6 pensieri riguardo “Monologo tratto da “il cielo sopra Berlino””

  1. Dopo giornate intere ricamate sul solito ordito del tran-tran quotidiano, la voglia di “fisicità”, di “terra”, di “concretezza” a me sbiadiscono completamente, e cerco il contrario: “quiete”, “desiderio di infinito”, “libertà”.
    Quindi io la vedo diversamente da quanto hai scritto: la quotidianità non la vado a cercare, è lei che mi cerca e mi trova… ogni giorno.
    Ciao

    Kikkakonekka

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    1. hei, mica l’ho scritto io… :))) è una citazione 🙂

      però penso anche la quotidianità…dipende e pesa a seconda di come la vivi… e in questo sei tu che scegli…

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      1. Certo… intendevo “quello che hai scritto riprendendolo da Il cielo sopra Berlino”.
        Riguardo la quotidianità… beh… negli ultimi anni la sto vivendo un po’ meglio, gli anni scorsi ero davvero ‘preso con le bombe’ così come si dice dalle nostre parti.

        K.

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      2. ahah…. ironizzavo…

        io spesso mi chiedo come cambierebbe la mia vita, la mia quotidianità, se attorno a me cambiasse la concezione e il modo di utilizzare il tempo…

        e di conseguenza la mia quotidianità è condita da pensare ad una quotidianità diversa, il che la rende meno quotidiana…

        chiaro no??? 🙂

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