Gesti proforma & per conforma-RSI -> Gli anticonformisti?

Quanto non sopporto i proforma o fare qualcosa che ci permetta di conformarci per evitare di venir discriminati dagli altri…

non so, in tutta onestà, quanto nella mia vita io sia riuscito a tenermi lontano dal accomunarmi ad una pecora nel gregge… spero, e spesso ho la sensazione di esserci riuscito discretamente, ma ogni tanto penso che son di parte e che potrebbe essere solo un’illusione… la coerenza verso noi stessi risponde spesso alla speranza e non sempre alla realtà, è complicato essere obiettivi e questo mi fa spesso dubitare.

Mi infastidisco quando leggo, sento, osservo o partecipo a gesta delle persone che sono spacciate per intime e riservate ma che in realtà sono rivolte al pubblico…alla massa, al ritorno dell’echo della folla…

Non riesco a credere, a credervi, a crederci quando fate/facciamo qualcosa che non è indirizzato ad una sola e singola persona o scopo, e, a conoscerne il fatto è, e rimane, sempre e solo quella sola e unica persona.

Esempio, solo per provare a farmi comprendere:

Qualche tempo fa, chi segue il calcio lo sa, Antonio Conte (allenatore) si è dimesso, Andrea Agnelli (presidente) ha scritto una lettera d’addio o ringraziamento e fatta pubblicare sui media…

ora dico io, ma perchè???
che senso ha?? dovevi scrivere e dire qualcosa a questa persona?
lo scrivevi a lui, riservato, privato, punto.

Il fatto di scriverla e pubblicarla sul giornale mi fa pensare che quello che c’è scritto non è scritto ad una persona e per comunicare qualcosa a quella persona ma è scritta con il preciso scopo di alzare un sentimento popolare, raccogliere e guidare il pensiero sull’argomento a chi ne è interessato.

Ok, i frutti sono divisibili, può andarti bene se sei “simpatico”, può andarti male se sei “antipatico”…

a me fa senso…
fa senso pensare che si arriva a fare questo…
fa senso pensare al perchè si arriva a questo…

fare qualcosa apparentemente indirizzato a qualcuno con il fine velato da secondo fine ma in realtà unico scopo di “colpire nel mucchio”.. fare e dire qualcosa come pretesto per se stessi nei confronti della massa…

invitare a bere il caffè, fare gli auguri, aperitivo, abbracci, strette di mano, sorrisi.. fatti a persone di cui non ce ne può fregar di meno sono gesti ignobili, sono proforme da cui fuggo a gambe levate, sono abitudini che non voglio prendere, sono (sempre ovviamente a mio modesto parere) cadute di stile, abbandoni d’intelligenza che mi suscitano un misto di tristezza e fastidio…

come abitante del Friuli venezia giulia sono stato spesso “giudicato” come freddo, ma nello stesso giudizio mi sono imbattuto anche con corregionali..

sarà vero? sarò freddo e/o associale?!!

io non mi sento così, sento semplicemente di fare ciò che sento di fare, di dire quello che ho da dire, se ho da dire qualcosa, di condividere con chi mi va di condivedere e di non far le cose perchè si fa così, perchè tutti fanno così o perchè altrimenti mi isolo o mi isolano… io non mi sento affatto solo, ho amici e conoscenti, ho i miei pensieri, le mie passioni, i miei hobbie e i miei amori…
non ho bisogno di comprarne altri per far numero
non ho voglia di conquistarne altri per raccontarlo in giro
se ti invito da qualche parte è perchè mi fa piacere passare del tempo con te, se ti dico bravo è perchè penso che ci sia un motivo per dirlo.
Difficilmente rido per cicostanza e difficilmente annuisco per reputazione, per riverenza, per assecondare.
Difficilmente interpello l’orgoglio dopo un rifiuto o una privazione,
difficilmente faccio una domanda non mirata a conoscere una risposta,
difficilmente chiedo a terzi il parere dei secondi…

Fondalmentalmente penso che non me ne freghi nulla di chi mi giudica freddo o associale, (Spero che questo menefreghismo non sia egoismo o superbia ma semplicemente scelta ma anche qui rimane quel filo di dubbio di cui ho parlato in apertura..) mi interessa soltanto capire di non prendermi in giro da solo convincendomi di riuscire a fare le cose che sento giuste, nei modi e nei tempi, e di sapere che qui fuori ci sono persone che fanno altrettanto, non chiamateci anticonformisti, siamo o proviamo semplicemente ad essere persone semplici con una scala valori e un senso della vita leggermente differente….

…stabilito questo, se vi aiuta, chiamateci pure anticonformisti…
se vi và…

17 pensieri riguardo “Gesti proforma & per conforma-RSI -> Gli anticonformisti?”

