La proprietà del pensiero

Non sono mai riuscito a spiegarmi come mai quando una persona si trova
a ragionare o analizzare un pensiero, un idea, un affermazione debba
farlo valutando anche il sesso o la categoria della persona che l’ha pronuciata.

L’idea, il pensiero, la mente non hanno sesso… non hanno paternità o maternità

il corpo ha una sessualità

la mente, l’idea, il pensiero non necessariamente e anche dovesse averla,
a priorio non può, o meglio, non dovrebbe far per noi differenza.

Addirittura, secondo me, non è nemmeno da non valutare come una questione di “solo sesso”…

Io credo che qualsiasi idea, pensiero o ideologia non sia in nessun caso nella storia
frutto di un singolo individuo… i nostri pensieri sono frutto di svariate combinazioni
che ci accadono attorno, di frasi sentite da altri, di letture scritte da altri,
di immagini della natura, di sensazioni del destino, dell’incedere del tempo e della vita
stessa… credo sia profondamente sbagliato ritenere che possa esistere un proprietario
del pensiero, dell’idea…

mi piace immaginare il pensiero, l’idea, l’espressione come un frammento di tempo che identifica
un concetto in evoluzione e mi piace immaginare che sia corretto ritenere superflua la fonte
ed eventualmente disponibili senza distinzioni i suoi frutti…

chissenefrega se una buona idea è messa a disposizione di tutti da un uomo, una donna, un
ricco, un povero, un santo o un diavolo…

l’idea è libera, il pensiero è libero e il suo effetto nel mondo dipende dall’uso che ognuno di noi
decide di farne..

eppure nella vita reale, citando Tiziano Ferro sembra che

“è assurdo pensare, ma è lecito farlo..” che non sia così…

14 pensieri riguardo “La proprietà del pensiero”

    1. Con il dovuto ripetto per il sig. Einstein ” che frase del “piffero”….. ”

      [la premessa del dovuto rispetto è per dimostrare che io non guardo la fonte…. mamma mia che incoerente che sono!!! ]

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  1. Beh, i pensieri, per ‘puri’ che siano, scaturiscono anch’essi da basi molto ‘fisiche’.
    Un pensiero di una donna sarà diverso da quello di un uomo, come difefriranno quelli di un ricco e quello di un povero, o di una persona del ghetto del Bronx da quello di uno che vive in Utah.
    Se leggo la frase “la mia nuova Ferrari è una bomba” penso immediatamente ad una persona ricca, leggermente sovrappeso, magari 50enne, maschio, forse di carnagione bianca.
    Preconcetti? Forse, ma al 95% ci azzecco.
    Idee meno ‘concrete’ ma più astratte hanno anch’esse un background fisico (scolarità, genere, ambiente, rango, religione, etnia): non si può farne a meno.
    E’ solo ‘una mia idea’, sia chiaro.
    Ciao Erik!

    KIkkakonekka

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    1. Non voglio darti torto perchè i grandi numeri ti danno ragione, si vede che alla base del tuo ragionamento c’è l’applicazione della statistica e della matematica… però mi sento, con il sorriso sulle labbra sia chiaro, di poter dire che fortunatamente la vita non è sempre così….non va sempre così…. 🙂

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  2. No, non è che io abbia ragione.
    Se noi prendiamo i concetti ‘puri’ (il famoso ‘mondo delle idee’ secondo Platone) credo che in effetti la fisicità del mondo sia ininfluente, e dunque i pensieri siano assolutamente slegati da chi li abbia generati. Ma nel mondo attuale, nella sua imperfezione, poche volte i pensieri possono essere slegati dalla tipologia di persona che li ha espressi.
    Può valere per concetti di alta astrazione, tuttavia: libertà, lealtà, amore, odio eccetera. In essi, a meno che non sianno riferiti ad elementi appartenenti al mondo conoscibile, vive la vera purezza che non interferisce con la fisicità dell’essere che li ha espressi.
    Ma poi si entra in ambito filosofico che, per quanto a me piaccia addentrarmici, è per sua natura un po’ tediante.
    Ciao

    Kikkakonekka

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  3. Condivido il pensiero di Kikkakonekka, ma sono anche d’accordo con il tuo in un certo senso, diciamo che a secondo del tipo di pensiero, e del tipo di contesto in cui si sviluppa, possa valere l’una o l’altra teoria.

    Diciamo piuttosto che il pensiero è un po’ come un’opera d’arte, se riconosciuto tale, non appartiene più a chi l’ha formulato ma a tutti noi, in quanto ci riconosciamo in esso.

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    1. è molto ampio il ragionamento, però mi piace molto la parte conclusiva di quello che hai scritto: ” se riconosciuto tale, non appartiene più a chi l’ha formulato ma a tutti noi, in quanto ci riconosciamo in esso. “

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  4. il post è molto generico. Bisognerebbe fare degli esempi specifici… e ognuno tira fuori quelli che gli vengono in mente a seconda di come ha interpretato il tuo post.
    Comunque ,in generale, considerare la persona che esprime un parere per valutare il parere stesso è una cosa che trovo estremamente normale: se c’è una festa e interpelli un discotecaro e anche un monaco tibetano per sapere se quella festa è bella o no, otterrai pareri molto discordanti.

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    1. Hai ragione è troppo generico, ma io sono maledettamente imbranato e impedito nell’esprimere concetti senza perdermi dentro ad essi, e per fare degli esempi probabilmente avrei bisogno di un libro non di un blog…

      prendo però ad esempio il tuo di esempio e per quanto anch’io la trovo normale, non la trovo però sempre corretta… o meglio:

      se chiedo al tibetano e al discotecaro se quella festa è bella o meno, mi paicerebbe pensare a risposte simili date da fatti oggettivi…

      se il tibetano entrando nella festa vede che attorno a lui le persone ridono, ballano, sono felici mi piacerebbe pensare che alla domanda rispondesse “sembra essere una bella festa, non è la festa per me, non mi piace la musica o la gente ma sembra essere una bella festa” perchè in se, se le condizioni sono rispettate è il tibetano a non esser nel posto giusto, ma questo non dovrebbe autorizzarlo a denigrare la festa solo perchè a lui non piace… il giudizio dovrebbe essere più oggettivo…

      se chiedo al discotecaro magari la risposta pare più scontata…

      allo stesso modo secondo me dovremmo, a volte, riuscire ad uscire un pò dagli schemi ed essere magari più predisposti ad un giudizio oggettivo, invece io ho l’impressione che spesso si giudichi per appartenenza quasi ad evidenziare un senso di coerenza che potrebbe essere restrittivo….

      non so se sono riuscito a rendere il senso del mio pensiero…

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      1. Sei stato chiarissimo con l’esempio di ciò che dovrebbe rispondere il tibetano. Ma è difficile trovare (e anche essere) dei saggi del genere.
        Poi spesso non si tratta solo di gusti personali, ma anche di….visuale più o meno ampia a seconda delle esperienze fatte.
        Mi spiego con un esempio un po’ sconcio: se una ragazza fa certe pratiche sessuali spinte, un ragazzino giovane la definirebbe una “super-disinibita”, ma Rocco Siffredi la definirebbe “appena appena normale tendente al noiosa”.
        E non è questione di gusti!

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    2. P.S. è un comportamento comune e normalissimo, sia chiaro, ci viene automatico e naturale…

      non sto accusando nessuno, sto solo proponendo questa riflessione coem una possibilità per autogiudicarci… se lo vogliamo e se crediamo possa avere un senso o un utilità… solo per precisare…

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