Meglio ingenui che….

Adoro la mia ingenuità!!!

E pensare che fino a ieri ho sempre pensato di stare “nel giusto”…

La mia filosofia quando faccio un lavoro è da sempre quella di farlo nel miglior
modo possibile, che rispetti ciò che mi è stato chiesto di fare, cercando di farlo
nei tempi e nei modi che sono indicati o in assenza di indicazione che mi sembrano
più consoni.
Ho sempre pensato che la consegna di un lavoro oltre che rispondere ai requisiti sopra
citati debba in qualche modo, se possibile, rappresentarti e lasciare qualcosa di
tuo, di personale, che contraddistingua se non altro il tuo stile, il tuo essere.

Non ho mai cercato di fare il lavoro fine a se stesso ma ho sempre cercato di comprenderne
il contesto, lo scopo, le finalità in modo da favorire la sua applicazione o il suo utilizzo
e di favorire anche l’utilizzatore finale o chiunque per qualsiasi motivo ci debba poi
interagire, quindi lasciando o trovando il modo per dare tutte le informazioni del caso
tutte quelle che potrebbero in qualche modo facilitare chi si interfaccia con esso.

Insomma mi piace pensare che chiunque debba interagire con qualcosa che ho fatto io,
abbia tutte le informazioni per poterlo fare, possa capire secondo quale logica ho
lavorato e in quale ottica di utilizzo.

Ieri invece ho scoperto, da uno dei massimi “manager” aziendali che questo modo di fare risulta “ingenuo” perchè fornisce diversi
pretesti per “criticare” o “interagire” con il lavoro stesso, che bisogna lavorare in modo
che nessuno possa poi “rompere le scatole” o aver nulla da ridire, il primo unico e vero
obiettivo nel lavoro deve essere questo… poco importa se magari dalla critica potrebbe venir
messo in luce un possibile miglioramento, poco importa se chi ha fatto quel lavoro ha delle opinioni
e delle ragioni da poter esporre per illustrare o difendere tutto quello che comporta il suo lavoro,
poco importa se il lavoro è fatto bene e poco importano tutti quelli che con quel lavoro devono
interagire, la cosa fondamentale è evitare ogni interazione futura… quello è un lavoro fatto bene.

E un ultima cosa importante

M: Si ricordi questa lezione, le sarà utile, e non se la prenda per le mie parole…
I: Non si preoccupi, la mia reazione umorale a tutto questo è parificabile a quella che ho
dopo uno scoop di Barbara D’Urso, non condivido nemmeno una virgola del suo pensiero, ma sicuramente
ricorderò la lezione, ogni volta che nella mia ingenuità continuerò a sbagliare.

e ora… chi vivrà vedrà….

8 pensieri riguardo “Meglio ingenui che….”

  1. Fai bene ad adorare la tua “ingenuità”, che io invece definirei sensibilità umana.
    Tipi come quel manager aziendale, che è classificato come uno dei massimi, li classificherei invece come freddi, egoisti, calcolatori e soprattutto poco umani.
    Perché allora non si assumono robot, così almeno loro non hanno un’anima. 🙂

    Un caro saluto, Erik.
    Nadia

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    1. Ciao Nadia, in realtà non si classifica lui così, ma lo classificano gli altri (e già qui… avrei qualcosa da dire) però lui ne è ben consapevole… ad ogni modo non è la prima volta che mi scontro, rispetto zero per quella persona… il problema grosso è che quelli che hanno in mano il paese son dello stesso stampo… l’economia vince mi disse un tempo un vecchio saggio… sarà ma io i frutti di queste vittorie non li vedo…

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  2. Mi è piaciuto molto quello che ho letto qui nel tuo post . Ehmm devo confessare che anch’io sono ingenua come te . Quando lavoro ci metto tutta la mia passione e cerco di farlo il meglio possibile per di soddisfare il cliente e dargli il meglio ( ho sempre lavorato in proprio ) a volte ultimamente capitava che ci smenassi pure, ma avevo la soddifazione che il cliente era contento e questo mi appagava cmq. Mi è capitato spesso di parlare con colleghi e loro non condividevano per nulla tutto questo e mi dicevano che ero ingenua. Beh sono contenta della mia ingenuità . Ora che non lavoro più e ogni tanto trovo i miei ex clienti ancora si complimentano con me per l’ottima qualità delle merce comprata e per il mio modo di fare garbato e sincero niente per me ha valore maggiore :)))
    Sorry sono andata un po’ fuori tema . Ma oggi sembra prevalere la mediocrità a discapito della sensibilità e della qualità . Un caro saluto Erik 🙂
    Rosy

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    1. Per niente fuori tema, sicuramente il settore è differente, però i concetti di base sono quelli…

      più che altro prevalgono esclusivamente le logiche economiche e l’arroganza secondo me… la qualità è cosa per pochi perchè ritenuta superflua…

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  3. Concordo con Diemme, naturalmente. Per chi lavora in queste condizioni é una vera fatica, oltretutto deve rinunciare alla sua capacità e impegno.
    Alcuni datori di lavoro non si mettono il problema..basta che si venda.
    Ma secondo alcuni lavori che si fanno…beh…per forza di cose si deve cambiare..pagano loro e il lavoro deve esser svolto come dicono…

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    1. In realtà è una fatica perchè devi scontrarti contro i tuoi valori e principi, ma non si rinuncia a niente, o almeno io non lo faccio di certo.. al massimo saranno loro che rinunceranno a me…

      Sulla parte finale almeno per quel che mi riguarda il problema è leggermente differente.. nel senso che ad ogni modo io ho sempre fatto quello che mi era stato richiesto da chi paga… il fatto è che spesso facevo, faccio e farò lavoro in più, di corredo, che è ritenuto superfluo ma che quando c’è un problema spesso salva il sedere… ma ripeto di certo non cambierò per una persona di cui ho stima pari a zero…

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