  1. E’ stato bellissimo leggere il tuo post, Erik, perché mi ci sono immedesimato parecchio. Io odio i pro forma. Odio profondamente i convenevoli, le leccate di culo, e qualsi altro atteggiamento che noi non sentiamo come nostro, ma che ci sentiamo in dovere di fare.
    E per questo li evito come la peste, anche a rischio di essere preso per freddo e asociale, proprio come dici tu.
    La famiglia di mia cognata, per esempio, ad ogni pranzo/cena è solita fare i complimenti (e farli anche a se stessi) per ogni pietanza servita. Ma che buona, ma che brava… ma ce n’é bisogno? Io gradisco, ma non è che mi devo ogni volta inginocchiare e ringraziare. Anche perché se non mi piace (e capita…) cosa dovrei fare? Dire che sono pessime cuoche? Come poi chi fa la carità e si sente in dovere di dirlo al mondo intero. Ma le buone azioni vanno tenute nascoste, cacchio! Non si fanno per avere il pauso! Meglio freddi che ipocriti.
    Con stima.

    Kikkakonekka

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    1. mi fa molto piacere leggere questo, perchè in primis non ero sicuro di esser riuscito nell’intento di spiegarmi.. 🙂 secondo e più importante punto… solitamente non sono una persona che ricerca troppe conferme in giro però sentire conferme su questi punti mi fa enormemente piacere!!!

      Solo un appunto, se posso 🙂 :

      Le buone azioni vanno fatte e basta… non serve ventilarle e non credo nemmeno che vadano tenute nascoste… vanno semplicemente fatte perchè ci si sente di farle!!!!!

      cosa dici?

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      1. … e per le buone azioni.
        Vanno fatte, ma io propendo per tenerle anscoste, se si può.
        Se non si può, o se posso essere da sprone per qualcuno, allora (forse) è bene farle risaltare, ma meglio se lo fanno terze persone, non coloro che le hanno compiute.

        K.

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  2. Mi ritrovo in molto di quel che dici. Hai toccato in realtà due diversi concetti, pur correlati: l’ipocrisia e il conformismo. Sul primo: è la cosa che più odio nelle persone, non aggiungo altro. Sul secondo: lo digerisco assai male ma è molto più comprensibile. Tutti abbiamo bisogno di appartenere a un gruppo, più o meno numeroso, è la spinta al conformismo è fortissima. Tutti la subiamo. A meno che non siamo asceti che vivono su una montagna in Tibet. Basta però rendersene conto 😉 grazie e a presto. Daniel

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    1. Ciao Daniel, che piacere leggerti….

      beh si è comprensibile purtroppo, e come dici tu, la spinta è fortissima, fin dalle scuole ci educano al concetto e da li non ne usciamo più…

      mi piacerebbe pensare che esista una via di mezzo più realizzabile tra il conformista e l’asceta…

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  3. Immaginati una persona che in mezzo ad una folla, decide di andare nel senso contrario. Magari è stato l’unico a vedere qualcosa che gli altri non hanno visto ma la fatica che dovrà metterci per arrivare sarà tanta.

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    1. beh, io credo che se mosso da reale istinto o desiderio, non importerà la fatica che dovrà fare, la sola cosa che conta e che lo faccia… che vada in senso opposto, purchè sia veramente un bisogno o un desiderio e non un voler apparire andando semplicemente controcorrente…

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  4. Ho sempre pensato che anche dirsi anticonformisti significa in qualche modo conformarsi ad una massa, seppur più piccola, una minoranza, che si dichiara tale, opposta ad una maggioranza dalla quale ci si distacca ma conformandosi in altri atteggiamenti, modi di vestire e così via! Meglio dichiarare di essere se stessi e basta anche se magari non basta una vita per esserlo davvero, conoscersi così bene (:

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    1. Infatti….

      moltissime volte mi sono chiesto come mai l’uomo ha il bisogno assoluto di catalogare, di identificare, di decifrare, spiegare in pratica rinchiudere e definire qualsiasi cosa… non si potrebbe semplicemente viverla e basta?

      Sul se stessi invece penso che dovremmo, anche qui, accettare il fatto che non potremmo mai scoprire di esserlo se cerchiamo dei punti fermi, statici, delimitati… siamo esseri in costante evoluzione e i cambiamenti, gli errori, le revisioni dei pensieri e di alcuni aspetti dei valori non significa che il mio me stesso di ieri è diverso da quello di oggi o che non so chi sono..significa semplicemente che sto vivendo in evoluzione…

      spesso quando faccio questi ragionamenti arrivo a conclusione che potrò dire chi sono stato, chi era il mio vero me, soltanto un attimo prima di morire… o nell’istante immediatamente sucessivo…

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      1. dici?? speriamo che lo sia in senso globale oltre che singolare… 😉

        è il miglior modo per migliorare, creare, progredire, vivere…

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