuna d’incontrare.

Siamo esseri speciali perchè difronte alla nebbia ci accorgiamo che, nemmeno lei,
può impedirci di pensare.

Mi piace la nebbia, in alcuni casi arrivo ad adorarla.